Sempre il solito server di posta (Debian 6+Postfix+Dovecot+MySql) con ClamAV e SpamAssassin (integrato adattando quest’altra guida).

Premessa:

  • da sempre utilizzo una casella @gmail.com come catch-all/archivio. Tutte le mie caselle di posta inoltrano una copia del messaggio alla casella in questione, in questo modo ho costantemente sotto controllo tutti gli indirizzi (una decina) in un unico punto via browser o cellulare Android. Inoltre utilizzando questa soluzione non devo preoccuparmi di limiti e tempi del servizio di recupero messaggi via POP3 messo a disposizione da Gmail;
  • lo spam non viene cancellato direttamente, viene archiviato tramite Sieve in una cartella «Spam». Periodicamente controllo la cartella in questione via WebMail alla ricerca di falsi positivi e la svuoto.

Per inoltrare una copia dei messaggi utilizzo direttamente la tabella Forwardings:

  • source: indirizzo_originale
  • destination: indirizzo_originale, indirizzo_gmail

Problema: la casella e-mail di questo blog riceve un po’ troppa rumenta per i miei gusti, per cui la cartella Spam di Gmail è costantemente piena (le e-mail vengono inoltrate prima dell’applicazione dei filtri). Dovendo tenerla sotto controllo per evitare falsi positivi, la cosa non è piacevole.

La soluzione è inoltrare la posta a livello di Sieve, quantomeno per le caselle più problematiche. Per farlo bisogna modificare la sezione plugin del file /etc/dovecot/dovecot.conf aggiungendo la riga

sieve = /home/vmail/%d/%n/.dovecot.sieve

%d verrà sostituito dal dominio, %n dall’utente (la parte prima della @), per cui il file verrà cercato in un percorso del tipo /home/vmail/example.com/info/.dovecot.sieve per info(at)example.com

Nel file .dovecot.sieve (ricordarsi di assegnare come proprietario l’utente vmail) inserire

require ["fileinto"];
# Move spam to spam folder
if header :contains "X-Spam-Flag" ["YES"] {
  fileinto "INBOX.Spam";
}
else {
  redirect "indirizzo_gmail";
  keep;
}

Nuovo post della serie “appunti per tecnici anziani”.

Una volta configurato il simpatico server utilizzando questa guida come base (Debian 6 con Postfix, Dovecot e MySql per registrare utenti e virtual domain), sorge il dubbio: e adesso come ci accedo via WebMail?

Dopo qualche ricerca ho deciso di provare RoundCube, anche considerando che la nuova versione stabile è stata rilasciata il 14 dicembre 2011 (segno che il progetto è attivo).

Lasciando perdere la versione obsoleta nei repository, configuro il virtual domain per Apache (webmail.example.com) e ci decomprimo i file rimuovendo direttamente la cartella INSTALL. A questo punto bisogna procedere con la configurazione.

Creazione database MySql

Bisogna creare un nuovo database (e volendo un nuovo utente) per gestire sessioni e compagnia bella. Da console di MySql:

CREATE DATABASE roundcubemail;
GRANT ALL PRIVILEGES ON roundcubemail.* TO utente IDENTIFIED BY 'password';
FLUSH PRIVILEGES;
USE roundcubemail;
SOURCE percorsowww/SQL/mysql.initial.sql;

Sostituire username, password e percorsowww con i dati corretti. L’ultima riga esegue un file .sql per creare le tabelle necessarie nel database roundcubemail.

File di configurazione

A questo punto bisogna rinominare (o meglio copiare) i file db.inc.php.dist e main.inc.php.dist in /config rimuovendo il .dist e apportare alcune modifiche.

db.inc.php (stringa di connessione al database MySql)

$rcmail_config['db_dsnw'] = 'mysql://utente:password@localhost/roundcubemail';

main.inc.php

$rcmail_config['default_host'] = 'localhost';
$rcmail_config['smtp_server'] = 'localhost';
$rcmail_config['create_default_folders'] = true;
$rcmail_config['junk_mbox'] = 'Spam';

Spiegazione ultima riga: tramite regole Sieve sposto lo SPAM filtrato da SpamAssassin in una cartella “Spam”, non “Junk” come previsto dal file di configurazione standard.

Plugin per la modifica delle password

Ok, funziona tutto. Ma se un utente non ha accesso al database MySql come può modificare la propria password? Semplice: basta attivare il plugin “Password” cambiando questa riga in main.inc.php

$rcmail_config['plugins'] = array('password');

Anche in questo caso il plugin ha un file di configurazione da sistemare (rinominare o copiare senza .dist il file /plugins/password/config.inc.php.dist).

$rcmail_config['password_confirm_current'] = true;
$rcmail_config['password_db_dsn'] = 'mysql://mailadminutente:mailadminpassword@localhost/maildb';
$rcmail_config['password_query'] = 'UPDATE users SET password=ENCRYPT(%p) WHERE email=%u LIMIT 1';

Nel mio caso l’utente MySql di RoundCube è diverso da quello utilizzato per gestire gli utenti di posta, per cui devo modificare la stringa di connessione specificando user, password e database corretti. Anche la stringa SQL deve essere adeguata in base alla struttura del database.

Permettere al browser di memorizzare utente e password
Anche in questo caso bisogna mettere mano al file di configurazione principale main.inc.php.

// Allow browser-autocompletion on login form.
// 0 - disabled, 1 - username and host only, 2 - username, host, password
$rcmail_config['login_autocomplete'] = 2;

Look

Questo è l’aspetto con il tema default di RoundCube 0.7

Questo invece è il nuovo tema “Larry” su trunk (0.8 via svn)


eeebuntu NBR 1.0

30 agosto 2008

Da queste parti si è deciso di installare eeebuntu NBR 1.0 sull’eeePC (NBR sta per NetBook Remix).

La prima impressione è decisamente positiva: tutto sembra funzionare correttamente senza bisogno di interventi particolari (a differenza di eeeXubuntu) e la grafica è decisamente piacevole.

Per l’installazione questa volta ho usato un hard-disk USB e UNetbootin, preparando il disco direttamente dall’eeePC prima di formattarlo.

Dal momento che il sito risulta costantemente irraggiungibile, per chi fosse interessato il consiglio è quello di scaricare la ISO usando BitTorrent.

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Zeus FUD

27 maggio 2008

Zeus News si dà al FUD pesante (peraltro senza mettere il link alla notizia di partenza, vecchia di 6 giorni e recuperata con buona probabilità da Digg)

Sono stati infatti identificati dei bug nella Release Candidate 1 del browser; alcuni di una serietà tale che stanno facendo considerare la possibilità di rilasciare una Rc2 finora non prevista prima della versione definitiva.

Le Release Candidate non si programmano a priori: viene rilasciata una RC1, se è buona viene distribuita, se ha problemi ritenuti sufficientemente gravi viene rilasciata una seconda RC (in caso contrario le patch finiscono nel primo aggiornamento successivo alla release).

due bug esclusivi per il sistema operativo del pinguino sono la spiegazione per i rallentamenti e i blocchi dell’applicazione segnalati da molti utenti.

Visto che BugZilla è accessibile al pubblico, mettere un link ai due bug pareva brutto? Uno lo cita l’autore dell’articolo originale, l’altro qual è?

Un comportamento di questo tipo, però, inevitabilmente fa pensare che i dirigenti di Mozilla ritengano ormai di seconda classe gli utenti Linux. Visto che il problema interessa solo loro – sembra essere il ragionamento retrostante – che si arrangino per un po’; tanto, ci sono abituati. Nel frattempo il rilascio della versione 3 permette di fare bella figura con gli utenti di Windows – quelli che più interessano.

E vai col flame!

Citando l’autore originale dell’articolo in un post di soli 3 giorni dopo:

I want to thank everyone that threw their energy behind finding a workable solution. Mozilla really stepped up and has demonstrated that they do consider Linux a first-class platform. There is, of course, a little disagreement on about the downstream distribution patch policies but that is being worked through by the people that matter.

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Nulla di nuovo all’orizzonte, si tratta solo di un post per raccogliere una serie di informazioni distribuite in diversi siti: l’obiettivo è quello di installare eeeXubuntu sull’Eee PC senza avere a disposizione un lettore ottico USB.

Preparazione

Primi passi:

  • scaricare la ISO di eeeXubuntu e masterizzarla: la versione più recente è la 7.10 r3 del 28 dicembre 2007;
  • preparare una chiave di memoria USB con circa 600MB di spazio libero (io ho utilizzato una chiave da 1GB formattata in fat16).

Creare una chiave USB avviabile

Avviare un pc usando il cd di eeeXubuntu in modalità live: una volta avviato Xubuntu, aprire il terminale (Applications->Accessories->Terminal) e digitare (essendo attiva la mappatura della tastiera americana, usare il tasto con l’apostrofo per ottenere “-”)

sudo fdisk -l

In questo modo è possibile visualizzare i dischi disponibili: nella mia configurazione /dev/sda e /dev/sdb corrispondono a due dischi SATA interni.

Collegare al pc la chiave di memoria USB e digitare nuovamente il comando: dovrebbe apparire un nuovo dispositivo (nel mio caso /dev/sdc, con una partizione /dev/sdc1 in FAT16).

Se si sta usando la versione r3, digitare il seguente comando (il “/” corrisponde al tasto “-”)

sudo /cdrom/mkusbinstall.sh --autodetect

Verrà chiesto di rimuovere la chiave e ricollegarla: a questo punto il dispositivo verrà rilevato e sarà possibile verificare se il device corrisponde a quello visto in precedenza (/dev/sdc1). Terminata la preparazione della chiave (dovrebbero essere sufficienti un paio di minuti), staccare la chiave dal pc e passare all’Eee PC.

Installazione di eeeXubuntu

Collegare la chiave USB all’Eee PC e accenderlo tenendo premuto il tasto ESC: questo permetterà di scegliere l’avvio dalla chiave USB.

Avendo 2GB di RAM a disposizione ho scelto di fare l’installazione senza partizione di SWAP (trovate informazioni interessanti sull’argomento in questa pagina). Una volta avviato il live cd, fare doppio clic sull’icona Install, scegliere Italiano (per spostare la finestra e visualizzare i controlli “tagliati” fare alt+clic tasto sinistro), proseguire fino al passo 4 e scegliere il partizionamento Manuale.

Personalmente ho deciso di cancellare tutto il disco SSD interno (/dev/sda), per cui basta selezionare /dev/sda e poi New partition table confermando la cancellazione delle partizioni. Fatto questo:

  • selezionare il free space in /dev/sda e poi New Partition
  • tipo partizione primaria
  • dimensione massima (4001)
  • importante: scegliere EXT2 come tipo di partizione, non lasciare EXT3
  • mount point: digitare /

A questo punto apparirà la nuova partizione /dev/sda1, tipo ext2, mount point /. Portare a termine la procedura guidata e avviare l’installazione.

Configurazione

Una volta avviato Xubuntu sull’Eee PC, connettersi alla rete e avviare l’installazione degli aggiornamenti (105 nel mio caso, circa 124MB).

Passo successivo: rimuovere il cd-rom dalla lista dei pacchetti. Digitare in un terminale:

sudo nano /etc/apt/sources.list

Commentare la prima riga (inserendo # prima di deb cdrom): per salvare e uscire premere nell’ordine CTRL+O, invio e CTRL+X.

Ulteriore passo: sistemare l’automount delle periferiche modificando fstab

sudo nano /etc/fstab

Commentare la riga relativa a /dev/sdc1 (nel wiki parlano di /dev/sdb1, nel mio caso è presente solo /dev/sdc1): senza questa modifica tutte le periferiche – ad esempio le chiavi di memoria USB – verranno montate come cd-rom. Già che siamo in zona aggiungiamo il parametro noatime a fstab (permette di ridurre il numero di scritture sul disco, aumentandone la vita utile).

Suono

Per prima cosa aggiungere il controllo del volume: tasto destro sulla barra inferiore, selezionare “Aggiungi un nuovo elemento” e scegliere “Controllo del volume”. Fare clic con il tasto destro sulla nuova icona e selezionare Proprietà:

  • Device: scegliere #0: HDA intel
  • Wannabe Master: scegliere Front,0
  • When clicked: lasciare xfc4-mixer

Problema: nel mio caso nel wannabe-master non è presente nessuna voce, è comparsa solo dopo aver installato Totem. Magari funziona anche ad altri ;-)

Ultima nota: in presenza del modulo sonoro il sistema non si spegne correttamente, per cui bisogna fare un’ulteriore modifica

sudo nano /etc/rc.localstop

Prima di exit 0 inserire

rmmod snd-hda-intel

(a differenza della riga esistente ci sono dei – al posto di _ ).

Per ulteriori informazioni sulla configurazione di Xubuntu per Eee PC consiglio la lettura dell’ottimo wiki ;-)

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Ogni tanto capita anche ai migliori di dimenticarsi di verificare le fonti (e per la cronaca nel post citato come fonte i link non funzionano) ;-)

Tratto dal blog di Mantellini:

I risultati sembrano discretamente spettacolari: a parita di configurazione hardware un PC o un portatile con Vista o XP costa qualche centinaio di dollari in meno.

A questo punto, dopo il giramento di balle iniziale uno decide di andare a controllare: per prima cosa va sul sito Dell USA e configura un portatile “come gli piace” (2GB di ram, lcd ad alta risoluzione, scheda video dedicata da 256MB, masterizzatore DVD, hard-disk 7200rpm) e fa il confronto. Ecco il risultato (a sinistra Windows Vista Business, a destra senza OS):

dellusa.png

Ci tengo a far notare che:

  • questo è il primo risultato che ho ottenuto configurando il portatile citato (Latitude 820D): non si tratta di tentativi fatti per trovare la minima differenza di prezzo. Non escludo che esistano configurazioni in cui la differenza di prezzo sia quella indicata, ma da qui a fare di tutta l’erba un fascio ce ne passa
  • la differenza sul prezzo non scontato (visibile in alto) guarda caso assomiglia a quella di una licenza OEM (129$)
  • non mi sembra ci sia molta differenza sul prezzo finale (di sicuro non misurabile in centinaia di dollari) ;-)
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