Prologo: ricordate l’hard-disk che ci ha tristemente lasciati nel fiore della sua giovinezza lunedì mattina? Bene. Oggi ho riconsegnato e reinstallato la macchina: siccome il pc aveva solo 72 ore di vita, ho ritenuto corretto non fatturare le ore necessarie per la sostituzione del disco, la reinstallazione del sistema operativo e dei vari software.

Piccolo dettaglio: nessuno mi toglie dalla testa che il disco non sia morto per suicidio ma per omicidio colposo. Il pc è collegato a un gruppo di continuità “serio” (industriale, non quelli plasticosi da ufficio): la persona che usa il pc lo dovrebbe spegnere in un orario compreso tra le 17.30 e le 19.30, alle 22 finisce la produzione e viene chiuso l’interruttore generale (e spento il gruppo di continuità che fischia come un dannato).
Siamo sicuri che il computer sia stato spento come $entità_superiore comanda? No.

A questo punto mi è venuto il dubbio: come posso verificare che il pc venga spento prima delle 22? Creo una cartella LOG, restringo le possibilità di accesso all’utente Administrator, imposto un’operazione pianificata che alle 20.30 esegue uno stupidissimo file batch:

echo Il computer risulta acceso alle %time% del %date% > log.txt

Piccolo problema: se l’hard-disk va a peripatetiche, che me ne faccio di un file log.txt sullo stesso disco illeggibile? Purtroppo non ci sono altri pc o storage di rete su cui salvare il file.

Soluzione: inviare una e-mail alla mia casella di posta con il file di testo usando blat, un semplicissimo tool per l’invio di mail da linea di comando.

Per prima cosa bisogna scrivere nel registro le informazioni sul server in uscita (nel mio caso un server SMTP con autenticazione). Questa operazione è necessaria solo la prima volta che si usa il programma sul pc

blat -install $indirizzo_server_smtp utente@dominio.tld

Poi basta modificare il file batch in questo modo (sostituendo i vari parametri con i vostri dati)

echo Il computer risulta acceso alle %time% del %date% > log.txt
blat log.txt -to $mio_indirizzo_email -server $indirizzo_server_smtp -u utente@dominio.tld -pw $password_auth -subject "File di controllo spegnimento pc"

Per il corpo del messaggio verrà utilizzato il file log.txt; il messaggio verrà spedito all’indirizzo $mio_indirizzo_email autenticandosi sul server $indirizzo_server_smtp con nome $nome_utente_auth e utente@dominio.tld

Per ulteriori informazioni potete consultare l’abbondante documentazione ;-)

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Previsioni campate in aria

5 Febbraio 2007

Non esistono più le mezze stagioni ma almeno ci resta una certezza: passano gli anni, cambiano le versioni ma le previsioni di Windows sui tempi necessari per completare un’operazione sono sempre assurde.

tempi.png

Da notare: l’operazione ha richiesto complessivamente un paio di minuti e non era nemmeno all’inizio (come si può notare dalla barra di scorrimento).

Per prima cosa ringrazio il buon Giovy per il prezioso suggerimento, poi ne approfitto per segnalarvi una panoramica sulle opzioni di aggiornamento per Windows Vista:

  • l’aggiornamento è disponibile per utenti con una licenza di Windows 2000 o Windows XP (nelle varie versioni, compresi Media Center e Tablet Edition)
  • gli utenti di Windows 2000 e Windows XP 64 bit sono obbligati ad effettuare una “clean install” (niente aggiornamento mantenendo le impostazioni, se lo si desidera è possibile usare Windows Easy Transfer)

A prima vista la versione upgrade di Windows Vista si installa solo a partire da un sistema operativo funzionante (nel mio caso ho installato Windows XP sp1 e poi l’upgrade a Vista Business).
Questo significa anche che non è possibile installare su Parallels: avviando da una macchina virtuale Windows XP l’installer si blocca per il mancato supporto ACPI, avviando direttamente una nuova installazione non è possibile procedere (viene richiesta la presenza di un OS funzionante).

In realtà esiste il trucco.

1) Si avvia l’installazione direttamente dal DVD di Windows Vista Upgrade

Screenshot Windows Vista

2) Nel momento in cui bisogna digitare il cd-key, non si inserisce nulla e si prosegue

Screenshot Windows Vista

Screenshot Windows Vista

3) Nella schermata successiva viene richiesta la versione di Windows Vista di cui si possiede la licenza (questo significa che tutti i DVD sono identici)

Screenshot Windows Vista

4) L’installazione procede tranquillamente e si ottiene una copia di Windows Vista attiva per 30 giorni: non è possibile inserire il codice cd-key e attivare la copia in quanto viene segnalato che si tratta di un codice Upgrade

Screenshot Windows Vista

5) Si inserisce il cd e si ripete la procedura di installazione partendo dalla versione appena installata

Lo PseudoVista

3 Febbraio 2007

Finalmente stamattina ho trovato il tempo di installare Windows Vista sul “muletto”: si tratta della versione Business Upgrade (ricevuta con il MAPS).

dopo_small.jpg

Caratteristiche del muletto, hostname Mordor :P

  • Pentium 4 3.0Ghz
  • scheda madre Abit IS7
  • lettore DVD
  • scheda video ATI Radeon 9250 128MB
  • 1 gb di ram
  • 2 hard-disk SATA da 160GB in Raid1 (controller sulla scheda madre)
  • monitor Dell 24″ con connessione VGA (la DVI è già occupata dal desktop, Sauron)

Primo problema: l’installazione della versione upgrade deve essere avviata da un’installazione funzionante di Windows, quindi non è possibile installarla direttamente su Parallels. Purtroppo non si riesce ad installarla nemmeno partendo da una macchina virtuale con Windows XP: l’installer si blocca per la mancanza del supporto ACPI.

A questo punto installo Windows XP Pro sp1 e poi faccio l’upgrade a Vista; tra le altre opzioni è possibile fare l’aggiornamento senza mantenere le impostazioni del sistema operativo già presente (la cartella windows viene rinominata in windows.old).

L’installazione procede rapida e indolore: l’unico driver richiesto è stato quello del controller SATA, per il resto il sistema si è arrangiato in maniera egregia e decisamente rapida. Nel giro di mezz’ora il sistema è installato e funzionante, anche se c’è qualche problema con la qualità dell’immagine (gestire la risoluzione di 1920×1200 non è cosa semplice).

prima_small.jpg

Un momento di tregua dell’alzheimer mi permette di ricordare che, da qualche parte, ho una scheda video decisamente più performante della Radeon: una Geforce FX5700LE con 256MB. Sostituendo la scheda, l’analisi delle prestazioni migliora decisamente e l’immagine sul monitor è ottimale.

dopo_small.jpg

Windows Vista mi concede persino il lusso di attivare Aero: finestre semitrasparenti (basta guardare la parte superiore della finestra nel secondo screenshot), chiusure con animazioni della finestra, scroll 3D tra le applicazioni (l’unica utilità di questa funzione è stupire i conoscenti…).
Nota a margine: la fluidità degli effetti di Mac Os X è ancora molto lontana ;-)

Rispetto alla RC1 le prestazioni sembrano decisamente migliorate: il task manager (che non si chiama più task manager ma Gestione attività) segnala circa 450MB di Ram occupata (con Aero, Firefox e NOD32).

La cartella con i dati dell’utente non è più posizionata in “Documents and settings” ma in “Users”: nella finestra del file manager tale cartella verrà visualizzata come cartella Utenti (viene introdotto un livello intermedio localizzato in stile Mac Os X), la cartella Documenti corrisponderà alla directory c:\users\nome_utente\Documents.

Cambia anche la barra degli indirizzi

barra_indirizzi.jpg

Facendo clic sulla parte vuota della barra degli indirizzi sarà possibile digitare il percorso come nelle precedenti versioni di Windows: ad esempio, per raggiungere la cartella dei profili di Firefox basterà digitare %Appdata%\Mozilla\Firefox\Profiles (il percorso corrispondente su disco è C:\Users\nome_utente\AppData\Roaming\Mozilla\Firefox\Profiles).

Piccolo tip: se volete aprire il prompt dei comandi, basta digitare cmd nella barra degli indirizzi.

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Le licenze OEM di Vista

29 Gennaio 2007

Mi riallaccio a questo post di Fullo su Windows Vista

Aumento del costo dell’hardware: non ci credo neanche se mi firmano col sangue che la versione OEM di Vista Business costerà ancora come la stessa di XP Pro

Tenuto conto del fatto che le quotazioni delle licenze OEM sono in dollari e possono dipendere dal fornitore, ecco una panoramica dei costi delle licenze di Windows Vista paragonate con quelle di Windows XP:

  • Windows Vista Business: stesso costo di Windows XP Professional
  • Windows Vista Ultimate: +35% rispetto a Windows XP Professional
  • Windows Vista Home Basic: stesso costo di Windows XP Home
  • Windows Home Premium: +27% rispetto a Windows HP Home

aumento della pirateria del SO che tutti vorranno e nessuno si potrà permettere

Sinceramente spero che stavolta abbiano creato un ottimo sistema anti-copia: in questo modo le persone saranno obbligate a pensarci due volte prima di installare una versione pirata del SO (e valuteranno anche le alternative).

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Da qualche giorno rilevavo un fastidioso problema sul pc desktop con Windows XP Professional: normalmente apro una decina di finestre (così si spiega l’utilità del 24″) e utilizzo la barra delle applicazioni per passare da un programma all’altro.

Descrizione del problema:

  • se la finestra è già aperta in background e non ridotta a icona, facendo clic sul corrispondente rettangolo nella barra delle applicazioni la finestra non viene visualizzata e il rettangolo inizia a lampeggiare
  • se apro un’applicazione il rettangolo dell’applicazione lampeggia e la finestra non acquisisce il focus
  • premendo sulla tastiera il tasto con l’icona di Windows non si apre il menu avvio
  • facendo clic con il tasto destro sul rettangolo dell’applicazione, questo si mette a lampeggiare ma non appare il menu contestuale

Soluzione Microsoft ai problemi di focus:

  • aprire regedit (con la dovuta consapevolezza…)
  • individuare la chiave HKEY_CURRENT_USER\Control Panel\Desktop
  • cercare il parametro ForegroundLockTimeout ed impostarlo a 0 (il valore predefinito è 200000, 0×00030d40 in esadecimale)
  • riavviare il pc

Nota: per modificare questo valore è anche possibile utilizzare Tweak UI (sezione general->focus).

Purtroppo nel mio caso non si è risolto nulla: a questo punto non resta che cercare il colpevole terminando, uno alla volta, i processi attivi (54) e sperare che il problema non sia in qualche chiave di registro scassata o file dll.

Alla fine il colpevole è risultato essere il software VIA RAID TOOL (lo strumento per il controllo dei dischi raid su controller VIA): per il momento mi sono limitato ad eliminarlo dall’esecuzione automatica; con calma, nei prossimi giorni, cercherò eventuali aggiornamenti.
La cosa assurda (ma non troppo trattandosi di Windows) è che l’anomalia sia iniziata in modo del tutto casuale (le ultime modifiche sul sistema risalgono ad almeno due settimane prima della comparsa del problema) e che tale software non abbia mai creato problemi in 3 anni.

viaraid.png