Eolo wireless

13 marzo 2015

Ho una connessione ADSL Telecom da una vita, partita come Tin.it 512k non appena la mia zona è stata raggiunta dal segnale (a memoria oltre dieci anni fa).

Conoscendo le esperienze di amici e colleghi, sono consapevole di non potermi lamentare: credo di aver avuto 4 o 5 black-out seri in tutti questi anni, la connessione è stabile e decentemente veloce.

Speedtest Telecom

Nota: per avere queste velocità pago l’opzione Superinternet Plus (10,08 €/bimestre da aggiungere ai 43,80 € di Alice 7 Mega).

Considerato che lavoro da casa, e Internet è assolutamente fondamentale, da un po’ di tempo stavo pensando di mettere una connessione di backup (la ricezione dei cellulari è pessima nella zona in cui vivo). Per darmi la spinta finale Telecom ha deciso di lasciarmi a piedi per 48 ore, in cui ho dovuto arrangiarmi utilizzando un Flame con Firefox OS come hotspot, e rinviare almeno 2 o 3 riunioni (banda disponibile su cellulare e connessione video non vanno d’accordo).

La scelta è caduta su Eolo. Ho bisogno di utilizzare la connessione per un po’ di giorni prima del verdetto finale, ma per ora l’unico problema è quello di definire questa connessione il “backup”.

Speedtest Eolo

Il profilo è 20/2 Mbit, con limite mensile di 40GB. Se le prestazioni rimangono queste, Eolo è destinato a diventare la connessione primaria e Telecom il backup.

Per i curiosi: per l’ADSL Telecom utilizzo un Fritz!box 3390, mentre per Eolo ho preso un Asus RT-N56U. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dall’Asus, peccato solo per la malsana idea di dover ripristinare la configurazione quando aggiorni il firmware.


Di router nati male

31 agosto 2010

Della mia pessima esperienza con il router WAG160Nv1 della Linksys ho già parlato in passato (per inciso, da allora ho accuratamente fatto in modo di non acquistare o consigliare prodotti della suddetta marca).

La scorsa settimana ero in giro per centri commerciali (mi serviva un pezzo urgente e i fornitori erano tutti chiusi), quando ho intravisto un bundle modem-router+adattatore USB della Belkin (F5D8053+F5D8636-4A). Incuriosito dal prezzo basso e dalle opinioni abbastanza buone lette in rete sul marchio, decido su due piedi di acquistarlo.

Terminata la configurazione (è allucinante che per ogni modifica, per quanto minima, si debbano attendere 20 e passa secondi) non riesco più ad accedere all’interfaccia di amministrazione. A quanto pare la password ha una lunghezza massima, se non ricordo male 10 caratteri, ma il modulo per aggiornarla non tiene conto di quel limite. Ergo: tu inserisci una password di 15 caratteri, lui non dice nulla ma ne tiene buoni solo 10 (e no, non esistono firmware più aggiornati di quello che era già installato).

Il problema fondamentale in realtà è un altro: non c’è stato verso di farlo allineare con il segnale ADSL, né sul mio impianto né su quello del vicino di casa. Per la cronaca, sullo stesso impianto ho provato router 3Com, Zyxel, Netgear, Linksys senza aver mai riscontrato quel tipo di problema.

Frugando in Internet mi sono accorto che il problema dell’allineamento potrebbe non essere dovuto ad un router difettoso ma proprio al modello (soglia di tolleranza al rumore?). Per questo motivo ho preferito sostituirlo con l’unico altro bundle disponibile dalla caratteristiche simili (Netgear DGN2000+WN111v2). In questo caso il router si allinea perfettamente e le prestazioni della rete wireless sono notevolmente migliorate. Questo non toglie che la mancanza di un paio di funzioni mi abbia lasciato sinceramente perplesso:

  • se impostato come server DHCP, non è possibile impostare i DNS assegnati (abitualmente uso quelli di DNS Advantage). L’unica soluzione è cambiare i DNS direttamente nella connessione in modo da non utilizzare quelli assegnati dall’ISP.
  • non è possibile impostare nei port forward una porta esterna diversa da quella interna (assurdo!). In pratica, se hai tre computer da gestire in RDC sei obbligato a impostarli per utilizzare una porta diversa dalla 3389, non puoi usare 3 porte esterne diverse.

L’ideale, come sempre, sarebbe quello di informarsi a fondo prima dell’acquisto via Internet, ma spesso si tratta di problemi così specifici che è quasi impossibile scoprirli senza picchiarci direttamente il naso.


Alla fine Alice fu

3 marzo 2008

Come molti lettori ricorderanno, ai primi di febbraio ho accettato il passaggio da Tin.it ad Alice per la connessione ADSL di casa: il 18 febbraio mi sono accorto del passaggio a 7 mega della mia linea ADSL, ma l’IP continuava a rimanere all’interno del range di proprietà di Tin.it.

Questa mattina, avendo un quarto d’ora da perdere, ho deciso di dare un’occhiata al 187 online: il mio contratto Alice risulta attivo dal 13 di febbraio! Nel dubbio decido di ammazzare manualmente la connessione del router ed ecco comparire la schermata di registrazione di Alice: mi registro, cambio user e password della connessione ed eccomi finalmente online con IP Alice.

Resta solo da capire se Tin.it mi farà pagare comunque questi 20 giorni di utilizzo e, soprattutto, come diavolo abbia fatto la connessione a reggere dal 2 febbraio – aggiornamento firmware del router – nel bel mezzo di un cambio di provider.

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Habemus 7 mega

18 febbraio 2008

Questa mattina stavo scaricando una ISO con Firefox quando ho buttato l’occhio sul download manager: 750KB/sec. Uhm, c’è qualcosa che non quadra… si vede che anche Firefox soffre della sindrome del lunedì mattina e spara numeri a caso.

Accedo al pannello di controllo del router e trovo la sorpresa

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Il cambio di velocità è avvenuto durante il week-end in maniera del tutto trasparente (senza down o rallentamenti), l’indirizzo IP è ancora quello della settimana scorsa (Tin.it). Venerdì scorso ho ricevuto una mail con l’attivazione del servizio “Tin.it Mail” (indispensabile per mantenere attivo l’indirizzo @virgilio.it), per cui pare che il passaggio Tin.it->Alice sia in dirittura d’arrivo.

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Venerdì scorso ho ricevuto la fatidica telefonata dal call center Tin.it: “salve, la avvisiamo che Tin.it chiuderà entro giugno 2008 e quindi le offriamo il passaggio ad Alice 7 Mega”.
Pur dubitando che Tin.it stia veramente chiudendo – è la terza volta che sento questa storia, cambia solo la data – ho deciso di accettare: il passaggio dovrebbe essere relativamente indolore, potrò continuare a utilizzare il mio router senza astronavi in comodato, pagherò 19.95€ contro 36.95€ attuali (primi due mesi gratuiti, come minimo si dimenticheranno di scontarmeli in fattura).

A quanto pare in questo periodo sono in molti a ricevere la chiamata, speriamo solo che non vada a finire come in ufficio (da queste parti non c’è copertura 20Mbit). Per il momento posso solo registrare la correttezza con cui è avvenuta la richiesta: viene tutto registrato, comprese le condizioni contrattuali e il nome dell’operatore.

A futura memoria, questa è la velocità rilevata da SpeedTest sabato pomeriggio con connessione Tin.it

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Sabato pomeriggio ne ho approfittato per fare l’aggiornamento del firmware del router: celle ricevute 2.800.615.905, celle trasmesse 81.858.339. Numeri che fan girare la testa (cit.) 😛

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Tin.it (risolto)

Da un paio di settimane mio padre non riesce più ad accedere al sito per la gestione dei titoli Telecom: la versione http si apre senza problemi, quella https no.

Inizialmente ho pensato a problemi lato server, poi mi sono accorto dell’incongruenza http-https. Incuriosito da questa situazione ho fatto alcune prove:

  • dall’ufficio (connessione tin.it) medesimo comportamento
  • con il Nokia E90 e la connessione HSDPA Tre il sito funziona perfettamente
  • da un ufficio Telecom (mio padre era andato a trovare i vecchi colleghi) il sito è raggiungibile
  • il cambio di DNS non porta benefici: stessa situazione usando i DNS di Alice, Alice Business e OpenDNS

Ieri pomeriggio (domenica) mi sono preso la briga di chiamare l’assistenza Tin.it: il tecnico più scazzato di questo mondo mi ha comunicato che avrebbe aperto una segnalazione, io ci credo poco (per il tono, non per altro).

Se a voi il sito https funziona correttamente, fatemelo sapere nei commenti specificando il provider 😉

TIM

Il 22 ottobre mi hanno attivato la portabilità da TIM a Tre: da quel giorno ricevo le telefonate in modo pseudo-casuale, un po’ sulla SIM 3 e un po’ su quella TIM. L’assistenza 3 mi ha comunicato che il problema è lato TIM (non mollano il numero).

Ieri ho contattato pure l’assistenza TIM, visto che la domenica è l’unico giorno in cui posso perdere tempo in questo modo. Sinceramente ho perso il filo del discorso quando la gentilissima signorina ha iniziato a parlare di “gusci”: nel momento in cui viene chiesta la portabilità il numero dovrebbe sparire mentre rimane il “guscio” del contratto, nel mio caso il numero risulta ancora attivo.

Verrà ricontattato nelle prossime 48 ore. Aspettiamo.

OPEL

Il 2 ottobre ho portato la pseudo-mobile in carrozzeria, il 5 ottobre sono passato a ritirarla con un piccolo problema: il cilindro della serratura costruito da Opel era difettoso, una volta inserita la chiave era praticamente impossibile estrarla. In sostanza ero l’orgoglioso proprietario della nuova serratura modello Spada nella roccia.

Stamattina ho riportato la macchina in carrozzeria, nuovo cilindro. Arrivo a casa, provo la chiave e mi ritrovo nella stessa ridicola situazione: la chiave non esce se non dopo 30 tentativi di tira-molla-gira-bestemmia.

Tanto per cambiare sono in attesa di notizie dalla carrozzeria.