Retromeme

16 febbraio 2008

Di solito questo blog costituisce un capolinea per i meme (arrivano e cadono nell’oblio), l’equivalente 2.0 del cimitero delle balene, ma questo invito di Alberto era impossibile da ignorare 🙂

Una rapida ambientazione: sono nato nel 1977, padre tecnico in SIP e madre sarta, nessun particolare influsso tecnologico o universitario, un fratello maggiore di cinque anni che per qualche strano motivo non ha mai nutrito particolare interesse per i computer.

Il primo oggetto vagamente tecnologico che ricordo è pong: manopoline argentee, televisore in bianco e nero con plastica di un colore arancio psichedelico inguardabile.

Il primo computer è stato un Commodore 64 con lettore rigorosamente a cassette: ancora ricordo lo stupore, di ritorno da una colonia estiva, nello scoprire l’esistenza di un lettore di floppy disk! Impossibile determinare il numero di joystick distrutti, in particolare grazie a Decathlon nelle sfide con il fratello: per acquisire velocità bisognava smanettare rabbiosamente la leva a destra e sinistra, con il risultato che la maggior parte dei joystick ti rimaneva in mano dopo un paio di mesi 😛

In effetti il C64 è stato il mio primo vero computer, quello sui cui ho iniziato a “programmare”: mi piazzavo in sala, con il C64 attaccato al televisore, e litigavo con GOTO e numeri di linea. Ancora ricordo i LOAD, i tempi biblici e i rumori che uscivano dal lettore, il cursore lampeggiante sotto la scritta READY – a quel tempo le schermate blu con caratteri bianchi non erano un brutto segno.

Alle scuole medie ho avuto la fortuna di incontrare un professore di matematica veramente avanti per i tempi: frequentavo una classe sperimentale con il tempo prolungato, uno dei laboratori facoltativi era quello di informatica e c’erano alcuni C64 dove il professore in questione ci insegnava a realizzare piccoli programmi – al tempo aveva realizzato un simil Arkanoid, con sprite e compagnia bella.

Dopo il C64 è arrivato il primo pc IBM compatibile, regalato dal cugino (per anni il mio spacciatore ufficiale di tecnologia): un Amstrad PC-1512 (512kb di ram, mica fuffa), poi sostituito da un PC-1640 e da molti altri negli anni a venire (386, 486, Pentium 133, ecc. ecc.).

Concludendo, se dovessi scegliere il mio primo computer, sicuramente sarebbe il Commodore 64 🙂


Foto originale di bostonjal

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La mia sala macchine

14 agosto 2007

Devo ammetterlo, ogni tanto il conteâ„¢ c’ha anche delle belle idee 😛

Chiunque possieda una rete costituita da più computer si sarà posto il problema di assegnare un nome ai computer della LAN (a dirla tutta conosco una persona che affibbia nomi anche al cellulare e all’iPod…): il vero geek normalmente sceglie un filone ben preciso e prosegue su quella strada.

Qualche anno fa lavoravo in uno studio dove i nomi dei computer in sala corsi erano quelli dei sette nani: il giorno in cui abbiamo formattato il tutto eravamo in tre a cercare il nome del maledetto settimo nano 😛

Bando alle ciance, questa è la mia rete 😉

lan_small.jpg

Al Dell XPS M1330, ammesso che arrivi, spetterebbe il nome di un altro hobbit.


Pur non avendo molto di originale da aggiungere, rispondo al meme girato da Elena:

Comunicare: Skype, Twitter (via sito o Twitterific), ICQ (via Adium)
Ricerca: Google, Wikipedia, De Mauro ( 😛 ). Naturalmente il tutto usando i plugin di ricerca di Firefox
Rss Reader: Vienna
Bookmark: i segnalibri di Firefox (molto 1.0 😛 )
Statistiche: Feedburner, Google Analytics, LLOOGG
Immagini e video: Flickr, Youtube
Musica: last.fm (raramente)
Blog: WordPress
Cataloghi: aNobii (ma non ho alcuna intenzione di inserire tutti i libri che ho letto, li inserisco man mano che li riprendo in mano)


Rispondo al MEME di Bayle spiegando che fondamentalmente i punti di ispirazione per questo blog sono due: i feed che seguo e la vita di tutti i giorni.

Il feedreader

Per quanto riguarda i post legati a software e tecnologia solitamente capita di leggere spunti interessanti su siti stranieri (principalmente Engadget, The Inquirer, SlashDot, Digg); a questo punto cerco di riproporre la notizia e “allargarla” cercando spunti, immagini e collegamenti e, soprattutto, aggiungendo opinioni.
Non mi piace riproporre una notizia nuda e cruda, lo ritengo un modo un po’ inutile di colmare spazi vuoti sul blog (piuttosto ora lo faccio usando il mio tumblr).

A volte mi capita di leggere post interessanti su altri blog e capire da subito che lo spazio di un commento non sarà sufficiente per scrivere tutto quello che penso (vedi ad esempio questo): questi sono quelli che definisco post di reazione o post newtoniani 😛

First life

Molti dei miei post sono legati all’attività lavorativa: descrivo la soluzione di problemi che ho incontrato sperando di aiutare lettori o altri colleghi (esempio), parlo dei software che uso, della mia attività legata a Mozilla (non mi pagano ma è praticamente un secondo lavoro 😛 ), delle situazioni assurde che incontro (a proposito, la mia ADSL viaggia ancora a 200Kbit in download, maledetta Telecom).

Rientrano nella categoria first life anche i post musicali, spesso prodotti in giornate da umor nero.

Come al solito non ho intenzione di assillare altri blogger: se qualche volontario vuole rispondere è libero di farlo e considerarsi cooptato dal sottoscritto 😉


Tu, cinque giorni di tristezza e poi corri incontro alla vita.
Tu, – io ? – col tuo paracadute, ti getti in volo e vai – azzo vuoi ? -: atterri nel giardino di casa, poi ti muovi sicura e fresca come in un mattino di primavera.

Ok ok, questo è “Essere donna oggi” di E.L.S.T.; l’argomento della maledizione del MEME di oggi è invece “Essere blogger oggi”.

Prima ancora di partire vi avviso che più che un meme sarà un guazzabuglio di idee e riflessioni e che, quasi sicuramente, arrivando in fondo mi accorgerò di non aver risposto alla domanda iniziale (ma non avrò alcuna voglia di tornare indietro perché in realtà non credo di conoscere la risposta).

Ho iniziato a scrivere questo blog verso la fine del 2004: la volontà era quella di fare qualcosa di diverso rispetto a quello che già facevo su Internet e allo stesso tempo di creare un angolo di sfogo quasi (pseudo) anonimo. Con il tempo mi sono reso conto che questo non mi bastava: ho deciso di sacrificare buona parte dell’anonimato che il blog mi offriva e di fare un passo avanti nella folla.

Essere blogger oggi, al tempo dei barcamp, significa schiodarsi dalla propria tastiera e cercare di creare relazioni umane che vanno oltre Internet. Grazie al blog conosco persone interessanti (belle) che difficilmente avrei potuto conoscere e incontrare.

Essere blogger oggi significa avere una consapevolezza superiore alla norma dei meccanismi della rete, non lasciarsi trascinare dall’onda ma cercare di dominarla, per quanto possibile.

Essere blogger oggi significa non lasciarsi sommergere dalla quantità di informazione che ti circonda: ormai la differenza non è più tra chi ha l’informazione e chi non ce l’ha, ma tra chi è in grado di gestirla e chi no.

Essere blogger oggi agli occhi degli altri significa avere parecchio tempo da buttare. Quando ad un mio collega, per risolvere un problema di lavoro, ho suggerito di collegarsi al mio blog e cercare “gromozon”, mi ha risposto: “Pure un blog? Certo che ne hai di tempo da perdere…”.

Essere blogger oggi significa avere avere la consapevolezza che questo NON è tempo perso.

Essere blogger oggi significa metterci passione nelle cose: chi te lo fa fare, alle due di notte, di cercare link e trackback da inserire nel tuo post?

Essere blogger oggi, nel bene o nel male, significa avere delle competenze che tre anni fa non possedevo.

Ovviamente questo è il mio essere blogger oggi: non posso certo pretendere di fornire risposte per conto di altri blogger e, soprattutto, per conto di chi blogger non è 😉

Come al solito non ho alcuna intenzione di passare il meme ad altri blogger: naturalmente se qualche volontario vuole rispondere è il benvenuto 😉

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Perché uso Twitter?

23 aprile 2007

Oggi faccio un’eccezione e rispondo velocemente (=di fretta) al meme di DelyMyth: perché uso Twitter?

Rispondo non tanto per evitare di fare la figura dell’orso quale sono, quanto per non passare per pigro (quello è jooliaan, che al momento ha perso la sua proverbiale pigrizia e mi sta tartassando via ICQ).

Perché uso Twitter:

  • perché mi permette di scrivere in terza persona senza sembrare fuori di testa
  • perché mi permette di vedere in tempo reale cosa stanno facendo tutti i miei amichetti asociali, brutti e sfigati

Motivi pseudo-seri:

  • perché posso consultarlo via web anche quando sono in ufficio o dal cliente, senza bisogno di fastidiosi login
  • perché ha tempi di reazione e aggiornamento molto più rapidi di un blog o del.icio.us
  • perché spesso offre spunti interessanti di lettura
  • perché offre scampoli di umanità che difficilmente un blog può offrire
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