Mi chiedo quanti dei lettori che lavorano in proprio abbiano già dato un’occhiata ai nuovi studi di settore 2007. Se non l’avete ancora fatto, vi avviso che per il 2007 sarà un’ecatombe.

Dopo aver perso 3 ore per compilare le diverse centinaia di punti del mio studio di settore (TG66U), scopro che secondo l’attuale governo dovrei guadagnare circa 6.000 euro in più all’anno; tecnicamente quei 6.000 euro si chiamano “maggior reddito da dichiarare”, a casa mia si chiamano furto. E non mi vengano a dire che è colpa dei governi precedenti e dei buchi (a proposito, che fine ha fatto il buco?), perché la revisione degli studi di settore è stata fatta dal governo Prodi con un intento preciso: fare cassa, alla faccia dei principi di equità.

Vediamo di capire a grandi linee cosa sono gli studi di settore: alla fine dell’anno ho fatturato una determinata cifra, tolgo i costi e ottengo un utile. Su questo utile vado a calcolare le tasse da pagare (per semplicità lasciamo fuori dal discorso ulteriori detrazioni e deduzioni): nel mio caso l’utile è del 65%.
Lo studio di settore ti sommerge di domande relative al tuo lavoro (quanti clienti hai, valore dei beni strumentali, dove sono situati i clienti, tipo di lavoro, ecc. ecc.) e in base a questi parametri calcola se quanto dichiarato è:

  • congruo: il valore dichiarato è adeguato al valore puntuale calcolato tramite il motore di calcolo Gerico
  • coerente: vengono valutati alcuni indicatori economici e il loro valore deve collocarsi all’interno di un intervallo; un valore superiore o inferiore ai range calcolati porteranno alla non coerenza

Il mio studio di settore non è congruo, per cui lo Stato sostiene che dovrei guadagnare circa 6.000 euro in più: in pratica dovrei dichiarare circa il 15% in più di quello effettivamente guadagnato. A questo punto le strade possibili sono due:

  • adeguarsi pagando le tasse sul maggior reddito da dichiarare. In pratica ammetto la colpa (ho guadagnato più di quello che stavo dichiarando) e mi preparo ad utilizzare il “nuovo reddito” come base per l’anno successivo. Negli anni precedenti l’adeguamento comportava l’impossibilità dell’Agenzia delle Entrate di effettuare un controllo senza ulteriori basi documentali (non potevano controllarmi solo perché avevo scelto di adeguarmi); mi sembra di aver capito che per il 2007 anche questo aspetto sia cambiato ma non trovo riferimenti in proposito.
  • non adeguarsi e prepararsi all’accertamento fiscale (accertamento induttivo)

Dal momento che da queste parti si fattura anche l’aria che si respira si opterà senza indugi per la seconda strada, con la certezza che i simpatici accertatori troveranno comunque qualcosa di non corretto nella mia contabilità. Ammesso che vengano a controllare, visto che gli uffici dell’Agenzia delle Entrate sono già oggi nel caos più totale.

Naturalmente sarò in buona compagnia:

A causa degli indicatori di normalità economica la congruità agli studi di settore molte volte viene a mancare. In molti casi dimezza i contribuenti in regola, gli adeguamenti si aggirerebbero intorno agli 11-12 mila euro. Sono questi i primi dati emersi dalle applicazioni del software Gerico. Anche l’Agenzia delle Entrate promette una certa flessibilità nell’affrontare i singoli casi, prevedendo comunque un elevato numero di interventi di accertamento.

Dalle mie parti, scusate il francesismo, questo si chiama “lavorare con il culo”, attività in cui l’attuale governo eccelle (esempio).

Sinceramente la situazione sta diventando insostenibile: se il clima è questo tanto vale fare il lavoratore a progetto, togliersi dalle scatole contabilità, IVA e dichiarazioni, e cominciare a lavorare in nero.

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77 commenti/trackback a “Studi di settore 2007: il furto”

  1. Karim Gorjux scrive:

    Seguo il tuo blog perché abbiamo molte cose in comune, l’unica differenza è che io ho iniziato solo quest’anno quindi niente tasse. Spero che il governo cada e torni Berlusca, alla fine si stava meglio con lui. (e ho votato sinistra!)

  2. pseudotecnico scrive:

    Consiglio spassionato: registra come bene strumentale solo quello strettamente necessario e di un certo valore, il resto tanto vale considerarlo come costi generici. Alla fine non vale la pena essere onesti :-(

  3. miki64 scrive:

    Ma no, ma no.. basta adeguarsi ai nostri esemplari politici!

  4. Artemio scrive:

    1) Gli studi di settore li ha introdotti il governo Berlusconi, allora non te ne lamentasti.
    2) In Italia chi ha partita iva, eccetto rari casi o categorie particolari, in un modo o nell’ altro evade, e su questo, a meno di non essere in malafede totale, non si discute.

    Ritieni che ti facciano pagare più del dovuto? Fai serenamente l’ accertamento. Se i conti son fatti bene nessun problema, e la volta dopo non ci saranno problemi. E ricorda che anche l’accertamento induttivo fu introdotto dal precedente governo, allora non te ne lamentasti.

    Non ti piace l’attuale governo? Liberissimo, ma delle tante colpe che ha, non addossargli quelle ereditate, non ti sembra?

  5. pseudotecnico scrive:

    1) Questo è il secondo anno che faccio gli studi di settore: hai forse sentito lamentele del sottoscritto per l’anno scorso?
    Mi sto lamentando della revisione degli studi di settore (fatta nel 2007): anche questa colpa di Berlusconi? Cazzarola, quell’uomo è una calamita…
    Ti sembra normale che la metà dei contribuenti diventi improvvisamente fuori legge dopo una semplice revisione?

    2) Spiacente ma si discute (e non credo di essere in malafede): ci sono settori in cui evadere è più facile che in altri, ci sono persone che fanno il proprio lavoro (autonomo) senza evadere.

    Smettiamola una volta per tutte di dire che chi ha partita iva evade sempre e comunque: ci sono titolari di partita iva che evadono così come ci sono pensionati che lavorano in nero e dipendenti che hanno un doppio lavoro o lavorano in malattia.

    In 3 anni di lavoro autonomo nessuno mi ha mai chiesto di lavorare in nero né io ho offerto lavoro in nero per lo stesso motivo per cui non accetto privati: voglio poter lavorare in orari umani (e non trovarmi in casa della gente alle 20 di un sabato sera) e voglio che dall’altra parte ci sia un’azienda con cui litigare quando non arrivano i soldi.

  6. Simonlain scrive:

    Ragazzi inutile stare a discutere… i fatti sono chiari: in Italia ci si lamenta sempre e solo dei -presunti- misfatti di una “certa persona”, che si odia in maniera viscerale. Salvo poi, all’atto pratico, rendersi conto che l’altra “parrocchia” è buona solo a contarti i peli del culo e ravanarti ogni pertugio alla ricerca di pecunia da scucirti. Soprattutto se sei onesto e fai il tuo dovere. Perchè, diciamoci la verità, in Italia -il Paese dei furbi- viene premiato chi si comporta in maniera disonesta, e chi invece fa tutto in regola se la prende nel deretano.

    Scusate lo sfogo.

  7. Simonlain scrive:

    E vorrei aggiungere che purtroppo sarà sempre così. Perchè chi si comporta onestamente, come dice giustamente pseudotecnico, viene incoraggiato alla disonestà: ‘perchè devo essere l’unico cogl***e che non fa il furbo?’ è un ragionamento che viene spontaneo. Per questo motivo le cose, in Italia, non cambieranno mai.

  8. MFP scrive:

    “se il clima è questo tanto vale fare il lavoratore a progetto, togliersi dalle scatole contabilità, IVA e dichiarazioni, e cominciare a lavorare in nero.”

    Benvenuto. Io ho una partita iva aperta un anno e poi lasciata lì da 2-3 anni senza movimentazioni… non ho idea di cosa dovrei fare per chiuderla (e chissà quali tasse sto accumulando nel frattempo) ma la lascio lì… Se devo lavorare per qualcuno io sono co.co.pro. e l’onere della fiscalità sono problemi dell’azienda; se devo lavorare su cose mie si può aprire un’attività in qualsiasi altro paese europeo con meno soldi di quanti se ne paghino qui per un anno di partita iva, se non fatturi non paghi, ma soprattutto ti sottrai alla macchina burocratica italiana…

    In fin dei conti siamo tutti europei no? E allora posso anche scegliere il regime fiscale che più mi aggrada.

  9. pseudotecnico scrive:

    @MFP Fossi in te mi informerei con un consulente per la chiusura della partita IVA: a seconda della tua posizione potresti avere problemi con l’INPS (se hai dei contributi obbligatori), obblighi di dichiarazione, tenuta della contabilità, ecc. ecc.

    Sull’ultima affermazione ho qualche dubbio che lo Stato sia d’accordo se vivi e produci il reddito in Italia ma sinceramente non ho mai approfondito il discorso ;-)

  10. abbraccio scrive:

    Ciao,

    sinceramente condvido un po’ tutti i commenti che ho trovato qui, ho però da aggiungere la mia esperienza di lavoro qui in meridione:

    - Se ti va bene sei co.co.pro, e oltre ad instabilità lavorativa, stipendio ridicolo non vedrai mai la pensione dopo i 35 anni di lavoro (la vedrai?).

    - Se ti va male ti fanno aprire la tua bella partita iva ed avrai l’unicacconsolazione che sotto, sotto, ma proprio sotto ti sentirai un “libero” professionista.

    - Chi ha la parita iva non è da etichettare assolutamente come un evasore, ma è anche vero che ripsetto ad un lavoratore dipendente ha moooolte più possibilità di evadere dei primi.

    - Non so da altre parti ma qui . per esempio, è un miracolo vedere un medico che dopo una visita anche di oltre un paio di centinaio di euro non si sogna di farti la fattura! Sapete cosa significa? Significa che ci sono “simpatici contribuenti2 (sia di destra che di sinistra) che spesso incassano anche 3-4.000 euro al giorno (!!!!!) e che poi magari dichiarano quanto un povero operaio.

    D’accordo su tutto, ma penso che a prescindere dal colore del governo si dovrebbe protestare con tutti coloro che ci rubano i soldi dalle mani, e non è sempicemente il potere politico. L’iportante è avere un potere che obblighi tutti a pagare le tasse senza filosofie e senza scappatoie.

    Scusate lo sfogo.

    Ciao

  11. barbara scrive:

    Per me gli studi di settore sono una privazione della libertà individuale! E’ 1 anno che lavoro poco perchè ho deciso di fare la mamma a tempo quasi pieno e ovviamente non sono congrua…
    Non ho nessuna intenzione di adeguarmi perchè ho la coscienza tranquilla nonostante sono un libero professionista (e quindi per molti un’evasore!)ma vivo con l’ansia di una verifica perchè sembra che il mio caso non sia riconosciuto come motivito di non congruità! Devo essere libera di lavorare come e quanto voglio, pago comunque i miei contributi (alla cassa),l’iscrizione all’ordine e il commercialista…ci manca ancora che per qualche fattura all’anno debba sborsare soldi allo Stato, che non ho, per adeguarmi!

  12. viscofan.....(culo) scrive:

    Le elezioni si dovrebbero tenere dopo maggio dopo il salasso fiscale. Sono un autonomo che estrae il suo reddito dal cosiddetto “mercato” senza ammortizzatori ma “prendendosi tutte le buche”. Alcune riflessioni:
    1) Tasse si parla di evasione ma potrei sapere chiaramente chi è d’accordo con questo livello di tassazione? vorrei sapere se si rendono conto di come siamo messi e di che fardello si portano dietro i “produttori” di reddito (leggi pecore da tosare).
    2) I dipendenti…questi santi pagano le tasse fino in fondo ma quanti lavori….”non esistono” in realtà e quindi…..si…è vero che pagano le tasse ma su un lavoro che non esiste ed è solo “inventato” a spese di chi le tasse ……soffrendo le paga….producendo il suo reddito…senza aiuti?
    3) Pensioni: il contributo è circa il 30-33% dello stipedio. Vale a dire che ogni 3 anni di lavoro mi assicuro un anno di pensione (o no?) quindi se lavoro 35 anni posso stare in pensione al massimo 10-12 anni (o no?). Se l’età media è 75-76 anni: 76-12=64 non posso andare in pensione a meno di 64 anni (o no?) conto della serva?.Si…il migliore……scalone, coefficienti bla…bla…bla.
    4) Gli extracomunitari servono per pagare le pensioni……detto da sinistra……bel modo di accoglierli……altre pecore da tosare…..ma poi mi chiedo perchè loro le pensioni non le vorranno?

    Rispondete e commentate numerosi……..dov’è che sbaglio?

  13. Andrea scrive:

    Ciao,
    ammetto la mia ignoranza e che non ho ben capito come funzionano i cd studi di settore…pongo delle domande
    L’agenzia delle entrate, facendo degli studi immagino, stabilisce (ipotizza) che un libero professionista impiegato nel settore “Quale che sia” ed operante nella zona “Quale che sia” debba, almeno in linea teorica, guadagnare non meno della somma “Quale che sia”.
    Se io, ipotetico professionista, avessi invece guadagnato la somma “Quale che sia più 30.000 €” non avrei l’obbligo di denunciare la somma reale? Potrei sfruttare lo studio di settore che è stato magnanimo nei miei riguardi e sottrarre, leggi evadere, 30.000 €?
    In sede di dichiarazione dei redditi va dichiarato il reddito reale prodotto, che sia superiore o meno a quello previsto dallo studio di settore?
    Se lo studio di settore è troppo ottimista nei miei riguardi il Governo è composto di ladri?
    Se lo studio di settore mi permette di non tassare, leggi evadere, parte del reddito il Governo è composto da galantuomini?
    Lo studio di settore serve, leggi servirebbe, per imporre una tassazione minima ed il resto mancia?

    Andrea

  14. pseudotecnico scrive:

    Gli studi di settore in pratica sono dei modelli statistici, aggiornati periodicamente, e si applicano alle società e alle ditte individuali oltre che ai liberi professionisti.

    Se lo studio di settore calcola un reddito congruo di X e io guadagno di più pago le tasse sul reddito effettivo (che deriva dalla contabilità), non su quello minimo calcolato dallo studio di settore.

    In pratica lo studio di settore serve ad individuare un’azienda che dichiara troppo poco, non a far risparmiare chi ha redditi troppo alti ;-)

    P.S. il governo è composto da incapaci, non da ladri ;-)

  15. Andrea scrive:

    Ciao,

    In pratica lo studio di settore serve ad individuare un’azienda che dichiara troppo poco, non a far risparmiare chi ha redditi troppo alti

    Esatto, ma a me sembra piuttosto che venga visto come una sorta di “soglia di sicurezza”, parlando ipoteticamente: io evasore denuncio più o meno quanto previsto dallo studio di settore in modo di esser quasi sicuro di non incorrere in verifiche, ed allora è interesse degli evasori come me che lo studio preveda un limite basso cui “appoggiarmi”.
    Ma visto che l’obbligo resta quello di dichiarare il reddito effettivo, che sia più alto o più basso di quello ipotizzato….dove è il problema per il libero professionista onesto?

    Andrea

  16. pseudotecnico scrive:

    Ti assicuro che gli evasori non hanno difficoltà nel far quadrare gli studi di settore, conta poco il limite imposto: truffa più truffa meno per loro poco cambia, senza contare che più salgono le cifre e più c’è margine per “giocare”…

    Qual è il problema? Che in caso di accertamento dovrò perdere tempo, soldi ed energia per dimostrare che non ho evaso, il tutto per un modello statistico che non ha alcun legame con la realtà.

  17. Marco Franchini scrive:

    Ciao a tutti. Interessantissimo l’argomento di discussione. Lavoro in studi di commercialisti, per cui conosco molto bene il problema. Intanto non è vero che gli studi di settore siano stati introdotti da Berlusconi (il cui governo peraltro non è da rimpiangere); sono stati introdotti diversi anni fa dal centrosinistra, con motivazioni condivisibili di monitoraggio delle realtà economiche. I continui tagli di Tremonti ed oggi di Visco hanno però fatto degli studi di settore l’unico strumento con cui si accerta l’evasione. Confermo assolutamente che così chi ha il fatturato (con la revisione conta anche questo!) ed il reddito che dovrebbe offrire a tassazione alti, può agevolmente aggirare gli studi di settore, anche occlutando decine di migliaia di euro. Mentre chi ha il fatturato ed il potenziale reddito bassi, si trova appunto “non congruo”. Da aggiungere che le altissime aliquote (è un dato di fatto, su 15.000 euro di reddito si paga dal 40% al 44%!) fanno sì che tutti quelli che guadagnano poco inseriscano in contabilità spese che probabilmente la Finanza non riconoscerebbe. Insomma, da un lato il pacchetto Treu e la legge Biagi consentono di far aprire la partita iva ai potenziali collaboratori, dall’altro non vengono accettati nè un fatturato nè un reddito bassi. Come sempre in Italia si spara nel mucchio, invece di mettere in atto una vera lotta all’evasione (ad esempio incrociando dati reddituali e patrimoniali). Dispiace che anche i media di solito più attenti si siano accodati alla demagogia della “efficace lotta all’evasione” (che non esiste, i tanti che hanno sempre evaso continuano a farlo, addirittura “tutelati” dagli studi di settore “congrui”).

  18. Danny scrive:

    Le tasse sono un bene comune e bisogna pagarle.

    In tutti i paesi civilizzati tutti i cittadini pagano le tasse in funzione del proprio reddito, che lo stato si riserva di accertare come e quando vuole.

    Credo che l’Italia sia però l’unico paese al mondo dove lo stato impone di dichiarare un reddito sproporzionato ed uguale per tutti sulla base di calcoli che, dal punto di vista strettamente matematico non stanno ne in cielo ne in terra.

    Quando le tasse diventano indipendenti dal reddito, al punto che è meglio chiudere un’attività che comunque funziona e lasciare a casa i dipendenti, così come da sempre sono costretti a fare coloro che sono vittime dell’imposizione del pizzo da parte della mafia, allora significa che c’è qualcosa che non va.

    Non va perchè:
    1) Sempre da un punto di vista strettamente matematico, i maggiori introiti finiranno con l’essere impiegati per il sostentamento sociale di tutti i nuovi poveri che questa situazione finirà per creare.
    2) Ammazzare la gallina che per un anno fa anche solo un uovo al giorno, non è la soluzione al problema del pasto del fattore.
    3) Ogni attività che chiude, oltre a creare disoccupazione, crea crisi nell’indotto, ovvero causa un calo di fatturato in tutte quelle aziende fornitrici che in base a questi iniqui studi di settore, dovranno comunque però dichiarare un fatturato in crescita, con un conseguente inevitabile effetto “domino”.
    4) Nel giro di 2/3 anni al massimo, le parcelle di tutti i liberi professionisti ed artigiani aumenteranno come minimo del 50%, diminuendo ancora una volta il potere di acquisto del cittadino italiano medio.

    Non bisogna essere degli illustri economisti per capirlo.

    Poi sono però tutti bravi a vantarsi dicendo che dopo le loro riforme, il PIL è in aumento.
    Beh, costringendo il 70% delle attività a dichiarare ricavi inesistenti, ero capace anch’io di aumentare il PIL.

  19. damned69 scrive:

    @mfp:
    mi spiace deluderti, ma avendo il domicilio in italia, avendo la partita iva aperta e non compiendo movimentazioni sei comunque costretto ad una serie di adempimenti.
    (UNICO, INPS, INAIL, CCIAA etc, sarà un tuo amico commercialista a chiarirti meglio la situazione)
    Ricorda, lo Stato comunque non si dimentica mai di te, e prima o poi si farà vivo, non è una minaccia, ma la cruda realtà

  20. damned69 scrive:

    @danny: aggiungerei che questo va a danno principalmente delle PMI (piccole e medie imprese) che crollano (vivo al sud e non spenderei un euro per aprire una attività commerciale) e non resistono all’imposizione fiscale.
    Quindi > imposizione fiscale = > disoccupazione.
    E oltretutto stronca la migliore parte dei “disoccupati”, cioè quelli che voglio fare impresa e non stanno con le mani in mano.

  21. antivisco scrive:

    Cosa succede sei ti fanno un accertamento??????

    Succede questo:

    1. l’agenzia dell’entrate fa un accertamento induttivo, percui ti dice che per lei hai evaso e dunque tu devi dimostrare il contrario.

    2. perdi tempo, soldi, incazzature per raccimolare i documenti, parlare con il commercialista (che costa e che paghi per il lavoro extra!!!), andare alla sede dell’agenzia e illustrare la mia situazione al funzionario.

    3. se li convinci, hai solo perso tempo e soldi per la parcella del commercialista.

    4. se non li convinci, esce la cartella esattoriale che a quanto ti contestavano prima aggiunge sanzioni e amenità varie. la cosa è frequentissima perché al funzionario non costa nulla, e l’agenzia sa che se vuoi resistere devi andare da un avvocato, con altri costi, per impugnare la cartella.

    5. a quel punto hai due possibilità: rassegnarti e pagare quello che non dovevi, oppure impugnare la cartella e fare causa allo stato.

    6. se scegli la prima, sei vittima di un furto. se scegli la seconda, pure perché per colpa di una inversione dell’onere della prova che esiste solo a vantaggio dell’agenzia delle entrate (io devo dimostrare di non dovergli nulla!!! follia …), devo andare in causa sopportando tutti i relativi costi di tempo e denaro. ovviamente i tempi necessari per avere la sentenza è di qualche anno.

    ps. nel frattempo, dovrei anche lavorare perché a fine mese nessumo mi garantisce lo stipendio. e eprché se riduco il fatturato, l’anno prossimo sono da capo con l’agenzia delle entrate che non mi troverà congruo. e via discorrendo.

  22. anonima mucca da mungere scrive:

    Lavoro, guadagno, pago le tasse!!!
    Questo deve succedere per tutti, dipendenti ed autonomi.
    Perchè lo stesso guadagno da’ diritto a benefici solo per i dipendenti (v. tabelle assegni familiari)?
    Perchè con uno strumento chiamato “studi di settore” ci si accanisce contro chi fa un certo mestiere per il solo fatto di non rispettare quello che ha stabilito Visco (mi riferisco al 2007 ed è lui che ha provveduto alla revisione per fare cassa)?
    Non sono capaci (o non vogliono) controllare quelli che evadono e se la prendono con tutti gli altri (che grazie a questi strumenti per loro sono evasori).
    Chi evade se la ride e a chi lavora passa la voglia di subire i furti (vorrebbe solo pagare il giusto).
    In tale situazione si è motivati anche a sopportare l’accertamento con le relative conseguenze, come è stato ben descritto in questo blog.
    Un piccolo adeguamento lo si accetta (costa anche solo il commercialista e non vale la pena rischiare) ma quando è troppo e troppo.
    Credo che dovremmo rifiutare di aderire agli studi (perchè ingiusto e costoso) e l’ADE dovrebbe controllare per primi quelli che si sono adeguati (tra i quali ci sono di sicuro quelli che evadono).
    P.S. Ho votato il centrosinistra (sigh) ma non volevo certo Visco alle finanze.

  23. Richie scrive:

    Ditemi se ho capito.
    - Se non mi adeguo agli Studi di Settore l’Agenzia delle Entrate mi manda un accertamento.
    - L’onere della prova per dimostrare che non ho evaso, è a mio carico.
    - Le prove possono essere: ho i certificati di malattia, il magazzino ha preso fuoco, ho subito il furto di tutta la merce, eventi e calamità naturali.
    - quindi o pago o presento ricorso (qualcuno sa se qualche ricorso è andato a buon fine ?)
    Ma dico io, ma non sono gli agenti della Guardia di Finanza che devono scovare gli evasori. O è più comodo creare confusione (che nella confusione i veri furbi la fanno franca) e sparare sui piccoli imprenditori che non hanno le armi per difendersi.
    Ho provato ad immedesimarmi nella parte di un illustre professorone che fa visite e consulenze mediche a 250 Euro ( 20 minuti ogni visita).
    Il risultato è questo: 220 giorni x 10 visite al giorno x 250,00 Euro a visita = Euro 550.000,00.
    In base agli studi di settore dovrebbe dichiarare circa 50.000,00 Euro ( poca attrezzatura, una segretaria, pochi acquisti).
    A questo punto avrei pagato su 50.000,00 Euro e ne avrei evasi 500.000,00. (conti della serva, ma non tanto)
    Complimenti.

  24. antivisco scrive:

    caro richie,

    hai capito bene.

    Il fisco prima si è attribuito il diritto di non dover dimostrare che hai evaso attraverso il concetto della “congruità”.
    Percui se non risulti congruo subisci quello che subiscono gli evasori: accertamenti e cartelle esattoriali.
    Poi ha alzato il limite della congruità.

    L’effetto è quello che ho già detto: tempo e denaro contante, che nessuno ti rimborserà mai anche se vinci tutte le cause, per cercare di resistere ad una richiesta che non ha nessuna reale ragione.

    Ai tempi del medioevo, quando c’era il re che aveva diritto di vita e di morte sui sudditi, a livello fiscale c’era meno vessazione e più equità perché:
    - non esisteva l’inversione dell’onere della prova di quanto avevi prodotto;
    - ti tassavano una volta sola, mentre qui paghi tasse sulla stessa cosa più volte (vedi irap);
    - ti obbligano a pagare comunque un tot, anche se non l’hai guadagnato, perché in teoria puoi opporti ma in realtà sanno che non hai né la forza (soldi per il commercialista e per l’avvocato) né il tempo (l’azienda non va avanti se passi il tempo tra agenzia delle entrate, commercialista e avvocato) per resistere e dunque preferisci il male minore perché almeno sai subito qual’è il danno.

    Quando sento quello che ha detto Visco in questi giorni, mi rendo conto che non si rende conto, perché proprio non ha idea, di cos’è il mondo reale: le aziende chiudono in continuazione, la concorrenza è fortissima e io che sopravvivo a malapena rischiando del mio devo perdere le giornate dietro a questi signori che si mettono sul trono e pensano di poter trattarci come la plebe ai tempi della servitù della gleba.

    Ovviamente la grande evasione, quella di chi ha i soldi veri e può permettersi società di comodo nei paradisi fiscali, ride di gusto a vederci massacrati per qualche migliaio di euro: loro sono sicuramente congrui a Tucs and Caicos!

  25. MisterB scrive:

    antivisco hai centrato il problema: si fa macelleria sociale etichettando gli artigiani come evasori il che se vuoi è anche vero (mi capita spesso di vedere la fattura n°2 al 30 dicembre) ma ci si scorda che il 50% delle società di capitale dichiara perdite o pareggi di bilancio. Per quanto un artigiano possa evadere in un anno, una grossa corporate può evadere 10,100,1000 volte quell’importo con un click di mouse. Non lo capiscono che l’unica soluzione è diminuire le tasse per far emergere il sommerso, aumentandole si fa solo aumentare il numero di coloro che si daranno all’evasione forti del fatto che non c’è personale sufficiente per fare i controlli, soprattutto se come paventato il 70% delle società soggette agli studi di settore non è congrua o coerente.

  26. lupettoblu scrive:

    chi è causa del suo mal, pianga se stesso, dicevano gli antichi

    ma noi, che ben ricordavamo come la pensano questi signori e non li abbiamo votati, con chi ce la pigliamo? :-(

    ah, MisterB… oggi ho fatto la fattura n. 4 ed è veramente la quarta volta che qualcuno mi paga quest’anno (eccettuato quelli che gli ho fatto la fattura l’anno scorso e quest’anno m’hanno pagato, dopo che ho anticipato l’IVA!!)

  27. lupettoblu scrive:

    l’ADE… evoca ricordi danteschi… lasciate ogni speranza voi che Entrate :p

  28. Italgo scrive:

    Artemio scrive:
    7 Giugno 2007 alle 12:13
    1) Gli studi di settore li ha introdotti il governo Berlusconi, allora non te ne lamentasti.

    E ricorda che anche l’accertamento induttivo fu introdotto dal precedente governo, allora non te ne lamentasti.
    ————————————————————————–
    Allora Artemio, non si sa se artista in menzogne o in mala fede.

    La disciplina degli studi di settore è stata introdotta nel nostro ordinamento dall’art. 62 bis del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito dalla legge 29 ottobre 1993 n. 427.
    Indovina chi c’era al governo ?
    I “metodi” di accertamento furono introdotti nel D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.

    Studia che ti fa bene.

  29. lupettoblu scrive:

    …e rileggetevi Marco Franchini, che mi conferma quello che ricordavo…
    gli studi di settore l’ha introdotti lo stesso VAMPIRO nel ‘97… come abbiano superato ogni test di costituzionalità non riesco a capirlo, neanche considerando che all’epoca le leggi le divulgava l’oscardabbagno :p

    naturalmente, abbondano i sinistri che incolpano berlusconi anche di questo… non se ne può più delle menzogne sistematiche e neanche tanto intelligenti

  30. MisterB scrive:

    Italgo per studiare il nostro artemio dovrebbe saper leggere e di solito i trinariciuti non sono ben messi.

    Lupetto, se sei libero professionista capisco che fai 8-10 fatture l’anno, ma se un’impresa edile ti fa la fattura numero 2 al 30 dicembre… qualche problemino c’è!

  31. Aster-Ics scrive:

    Non è affatto vero che gli Studi li ha introdotti il governo Berlusconi, furono istituiti nel ‘98 da Visco. L’idea dello “studio” come controllo la ebbe Tremonti (fu difatti una sua idea), ma il problema non è lo studio di per se (tant’è che nessuno fino a ieri se n’era lamentato), ma lo spropositato incremento voluto da Visco Mefisto per quest’anno per succhiare danaro alle imprese.

  32. THAIPAN scrive:

    SALVE VORREI SOLO DIRVI CHE OGGI UN PICCOLA IMPRESA UNA SRL COME LA MIA (SIAMO 9 SOCI TUTTI LAVORATORI E PARENTI)SE DOVESSE DICHIARE TUTTO E PAGARE TUTTO DOVREI
    CHIUDERE DOMANI MATTINA CON LA CONSEGUENZA DI MANDARE PER STRADA 9 FAMIGLIE.
    LA CONCORRENZA SLEALE E UNA REALTA INCONTROVERTIBILE,
    ESSERE ONESTI E PRATICAMENTE IMPOSSIBILE.
    IN MERITO AL NANO (BERLUSCONI) ABBIAMO DIMENTICATO TUTTO
    QUELLO CHE A FATTO?
    ANALIZIAMO I FATTI NELLA LORO TOTALITA PREMESSO CHE IL
    CENTROSINISTRA NON E AFFATTO COMPOSTO DA SANTI ANZI
    IL PROBLEMA E CHE GLI ITALIANI SONO PER I NOSTRI POLITICI (TUTTI) CARNE DA CANNONE COME SI DICEVA UNA VOLTA.
    NON POSSO PENSARE CHE EVADERE PAGHI ED ESSERE ONESTI NO,
    MA LA REALTA E QUESTA E NON SO COSA POSSIAMO FARCI.
    UN FILOSOFO DISSE NON PUOI CAMBIARE IL MONDO MA PUOI CAMBIARE QUEL PICCOLO PEZZETTO INTORNO A TE.
    SOLO CHE SE LO FAI IN COMMERCIO IL GIORNO DOPO SEI MORTO

  33. schiavo scrive:

    Ma Po**a P**t*ana @ @1!!!**&§ e mi fermo con le bestemmie.

    Ho un un negozietto di computer e per vendere un pc o un prodotto informatico devo fare salti mortali, dare servizi al limite della pazienza e fare prezzi con margini del 10%!!!!!
    Ciononostante qui a Bari c’è un boom della grande distribuzione che si fanno guerra fra di loro a colpi di sottocosto e la gente ci vede pure come dei ladri.
    La vendita è diventata un miraggio.
    Alla fine a malapena esce quasi uno stipendio.
    Invece alla grande distribuzione non si applicano gli studi di settore, ma perchè maledizione!!!
    Dopo fatturati galattici sti grandi furboni chiudono con bilanci a pareggio.

    Sono un povero cristo che paga affitto, rischia soldi e pelle, sto dieci ore al giorno risolvere problemi e alla fine sono un pollo da spennare per lo stato.

    Se applicassero la logica presuntuosa degli studi di settore ai dipendenti statali in base alla loro produttività non prenderebbero manco mezzo stipendio!

    Ma fate i seri su!

  34. studi di settore scrive:

    io ho una casa editrice come attività alternativa, perchè sono socia in una sas e mio marito è stipendiato. Per gli studi di settore sulle case editrici, devo fare l’adeguamento su cifre che non guadagno? Che alternativa ci può essere?

  35. studi di settore scrive:

    volevo precisare che pubblico solo una rivista bimestrale

  36. ONESTO scrive:

    Cari colleghi commercianti,
    per colpa di chi non ha mai pagato le tasse o per chi ha evaso, ora ci rimette l’artigiano/commerciante ONESTO.
    Senza contare : le chiusure delle fabbriche, la cassa integrazione, la concorrenza, i centri commerciali, i prodotti cinesi….il caro affitto…se andiamo avanti di questo passo non rimane più nulla…..questo/questi Governi di qualsiasi partito…vogliono vederci sprofondare?
    Parlo ovviamente per chi ha sempre fatto il suo dovere di lavoratore onesto…..per i disonesti: grazie per aver evaso, grazie per aver creato un mondo in cui il più debole è sopraffatto, grazie, grazie, grazie…ora ci rimettiamo tutti, Voi se avete evaso in passato ….ridate solamente quello che avete tolto all’epoca…..non tollero che gli onesti pagano per i disonesti….io personalmente mi sento parte lesa!

  37. dapinna scrive:

    Salve a tutti…
    Anche io ho una attività di informatica (assistenze e vendita PC, Siti Web etc)

    Quest’anno faccio il secondo studio di settore… e sto ancora compilando le tabelle e da quello che leggo le cose sono peggiorate…

    L’anno scorso, quello relativo al 2005 (che è il mio secondo anno di attività), ero non congruo e non coerente… e secondo gli studi avrei dovuto adeguarmi di circa 10′000 €. E fatturo tutto… anche alcune cose che prendo per Me per uso personale, per non averle in carico, le fatturavo non ha me perché non si può fare ma a mia sorella o mio padre… sia che si trattasse di componenti importanti che di piccole cose da 10 o 20 €.

    Dato che c’è qualche collega vorrei chiedere info su alcune delle voci del Quadro D degli Studi (modello TG66U)

    Ad esempio la “D07 System Integration” presumo che vada usata quando si assembla un PC Completo.
    Ma più o meno la stessa cosa la potrei indicare con la voce “D23 Installazione e configurazione hardware” + “D20 Commercializzazione di hardware informatico”

    Purtroppo non ho trovato da nessuna parte una spiegazione punto per punto di ogni voce in modo particolare.

  38. pseudotecnico scrive:

    System integration non è assemblare pc ma tutt’altra cosa (se non sbaglio l’integrazione di sistemi e piattaforme hardware di natura diversa) ;-)

    http://en.wikipedia.org/wiki/System_integration

  39. dapinna scrive:

    OK… allora è corretto come lo sto facendo ora (e come l’ho fatto l’anno scorso) :-)

    Grazie…

  40. dapinna scrive:

    Altra domanda (chiedo scusa se approfitto di questo blog …)

    La voce “D23 Installazione e configurazione hardware” secondo voi comprende solo gli importi relativi all’installazione dell’hardware o può comprendere anche gli importi relativi alla vendita? Oppure questi possono essere solo nella voce “D20 Commercializzazione di hardware informatico”?

    Ad esempio io nelle fattura per un PC completo (assemblato da me) ho un unico importo (anche se indico in dettaglio tutti i componenti) nel quale includo oltre al costo dei componenti anche la configurazione, installazione etc. In questo caso separare gli importi mi verrebbe male per cui metterei tutto o su D20 o D23.

    Se invece faccio una fattura per la sostituzione di un HDD, ho due voci: quella con il costo del disco e quella con il costo dell’intervento… e qui non ho dubbi D20 il disco + D23 l’intervento di installazione.

    P.S.
    Ho realizzato un Foglio di Calcolo in formato .ODS (OpenOffice ma si posso salvarlo anche in .XLS) per facilitare la compilazione degli studi di Settore TG66U
    Se qualcuno è interessato lo posso mettere a disposizione nel mio sito :-)

  41. pseudotecnico scrive:

    Consiglio: non diventarci matto, nessuno ha quelle percentuali precise per i ricavi (e soprattutto molti le modificano in modo da “far risultare” la congruità dal momento che i vari settori hanno un peso diverso nel calcolo del reddito).

  42. dapinna scrive:

    Si lo so che non dovrei diventarci matto… :-)

    Ma parto dal presupposto che:
    - Non sarò congruo ne coerente.
    - Non mi adeguerò (salvo che la cifra sia irrisoria)

    quando dovrò dimostrare le mie ragioni voglio come minimo portare dei dati coerenti con le mie fatture.

  43. Stregatta scrive:

    Ho iniziato a lavorare da poco… apro partita 3 anni fa… libera professionista. Sono una persona onesta, mai sgarrato di una virgola. Stamattina chiama la mia commercialista e mi dice che sulla cifra totale che ho guadagnato quest’anno devo regalare a sti bastardi il 65% circa del totale che ho fatto quest’anno per via di studi del settore. Spero che chi è al governo si pigli la peste.

  44. Antonio scrive:

    Questa mattina mio papa’,piccolo artigiano, ha ritirato la cartella tasse e.. sorpresa! ha impattato anche lui contro gli studi di settore. morale: a fine anno rischia di chiudere. si e’ ritrovato con 9800 euro a fonte dei 22000 di NETTO.
    forse gli studi di settore saranno anche giusti ed equi nei confronti dei grossi privati, ma possibile che la carretta la devono tirare sempre i piu’ piccoli, i piu’ indifesi?
    perdonate la grossolonita’, ma sono un dipendente ed essendo la prima volta che me ne interesso mi sembra un sistema assurdo.
    ciao a tutti

  45. antonio61 scrive:

    Visto che:
    1. Il nostro attuale referente, nonchè portatore di paranomasia col ruolo, sembra si intenda bene di dichiarazioni non veritiere.
    2. Pur reggendo al sopruso morale di dovermi dimostrare un non-evasore (il fatto che vada in giro con una euro 0 potrà servirmi?), non è detto che il funzionario, magari perchè la sera prima non gliel’ha data, creda al fatto che quest’anno ci sia stato meno lavoro per la concorrenza dei cinesi (sembra una frase fatta ma per me è vero).
    3. L’associazione Antiestorsioni può fare qualcosa contro la mafia, ma contro lo Stato Italiano è un po’ più difficilino.
    4. Con la suddetta euro 0 non ce la farò a emigrare in un paese più civile.

    Chiedo se qualcuno dei disgraziati che legge il blog può arrivare a sapere se e come si possa accedere a una bella e terapeutica interrogazione alla Unione Europea? Non ditemi che è una bischerata.

    Ciao a tutti

  46. Fabietto scrive:

    Io proprio ieri ho deciso di non effettuare l’adeguamento!
    Ho la coscienza pulita, mai fatto sotterfugi o quant’altro!
    A marzo risultavo congruo e coerente… Settimana scorsa, grazie al nuovo indicatore (Resa dell’addetto) sono fuori di circa 9000€!!!
    Non adeguo perchè ho due attività: consulente nel settore informatico e commerciante all’ingrosso di materiale Hardware & Software, con stessa Partita IVA ma Gestione Separata dei conti.
    Questo maledetto parametro, aggiunto con la nuova revisione degli studi di settore potevano anche non inventarselo!!!
    Nel mio caso, credo sia impossibile portare avanti entrambe le attività, con una resa del 100% su entrambi i fronti, conseguenza di ciò, mi tocca chiudere quella di commercio (svolta a tempo perso per passione) entro fine anno!!! Per un giovane di 25 anni, 9000€ cambiano la vita!!! Speriamo che quando dovrò dimostrare la mia posizione, troverò davanti una persona con un pò di intelligenza!

  47. Max 67 scrive:

    QUESTA MATTINA HO CAPITO CHE VIVERE IN ITALIA E’ UNO SCHIFO!!!!!
    HO APERTO UN’ ATTIVITA’ DI FORNITURE INDUSTRIALI 7 ANNI FA’. CHI COME ME TRATTA CON LE INDUSTRIE SA’ CHE NON E’ POSSIBILE EVADERE NEANCHE UN CENTESIMO (NON SONO PRIVATI, ANCHE 10 EURO DI MATERIALE VA’ FATTURATO).
    TRE ANNI FA’ MI SONO DOVUTO INDEBITARE CON LA BANCA PER FAR FRONTE ALLE RICHIESTE INPS. IN QUESTI ULTIMI QUATTRO ANNI HO DOVUTO FARE SALTI MORTALI PER CERCARE DI RIENTRARE IL PIU’ POSSIBILE (SAPETE QUALI SONO GLI INTERESSI BANCARI) E QUEL POCO CHE LA SOCIETA’ GUADAGNAVA LO RIGIRAVO QUASI INTERAMENTE PER RISANARE IL DEBITO,ORA CHE SONO ARRIVATO QUASI IN PAREGGIO, STAMATTINA MI SONO SENTITO DIRE CHE DOVREI PAGARE 9000 EURO A CAUSA DEL NUOVO INDICATORE E FRA QUALCHE MESE VERSARNE UN’ULTERIORE META’ (4500 EURO)PER L’ANTICIPO.
    TOTALE 12500 EURO NEI PROSSIMI MESI.
    FORSE DALL’INIZIO DELL’ANNO MI SONO PORTATO A CASA 4000 EURO. COSA DOVREI FARE, ANDARE A RUBARE, SPACCIARE COCAINA O QUALCHE ALTRA AMENITA’ SIMILE.
    MA QUESTA GENTE CHE DECIDE I VARI PARAMETRI, SA’ I DANNI CHE CREA. SA’ COME RIDUCE QUELL’ITALIA DI PICCOLE E MEDIE IMPRESE CHE SONO STATE NEGLI ULTIMI ANNI IL PRINCIPALE MOTORE DELL’ECONOMIA NOSTRANA.
    SPINGONO TANTO IL TEMA DEI GIOVANI IMPRENDITORI E POI (SENZA MAI NEANCHE AVERLI AIUTATI) LI MASSACRANO?
    SCUSATE LO SFOGO UN PO’ INCASINATO MA SONO RIUSCITI A FARMI PERDERE LA RAGIONE.
    IN CONCLUSIONE, MI PENTO DI ESSERE SEMPRE STATO UNA PERSONA ONESTA E DI SANI PRINCIPI. FONDAMENTALMENTE SONO STATO UN PIRLA.
    SCUSATE MA ERA DOVEROSO

  48. Mariella scrive:

    Il mio studio quest’anno è stato revisionato……ecco il risultato : non congruo non coerente ma ok indici normalità economica! Visto il risultato ho fatto un piccolo esperimento…..Ho preso i dati dello studio relativo al 2005 e li ho caricati sullo studio di quest’anno senza modificare niente ecco il risultato: studio 2005 congruo e coerente;
    studio 2006 non congruo (+27.000!!!!) ma coerente e normale. Com’è possibile! Io comunque non mi adeguo. Un salutone

  49. Monica scrive:

    ciao, ho un negozio da 4 anni…e devo dire che non si riesce a campare!!!!
    vado avanti con lo stipendio di mio marito..per pagare affitto e rate piu’ grosse..e sto gia’ arretrata con contributi e iva…
    chiudere e’ un macello..
    eppure clienti ne ho tanti..ma le tasse sono troppe!
    adesso il commercialista mi ha detto che dagli studi siamo risulati incongrui e incoerenti..(sto sotto di 700 euro)…
    ma se gia’ così nn ce la faccio..dovessi dichiarare tutto (che poi..non e’ molto)..che fine farei????
    CHE SCHIFO!!!
    MEGLIO IL POSTO FISSO..MAGARI STATALE! EHE EH

  50. Monica scrive:

    MAX 67…MI RISPECCHIO IN PIENO IN QUELLO CHE DICI…IO HO DEBITI IN BANCA..SOLO PER PAGARE F24…ED OGNI TANTO MI CHIEDO..CHE DEVO FARE???
    RUBARE O SPACCIARE????

  51. fabrizio-consulente scrive:

    Ciao a tutti,
    x esperienza professionale, vi dico che la fiscalità dello stato italiano fa ridere.In tanti tanti altri paesi le tasse non si calcolano sul presunto reddito che ti rimane in tasca MA SULL’EFFETTIVO GUADAGNO tolte tutte e dico TUTTE le spese, oppure sul reddito pattuito e controllato di anno in anno.

    I così decantati EVASORI con partita iva sono martoriati dalle tasse e se vi fate 2 conti si pagano circa 55% di tasse+inps+irpeg+………

    Un plauso va a chi ha il posto fisso, che ha si salari anche a volte bassi ma fissi, senza preoccupazioni…

    Se poi volgliamo parlare di dipendenti STATALI E NON con il doppio lavoro in NERO vi posso fare un mare di esempi, ma non parlo del semplice uscere/segretario/portaborse……ma del funzionario/dirigente…..

    Quindi è inutile fare le manifestazioni, i sindacati le lotte….tanto poi se leggete, vi informate o aprite gli occhi vi potete rendere conto da soli che seguite forse persone sbagliate:
    - articolo di PANORAMA: SU 70.000 ABITANTI IL 30% HA DATO IL 5X1000 ALLA CESET. LA CESET E’ CONTROLLATA DA M. TESSITORE SINDACALISTA CISL. TUTTO ORA E’ AL VAGLIO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE.-

    Sicuramente le persone da evitare sono i
    POSSESSORI DI PARTITA IVA
    ANCHE DETTI
    E V A S O R I

    che i dipendenti provino a fare i liberi professionisti e avranno amare soprese nel momento in cui vedranno che saranno additati come evasori.

    sempre a disposizione come consulente al servizio dei possessori di partite iva ops evasori e dipendenti/lavoratori a nero…..

  52. Marco scrive:

    Cari amici, secondo me non dobbiamo rimanere con le mani in mano: con chiunque parlo di studi di settore il risultato è sempre lo stesso “non congruo”.
    Lo stato ha solo trovato un’altro modo per spremerci fino in fondo.
    Quì serve una “Rivoluzione” contro lo Stato ed i suoi metodi fiscali: l’italia così non và avanti !!
    I politici si aumentano gli stipendi, godono di una ottima pensione…tutto a nostre spese, mentre noi facciamo fatica ad arrivare alla fine del mese. Aumenta tutto: acqua, luce, gas, benzina ecc. e noi cosa facciamo?…stiamo a guardare, ci lamentiamo e paghiamo!
    Quì servono persone nuove ed una nuova classe politica più giovane,con nuove idee. Ma Vi rendete conto che ogni anno che passa, le tasse che paghiamo sono sempre più alte?…e il debito pubblico aumenta ! Non vi chiedete come è possibile?…tutti i politici che ci rappresentano, godono di tutti i privilegi e loro cosa fanno per noi?…ci tassano di più!…ora gli incendi al sud: lo stato gli manda i soldi(Nostri) per calamità naturali: se gliene manda “50″ chissà se ne arrivano “10″…siamo arrivati al punto che in ogni manovra statale c’è uno spreco di denaro Pubblico Nostro che và in tasca a qualcuno e di conseguenza il debito aumenta. Lo Stato siamo Noi e se non siamo “contenti” dobbiamo fare Referendum, proteste in piazza: l’unica parola che trovo giusta al giorno d’oggi è RIVOLUZIONE ! BASTA NON SE NE PUO’ PIU’ !

  53. talpina scrive:

    Buon giorno sono un’ operaia e convivo con un povero muratore iscritto all’artigianato e oggi è arrivato il suo NN CONGRUO e NN COERENTE ci sarebbero SOLO 7000 euro da regalare allo stato-ladro che ha trovato un bellissimo modo di effettuare strozzinaggio legalizzato. Bestie loro e tutti i dipendenti che nn vogiono vedere che il più delle volte è l’operaio,il pensionato o il libero professionista(ma quelli buoni tipo medico\avvocato\architetto\dentista etc)che ravanano e ciulano le tassazioni, pensionato che , magari con bella pensione e casa di proprietà, fa lavoretti e si lamenta davanti all’amaro con quel cristo di pensionato con la minima che magari è in affitto! Operaio in mallattia x un raffreddorino o xkè ha litigato col collega pagato bene bene dall’INPS alla faccia del muratore col culo a 40° al sole o a 1° d’inverno a gettare cemento e li se sei artigiano t’attacchi niente MUTUA oppure povero operaio in cassa integrazione da anni che recepisce un minimo e quando gli presentano un lavoro dice NO GRAZIE tanto un pò riscuoto un pò magari faccio il giardiniere a conoscenti e raccimolo….
    Vergogna sopratutto a noi operai dipendenti che se vediamo facciamo finta di nulla e ce la prendiamo col povero artigiano ma sapete com’è anche l’artigiano
    ogni tanto ha bisogno di comprare il pane x campare cari i miei sinistrini del c***!!!!!

  54. Marco scrive:

    LA SINISTRA CHE SI MANGIA LA CODA: chi è che ti fà risparmiare qualche soldo in più e ti dà più qualità?…l’artigiano !!! Con gli studi di settore anche gli artigiani sono costretti ad alzare i prezzi o chiuderanno…per la peggiore delle ipotesi, I GRANDI SARANNO SEMPRE PIU’ GRANDI E I PICCOLI CHIUDERANNO…ci sarà meno concorrenza e di conseguenza prezzi al rialzo…chi ci rimetterà? sempre il povero cittadino (l’operaio, ecc.) E poi la Sinistra da che parte stà??? …dei lavoratori?

  55. SELLY scrive:

    IL 20 AGOSTO è PASSATO…
    E CON QUESTA DATA…ANCHE I 2900 EURO DI ADEGUAMENTO, I 667 DI INPS…I 558 DI IVA,..E COSì VIA..
    NEMMENO UN CNETESIMO E’ PAGATO!
    E DA DOVE LI PRENDO!!!!!!!!!?????????
    SAPETE IL MIO CONTO IN BANCA?
    32 EURO!
    EH EH,,,SONO SPACCIATA!

  56. Stefy scrive:

    Possibile che sia così difficile capire che la Sinistra è la rovina del Nostro Paese?…La gente non può lavorare una vita intera per lasciare metà dello stipendio allo Stato!!! …Questi politici, dove li buttano tutti i soldi che gli lasciamo con le tasse?…Loro che sarebbero al nostro servizio, pensione a vita, ottimo stipendio, portaborse, scorte, vita direi molto agiata; pagata con le nostre fatiche!
    Anche io dico basta; il politico deve prendere lo stipendio dell’operaio compresi gli stessi diritti di pensionamento, voglio vedere in quanti rimangono sulla poltrona; voglio vedere chi rimane realmente sulla poltrona solo con lo scopo di fare del bene al Paese e ai cittadini ! Al politico come può interessare se alcuni cittadini fanno fatica ad arrivare alla fine del mese…..loro ci arrivano tranquillamente ! Mettiamoli nelle nostre stesse condizioni, in modo che se faranno del bene per il Paese, faranno del bene anche per loro, e viceversa !…perchè così la storia non può andare avanti !!!!!!!!!!!!

  57. Roberto scrive:

    I politici ci applicano lo studio di settore !
    Proponiamo un referendum per applicare lo studio di settore ai politici ! Con dettagliate tutte le spese che fanno con i nostri soldi ! E se vi sono irregolarità, multe da parte della Guardia di Finanza.
    I politici sono come noi, perchè devono godere di tutti questi privilegi? Non lo trovo giusto e non mi sento rappresentato da nessuna classe politica !
    Anche io dico basta, anche io sono per il cambiamento di tutta la Nostra struttura politica Italiana.

  58. Victormark scrive:

    La cosa simpatica poi e che nessuno ne parla sono gli aumenti di mutui e finanziamenti richiesti in questi ultimi anni dai piccoli commercianti solo per pagare gli studi di settore (tra questi ci sono anche io). Il problema, come giustamente sottolineato nell’articolo, sono gli accertatori che non andranno mai via se non avranno trovato una seppur piccola irregolarità da sanzionare. Un’altra cosa che credo fortemente vera è che gli evasori totali se non “pescati” per strada o in seguito a qualche esposto, non si sogneranno mai e poi mai ne di fare gli studi di settore ne tantomeno di pagare le tasse. Perlomeno, noialtri una base di tasse dirette o indirette, le paghiamo.
    Contro gli evasori bisognerebbe rimettere in piedi la normativa sulla bolla fiscale che se in Europa non è necessaria, in Italia era un buon sistema di controllo. A parte che in mancanza di essa avresti ricevuto una salatissima multa pari a 2.000 euro (se non ricordo male) ma, dopo due o tre verbali, saresti diventato automaticamente soggetto a controlli fiscali.
    Inoltre mentre nella realtà l’economia non va tanto bene per gli studi di settore devi essere sempre in incremento.

  59. Victormark scrive:

    Volevo rispondere al post di Artemio del 7 Giugno 2007

    Gli studi di settore non sono stati inventati da Berlusconi ma bensì, udite udite, proprio da Visco nel lontano 1996 quand’era ministro delle Finanze nel primo governo Prodi.

  60. fabio scrive:

    LO STATO MI HA CONDANNATO A MORTE

    Io e mio fratello montiamo ascensori per conto terzi dal 2003, non riesco a fare neanche un euro di nero visto che l’unico committente che ho vuole tutto fatturato oltretutto il lavoro che faccio deve essere certificato legge 41/90 e, visto che gli ascensori si montano nei cantieri non sto a elencarvi la lista dei documenti fiscali che devo consegnare ad ogni lavoro, qualche giorno fa mi è arrivata la cartella del fisco sugli studi di settore del 2004 ricavi € 84.000 e rotti lo stato ne vuole 127.000 e rotti ,totale devo pagare iva e tasse per altri 43.000 euro più le multe volevo farmi accertare ma mi hanno detto che l’unico modo di aver ragione è avere delle prove documentate non gli è bastato provargli che per montare 25 ascensori in in anno ci sono voluti 271 giorni , 10 giorni ad ascensore con un guadagno di 3250 euro ad ascensore che è quello che il commitente mi concede (fatture alla mano),avrei dovuto lavorare anche di notte per raggiungere il loro scopo ma la cosa e oggettiva (secondo loro) non documentale, siamo riusciti ad avere ben il 30% di sconto, ora se nel 2004 non eravamo congrui, nel 2005 tantomeno nel 2006 figurarsi, nel 2007 dopo questa sorpresa siamo costretti a chiudere perchè siamo un’impresa di serie b che non riesce a pagare più di quel che fattura, ora, io ho 42 anni e mi aspetto un futuro incerto mio fratello 35 forse si può salvare, la prossima volta che mi dicono che l’Italia a promosso la moratoria contro la pena di morte lo mando affanculo, noi siamo stati condannati alla pena di morte e senza poter chiedere la grazia.
    Prima di aprire una partita iva contate fino a 10 e ripensateci.

  61. BIRILLO scrive:

    io proporrei di lavorare tutti a nero tanto in galera un ti ci mettano e anche se ti ci mettano poi ce l’indulto (bello schifo)
    vi domando?
    ma in italia sulla costituzione la casa e il lavoro non era un diritto?
    ho sono rimasto indietro?

  62. Roberto scrive:

    Siamo due soci di una ditta informatica ed è da quasi tre anni che siamo aperti; ancora facciamo fatica ad arrivare ad essere congrui e per noi il nero è un sogno ! Come è possibile che lo stato, con gli studi di settore, ci imponga tasse su denaro che realmente non è entrato? Come può dire che una ditta deve fatturare tot.e se non fattura tot. deve pagare la differenza? Differenza di che cosa?…di ciò che non esiste? Questo è un grosso BUG del sistema Gerico che spara a zero su tutti e quelli che dovrebbero pagare sono proprio quelli che non arrivano ad essere congrui?…non sono congrui e devono pagare? e con quali soldi ? …con quelli che non entrano? GERICO è da annullare assolutamente o manda a rotoli l’italia e tutte le piccole-medie aziende artigiane che danno il benessere al Nostro Paese…NON E’ CON “GERICO” CHE SI CONTRASTA L’EVASIONE, MA SOLO CON CONTROLLI DA PARTE DELLA GUARDIA DI FINANZA - Ricordo che sono proprio gli studi di settore che mi stanno facendo chiudere la mia Società

  63. Mario scrive:

    Anche io sto chiudendo la mia attività Informatca a fine 2007: colpa degli studi di settore che fà calcoli davvero sballati e non rispecchiano la realtà !
    Come è possibile permettere questo metodo di calcolo?
    Ma la canfartigianato, la CNA, la confesercenti, la confindustria dove sono? Come è possibile rilanciare l’economia in Italia, “tagliando le gambe” alle piccole e medie imprese “appena nascono”: si perchè appena apri una attività, devi essere congruo con lo studio(ancora più alto)…magari, ne sarei veramente contento, ma purtroppo non è la realtà!!! Quindi lo studio che realtà calcola?…una realtà virtuale che provocherà solo danno al nostro paese, dove sicuramente si incentiveranno le false fatturazioni e i falsi guadagni; praticamente “resta in piedi” chi denuncia il falso e chi ruba. Poi mancano i soldi…io sono davvero deluso della nostra amministrazione Italiana e poi mi chiedo una cosa: perchè le Cooperative devo essere escluse dagli studi di settore?…solo perchè sono “rosse”? Anche le Cooperative devono avere gli studi di settore: la legge è uguale per tutti o no?

  64. Vladimir scrive:

    Mi occupo di esportazioni, cercando di aiutare le aziende italiane a vendere i propri prodotti sui mercati dell’ex. URSS.
    Ecco i miei modesti dati del 2007: valore acquisti 253.300 euro, valore vendite (circa 20 fatture) 224.335 euro. L’utile lordo e’ di circa 2.400 euro al mese per un totale di 29.000. Si puo’ in qualche modo campare, no? Almeno cosi’ sembrava…
    Applicando gli studi di settore SM88U (commercio all’ingrosso) il risultato e’ seguente: maggior ricavo ai fini dell’adeguamento: 40.174 euro. In altre parole vorrebbero farmi pagare le tasse da un utile presunto di quasi 70.000 euro e circa 8.000 di presunta IVA evasa. In definitiva, devo pagare piu’ che ho guadagnato.

  65. daniele scrive:

    Ciao ragazzi, non vi racconto la mia storia perchè sarebbe proprio come la vostra. Anche io tutto fatturato, anche io evasione 0 e anche io costretto a pagare perchè non congruo. E’ successo l’anno scorso pagando per il 2002 e la stessa cosa quest’anno (accertamento del 2003)… ormai dico seneramente che questo mese dovrò pagare lo stipendio anche al Fisco considerando che lavoratori e fisco si sono comporati con me allo stesso modo, in poche parole mi hanno derubato.
    Sono stato invitato ad un colloquio, questa volta non manderò il mio commercialista solo ma andrò anche io, voglio proprio vedere cosa mi contestano…molto probabilmente otterrò uno sconto come per l’anno scorso ma parliamo di sconto su dei soldi che ti stanno comunque derubando.
    Detto questo, ho promesso con me stesso di evadere quest’anno, di cercare di evadere almeno un tot che mi permette di pagare questa tangente allo stato con serenità, l’Italia premia ormai chi ruba, chi evade o chi è ministro e poi è nullatenente (neanche mia nonna lo è).. L’italia ha sempre premiato i ladri perchè i ladri sono al governo, io sono di destra ma posso dirvi che tutti i fronti politici sono uguali…il motivo? perchè l’italiano è un popolino, non ha il carattere dei francesi, non ha la coerenza degli inglesi e tantomento l’imparzialità dei tedesci, noi siamo vittima di un sistema che abbiamo scelto e votato noi negli anni, noi paghiamo queste tangenti per evitare ulteriori controlli, lo stato lo sa e l’anno successiva aumenterà di nuovo i parametri.
    Quest’anno però voglio ragionare diversamente….l’italia è questa? io mi adeguerò a loro ed evaderò come vogliono loro, sinceramente ho iniziato la mia attività 8 anni fa con ottime prospettive e convinzione di poter fare tutto in regola, pian piano mi accorgo che era tutto sbagliato e devo adeguarmi al resto dei ladri che popolano la nostra nazione. Un consiglio spassionato è quello di fare anche voi questo, l’Italia non si riaddrizzerà almeno fin quando vivrò, dunque mi comporterò da vero italiano/politico ovvero LADRO!

  66. Daniele scrive:

    dimenticavo, anche io lavoro nel settore informatico e anche io conosco la situazione della grande distribuzione….non cercate di fare concorrenza perchè loro le tasse non le pagano! almeno in % quanto voi….

  67. elio scrive:

    Carissimi amici,cercavo proprio un posto dove sfogarmi anchio,e vedo che quà è il posto giusto.Sono 10 anni in proprio come artigiano contoterzi,ho iniziato l’attività con 8 operai,e adesso mi ritrovo da solo ,sia per scelta che perforza.Noi lavoriamo dalle 10 alle 12 o anche più ore al giorno,sabati e domeniche,che per chi ti vede pensa chissà quanto guadagna quello là?solo noi sappiamo il nervoso che abbiamo dentro,quando pensiamo al mutuo ,ai contributi,all’irap,alle tasse,alle paghe degli operai. Gli operai che quando anno l’influenza se ne stanno a casa 10 giorni,e tu invece devi sempre sperare di non avere niente ,di stare sempre bene,perchè se dovesse succedere…..se manchi tu stai tranquillo che in giro di poco ti ritrovi nella merda, anche perchè,a noi non ci indennizza nessuno ,noi l’imps la paghiamo tanto per pagarla,non siamo mica operai,che vengono retribuiti anche solo per un giorno….noi no tanto siamo ricchi,lavoriamo tanto ,mica come l’operaio che si fà solo le 8 ore,va a casa e basta problemi.Sul fatto degli studi di settore sono daccordo con voi…non servono a un cazzo,specialmente per noi che lavoriamo contoterzi per delle S:P:A fatturi tutto,l’evasione la trovi con chi lavora con il privato(dott.specialisti,carrozzieri,dentisti,ristoratori,pizzerie,idraulici,elettricisti,meccanici ,giardinieri ,,etc.etc.)Il privato comunque è anche il pensionato ,l’operaio,che và dallo specialista e non si fà fare la fattura,oppure dal meccanico,enon se la fà fare ,..dico questo perchè a noi ci additano sempre , quando noi per abbassare e pagare meno tasse la chiediamo sempre.

  68. SELLY scrive:

    ciao…ho commentato alcuni mesi fa..guardate su…
    niente..volevo solo aggiornarvi e dirvi che ho chiuso l’attività a dicembre..e che mi porto dietro un sacco di debiti (circa 18.000,00 euro con lo stato e non so proprio da dove prenderli! rubare??? no…non mi resta che aspettare che mi prendano tutto..ma siccome non ho niente…(con quello che ricavavo dal negozio..di cose ne ho fatte….si..prestiti e prestiti )….dicevo..siccome non ho nulla..SI ATTACCANO A STO..
    AH AH AH
    SCUSATE LO SFOGO..MA POTETE IMMAGINARE LA RABBIA E LA DELUSIONEIN BOCCA A L LUPO A VOI..
    CIAOOOO!

  69. Daniele scrive:

    Ciao Selly, mi dispiace tanto per la tua attività e capisco perfettamente la tua rabbia.. quando una persona apre un’attività l’ultima cosa che pensa è di doverla chiudere…

    Unico consiglio che posso darti, è quello di trovare il modo di pagare, purtroppo il fisco non si dimenticherà di te quindi se un giorno volessi riaprire un’attività avrai comunque dei problemi…. ovviamente dipende da quello che hai intenzione di fare nel futuro :)

  70. SELLY scrive:

    grazie daniele…
    si hai ragione..ho di certo intenzione di pagare…non ho fatto fallimento..perché nella vita voglio stare tranquilla (anche se per ora non lo sono)…pero’ é anche vero che non so come rimediare..per ora son disoccupata…ed é un macello!
    vorrei chiedere allo stato una dilazione..ma non so se me la concedono..
    boh…
    cmq…che pizza…chiudere un’attività é lacerante…ma portarsi dietro un debito é ancora peggio!
    grazie del sostegno!

  71. Daniele scrive:

    più che dilazione potresti rateizzare sicuramente, parlane con il commercialista e vedi se ti concedono questa opzione (credo proprio di si)… ps solo una curiosità, ma che genere di attività era la tua?

  72. SELLY scrive:

    cancelleria e fotocopie.
    grazie ancora!

  73. pseudotecnico scrive:

    Visto che in questi giorni molti arrivano da Google, questo post è riferito all’anno scorso (TG66U, anno 2007 e redditi 2006).

    Per il 2008 c’è l’aggiornamento (UG66U, redditi 2007) :x

  74. oblio scrive:

    i diabolici studi di settore sono la rovina delle piccole imprese e anche la bara dell’economia italiana

  75. Mario scrive:

    BERLUSCONI DACCI DENTRO E NON MOLLARE !!!
    I soli li devono andare a prendere dove c’è lo spreco e cioè nelle strutture pubbliche; non dalla gente che lavora e che oramai fa fatica davvero ad arrivare alla fine del mese !!! Poi studi di settore anche per le coperative rosse !!! Perchè loro esenti???…oppure li eliminiamo definitivamente così l’economia italiana finalmente inizierà a “respirare” !
    L’italia adesso ha bisogno solo di una “VALIDA DESTRA”, altrimenti siamo rovinati….

  76. Victormark scrive:

    Ma sti studi di settore vengono applicati anche alle società ?

  77. pseudotecnico scrive:

    Ovviamente sì (ma ad esempio non a quelle molto grandi, con fatturato superiore ai vecchi 10 miliardi di lire)

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