Sono da sempre un fan dei GPS+cardio Garmin: da anni possiedo un Edge 500 per la mountain bike e un Forerunner 210w per corsa ed escursioni. Quando in primavera ho visto l’annuncio del Forerunner 225, ho capito che era arrivata l’ora di un upgrade: finalmente niente più fascia per il cardiofrequenzimetro!

Garmin Family

Da quando ho iniziato a correre la fascia è sempre stata un punto dolente, specialmente durante i mesi estivi: durante l’inverno l’intimo funzionale contribuisce a tenerla ferma, in estate “saltella” insieme a te. Il risultato sono dolorose abrasioni sul torace, specialmente nella zona centrale in cui si concentra il peso del sensore. In parte avevo risolto il problema passando dalla fascia originale Garmin Premium a una della Polar (il collegamento del sensore è uguale, per cui è sufficiente trasferire il sensore), ma il fastidio rimaneva. Anche quando viaggi è sempre un oggetto in più da portarsi appresso, a meno di rinunciare ai dati del cardio.

Tornando al Forerunner 225: ormai lo sto utilizzando da quattro mesi e ne sono veramente soddisfatto. La velocità con cui allinea i satelliti è favolosa rispetto al precedente, niente più “pinza” per scaricare i dati o caricarlo (credo sia l’interfaccia più assurda mai creata), contapassi incluso. Ottenere buoni risultati dal sensore ottico è stato un po’ più complicato, per cui ecco qualche suggerimento banale ma pratico se riscontri letture ballerine:

  • Stringi il cinturino. Si tratta di un sensore ottico: se passa luce tra la guarnizione alla base e il tuo polso la lettura sarà meno affidabile.
  • Se il tuo braccio sembra la zampa dell’orso Yoghi, oppure hai il polso pesantemente tatuato, potresti riscontrare qualche problema di lettura.
  • Non allacciarlo esattamente al polso, posizionalo leggermente più in alto dove l’osso non intralcia.
  • Se continui ad avere letture strane, prova a indossarlo al contrario (sul lato interno del polso).

Nel mio caso ho optato per tenerlo interno sul braccio destro: i pulsanti sono orientati verso il gomito, meno rischi di premerli muovendo la mano, e lo sento meno strano rispetto al braccio sinistro.

Ecco un esempio di scarsa e buona lettura (in blu il passo, in rosso la frequenza cardiaca).

Lettura cardio

P.S. Nel caso abbiate qualche dubbio, non è un post sponsorizzato. Non solo il dispositivo è stato pagato, ma è stato acquistato a prezzo pieno visto che non volevo aspettare i primi sconti.


È arrivato il tempo di cambiare uno dei notebook di casa, ormai lento oltre ogni limite di umana sopportazione (ha ancora Windows Vista). Girando un po’ in rete ho trovato un HP abbastanza interessante: HP 250 G3, monitor 15.6″, Intel Core i5-4210U, 4 GB di RAM, hard-disk 500 GB, DVD±RW, 1xUSB 3.0, Free DOS. Insieme al notebook ho ordinato un SSD da 240 GB, visto che è il componente che influisce maggiormente sulla velocità finale.

Il computer è “onesto”, l’area della tastiera sembra un po’ troppo flessibile ma in generale ha un buon rapporto qualità/prezzo. Tutto bene, finché non scopri cosa tocca fare per sostituire l’hard-disk (non esiste un cassetto estraibile con l’hard-disk o uno scomparto per la RAM):

  • Togliere tutte le viti del fondo. Tocca anche scollare i due piedini posteriori, visto che due viti sono nascoste lì sotto.
  • Sfilare il masterizzatore DVD.
  • Sganciare la tastiera e scollegarla. Non lo si capisce bene da alcuni video, ma la piattina non è “incastrata” nel connettore (non bisogna tirarla), bisogna ruotare di 90° il connettore grigio verso l’alto sbloccando la piattina.
  • Sganciare i connettori (piattine) di touchpad e pulsante di alimentazione.
  • Togliere altre 4 viti e sganciare il coperchio superiore.

HP 250 G3

Personalmente credo di non aver mai visto un notebook progettato in modo più assurdo. Come detto il computer è onesto per il prezzo, ma decisamente sconsigliato se vi spaventate di fronte a questo tipo di operazione, soprattutto su una macchina nuova.


Il mio profilo Eolo ha un limite di traffico di 40 GB mensili al massimo della velocità (20/2 Mbit/s). Superato questo limite la velocità viene ridotta a 5/0,5 Mbit.

Eolo fornisce un’applicazione per visualizzare il traffico rimanente, ma la trovo piuttosto scarsa di informazioni. Siccome il codice è su Github, pur non conoscendo nulla di Adobe Flex ho cercato di capire come funziona e scoperto che i dati vengono recuperati in formato JSON.

Geektool + Eolo

Questo è lo script che attualmente utilizzo per tenere d’occhio il traffico con GeekTool (i programmatori Python sono pregati di ignorare la bruttezza del codice, disponibile anche su GitHub).

#! /usr/bin/env python

import json
import urllib2
from datetime import datetime

eolo_url = "https://care.ngi.it/ws/ws.asp?a=get.quota"
try:
    response = urllib2.urlopen(eolo_url)
    json_data = json.load(response)
    if json_data['response']['status'] == 200:
        data = json_data['data']
        # Days before reset
        cycle_length = 30
        end_date = datetime.strptime(data['nextReset'], "%Y-%m-%d %H:%M:%S")
        remaining_days = abs((end_date - datetime.today()).days);
        if cycle_length - remaining_days > 0:
            used_days = cycle_length - remaining_days
        else:
            used_days = 1
        # Data quota/usage
        quota_mb = data['quota'] / 1024
        used_mb = data['used'] / 1024
        remaining_mb = quota_mb - used_mb
        # Print values
        print "Rimamenti:        %5.0f MB" % remaining_mb
        print "Quota:            %5.0f MB" % quota_mb
        print "Giorni:              %2.0f g" % remaining_days
        # Avoid division by 0
        if remaining_days == 0:
            remaining_days = 1;
        print "Media consumo:    %5.0f MB/g" % \
              (used_mb / used_days)
        print "Media dispon.:    %5.0f MB/g" % \
              (remaining_mb / remaining_days)
except urllib2.HTTPError, err:
    if err.code == 403:
        print "Errore 403 - Connessione non Eolo"
    else:
        raise
except Exception as e:
    print "Errore lettura JSON da %s:\n %s" % (eolo_url, e)

Un altro script mi permette di verificare il gateway in uso (per scaricare file di grandi dimensioni e non urgenti posso usare l’ADSL standard).

#! /usr/bin/env bash

printf "IP Address: `ifconfig en0 | grep inet | grep -v inet6 | awk '{print $2}'`\n"
printf "Gateway:    `route -n get default | grep gateway | awk '{print $2}'`\n"

Il secondo script è stato aggiunto dopo essermi accorto di aver scaricato 5 GB di XCode e aggiornamenti pensando di essere collegato all’ADSL. Su Windows mi serve solo visualizzare il gateway, e Rainmaker fa il suo lavoro piuttosto bene.


Eolo wireless

13 marzo 2015

Ho una connessione ADSL Telecom da una vita, partita come Tin.it 512k non appena la mia zona è stata raggiunta dal segnale (a memoria oltre dieci anni fa).

Conoscendo le esperienze di amici e colleghi, sono consapevole di non potermi lamentare: credo di aver avuto 4 o 5 black-out seri in tutti questi anni, la connessione è stabile e decentemente veloce.

Speedtest Telecom

Nota: per avere queste velocità pago l’opzione Superinternet Plus (10,08 €/bimestre da aggiungere ai 43,80 € di Alice 7 Mega).

Considerato che lavoro da casa, e Internet è assolutamente fondamentale, da un po’ di tempo stavo pensando di mettere una connessione di backup (la ricezione dei cellulari è pessima nella zona in cui vivo). Per darmi la spinta finale Telecom ha deciso di lasciarmi a piedi per 48 ore, in cui ho dovuto arrangiarmi utilizzando un Flame con Firefox OS come hotspot, e rinviare almeno 2 o 3 riunioni (banda disponibile su cellulare e connessione video non vanno d’accordo).

La scelta è caduta su Eolo. Ho bisogno di utilizzare la connessione per un po’ di giorni prima del verdetto finale, ma per ora l’unico problema è quello di definire questa connessione il “backup”.

Speedtest Eolo

Il profilo è 20/2 Mbit, con limite mensile di 40GB. Se le prestazioni rimangono queste, Eolo è destinato a diventare la connessione primaria e Telecom il backup.

Per i curiosi: per l’ADSL Telecom utilizzo un Fritz!box 3390, mentre per Eolo ho preso un Asus RT-N56U. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dall’Asus, peccato solo per la malsana idea di dover ripristinare la configurazione quando aggiorni il firmware.


Se non vivete in una caverna, saprete che Apple ha presentato Apple Watch questa settimana. Fatevi un giro sul sito: trovate da qualche parte indicazioni sulla capacità della batteria o sull’autonomia? Io non ci sono riuscito. Eppure è il punto fondamentale: una tecnologia simile non ha alcun senso senza una rivoluzione nel settore delle batterie. Che cosa me ne faccio di un orologio che devo ricaricare ogni sera, oppure ogni due giorni quando va bene?

Mi rendo conto di essere uno strano animale in questo senso: quando esco a correre o in mountain bike ho un GPS con cardiofrequenzimetro per tracciare il percorso, a volte un iPod shuffle per la musica e un telefono cellulare da pochi euro per chiamate di emergenza. Non voglio un unico oggetto che costi un patrimonio in grado di fare tutto questo, preferisco oggetti “stupidi” in grado di svolgere perfettamente il loro compito e con un costo individuale ridotto.

Rimango perplesso anche su alcune funzionalità:

  • Che cosa me ne faccio delle foto su un orologio con uno schermo minuscolo?
  • Come correggo qualcosa se la dettatura vocale non mi capisce?
  • Qual è l’affidabilità del cardiofrequenzimetro? I vari Garmin, Polar non hanno dispositivi senza fascia, per cui mi chiedo quando sia valido. In giro ho trovato solo il Mio Alpha, risultato di un progetto Kickstarter di un paio d’anni fa (peraltro sorge il dubbio se il sistema sia patented).

P.S. Perdonate il titolo in inglese, ma “tecnologia da indossare” o “tecnologia indossabile” non rende altrettanto bene.


Home Office Improvement #2

15 ottobre 2013

In attesa di prendere una decisione sulla scrivania – se solo ci fosse in Italia la varietà di scelte disponibile in USA… – continuano a piccoli passi i miglioramenti dell’ambiente di lavoro. Oggi scattano i -15 giorni alla partenza ufficiale, salvo imprevisti con vecchi clienti.

Domenica trascorsa a smontare e riposizionare la vecchia scrivania Ikea, oggi ho montato lo stand per l’iMac (per gli interessati c’è anche la foto del retro).

iMac + HiRise (front)

L’oggetto in questione si chiama HiRise ed è prodotto da Twelve South, costa un po’ troppo ma dopo aver visto la qualità del prodotto e del confezionamento parte del fastidio per l’esborso sparisce 🙂

Ho pure trovato un Apple Store in grado di sostituire l’hard-disk in garanzia e installare un SSD in sostituzione del lettore ottico. Ora devo solo decidere se rimanere sui 240 GB (0,575 €/GB è il costo più basso che ho trovato) oppure andare direttamente sui 500 GB (0,488 €/GB) del Samsung 840. Il secondo ha una velocità di lettura inferiore, ma considerato che l’iMac ha porte SATAII da 3 GB/s non sarebbe un problema. In proposito, interessante anche questo dettagliato articolo sulla longevità delle memorie TLC utilizzate nel Samsung 840.

Considerato quanto era sovradimensionato l’iMac in partenza (i5 2,8 Ghz, 12 GB di RAM, ATI Radeon HD 5750 con 1 GB di memoria dedicata, monitor da 27″) non dovrei avere problemi a farlo durare altri 3 anni, salvo rotture.