Sono passati quasi 2 anni dal mio primo tentativo di corsa all’aperto (5 km @ 8:00/km, cinque pause a giudicare dal tracciato del cardio) e, contrariamente a ogni mia previsione, continuo a correre e soprattutto continua a piacermi farlo.

Visto il tipo di lavoro che faccio (sedentario) devo fare attività fisica, e la corsa rappresenta la soluzione ideale in termini di tempi (1-2 ore al massimo) e forma (esci all’aperto, staccati dalla tecnologia, libera la testa).

Dal mio ultimo post sull’argomento sono anche riuscito a togliermi qualche soddisfazione.

Bacheca

Mi sono reso conto di aver raggiunto un punto di stasi a inizio 2016, in cui faticavo a raggiungere 10 km di corsa, per cui ho iniziato a seguire un piano di allenamento su Strava per la mezza maratona per darmi uno stimolo. L’obiettivo è di correre la distanza sotto le 2 ore, poi magari penserò anche a iscrivermi a qualche gara (se riesco a decifrare il delirio tutto italiano su certificati agonistici, iscrizione ad associazioni sportive, ecc.).  Il record attuale in allenamento è 2:02:06.

Ho anche avuto la fortuna di correre in giro per il mondo durante le trasferte di lavoro:

  • Portland: mi sono limitato a correre sul lungo fiume, freddo becco in dicembre. Voto: 6,5
  • Bucarest: ero abbastanza terrorizzato dalle letture sui cani randagi, non ne ho praticamente visti. Voto: 6 (guidano come pazzi, marciapiedi non sempre percorribili)
  • Vilnius: città molto bella, verde, una marea di piste ciclabili, bellissimo percorso lungo il fiume per correre immersi nella natura. Voto: 7
  • Whistler: ho il rimpianto di non aver esplorato più sentieri e percorsi. Ambiente assolutamente favoloso. Voto: 7,5
  • Corvara (Trentino, vacanze): bella lei, peccato che o da una parte o dall’altra la salita assassina te la becchi. Voto: 7
  • Istanbul: pessima la parte Sultanahmet, dopo aver schivato pedoni e traffico in centro ti ritrovi sul lungo mare, su una strada dove passano auto a 90 km/h, con cani randagi e il marciapiede che finisce improvvisamente. Decisamente meglio Kadıköy, peccato per i branchi di cani (uno ha cercato di assaggiarmi una chiappa). Voto: 5 Sultanahmet, 7 Kadıköy.
  • Orlando: monotona. Non riesci a fare un percorso oltre i 5 km senza girare come una trottola. Nota a margine: per la prima volta ho visto l’America che vediamo in televisione, con orde di trasportini elettrici e persone enormi. Voto: 6
  • Singapore: ho “corso” 5 km solo per giustificare il fatto di essermi portato scarpe e abbigliamento. A oggi sono convinto che conti più come nuoto che corsa. Voto: 5
  • Dublino: bellissima, magari un filo meno vento, e meno clima da pinguini la prossima volta? Voto: 6,5

Ho anche fatto le mie prime ripetute. Meglio non aggiungere commenti su questo strumento del demonio 🙂


Sono da sempre un fan dei GPS+cardio Garmin: da anni possiedo un Edge 500 per la mountain bike e un Forerunner 210w per corsa ed escursioni. Quando in primavera ho visto l’annuncio del Forerunner 225, ho capito che era arrivata l’ora di un upgrade: finalmente niente più fascia per il cardiofrequenzimetro!

Garmin Family

Da quando ho iniziato a correre la fascia è sempre stata un punto dolente, specialmente durante i mesi estivi: durante l’inverno l’intimo funzionale contribuisce a tenerla ferma, in estate “saltella” insieme a te. Il risultato sono dolorose abrasioni sul torace, specialmente nella zona centrale in cui si concentra il peso del sensore. In parte avevo risolto il problema passando dalla fascia originale Garmin Premium a una della Polar (il collegamento del sensore è uguale, per cui è sufficiente trasferire il sensore), ma il fastidio rimaneva. Anche quando viaggi è sempre un oggetto in più da portarsi appresso, a meno di rinunciare ai dati del cardio.

Tornando al Forerunner 225: ormai lo sto utilizzando da quattro mesi e ne sono veramente soddisfatto. La velocità con cui allinea i satelliti è favolosa rispetto al precedente, niente più “pinza” per scaricare i dati o caricarlo (credo sia l’interfaccia più assurda mai creata), contapassi incluso. Ottenere buoni risultati dal sensore ottico è stato un po’ più complicato, per cui ecco qualche suggerimento banale ma pratico se riscontri letture ballerine:

  • Stringi il cinturino. Si tratta di un sensore ottico: se passa luce tra la guarnizione alla base e il tuo polso la lettura sarà meno affidabile.
  • Se il tuo braccio sembra la zampa dell’orso Yoghi, oppure hai il polso pesantemente tatuato, potresti riscontrare qualche problema di lettura.
  • Non allacciarlo esattamente al polso, posizionalo leggermente più in alto dove l’osso non intralcia.
  • Se continui ad avere letture strane, prova a indossarlo al contrario (sul lato interno del polso).

Nel mio caso ho optato per tenerlo interno sul braccio destro: i pulsanti sono orientati verso il gomito, meno rischi di premerli muovendo la mano, e lo sento meno strano rispetto al braccio sinistro.

Ecco un esempio di scarsa e buona lettura (in blu il passo, in rosso la frequenza cardiaca).

Lettura cardio

P.S. Nel caso abbiate qualche dubbio, non è un post sponsorizzato. Non solo il dispositivo è stato pagato, ma è stato acquistato a prezzo pieno visto che non volevo aspettare i primi sconti.


A proposito di corsa

20 ottobre 2014

The Runner

Foto con licenza Creative Commons – Flickr

Se qualcuno mi avesse detto, anche solo sei mesi fa, che mi sarebbe venuto il pallino della corsa, gli avrei probabilmente riso in faccia. Mountain bike assolutamente sì, camminare ancora ancora, correre no. Nein. Absolutely not.

Lo scorso giugno ho deciso di iniziare a correre all’aperto, dopo aver provato un po’ sul tapiro urlante (un po’ la colpa è anche sua).

10 giugno: 40:35 per 5,03 Km, passo 8:04/min, media 159 battiti

Per due giorni ho camminato come un tizio uscito da The Walking Dead, poi l’andatura è migliorata, lentamente.

Sabato scorso, circa 340 Km dopo la prima uscita, sono finalmente riuscito a raggiungere uno degli obiettivi che mi ero preposto: superare il test del moribondo.

18 ottobre: 1:17:18 per 12,88 Km, passo 6:00/min, media 165 battiti

Ed è un risultato non da poco, specialmente considerando che nemmeno un mese prima mi ero stupito di riuscire a correre sotto i 6:30 per una decina di chilometri. Col senno di poi, mi ritengo fortunato di non essermi rotto niente nel frattempo, considerato da dove partivo (non il divano, ma quasi).

Raggiunto l’obiettivo, ho deciso di fare un passo indietro e rallentare per migliorare. È una bella botta all’autostima: ti tocca camminare in salita, quasi quasi ti sorpassano gli anziani dotati di cagnolino, ti tocca tirare il freno perché la tua testa sa che puoi andare molto più veloce di così. Per cui ripartiamo da qua:

20 ottobre: 58:03 per 8,82 Km, passo 6:35/min, media 154 battiti

E vediamo dove si arriva.