Situazione: server con Windows Server 2008 R2 Foundation, il collegamento funziona perfettamente con la versione 2.1 del client RDC per Mac. Una volta attivato il server di licenze Remote Desktop, quando si cerca di collegarsi questo è il messaggio di errore: “L’utente è stato disconnesso dal computer Windows a causa di problemi relativi al protocollo di gestione licenze”.

Possibili soluzioni:

  • scaricare una versione 2.1.2 non definitiva del client Microsoft (link in questa discussione, basta cercare “dropbox”);
  • utilizzare Cord in sostituzione del client Microsoft per connettersi al server.

Scoperte stupide della domenica: è possibile avere nel dock un’icona con l’utilizzo di CPU (separato per core) aprendo Monitoraggio Attività e selezionando Vista->Icona Dock->Mostra uso CPU.

Q: Ma a che caspita ti serve?
A: Questa settimana è capitato un paio di volte che partisse la ventola dell’iMac (evento estremamente raro su un Mac). In entrambi i casi ho scoperto che c’erano quattro processi Python a saturare tutti i core disponibili (il colpevole dovrebbe essere MacHg). Con quest’icona riesco subito ad accorgermi se c’è qualcosa che non va e uccidere il colpevole 😉


Pimp my MacBook (parte 2)

13 luglio 2012

Lista della spesa:

  • n.2 Kingston KTA-MB1600/8G

Costo totale dell’operazione: circa 125 € (contro i 99 € dell’upgrade a 8 GB su Apple Store).

E con questo direi che sono a posto per i prossimi 5 anni 🙂


Pimp my MacBook (parte 1)

13 luglio 2012

Alla fine dei vari ragionamenti e tenuto conto del numero ridotto di viaggi fatti con il vecchio MacBook Pro, ho deciso di acquistare il modello base da 15″ con l’opzione schermo opaco ad alta risoluzione (1680×1050).

La prima cosa che ho notato è stata la lentezza disarmante del disco: il dispositivo viene indicato come Apple HDD HTS547550A9E384, per cui non è altro che un Hitachi Travelstar 5K750, interfaccia Serial Ata 300, 8 MB di buffer e velocità di rotazione a 5400rpm. In confronto il 7200rpm del vecchio MacBook con Snow Leopard sembrava decisamente più reattivo.

Complice l’offerta di un fornitore, ho anticipato la sostituzione dell’hard-disk con un SanDisk Extreme SSD da 240GB.

Lista della spesa:

Costo totale dell’operazione: circa 240 €.

Risparmio rispetto all’installazione di un SSD da 256 GB su Apple Store: 300 € (e ho un hard-disk da 500 GB da sfruttare come backup).

Tempo di boot medio (Lion): 11/12 secondi (circa un terzo rispetto al vecchio disco).

Reattività percepita: infinita 🙂


Ironia della sorte in questi giorni stavo valutando la sostituzione del vecchio MacBook Pro da 15″: troppo ingombrante per l’uso che ne faccio, perfino troppo potente considerato che i lavori pesanti li faccio sull’iMac da 27″. Ero indeciso tra il MacBook Pro 13″ o un MacBook Air, dopo il WWDC direi che il MacBook Pro 13″ è diventato una macchina senza senso (costosa rispetto al resto della gamma, risoluzione 1280×800 px).

Per chi fosse interessato ecco i prezzi prima e dopo il WWDC.

Prezzi 9 giugno 2012

MacBook Pro 13″
i5 base € 1.149,00 (HD SSD: +€ 200 128GB, +€ 600 256GB, +€ 1.200 512GB)
i7 base € 1.449,00 (HD SSD: +€ 100 128GB, +€ 500 256GB, +€ 1.100 512GB)

MacBook Pro 15″
i7 quad-core 2,2GHz € 1.749,00 (HD SSD: +€ 200 128GB, +€ 600 256GB, +€ 1.200 512GB)
i7 quad-core 2,4GHz € 2.149,00 (HD SSD: +€ 100 128GB, +€ 500 256GB, +€ 1.100 512GB)
+€ 150 schermo alta risoluzione antiriflesso

MacBook Air
11″ 64GB i5 1.6Ghz 2GB € 957
11″ 128GB i5 1.6Ghz 4GB € 1.159
13″ 128GB i5 1.7Ghz 4GB € 1.260
13″ 256GB i5 1.7Ghz 4GB € 1.512

Prezzi 11 giugno 2012

MacBook Pro 13″
i5 base € 1.279,00 (HD SSD: +€ 200 128GB, +€ 500 256GB, +€ 1.000 512GB)
i7 base € 1.579,00 (HD SSD: +€ 100 128GB, +€ 400 256GB, +€ 900 512GB)

MacBook Pro 15″
i7 quad-core 2,3GHz € 1.899,00 (HD SSD: +€ 200 128GB, +€ 500 256GB, +€ 1.000 512GB)
i7 quad-core 2,6GHz € 2.299,00 (HD SSD: +€ 100 128GB, +€ 400 256GB, +€ 900 512GB)
+€ 100 schermo alta risoluzione antiriflesso

MacBook Air
11″ 64GB i5 1.7Ghz 2GB € 1.079
11″ 128GB i5 1.7Ghz 4GB € 1.179
13″ 128GB i5 1.8Ghz 4GB € 1.279
13″ 256GB i5 1.8Ghz 4GB € 1.579

In sostanza:

  • aumento sostanziale del prezzo base, fatta eccezione per 3/4 dei MacBook Air;
  • leggera riduzione di prezzo delle opzioni relative ai dischi SSD;
  • riduzione di prezzo per l’opzione schermo ad alta risoluzione sui MacBook Pro 15″ (alta risoluzione per 1680×1050 fa un po’ sorridere se confrontato con il display retina…).

L’unico modello ad uscire “vincente” da questo aggiornamento è il MacBook Air:

  • il prezzo, ad eccezione del modello base da 11″, è aumentato sensibilmente meno del resto della gamma;
  • è disponibile un adattatore thunderbolt->ethernet (a quando firewire??);
  • è possibile aumentare la RAM da 4 a 8 GB ad un prezzo ragionevole (99 €), così come per gli altri modelli (finalmente!).

Direi che se nuovo MacBook dovrà essere, quasi sicuramente sarà un Air.


Nuovo iArrivato

26 dicembre 2010

Ho visto per la prima volta un iMac 27″ da un cliente qualche settimana fa ed è stato subito colpo di fulmine. Dopo aver venduto il mio “vecchio” iMac da 20″ (in termini di obsolescenza quattro anni per un Mac non sono comunque paragonabili a quattro anni per un pc), mi sono deciso ad acquistare il modello base con processore i5.

In un colpo solo ho risolto il limite di memoria di 3GB, i problemi di spazio su disco e sulla scrivania (la risoluzione di 2560×1440 pixel mi permette di abbandonare senza ripensamenti la precedente configurazione dual monitor).

iMac 27"

La procedura d’acquisto è stata abbastanza surreale:

  1. ho contattato telefonicamente l’AppleStore Imprese e chiesto una quotazione via e-mail. Lo sconto era di circa il 3% per cui, considerando i tempi di attesa e le complicazioni burocratiche (si tratta di una fattura intrastat, mi pare di capire che l’IVA la paghi comunque e poi te la rimborsano), ho deciso di cercare una strada alternativa;
  2. ho contattato un rivenditore Apple e chiesto un preventivo, facendogli presente che avevo già in mano un’offerta con il 3% di sconto. La risposta è stata che sotto a quel prezzo non potevano scendere, al massimo potevano offrirmi la stessa quotazione. Pro: disponibilità immediata di un pezzo.
  3. ricontatto il rappresentante dell’AppleStore Imprese dicendogli che ho un’offerta equivalente e con merce subito disponibile. Mi aspettavo un’ulteriore ribasso, considerando anche che il giorno del Black Friday gli sconti sugli iMac erano di 101€, invece mi sento rispondere che sotto a quella cifra non può scendere (ma potrebbe farmi sconti maggiori se acquistassi come privato, ancora devo capire perché…);
  4. visto che lo stesso sconto lo posso ottenere dal mio fornitore abituale di hardware, decido di ordinarlo da loro: consegna prevista 24 dicembre, pagamento posticipato. Il giorno seguente verifico l’ordine e la data stimata di consegna è stata posticipata al 18 gennaio, per cui potrebbero anche spostarla più avanti;
  5. per pura curiosità controllo il sito di MediaWorld e scopro che l’iMac è in vendita in bundle con una multifunzione Epson, per cui lo sconto effettivo (79€) è superiore a quello proposto dai canali ufficiali Apple (la stampante posso facilmente rivenderla perdendoci poco o nulla). Il punto vendita più vicino ne ha tre pezzi disponibili.

Morale della favola: i canali “ufficiali” Apple hanno perso l’ennesimo cliente. Onestamente non me la sento nemmeno di biasimare l’altro fornitore, la disponibilità dei prodotti Apple è da sempre imprevedibile: ultimamente ho acquistato da loro Logic Express, ci ha messo circa un mese ad arrivare mentre sul sito Apple risultava disponibile in 24 ore.

iMac 27" 2010 (back)

Il retro del nuovo iMac

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