In queste ore sto installando sul nuovo notebook con Windows Vista i software che uso abitualmente: nessun problema da segnalare per OpenOffice, PsPad, FileZilla, Gimp, NOD32, Thunderbird e Firefox (questi ultimi due volutamente installati senza modificare i percorsi predefiniti per profili e programma, in modo da verificare eventuali anomalie).

Qualche problema invece per installare PDF Creator. Questa è la procedura:

  • scaricare la versione 0.9.3
  • entrare nelle proprietà del setup prima di avviarlo, nella scheda “Compatibilità” attivare la spunta per eseguire il programma in compatibilità Windows XP e confermare con OK

    pdfcreator.png

  • fare clic con il tasto destro sul file del setup e selezionare Esegui come amministratore
  • completare l’installazione scegliendo la tipologia SERVER

Unico problema: il software deve essere avviato prima di stampare, in caso contrario le stampe finiranno in coda e non verranno eseguite fino all’apertura di PDF Creator. Personalmente ho provato anche a scaricare la versione 0.9.4RC1 ma senza risultati apprezzabili (non funziona).

P.S. Il tenutario del blog sarà in zona RomagnaCamp tra venerdì e domenica, cercate di fare i bravi. Il post con la foto domenicale arriverà probabilmente in ritardo 😉

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RAI e YouTube

24 marzo 2007

Qualcuno di voi ricorda l’intervista sull’Open Source andata in onda su RaiTre all’interno di TeleCamere? Se non l’avete vista non vi resta che attaccarvi.

Notifica ricevuta da YouTube questa mattina:

Dear Member:

This is to notify you that we have removed or disabled access to the following material as a result of a third-party notification by RAI Radiotelevisione Italiana S.p.A. claiming that this material is infringing:

Servizio Rai3-Telecamere su OpenSource: (http://www.youtube.com/watch?v=TBcpCKdKa9M)

La RAI Radio Televisione Italiana ha deciso che quel filmato di 7 minuti e venti non poteva stare su YouTube.

Peccato che tale intervista non sia accessibile in altri modi: il sito (osceno) di TeleCamere funziona solo in concomitanza con un’eclissi di luna, nelle Teche (altro sito osceno) non c’è traccia di questa trasmissione.

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Mark Shuttleworth, finanziatore di Ubuntu (distribuzione basata su Debian), interviene sulla diatriba tra Debian e Mozilla. Se qualcuno di voi non sa di cosa sto parlando, in estrema sintesi queste sono le posizioni dei due contendenti:

  • posizione Debian: noi modifichiamo il codice sorgente di Firefox per distribuirlo in Debian, eliminiamo il logo perché non è free ma Mozilla ci impedisce di chiamare questo browser Firefox. A questo punto noi facciamo il fork e creiamo la nostra serie di prodotti: IceWeasel (Firefox), IceDove (Thunderbird), IceApe (SeaMonkey).
  • posizione Mozilla: se Debian vuole modificare il codice è libera di farlo. Allo stesso tempo le trademark policies di Mozilla sono chiare: se Debian vuole continuare a chiamare questo browser Firefox le modifiche devono essere approvate da Mozilla (come già fanno altre distribuzioni come RedHat e Novell). Nell’ottica di Mozilla il trademark serve a garantire la qualità del prodotto “Firefox”.

Cito solo le parti più interessanti del lungo post

It’s worth bearing in mind that Debian’s position on both free software and trademarks is very complex and not entirely consistent. Consider the recent decision to ship Etch with proprietary software built in. Firmware is in most cases X86, PPC, Mips or ARM code (architectures Debian supports) for which real source in C exists – but that source code is of course not provided. Also consider Debian’s own trademark policy which, while liberal, still restricts what can be done.

La politica di Debian sul free software e i trademark è molto complessa e non del tutto coerente: Etch contiene software proprietario, ci sono dei limiti chiari sulle possibilità di utilizzo del nome “Debian” e del logo.

I hope that the lead we have established with Ubuntu and Mozilla will benefit Debian, establishing a precedent that allows both groups to get what they want.

“Speriamo che Debian possa beneficiare dell’accordo tra Ubuntu e Mozilla” (Ubuntu 6.10 contiene un “fully branded” Mozilla Firefox 2); visto il tono delle risposte lato Debian ne dubito.

Should Debian settle on IceWeasel, thats fine and dandy and does not mean that anybody should call them “fundamentalists”, as I’ve seen happening. Neither should Mozilla’s position give anyone in the Debian camp cause to imply that Mozilla are corporate junky marketroids. They simply are not. They’re damn good browser innovators, and they publish their code under free software licenses because that’s what they think is the right thing to do.

Debian and Mozilla should be able to work together effectively on a browser, even if they can’t agree on a way to call it Firefox.

Diamo un’occhiata ad una delle risposte dal fronte Debian.

This time, Christopher Beard, Mr Mozilla® Marketing is talking about Firefox® in Ubuntu, that it’s great, Ubuntu is a good boy, that it cooperates with Mozilla®, and that by cooperating, it can use the great Firefox® name and logo.

To be honest, I don’t care that Ubuntu calls Firefox® Firefox® instead of Iceweasel or whatever. I don’t care that Ubuntu doesn’t care about freedom as much as Debian does. I could not care less.

Non ho le capacità tecniche per confermare o smentire quanto scritto nel resto del post; certo è che il tono è tutto fuorché conciliante e che, probabilmente, Christopher Beard non la racconta giusta quando scrive

Firefox in Ubuntu represents a somewhat more modest set of divergences from original Mozilla source code

Con tutti i link presenti in questa pagina ognuno potrà farsi la propria opinione: la mia, da semplice utente occasionale di Linux, è che Debian sia troppo concentrata sull’aspetto politico del free software e che questo scontro non porterà a niente di buono per il mondo Open Source.


Di ritorno da OpenExp

30 settembre 2006

openexp.pngEccomi di ritorno, bello stravolto, da OpenExp. Nel corso della giornata ho assistito a quattro seminari, uno in meno rispetto al programma iniziale: il primo sull’OOP è saltato per colpa del percorso di ViaMichelin che mi ha fatto mancare la transpolesana 😛

Prima dei seminari ho fatto un rapido giro tra gli stand; il più organizzato mi è sembrato quello di ildn, con tanto di volantini, poster e televisore al plasma con annesso faccione di Stallman.

Primo seminario: “L’Open Source e le pubbliche amministrazioni – Diffidenza, formazione e case studies”
A cura di Angelo Iacubino, professore universitario (vedi commento) e membro dell’AIP: relatore preparato, qualche spunto interessante.

Secondo seminario: “Applicazioni Web 2.0: idea, progetto e marketing”
Il relatore è uno dei soci di SeeSaw, Jacopo Murador; a mio avviso l’esposizione, per quanto ben fatta, rimane troppo teorica. Qualche esempio preso “dal mondo reale” avrebbe reso più interessante il tutto; l’ideale sarebbe stato affrontare la trattazione come un vero e proprio case study partendo da una “finta” idea.

Terzo seminario: “Applicazioni Web 2.0: sviluppo agile con Ruby On Rails”
Tenuto da un altro dei soci di SeeSaw, Paolo Donà, personalmente il più deludente dei quattro seminari: visto il titolo mi aspettavo un’introduzione a Ruby On Rails e qualche esempio, invece mi sono ritrovato sommerso da dettagli tecnici che solo un utilizzatore abituale del framework poteva capire a pieno.

Quarto seminario: “Crittografia: sopravvivere in uno stato di polizia”
A cura di Matteo G.P. Flora, una sorpresa! Preciso com’è nella scrittura te lo aspetti rigido e poco socievole, invece trovi una persona disponibile e alla mano. Si vede subito che lui e il suo MacBook bianco non sono lì per caso: è un animale da proiettore.

Molto interessante l’argomento trattato e la strada scelta per analizzarlo: vi invito a dare un’occhiata alla presentazione quando verrà resa disponibile sul sito OpenExp. Nel frattempo vi lascio tre link utili sull’argomento crittografia: True Encrypt, HushMail, TorPark (di cui peraltro Matteo aveva già parlato sul suo blog).


Firefox in gendarmeria

5 gennaio 2006

La Gendarmerie Nationale francese ha dichiarato di volere adottare il browser Firefox su 70.000 postazioni Internet entro la fine del 2006; la notizia è disponibile sul blog di Tristan Nitot, presidente di Mozilla Europe.

La motivazione è disarmante nella sua semplicità e verità: Firefox rispetta gli standard W3C e funziona allo stesso modo su Linux, Mac e Windows; la Gendarmerie non ha alcuna intenzione di vincolare i propri utenti ad un particolare editor o sistema operativo.

Ci sono altri spunti interessanti che emergono dal frammento di intervista:

  • entro la fine del 2006 i servizi Intranet verranno resi aderenti agli standard W3C
  • utilizzano già OpenOffice.org
  • prevedono di installare Thunderbird su 45.000 postazioni

La conclusione è la classica ciliegina sulla torta: “ci stiamo spostando verso il Software Libero per renderci indipendenti dal Sistema Operativo”. Eventuali miglioramenti al codice verranno restituiti alla comunità.

Per ora una notizia del genere in Italia è pura fantascienza.


Odio…

15 ottobre 2005

Odio l’integralismo, religioso, politico o culturale che sia,
odio gli Osama del Free Software,
odio le persone brave a criticare il lavoro altrui ma quando c’è da muovere un dito spariscono più velocemente di un road runner,
odio la gente che si arrocca sulle proprie posizioni,
odio l’arroganza,
odio l’incapacità di adeguarsi alle regole di una comunità,
odio chi entra sbattendo la porta e urlando quando dovrebbe entrare salutando ed in punta di piedi,
odio la mancanza di rispetto,
odio chi confonde il mondo reale con un monitor e si dimentica che dietro alla tastiera c’è una persona.

Perché dovrei continuare ad aiutare questa gente? Spendere soldi in connessione, hosting e trasferte, sottrarre tempo al lavoro per aggiornare siti, tradurre documentazione, fornire supporto? Certi giorni mi passa davvero la voglia.