Passaggio ADSL Tin.it -> Alice
4 Febbraio 2008
Venerdì scorso ho ricevuto la fatidica telefonata dal call center Tin.it: “salve, la avvisiamo che Tin.it chiuderà entro giugno 2008 e quindi le offriamo il passaggio ad Alice 7 Mega”.
Pur dubitando che Tin.it stia veramente chiudendo – è la terza volta che sento questa storia, cambia solo la data – ho deciso di accettare: il passaggio dovrebbe essere relativamente indolore, potrò continuare a utilizzare il mio router senza astronavi in comodato, pagherò 19.95€ contro 36.95€ attuali (primi due mesi gratuiti, come minimo si dimenticheranno di scontarmeli in fattura).
A quanto pare in questo periodo sono in molti a ricevere la chiamata, speriamo solo che non vada a finire come in ufficio (da queste parti non c’è copertura 20Mbit). Per il momento posso solo registrare la correttezza con cui è avvenuta la richiesta: viene tutto registrato, comprese le condizioni contrattuali e il nome dell’operatore.
A futura memoria, questa è la velocità rilevata da SpeedTest sabato pomeriggio con connessione Tin.it

Sabato pomeriggio ne ho approfittato per fare l’aggiornamento del firmware del router: celle ricevute 2.800.615.905, celle trasmesse 81.858.339. Numeri che fan girare la testa (cit.)
Il passaggio Tin.it->Telecom in azienda: la fase tartaruga
19 Aprile 2007
Lo so: ho un’invidiabile capacità di tirarmi addosso la sfiga da solo (quando non me la tirano altri).
Venerdì 13 aprile verso sera
Mi accorgo che la connessione adsl è leggermente “piantata”: parlando con i colleghi scopro che in realtà la lentezza si è presentata da subito (dirmelo pareva brutto…).
Martedì mattina (17 aprile)
Chiamo il 191 e segnalo il problema, mi assicurano l’intervento dei tecnici per la verifica.
Mercoledì mattina (18 aprile)
Io sono a casa mentre intervengono due tecnici con le idee confuse sulla conversione tra KByte/s e KBit/s e sulla presunta necessità di moltiplicare la velocità di download per il numero di pc collegati al router (anche se non stanno facendo una cippa con Internet).
Forse consapevoli di non aver ben misurato la velocità della connessione, lasciano aperta la pratica e tornano nel pomeriggio dove gli mostro:
- che il traceroute va per campi subito dopo il router; dopo un 10 secondi la pecorella smarrita ritrova la strada e da quel momento i tempi di risposta sono ottimi
- la velocità di upload è buona (costantemente sopra i 200Kbit/s)
- la velocità di download si assesta sulla fantasmagorica velocità di 100 e qualcosa Kbit/s, a volte meno
- gli stessi risultati si ottengono collegando solo il portatile al router ed escludendo la rete locale
Ovviamente non può essere la linea: sulla stessa linea l’ADSL precedente (Tin.it) viaggiava sopra i 4000Kbit/s
La pratica è ancora aperta e sono in attesa di nuovi contatti da parte di Telecom.
Il passaggio Tin.it->Telecom in azienda: il lieto fine
12 Aprile 2007
Dopo la prima infruttuosa visita oggi è tornato il tecnico Telecom (solo, evidentemente ha deciso di sopprimere il giovane aiutante): è arrivato con il router (il pirelli simil netgear bianco sovrappeso) già configurato come richiesto (ip fisso fornito dal sottoscritto, dhcp disattivato) e testato in centrale.
Morale della favola: 5 minuti ed ero online col mio nuovo fiammante IP fisso
Ulteriore buona novella: come promesso dal commerciale gli indirizzi @tin.it funzionano perfettamente (mail.tin.it come POP3 e out.virgilio.it come SMTP).
Insomma, una volta tanto sembra funzionare tutto alla perfezione (sgratt sgratt) .
Telecom, la solita porcata all’italiana
4 Aprile 2007
Leggo questa dichiarazione di Fassino e mi vengono dei dubbi:
E’ interesse strategico del Paese che la rete Telecom resti italiana
Ok, tutto bello, peccato che:
- mi piacerebbe capire in che modo si possa intervenire nella gestione di un’azienda privata: una bella statalizzazione forzata?
- forse era il caso di pensarci prima di privatizzarla: stiamo parlando del 1997-1999 e dei governi Prodi e D’Alema, se proprio volete prendervela con qualcuno… Sarebbe bastato scorporare la rete, mantenerla in gestione oppure affittarla per un lungo periodo: non è il mio lavoro ma immagino che esistessero decine di possibili e valide alternative.
- perché quando il protezionismo è degli altri è brutto e cattivo? Questa non è un frase di Tremonti o Berlusconi, è dello stesso autore della prima citazione

La piccola guerra energetica tra Francia e Italia dimostra solo che c’è ancora troppo poca Europa e non troppa. È una ben fragile difesa la tentazione neoprotezionista di fronte all’interdipendenza dei mercati e alla globalizzazione. Con concorrenti come Cina e India si può competere solo se l’Europa gioca la sua dimensione continentale con 450 milioni di abitanti e mette a fattore comune l’enorme potenziale tecnologico, produttivo e finanziario delle economie di tutti i suoi Paesi.










