Pedala che ti passa

19 aprile 2015

Tra i propositi per il 2015 c’era quello di correre almeno 100 km al mese. Sarà dura, visto che mi è ufficialmente tornata la scimmia per la MTB, e mi sono finalmente deciso a cambiare la vecchia (12 anni) con una 29″.

New MTB

Per il momento il 2015 segna 326 km di corsa, 618 km in mtb. Per quest’ultimo dato la differenza sostanziale è il dislivello totale: 10.127 m (fatti in buona parte su sterrato), contro i 13.401 m (per 1.121 km) del 2014.


Oggi ho deciso di fare un piccolo esperimento: portarmi appresso la compatta (Canon S95) durante uno dei soliti giri in mountain bike. Il risultato è stato migliore del previsto, sicuramente non è una cosa da fare tutti i giorni in quanto il continuo fermarsi e ripartire è abbastanza massacrante.

Questo è il percorso GPS su Garmin Connect, queste le foto su Flickr. Non mi sono preoccupato della postproduzione (tagli, ecc.), spero solo che rendano giustizia ai panorami spettacolari del gardesano.

Mountain Bike - Aug 29th 2012


Stamattina stavo facendo un giro in mountain bike (sto cercando di riprendere le sane abitudini), quando sono stato fermato da un vigile con la macchina parcheggiata in mezzo alla ciclabile “Gavardina”. Per chi conosce la zona: andando in direzione Gavardo, il tratto incriminato inizia subito dopo il cavalcavia (sopra passa la strada che da Gavardo porta a Muscoline o agli svincoli delle tangenziali) e arriva fino al punto in cui la ciclabile si collegava alla strada per la piazza di Gavardo. Per i foresti, stiamo parlando di una bellissima pista ciclabile lunga diversi km, frequentata ogni giorno da migliaia di ciclisti ma anche da famiglie.

Il vigile in questione ha preso le mie generalità (niente multe per il momento) e mi ha spiegato che quel tratto non è più percorribile in bicicletta, se non accompagnandola a mano. L’assurdità è che lo stesso tratto è percorribile in auto!

Solo in Italia possono succedere cose del genere, poi lamentiamoci dei ciclisti a rallentare il traffico sulle strade statali. Per accontentare pochi residenti si è scelto di mettere a rischio centinaia di persone, visto che la nuova uscita della ciclabile ti obbliga all’immissione sulla strada più trafficata del paese.

Per approfondire:

Possibile che non si riesca a fare nulla?


Quella che segue è la descrizione di una tipica domenica mattina estiva.

Sveglia alle 6.15, non prevista: il problema è che con l’estate il mio orologio biologico è affidabile quanto Windows 95.

Ok, la sveglia all’alba non è un problema visto che ho in programma di uscire in mountain bike: mi alzo, mi preparo una colazione più abbondante del solito, apro le finestre e vedo che sta per cominciare a piovere… porca pupazza!!!
Dopo un attimo iniziale di sconforto, mi convinco che il meteo non riuscirà a privarmi della mia unica uscita settimanale; d’altro canto, la pioggia significa meno autisti della domenica dotati di bicicletta.

Come direbbe Trapattoni, a questo punto apro una parentesi: durante il weekend le piste ciclabili si popolano di autisti della domenica che abbandonano l’auto e si dotano di moderni velocipedi. Li riconosci facilmente: girano in branco, anche se solo in due riescono ad occupare una pista di 4 metri di larghezza. Le specie più pericolose sono gli “uomini con il cappello” e le “signore attempate”, spesso mescolate a pensionati super abbronzati e depilati che usano questi tratti rettilinei per organizzare la loro personale cronometro col destino.

Come spesso Trapattoni dimentica di fare, chiudiamo la parentesi. Finisco la colazione ed inizio la vestizione, degna di un cavaliere della tavola rotonda: pantaloncini da ciclista, fascia del cardiofrequenzimetro Polar, maglietta traforata in perfetto stile tamarro, maglietta da ciclista a maniche corte, l’indistruttibile cellulare Siemens Me45 per chiamare l’ammiraglia, calze, scarpe con sgancio rapido. Quando mi muovo per la casa sembra che stia passando una compagnia di ballerini di flamenco ubriachi.

A questo punto decido che l’iPod Shuffle si è meritato la sua prima uscita sportiva e gli metto la tuta (aka custodia sportiva); la Eos 350D si impunta perché vuole venire anche lei, peccato che sia leggermente in sovrappeso per l’uscita, per cui se ne resta a casa. Sono riuscito a spuntarla solo perché le ho promesso che a breve arriverà il primo obbiettivo, un Canon 50mm f1.8, anche se non le ho svelato che costa pochissimo…

Sono le 7.30 ed esco di casa sotto un cielo carico di pioggia, l’iPod Shuffle è il compagno di viaggio ideale: a cosa serve un display se il lettore è sotto la maglietta?
Unico appunto: shuffle una cippa! L’oggetto è dotato di una consapevolezza superiore a quella di certa gente che gira ultimamente in televisione: alla prima salita seria, dopo una serie di mp3 tranquilli, mi ha fatto partire Run to the hill degli Iron Maiden, inducendomi a pedalare come un forsennato e facendo suonare al cardio il bolero di Ravel. Sulla seconda salita, è partita Diggin’ the grave dei Faith No More: messaggi subliminali?

Alle 9.30 rientro a casa sotto un bel temporale.

Insomma, una tipica domenica mattina…

Nota a margine: questo post non è il frutto dell’abuso di sostanze stupefacenti/alcool; secondo alcuni studiosi, la causa più probabile del delirio è la respirazione in eccesso di ossigeno unita alla lontananza dal pc.