Soave Guitar Festival 2010

Canon EOS 40D, Canon 70-200 ƒ4, mano libera

Ieri sera ho finalmente visto dal vivo uno dei miei idoli. Se non siete troppo distanti da Soave, per il prossimo anno vi consiglio caldamente di farci un salto: quasi impossibile trovare in un’unica serata una simile concentrazione di talenti.

Su Flickr trovate il set completo della serata.

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Paul Gilbert

2 giugno 2008

Autore foto lukas_y2k, licenza cc

Sabato sera ho avuto la fortuna di partecipare a un concerto/clinic di Paul Gilbert: l’evento si è tenuto in un minuscolo locale a un paio di minuti da casa mia, con un centinaio abbondante di persone presenti, e ho avuto il privilegio di veder suonare uno dei miei idoli a meno di 10 metri di distanza (si sentiva chiaramente il rumore del picking, nonostante il volume bello sostenuto).

Questo è un video registrato con il cellulare da uno dei presenti (a occhio e croce si trovava a un paio di metri dal sottoscritto, da questo utente potete trovare un altro paio di canzoni con un audio discreto): la traccia è quella che dà il titolo all’ultimo album – Silence Followed by a Deafening Roar – e il “roar” è eseguito con un archetto da violino irrigidito con della resina.

Paul ha suonato (e cantato) per circa 2 ore appoggiandosi in gran parte a delle basi su cd: cuffie bianche in testa (PG su un lato, 66 sull’altro) e setup minimale. Sul palco si vedeva un combo della Marshall (forse un 2266C), unica chitarra il classico modello signature PGM della Ibanez, bianca con manico in acero e paletta rovesciata (ma con un single coil al manico e scasso su misura, quindi non il modello di serie). Tra i pedali sicuramente un OverDrive della Fulltone (usato per gli assoli), un delay, un equalizzatore (ha spiegato che lo utilizza per tagliare alcune frequenze sui puliti), chorus (usato per eseguire al volo una versione di Message in a bottle) e un auto-wha. I puliti sono ottenuti semplicemente abbassando il volume della chitarra sul canale distorto.

Dall’ultimo album strumentale ha eseguito cinque canzoni: confesso che veder eseguire dal vivo Eudamonia mi ha fatto arrivare la mascella sul pavimento (da ascoltare l’adattamento di un pezzo per pianoforte di Bach, circa 3:40). Non sono mancate Down to Mexico e, sul finale, Scarified e Technical Difficulties (peccato per la base troppo bassa).

Mi sono divertito come un bambino 😀

P.S. non ho portato macchine fotografiche, il locale era troppo piccolo per riuscire a fotografare qualcosa in modo decente 😉

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Muxgramophone

5 aprile 2008

Foto originale su Flickr

Sto seguendo con curiosità i vari Muxtape che circolano in questi giorni nella blogopalla. Partendo dal presupposto che non ho mai sentito nominare un buon 80% degli autori proposti dai blogger (tranne rare eccezioni), ecco tre possibili spiegazioni:

  • sono ignorante come una zucchina fuori stagione (probabile);
  • i blogger hanno gusti raffinati o particolari*: orcoboia, ce ne fosse uno che ascolta la Tatangelo (in realtà mi basterebbe anche un cantante italiano non politicizzato e poco intellettuale);
  • i blogger, nel momento in cui viene richiesto di selezionare un campione rappresentativo all’interno di un’ampia rosa di candidati (10 canzoni su 1000 GB che intasano i tuoi 12 iPod, 3 libri sui 10ˆ4 che hai letto nella tua vita, ecc. ecc.), hanno un atteggiamento velatamente snob.

Come al solito barrate la casella con la risposta che preferite e non lamentatevi se il monitor si rovina.

* conosco almeno un cuneese (o cuneiforme?) e uno schwizzero che hanno gusti quasi improponibili, altro che particolari 😛

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No, non sono in ferie. In compenso sono talmente distrutto che potrei tranquillamente fare la controfigura di un tappetino da bagno nelle scene pericolose (fetish estremo?).

Negli ultimi due giorni mi sono occupato del trasloco di uno studio associato (dottori commercialisti): se non avete mai provato l’ebbrezza di togliere una decina di computer vecchi e nuovi dagli scatoloni, rifare a mano tutti i cavi di rete da muro a computer, sdraiarvi in mezzo alla polvere per tirare fili e ciabatte, fare avanti e indietro dall’armadio con i patch panel per capire quali prese di rete attivare, reinstallare decine di software, il tutto schifosamente da solo e su due piani di uno studio di 220mq, la prossima volta vi porto.

Visto che le giornate non risultavano abbastanza piene, oggi hanno finalmente concluso il trasferimento del dominio di un cliente: come al solito il tecnologico NIC non ha ricevuto il fax inviato il 20 dicembre con la richiesta di cambio mantainer, mentre sullo stesso maledetto fax hanno ricevuto la richiesta del 24 dicembre.
L’indirizzo del sito del cliente non lo darò nemmeno sotto tortura: è praticamente l’anticristo del wed-design, l’apoteosi del codice anni ’90, gronda di tabelle, font e mappe sulle immagini. Per darvi un’idea di massima vi basti sapere che per spostare il sito su un server con Windows 2003 ho dovuto litigare con CDONTS/CDOSYS e con una connessione a database Access via ODBC, il resto mi sono rifiutato di toccarlo: sul preventivo ho scritto “lo sposto così com’è, visto e piaciuto, se volete cambiare una virgola si fa tabula rasa e si riparte da zero”.

A proposito: se con Aruba ottenete un errore ADODB.Fields error ‘800a0bb9’ usando CDOSYS, dovete copiarvi le prime due righe indicate in questa pagina 😉



Dopo la beta 2 prosegue il lavoro di pulitura della localizzazione italiana di Firefox 3, forse mi chiudono un bug mentre un altro morirà nell’indifferenza (come avviene di solito agli “insetti” creati dal sottoscritto).

Nel frattempo, via Virgin Radio, ho scoperto con piacere questa canzone di Bruce Springsteen, autore che non ho mai particolarmente apprezzato: il riff della chitarra è stupendo nella sua semplicità, è uno di quei riff per cui ti chiedi “ma ci voleva tanto a pensarci prima!?”.
Cercando il video su YouTube scopro che il vecchietto ha un suo canale su ValvolaTu e pubblica i testi sul suo sito. Com’è avanti… Voi ce lo vedete Venditti a fare ‘ste robe? 😛

I just want to hear some rhythm

I want a thousand guitars
I want pounding drums
I want a million different voices speaking in tongues


Esperimento fotoacustico

15 dicembre 2007

Per registrare un minuto di canzone ho tirato in ballo il mondo, fortuna che almeno GarageBand, iPhoto e  iMovie HD sono veramente a prova di idiota 😉


Kurt Cobain

8 aprile 2007

L’8 aprile di tredici anni fa (1994) veniva rinvenuto il corpo del suicida Kurt Cobain.

Ricordo perfettamente che al tempo adoravo ascoltare i Metallica e non provavo particolare interesse per il movimento grunge: la mia attenzione era tutta concentrata su palm muting e riff, stavo recuperando il tempo perso dopo aver conosciuto i Metallica del Black Album e non mi piaceva quel genere musicale apparentemente senza tecnica. Con il tempo ho avuto modo di cambiare idea.

Vi lascio una versione (cover) che non ho mai apprezzato di Smell like Teen Spirit (qui potete vedere il video originale), ma che in questo caso è semplicemente perfetta.

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