E via di populismo…

26 luglio 2006

L’ultima uscita sul blog di Beppe Grillo:

E mi spiace scrivere i soliti luoghi comuni, ma in Italia le tasse vengono pagate solo dai dipendenti.

Premesso che io sono un autonomo e le tasse le pago (per il 2005 credo circa 7000 euro, probabilmente di più), mi piacerebbe far notare all’autore della lettera che:

  • per un autonomo non esistono ferie e malattia; nelle ultime due settimane di riposo forzato non ho guadagnato un euro
  • per un autonomo non esistono benefit riservati ai semplici operai e dipendenti come l’auto e il telefono aziendale
  • un autonomo deve pagare contributi INPS, INAIL, diritti camerali e altre gabelle assortite
  • un autonomo (normalmente) deve pagare qualcuno per la gestione della contabilità
  • se un autonomo lavora con le aziende difficilmente lavora in nero: le aziende (normalmente) hanno bisogno di costi. Questo non significa che sia impossibile fare del nero o crearsi (inventarsi) dei costi, significa semplicemente che con i privati è tutto molto più semplice (vedi ad esempio i dentisti)
  • il nero esiste anche tra i dipendenti (il “fuori busta”), senza considerare il doppio lavoro

A proposito, sembra che l’attuale governo abbia deciso di puntare sugli autonomi e sui liberi professionisti per tirar su qualche soldo. Sicuramente un modo veloce per evitare scontri con Cgil, Cisl e Uil e far contento il popolo.


8 commenti/trackback a “E via di populismo…”

  1. Tambu scrive:

    beh, un colpo al cerchio e uno alla botte 🙂

  2. iacchi scrive:

    ora… io credo che chi ha scritto quella lettera con la parola dipendenti volesse più che altro intendere persone di fascia di reddito media, medio-bassa, bassa. Che poi abbia sbagliato il termine non si discute, però credo che sia da intendere così.
    In ogni caso la lettera l’ho letta, e a parte questo, mi sembra che non ci sia molto da contestare: che in Italia chi più ha più evade è praticamente una regola (non dico che è così nel 100% dei casi, ma insomma ci andiamo vicini…), e mi sembra che anche questo sia indiscutibile. Io non so da dove abbia preso quelle cifre quella persona, ma se fossero vere la cosa mi sembra evidente.

  3. flod scrive:

    Ti assicuro che si riferiva al lavoratore dipendente, ed è un concetto molto diffuso: siccome la tassazione nei dipendenti è a monte (fatta dal datore di lavoro che “tassa” lo stipendio lordo), il dipendente non può evadere.

  4. prometeo scrive:

    Caro pseudo: è molto semplice prendersela con gli autonomi perchè devono pensare a lavorare (come hai fatto notare tu) e in fondo se ne sbattono di protestare, nè hanno delle organizzazioni sindacali agguerrite. D’altra parte la risposta viene spontanea da sè: “tartassami pure, tanto il modo di fotterti (= fare nero o più nero) lo trovo lo stesso”… Basterebbero pochi accorgimenti, e tanto, tanto nero sparirebbe: pensiamo alle spese mediche o alle tasse assurde sulle abitazioni che costringono CHIUNQUE, costruttore e acquirente, a non dichiarare MAI il vero valore degli immobili (grazie INVIM). Invece di cercare di far lavorare circa 4 milioni di persone che nella stragrande maggioranza dei casi non fa un benemerito sul posto di lavoro, ma fa parecchio in proprio, si liscia il pelo ai loro sindacati (sia da una parte che dall’altra, tengo a precisare).
    @iacchi: chi ha di più se vuole continua a non pagare, perchè può permetterselo: possono tranquillamente trovare un commercialista con i dirigibili che gli scova il trucco per non pagare, o fa girare il suo denaro nei paradisi fiscali senza che lo stato italiano possa dire o fare nulla. Chiedere ad un famoso scarparo molto noto dalle tue parti che gli utili li genera quasi esclusivamente nella holding del lussemburgo… E che in italia a libro paga ha circa 150 avvocati, proprio per non pagare una lira di ciò che dovrebbe sia di tasse sia di servizi resi (con buona pace delle società che sono fallite per mancati pagamenti). Meditate gente, meditate… E pensate quali grandi vantaggi avrete che con la liberalizzazione delle parcelle degli avvocati: non avverrà come negli usa che chi può prende superavvocati e vince, mentre gli altri si attaccano e tirano forte?

  5. Tommaso scrive:

    “Premesso che io sono un autonomo e le tasse le pago (per il 2005 credo circa 7000 euro, probabilmente di più)”

    7000 euro senza sapere il reddito totale nn è una informazione utile

  6. flod scrive:

    Hai ragione, 7000 euro da solo non vuol dire una cippa; se non ricordo male indicativamente è un terzo del reddito imponibile (ma nei 7k non ci sono gli acconti di fine anno 😉 )

  7. davidonzo scrive:

    Beh, son sempre punti di vista pseudo…
    Male uno male l’altro… Bene uno bene l’altro…

    Gli autonomi possono evadere le tasse più facilmente, i dipendenti sono impossibilitati a farlo di loro iniziativa.
    L’autonomo paga fisicamente le tasse, perchè incassa tutto, mentre al dipendente è trattenuto alla fonte come sostituto d’imposta quando dovuto.
    Vuol dire che l’autonomo ha una maggiore autonomia finanziaria. Paga a scadenze più lunghe del mensile dipendente, e se bravo può investire a breve le somme.

    L’autonomo è meno tutelato, ed è vero. Non ha le ferie, non ha la 13esima e la 14esima, non ha diritto alla malattia (se sta male e non lavora, sono ‘zzi suoi…). Tutte cose che invece spettano al dipendente.
    Ma l’autonomo se le ferie le vuole se le prende lo stesso… Decide quando andare in ferie, quando tornare, decide gli orari da fare… ha in mano il destino della sua azienda. Ed è giusto così.

    Ci sono pro e contro.
    Anche i fuori busta, non pensare che siano sto gran vantaggio. I datori danno come fuori busta il netto che spetterebbe in busta. Di fatto lo fanno per non sborsare altri soldi in contributi previdenziali. Ciò a danno del dipendente, che non andrà mai in pensione di questo passo 🙂 e che con una busta paga ridicola avrà difficoltà a richiedere qualsiasi finanziamento personale.

    La cosa è una sola: in Italia TUTTI evadono le tasse e/o cercano di farlo.
    Questo porta ad un aumento della pressione fiscale su chi, autonomi e non, pagano le tasse.
    Se si allargasse il gettito in contribuenti, si potrebbe pure abbassare la pressione su singolo contribuente…

    Il discorso delle liberalizzazioni è del tutto fuori luogo. Non vengono tassati in nessun modo. Semplicemente ci si vuole uniformare alla politica “liberista” della UE.
    Le liberalizzazioni son cose di destra, teorizzate già dai tempi dei neoclassici. L’unico mercato perfetto è quello senza barriere all’entrara ed all’uscita.

    Non mi sembra un discorso molto bolscevica 😉

Trackback e pingback

  1. Indeducibilità spese acquisto e gestione automezzi (Prodi vergognati) at pseudotecnico:blog
    [...] La linea di questo insulso governo era chiara da tempo, ma quello che ho scoperto oggi è al limite…

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