Take your time #2

Canon EOS 40D, Canon 85mm ƒ1.8, treppiede

Se stai pensando «Ue’ baluba, mica è domenica oggi!», leggi qua.

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Risponde la segreteria telefonica di codesto blog, l’ectoplasma che normalmente gestisce i contenuti è fuori sede (e pure la testa non sta messa meglio). Segue riassunto confuso di ciò che è stato e di ciò che sarà, senza particolare ordine o significato, amen.

  • il 5-8 febbraio ci si trasferta (voce del verbo “trasfertare”) a Bruxelles per il Fosdem chez Mozilla;
  • prosegue il tentativo di dare una forma, possibilmente distinguibile dalla sfera, all’ectoplasma di cui sopra;
  • la macchina fotografia muffeggia nella borsa, sarà il caso di darle aria prima o poi;
  • sempre più gente sui blog, sempre meno persone (e idee) apprezzabili;
  • la simpatia di un blogger è inversamente proporzionale al numero di autocitazioni (link al proprio blog) inserite nelle discussioni all’interno dei vari socialcazzi™;
  • FeedBurner diventa inaffidabile, blogger alla disperata ricerca di un nuovo righello;
  • “crisi” non significa “manca lavoro”, significa “lavora che i soldi arriveranno… poi… con calma”;
  • al pronto soccorso degli Spedali Civili di Brescia (amena località in cui ho trascorso 7 ore domenica scorsa) lavora la gemella buona di Elena (è praticamente identica, ma non parla come Maria de Filippi 😛 ).

Proverbio del giorno (in sottofondo la Chanson Balladée): democrazia non è mai dare del coglione a chi la pensa diversamente.

Burp.

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Il futuro di LLOOGG

22 gennaio 2009

Se, come il sottoscritto, siete stati per mesi utenti soddisfatti di LLOOGG, vi consiglio di leggere questa pagina dove si discute del futuro del servizio (e dei problemi tecnici avuti nell’ultimo periodo)

Siamo ad un bivio: dovremmo chiuderlo o trovare un modello alternativo, ma l’idea di una chiusura non ci piace perche’ io e Fabio siamo i primi utenti di LLOOGG, perche’ dovremmo fare a meno di questo servizio?

La soluzione e’ quella di far diventare il servizio a pagamento. Domani ci incontreremo su Skype e decideremo il prezzo, compreremo i server, e inizieremo ad installare il tutto. Nel mentre stileremo anche un piano di sviluppi perche’ il servizio deve anche, seppure in maniera lenta e “conservativa”, evolversi.

Siete disposti a pagare per LLOOGG? Paradossalmente la mia risposta è no: se la domanda fosse arrivata un mese fa avrei risposto «sì» senza grossi tentennamenti, ma qualche settimana di down mi ha fatto capire che, in realtà, quel servizio non mi serve e occupa del tempo che potrebbe essere sfruttato in modo migliore.

Probabilmente si potevano cercare soluzioni alternative: evitare di arrivare al collasso del server, ad esempio bloccando gli inviti, oppure affiancare al piano gratuito un servizio a pagamento con più funzioni (vedi Flickr), ma fare i conti con il tempo e i soldi degli altri è sempre molto facile.

Che dire, in bocca al lupo per il futuro e che gli utenti di LLOOGG siano numerosi 😉

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Sfeedato

17 gennaio 2009

Scrivevo in tempi non sospetti

Quanto dovremo aspettare per vedere i banner AdSense nei feed? Secondo me si tratta solo di scommettere sul “quando”, non sul “se”

A giudicare dal mio feed reader il “quando” è arrivato.

Pregiato blogger, considerando anche che in Italia sono ben pochi i blog con un numero di iscritti superiore al migliaio, quei pochi €cent guadagnati valgono la pazienza dei tuoi lettori più fedeli?

Pubblicità nel feed? Decisamente un altro buon motivo per non seguirti.


SVN e WebSVN su DreamHost

12 gennaio 2009

Pur essendo la procedura piuttosto banale, preferisco appuntarmi i passaggi a futura memoria (magari viene utile anche ad altri) 😉

Passo 1: il sottodominio

Per prima cosa è consigliabile crearsi un sottodominio nel pannello di controllo di Dreamhost (svn.dominio.tld) attraverso la sezione Domains->Manage Domains:

  • fare clic sul pulsante Add New Domain/Sub-Domain;
  • inserire il nome del sottodominio (svn.dominio.tld);
  • creare il dominio (fully hosted) associandolo all’utente desiderato.

Passo 2: installare SVN

Nella sezione Goodies selezionare Subversion: in questa pagina è possibile creare un nuovo progetto, associarlo al relativo dominio, impostare utenti e password e stabilire se si tratta di un progetto pubblico o privato (in entrambi i casi il commit sarà comunque riservato agli utenti specificati).

A questo punto il progetto è già accessibile all’indirizzo svn.dominio.tld/nomeprogetto, ma sarà possibile solo navigare tra i file dell’ultima revisione.

Passo 3: installare WebSVN

Scaricare il file zip o tar.gz dal sito di WebSVN e caricare i file nello spazio FTP collegato a svn.dominio.tld. Se ancora non l’avete capito, la maniera migliore per fare questo tipo di operazioni su DreamHost è quella di caricare il file zip (o meglio ancora scaricarlo direttamente con wget, sfruttando la banda disponibile) e decomprimerlo attraverso una sessione SSH. Se usate Linux o Mac OS X vi basta digitare “ssh svn.dominio.tld -l utente” in un terminale, se usate Windows potete usare PuTTy.

Esempio pratico:

[nome_server]$ wget http://websvn.tigris.org/files/documents/1380/44450/websvn-2.1.0.zip
[nome_server]$ unzip websvn-2.1.0.zip
[nome_server]$ cd websvn-2.1.0
[nome_server]$ mv * ../
[nome_server]$ cd ..
[nome_server]$ rm websvn-2.1.0.zip
[nome_server]$ rmdir websvn-2.1.0/

Per configurare WebSVN basta rinominare il file include/distconfig.php in include/config.php e aggiungere le seguenti righe (sostituendo “nomeutente” con il vero username):

$config->setSVNCommandPath('/usr/bin/');
$config->setDiffPath('/usr/bin/');
$config->parentPath('/home/nomeutente/svn/');

Passo 4: .htaccess

Personalmente ho scelto di bloccare l’accesso a svn.dominio.tld con .htaccess. Ancora una volta, la strada più semplice è quella della connessione SSH.

Posizionarsi nella cartella principale dell’utente (prima di svn.dominio.tld) e digitare

htpasswd -c .htpasswd user

Verrà richiesta una password per l’utente “user”. In questo modo avete creato nella cartella dell’utente – e non raggiungibile via web – un file .htpasswd da utilizzare con .htaccess (in alternativa potete usare uno dei tanti generatori online).

A questo punto bisogna creare un file .htaccess nella cartella svn.dominio.tld con le seguenti righe (come sopra, sostituire “nomeutente” con il vero username)

AuthUserFile /home/nomeutente/.htpasswd
AuthType Basic
AuthName "Repository SVN"
Require valid-user

Passo 5: usare il progetto

Per quanto mi riguarda (e per le mie esigenze), la strada più semplice è utilizzare un plugin che si integra con il sistema operativo (a livello di gestione risorse o finder): TortoiseSVN nel caso di Windows, scplugin nel caso di Mac OS X.

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key(minor)note

11 gennaio 2009

Titolo alternativo: Is the end of Apple as we know it?
Sottotitolo: Fossi in voi mi preoccuperei della salute di Apple, non degli ormoni di Steve

Visto il clamoroso ritardo, mi limito ad alcuni spu(n)ti di riflessione dopo il keynote di martedì scorso chez MacWorld:

  • un keynote senza Steve Jobs è un po’ come una torta di mele senza mele (e non se ne capisce del tutto il motivo, visto che non dice e non fa nulla di diverso da quello che farebbero altri al suo posto, grazie a testi e demo preparati con precisione da Canton Ticino);
  • Phil Schiller ha l’appeal di un venditore texano di automobili, forse sarebbe il caso di trovare un sostituto più adatto al palco. Ma Jonathan Ive ha le pulci che non lo mettete mai davanti ad una telecamera?
  • sempre più software e meno hardware (vedi l’ennesimo mancato aggiornamento del MacMini). Per rifarsi gli occhi basta dare un’occhiata alla copertura del CES 2009 su Engadget;
  • perché dovrei pagare una seconda volta canzoni che ho già acquistato? Per guadagnare 128kbps che non riuscirò ad apprezzare con gli auricolari scrausi che fornite in dotazione con ogni iPod?
  • continuo a pensare che un notebook senza batteria rimovibile sia una porcata, anche se mi racconti che la batteria è fatta a mano da piccoli artigiani cinesi che tagliano i pezzi con una katana di 300 anni;
  • opzione matte per i MacBook Pro 17″, della serie “te l’avevo detto“;
  • GarageBand introduce i video per imparare a suonare. Un appunto: se proprio vuoi insegnarmi a suonare la parte di chitarra di Roxanne, mi ci devi mettere Andy Summers o Dominic Miller, non Sting (che peraltro è ormai una via di mezzo tra un vampiro di Buffy e Roberto Cavalli).

Disclaimer: questo post è stato scritto su un riluttante MacBook Pro

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