Vivaldi (il browser)

7 aprile 2016

Visto che tanti ne parlano in questi giorni, stamattina ho deciso di dare una rapida occhiata a Vivaldi sul mio Mac.

Primo momento di smarrimento: per aprire il .dmg è obbligatorio accettare un accordo di licenza (EULA). Francamente non ricordo l’ultima volta che sia successo per un browser. Firefox, ad esempio, ha about:rights, ma si tratta di una barra informativa visualizzata al primo avvio e non impedisce all’utente di utilizzare il software.

Siccome l’EULA non è lunghissima, decido di leggerla. Ed ecco il secondo momento di smarrimento:

Without limiting the foregoing, you are neither allowed to (a) adapt, alter, translate, embed into any other product or otherwise create derivative works of, or otherwise modify the Software ; (b) separate the component programs of the Software for use on different computers; (c) reverse engineer, decompile, disassemble or otherwise attempt to derive the source code for the Software, except as permitted by applicable law; or (d) remove, alter or obscure any proprietary notices on the Software, or the applicable documentation therefore.

Uhm, OK. Poco sopra dicono che il browser è Open Source (EDIT: vedi commenti, in realtà dicono che Vivaldi utilizza codice Open Source di altri progetti, ma NON è Open Source), andiamo a cercare il codice: niente GitHub o link a VCS (male), c’è un link per scaricare un malloppo di quasi 600 MB, e non è nemmeno la versione che ho installato (1.0.303 vs 1.0.435).

Poi subentra la deformazione professionale: qualche stringa in inglese qua e là nelle preferenze, inconsistenze e piccoli errori (es. “Cerca Bing” invece di “Cerca con/in Bing” nella barra di ricerca), qualche decisione non condivisibile (“trasferimenti”, “dati riservati”), ma tutto sommato al di sopra delle mie aspettative per un browser appena nato.

Ho anche provato a cercare i file della localizzazione all’interno del sorgente (superficialmente), ma non sono riuscito a trovare nulla.

VivaldiLa prima impressione? La quantità di opzioni è devastante. Ricorda molto i primi tempi di Firefox, dove tutto era personalizzabile, perfino all’eccesso.

Vivaldi è un progetto interessante e coraggioso, per cui sono davvero curioso di vedere se avrà successo, al contrario di Brave (per quanto rispetto abbia per Brendan): non credo che il loro modello di business – sostituire pubblicità brutte, sporche e cattive con le proprie – sia eticamente apprezzabile. Personalmente ho anche qualche dubbio sulla legalità dell’approccio – la tua pubblicità viene visualizzata tra i contenuti del mio sito, e non è la pubblicità che io ho scelto di mostrare, mi stai privando di un ritorno economico e stai guadagnando in qualche modo dalla visualizzazione dei miei contenuti  – ma visto che nessuno ha ancora fatto causa ad AdBlock Plus, immagino non sia un problema così facile da definire.


4 commenti/trackback a “Vivaldi (il browser)”

  1. Paolo scrive:

    Ho cercato ovunque riferimenti al fatto che Vivaldi fosse opensource ma non ho trovato nulla. Dove hai trovato l’URL per scaricare il codice?
    Sulla pagina di wikipedia c’è indicato che la licenza è “proprietary freeware with open source components” e sul sito ufficiale di Vivaldi non trovo riferimenti al fatto che sia opensource.

  2. flod scrive:

    Source code used in the Software, under open source license agreements, can be obtained at https://vivaldi.com/source.

    A questo punto direi che ho male interpretato il legalese: il Software utilizza codice sorgente Open Source, ma il suo codice non è Open Source.
    https://vivaldi.net/en-US/forum/vivaldi-browser/828-please-open-source-this-vivaldi

  3. Paolo scrive:

    Ok, per un attimo leggendo il tuo post ho sperato che fosse Open Source!
    E’ un peccato perché, allo stato attuale, lo vedo come l’ennesimo browser proprietario basato su Blink e sinceramente non trovo un valore aggiunto rispetto ad altri.

Trackback e pingback

  1. Brave (il browser), editori e pubblicità – pseudotecnico:blog
    […] Scrivevo giusto ieri […]

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