Ultrabook

20 novembre 2012

New entry in sala macchine: samvise (notebook Windows=hobbit). Trattasi di Ultrabook da 13,3″ con risoluzione 1920×1080 px, in attesa di upgrade per la RAM e, più avanti, probabilmente anche del disco (monta ancora un disco meccanico da 500 GB con una cache SSD di 24 GB).

Windows 8: a parte qualche istante iniziale di spiazzamento, è sostanzialmente Windows 7 con un po’ di roba nascosta 😛


Canon 70-200mm ƒ4 vs 40mm ƒ2.8

Forse, considerato il tempo libero che ho nell’ultimo periodo, sarebbe stato più corretto scrivere “prima o poi” invece di prossimamente 😉

Quello sulla destra è il Canon EF 40mm f/2.8 STM (“pancake lens” per le ridotte dimensioni), spero di riuscire a fare qualche prova nel prossimo fine settimana.


Da qualche settimana sto valutando candidati per sostituire il Dell Latitude D630 che, dopo quattro anni di gloriosa attività, comincia a dare evidenti segni di cedimento.

In un primo momento ho puntato la famiglia ultrabook, in particolare l’Asus UX31: schermo da 13 pollici ad alta risoluzione, disco a stato solido, processore con potenza più che sufficiente.

Il problema è che questo computer farà pochi chilometri, per cui non ha molto senso pagare di più per la portabilità. Per questo motivo l’attenzione si era spostata sulla nuova serie Dell Latitude da 15,6″ (E6520). I vantaggi delle soluzioni Dell sono sempre gli stessi: no crapware, possibilità di personalizzare all’infinito la macchina, in particolare la risoluzione dello schermo che per me costituisce un parametro fondamentale, e di estendere la garanzia a 3 o 4 anni.

La strada sembrava segnata fino a quando ieri Giorgio Maone, dotato di Dell XPS 15z per “cause di forza maggiore” (l’altro notebook non era disponibile), non mi ha parlato del Samsung Serie 7 (ecco una recensione). Onestamente sono rimasto colpito dalle specifiche (modello 700Z5A):

  • Processore Intel® Core™ i7 2675 QM (2,20 GHz, 6 MB L3 Cache)
  • Display a LED HD+ da 15,6″ SuperBright da 300 nit (1600 x 900), antiriflesso
  • Memoria di sistema DDR3 da 8 GB a 1333 MHz
  • AMD Radeon™ HD6750M (PowerXpress) 1 GB GDDR5
  • Disco rigido S-ATAⅡ da 750 GB (7200 giri/min) con ExpressCache da 8 GB
  • Batteria integrata 8 celle (80 Wh)
  • Tastiera retroilluminata
  • Peso 2,29 kg

L’unico difetto è l’utilizzo di un disco ibrido, ma a quello si può tranquillamente ovviare in un secondo tempo (sperando che il prezzo per GB si abbassi).


Ultimi acquisti

17 giugno 2011

Prime impressioni sull’ultimo acquisto (Samsung Galaxy S II):

  • schermo e velocità impressionanti;
  • un peso piuma considerando le dimensioni generose dello schermo;
  • prima impressione più “plasticosa” rispetto all’HTC Hero (prezzo da pagare per ridurre il peso?), pessimo lo sportello posteriore per accedere a batteria, SIM e microSD.

E per la cronaca, Firefox su Android (5.0 beta) funziona decisamente meglio di quanto non mi aspettassi dopo aver letto qualche commento in giro.


Nuovo iArrivato

26 dicembre 2010

Ho visto per la prima volta un iMac 27″ da un cliente qualche settimana fa ed è stato subito colpo di fulmine. Dopo aver venduto il mio “vecchio” iMac da 20″ (in termini di obsolescenza quattro anni per un Mac non sono comunque paragonabili a quattro anni per un pc), mi sono deciso ad acquistare il modello base con processore i5.

In un colpo solo ho risolto il limite di memoria di 3GB, i problemi di spazio su disco e sulla scrivania (la risoluzione di 2560×1440 pixel mi permette di abbandonare senza ripensamenti la precedente configurazione dual monitor).

iMac 27"

La procedura d’acquisto è stata abbastanza surreale:

  1. ho contattato telefonicamente l’AppleStore Imprese e chiesto una quotazione via e-mail. Lo sconto era di circa il 3% per cui, considerando i tempi di attesa e le complicazioni burocratiche (si tratta di una fattura intrastat, mi pare di capire che l’IVA la paghi comunque e poi te la rimborsano), ho deciso di cercare una strada alternativa;
  2. ho contattato un rivenditore Apple e chiesto un preventivo, facendogli presente che avevo già in mano un’offerta con il 3% di sconto. La risposta è stata che sotto a quel prezzo non potevano scendere, al massimo potevano offrirmi la stessa quotazione. Pro: disponibilità immediata di un pezzo.
  3. ricontatto il rappresentante dell’AppleStore Imprese dicendogli che ho un’offerta equivalente e con merce subito disponibile. Mi aspettavo un’ulteriore ribasso, considerando anche che il giorno del Black Friday gli sconti sugli iMac erano di 101€, invece mi sento rispondere che sotto a quella cifra non può scendere (ma potrebbe farmi sconti maggiori se acquistassi come privato, ancora devo capire perché…);
  4. visto che lo stesso sconto lo posso ottenere dal mio fornitore abituale di hardware, decido di ordinarlo da loro: consegna prevista 24 dicembre, pagamento posticipato. Il giorno seguente verifico l’ordine e la data stimata di consegna è stata posticipata al 18 gennaio, per cui potrebbero anche spostarla più avanti;
  5. per pura curiosità controllo il sito di MediaWorld e scopro che l’iMac è in vendita in bundle con una multifunzione Epson, per cui lo sconto effettivo (79€) è superiore a quello proposto dai canali ufficiali Apple (la stampante posso facilmente rivenderla perdendoci poco o nulla). Il punto vendita più vicino ne ha tre pezzi disponibili.

Morale della favola: i canali “ufficiali” Apple hanno perso l’ennesimo cliente. Onestamente non me la sento nemmeno di biasimare l’altro fornitore, la disponibilità dei prodotti Apple è da sempre imprevedibile: ultimamente ho acquistato da loro Logic Express, ci ha messo circa un mese ad arrivare mentre sul sito Apple risultava disponibile in 24 ore.

iMac 27" 2010 (back)

Il retro del nuovo iMac

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Torno rapidamente sull’argomento G.A.S. per mostrarvi quello che, quasi sicuramente, sarà il mio prossimo acquisto in ambito chitarristico.

Come spiegato nel post precedente, sto cercando di vendere la mia 7 corde (praticamente inutilizzata) per sostituirla con uno strumento più versatile e meno cattivo. Qualche tempo fa ho letto su Internet dell’iniziativa Frudua Direct Deal di Galeazzo Frudua e l’idea mi è sembrata subito interessante.

Piccola digressione: per chi non conoscesse il nome Frudua, basti pensare che la sua Carved Pro è stata uno dei miei sogni nel cassetto dai tempi di Andrea Braido in tour con Vasco Rossi (credo fosse “Gli spari sopra”), peccato che il costo di uno strumento simile sia improponibile per un musicista non professionista (o non milionario).

Le chitarre in questione sono costruite in Corea (NdPT: tutta la produzione di chitarre economiche si è spostata dalla Corea alla Cina negli ultimi anni). Per citare Frudua stesso:

Le Frudua Direct Deal sono in pratica, chitarre costruite, liuteristicamente parlando, con criteri di liuteria sia nella manodopera, che nelle soluzioni che nel legno e siccome sapete bene che è il legno che suona la mia scommessa è fornire questa qualità ad un prezzo che è circa 1/3 di quello che dovrebbe essere se fossero strumenti importati.

Considerato che ho visto chiedere quasi 1500€ per una Strato American Deluxe in configurazione HSS (e non parliamo del costo di una Gibson Les Paul), preferisco spendere 800€ per una chitarra di questo tipo (perdendoci quasi sicuramente in rivendibilità):

L’unico altro difetto è l’impossibilità di provarla dal vivo, visto che per tenere bassi i costi si evita il canale produttore-distributore-negozio. Molti storceranno il naso all’idea di acquistare una chitarra “a scatola chiusa”, rimane il fatto che una delle chitarre a cui sono più affezionato (Ibanez serie S) l’ho ordinata senza aver mai avuto la possibilità di provarla 😉

Per chi fosse interessato, c’è un canale su YouTube con almeno un centinaio di video (chitarre, bassi, amplificatori) e per fine settembre dovrebbe essere disponibile anche il Frudua Store.