Dieta: un anno dopo

14 aprile 2013

12 mesi

Diario del capitano, un anno dopo

  • 804 km a piedi
  • 907 km in bici
  • -15,5 Kg

Nel frattempo mi sono fatto pure un sito web per tenere traccia del tutto (php+mysql+flot), almeno non ho fogli di calcolo che girano in ogni dove.

Gli ultimi 3 mesi sono stati soprattutto di mantenimento, operazione non semplice considerando compleanni e festività assortite. Con l’estate conto di dare un’altra bottarella alla bilancia e arrivare a cifra tonda.


Dieta: mese #6

14 ottobre 2012

Diario del capitano, mese 6 (puntata precedente):

  • 446 km a piedi
  • 866 km in bici
  • -14 Kg

Autonomia massima “correndo”: 6 km (velocità degne di un bradipo, scarso, al campionato di corsa saponata).


Dieta: mese #3

15 luglio 2012

Risultato di 3 mesi di rottura di boglioni impegno (puntata precedente): circa 270 km a piedi, 340 km in bici, 9,5 Kg.

A proposito di dieta, consiglio la lettura di questo articolo (che condivido)

Perhaps the most important illusion is the belief that a calorie is not a calorie but depends on how much carbohydrates a person eats. There is an inflexible law of physics — energy taken in must exactly equal the number of calories leaving the system when fat storage is unchanged. Calories leave the system when food is used to fuel the body. To lower fat content — reduce obesity — one must reduce calories taken in, or increase the output by increasing activity, or both. This is true whether calories come from pumpkins or peanuts or pâté de foie gras.

To believe otherwise is to believe we can find a really good perpetual motion machine to solve our energy problems. It won’t work, and neither will changing the source of calories permit us to disobey the laws of science.

In risposta a quest’altro articolo

There’s an increasing body of evidence, however, that calories from highly processed carbohydrates like white flour (and of course sugar) provide calories that the body treats differently, spiking both blood sugar and insulin and causing us to retain fat instead of burning it off.

In other words, all calories are not alike.


Effetto yo-yo

27 maggio 2012

Sono passati quasi sei mesi da quando scrivevo questo post sulla corsa. Complice un’ondata imprevista di extra lavoro, le influenze di stagione, il gomito che fa contatto con il ginocchio, i buoni propositi hanno prodotto ben pochi risultati. Un po’ scoraggiato dalla situazione mi sono detto “ok, a ‘sto punto proviamo con un dietologo” e ho chiesto consiglio al medico. Il suo suggerimento? Prova con la dieta a zona.

Da bravo nerd ho sfruttato zio Google e mi sono pure letto 3 libri (di carta!) sull’argomento, incluso uno scritto dal dietologo consigliatomi, e ho deciso che grazie, ma anche no: non ha senso organizzare la propria vita intorno al cibo in quel modo.

Da circa un mese e mezzo cammino almeno 40 minuti al giorno (ad oggi quasi 200km), sto molto attento alle quantità più che alla qualità di ciò che mangio, meteo permettendo esco in bici (circa 100km finora). Più avanti magari proverò anche a correre, quando il peso raggiungerà valori accettabili per le ginocchia già disastrate. Qualche risultato comincia a sentirsi, anche se è tutt’altro che semplice mantenere l’impegno.

Mi chiedo quante persone sane di mente abbiano un foglio di calcolo con il proprio peso dal 1998. Quello che è certo, esaminando quello strumento di tortura, è che ogni aumento di peso è legato al “non controllo”, così come ogni calo è legato a controllo+attività fisica. Per cui sarà stupido, ma il primo passo per evitare di lasciarsi andare è proprio quello di controllare il proprio peso periodicamente.