Sono passati quasi sei mesi da quando scrivevo questo post sulla corsa. Complice un’ondata imprevista di extra lavoro, le influenze di stagione, il gomito che fa contatto con il ginocchio, i buoni propositi hanno prodotto ben pochi risultati. Un po’ scoraggiato dalla situazione mi sono detto “ok, a ‘sto punto proviamo con un dietologo” e ho chiesto consiglio al medico. Il suo suggerimento? Prova con la dieta a zona.
Da bravo nerd ho sfruttato zio Google e mi sono pure letto 3 libri (di carta!) sull’argomento, incluso uno scritto dal dietologo consigliatomi, e ho deciso che grazie, ma anche no: non ha senso organizzare la propria vita intorno al cibo in quel modo.
Da circa un mese e mezzo cammino almeno 40 minuti al giorno (ad oggi quasi 200km), sto molto attento alle quantità più che alla qualità di ciò che mangio, meteo permettendo esco in bici (circa 100km finora). Più avanti magari proverò anche a correre, quando il peso raggiungerà valori accettabili per le ginocchia già disastrate. Qualche risultato comincia a sentirsi, anche se è tutt’altro che semplice mantenere l’impegno.

Mi chiedo quante persone sane di mente abbiano un foglio di calcolo con il proprio peso dal 1998. Quello che è certo, esaminando quello strumento di tortura, è che ogni aumento di peso è legato al “non controllo”, così come ogni calo è legato a controllo+attività fisica. Per cui sarà stupido, ma il primo passo per evitare di lasciarsi andare è proprio quello di controllare il proprio peso periodicamente.