Mi chiedo quanti dei lettori che lavorano in proprio abbiano già dato un’occhiata ai nuovi studi di settore 2007. Se non l’avete ancora fatto, vi avviso che per il 2007 sarà un’ecatombe.

Dopo aver perso 3 ore per compilare le diverse centinaia di punti del mio studio di settore (TG66U), scopro che secondo l’attuale governo dovrei guadagnare circa 6.000 euro in più all’anno; tecnicamente quei 6.000 euro si chiamano “maggior reddito da dichiarare”, a casa mia si chiamano furto. E non mi vengano a dire che è colpa dei governi precedenti e dei buchi (a proposito, che fine ha fatto il buco?), perché la revisione degli studi di settore è stata fatta dal governo Prodi con un intento preciso: fare cassa, alla faccia dei principi di equità.

Vediamo di capire a grandi linee cosa sono gli studi di settore: alla fine dell’anno ho fatturato una determinata cifra, tolgo i costi e ottengo un utile. Su questo utile vado a calcolare le tasse da pagare (per semplicità lasciamo fuori dal discorso ulteriori detrazioni e deduzioni): nel mio caso l’utile è del 65%.
Lo studio di settore ti sommerge di domande relative al tuo lavoro (quanti clienti hai, valore dei beni strumentali, dove sono situati i clienti, tipo di lavoro, ecc. ecc.) e in base a questi parametri calcola se quanto dichiarato è:

  • congruo: il valore dichiarato è adeguato al valore puntuale calcolato tramite il motore di calcolo Gerico
  • coerente: vengono valutati alcuni indicatori economici e il loro valore deve collocarsi all’interno di un intervallo; un valore superiore o inferiore ai range calcolati porteranno alla non coerenza

Il mio studio di settore non è congruo, per cui lo Stato sostiene che dovrei guadagnare circa 6.000 euro in più: in pratica dovrei dichiarare circa il 15% in più di quello effettivamente guadagnato. A questo punto le strade possibili sono due:

  • adeguarsi pagando le tasse sul maggior reddito da dichiarare. In pratica ammetto la colpa (ho guadagnato più di quello che stavo dichiarando) e mi preparo ad utilizzare il “nuovo reddito” come base per l’anno successivo. Negli anni precedenti l’adeguamento comportava l’impossibilità dell’Agenzia delle Entrate di effettuare un controllo senza ulteriori basi documentali (non potevano controllarmi solo perché avevo scelto di adeguarmi); mi sembra di aver capito che per il 2007 anche questo aspetto sia cambiato ma non trovo riferimenti in proposito.
  • non adeguarsi e prepararsi all’accertamento fiscale (accertamento induttivo)

Dal momento che da queste parti si fattura anche l’aria che si respira si opterà senza indugi per la seconda strada, con la certezza che i simpatici accertatori troveranno comunque qualcosa di non corretto nella mia contabilità. Ammesso che vengano a controllare, visto che gli uffici dell’Agenzia delle Entrate sono già oggi nel caos più totale.

Naturalmente sarò in buona compagnia:

A causa degli indicatori di normalità economica la congruità agli studi di settore molte volte viene a mancare. In molti casi dimezza i contribuenti in regola, gli adeguamenti si aggirerebbero intorno agli 11-12 mila euro. Sono questi i primi dati emersi dalle applicazioni del software Gerico. Anche l’Agenzia delle Entrate promette una certa flessibilità nell’affrontare i singoli casi, prevedendo comunque un elevato numero di interventi di accertamento.

Dalle mie parti, scusate il francesismo, questo si chiama “lavorare con il culo”, attività in cui l’attuale governo eccelle (esempio).

Sinceramente la situazione sta diventando insostenibile: se il clima è questo tanto vale fare il lavoratore a progetto, togliersi dalle scatole contabilità, IVA e dichiarazioni, e cominciare a lavorare in nero.

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165 commenti/trackback a “Studi di settore 2007: il furto”

  1. Karim Gorjux scrive:

    Seguo il tuo blog perché abbiamo molte cose in comune, l’unica differenza è che io ho iniziato solo quest’anno quindi niente tasse. Spero che il governo cada e torni Berlusca, alla fine si stava meglio con lui. (e ho votato sinistra!)

  2. pseudotecnico scrive:

    Consiglio spassionato: registra come bene strumentale solo quello strettamente necessario e di un certo valore, il resto tanto vale considerarlo come costi generici. Alla fine non vale la pena essere onesti :-(

  3. miki64 scrive:

    Ma no, ma no.. basta adeguarsi ai nostri esemplari politici!

  4. Artemio scrive:

    1) Gli studi di settore li ha introdotti il governo Berlusconi, allora non te ne lamentasti.
    2) In Italia chi ha partita iva, eccetto rari casi o categorie particolari, in un modo o nell’ altro evade, e su questo, a meno di non essere in malafede totale, non si discute.

    Ritieni che ti facciano pagare più del dovuto? Fai serenamente l’ accertamento. Se i conti son fatti bene nessun problema, e la volta dopo non ci saranno problemi. E ricorda che anche l’accertamento induttivo fu introdotto dal precedente governo, allora non te ne lamentasti.

    Non ti piace l’attuale governo? Liberissimo, ma delle tante colpe che ha, non addossargli quelle ereditate, non ti sembra?

  5. pseudotecnico scrive:

    1) Questo è il secondo anno che faccio gli studi di settore: hai forse sentito lamentele del sottoscritto per l’anno scorso?
    Mi sto lamentando della revisione degli studi di settore (fatta nel 2007): anche questa colpa di Berlusconi? Cazzarola, quell’uomo è una calamita…
    Ti sembra normale che la metà dei contribuenti diventi improvvisamente fuori legge dopo una semplice revisione?

    2) Spiacente ma si discute (e non credo di essere in malafede): ci sono settori in cui evadere è più facile che in altri, ci sono persone che fanno il proprio lavoro (autonomo) senza evadere.

    Smettiamola una volta per tutte di dire che chi ha partita iva evade sempre e comunque: ci sono titolari di partita iva che evadono così come ci sono pensionati che lavorano in nero e dipendenti che hanno un doppio lavoro o lavorano in malattia.

    In 3 anni di lavoro autonomo nessuno mi ha mai chiesto di lavorare in nero né io ho offerto lavoro in nero per lo stesso motivo per cui non accetto privati: voglio poter lavorare in orari umani (e non trovarmi in casa della gente alle 20 di un sabato sera) e voglio che dall’altra parte ci sia un’azienda con cui litigare quando non arrivano i soldi.

  6. Simonlain scrive:

    Ragazzi inutile stare a discutere… i fatti sono chiari: in Italia ci si lamenta sempre e solo dei -presunti- misfatti di una “certa persona”, che si odia in maniera viscerale. Salvo poi, all’atto pratico, rendersi conto che l’altra “parrocchia” è buona solo a contarti i peli del culo e ravanarti ogni pertugio alla ricerca di pecunia da scucirti. Soprattutto se sei onesto e fai il tuo dovere. Perchè, diciamoci la verità, in Italia -il Paese dei furbi- viene premiato chi si comporta in maniera disonesta, e chi invece fa tutto in regola se la prende nel deretano.

    Scusate lo sfogo.

  7. Simonlain scrive:

    E vorrei aggiungere che purtroppo sarà sempre così. Perchè chi si comporta onestamente, come dice giustamente pseudotecnico, viene incoraggiato alla disonestà: ‘perchè devo essere l’unico cogl***e che non fa il furbo?’ è un ragionamento che viene spontaneo. Per questo motivo le cose, in Italia, non cambieranno mai.

  8. MFP scrive:

    “se il clima è questo tanto vale fare il lavoratore a progetto, togliersi dalle scatole contabilità, IVA e dichiarazioni, e cominciare a lavorare in nero.”

    Benvenuto. Io ho una partita iva aperta un anno e poi lasciata lì da 2-3 anni senza movimentazioni… non ho idea di cosa dovrei fare per chiuderla (e chissà quali tasse sto accumulando nel frattempo) ma la lascio lì… Se devo lavorare per qualcuno io sono co.co.pro. e l’onere della fiscalità sono problemi dell’azienda; se devo lavorare su cose mie si può aprire un’attività in qualsiasi altro paese europeo con meno soldi di quanti se ne paghino qui per un anno di partita iva, se non fatturi non paghi, ma soprattutto ti sottrai alla macchina burocratica italiana…

    In fin dei conti siamo tutti europei no? E allora posso anche scegliere il regime fiscale che più mi aggrada.

  9. pseudotecnico scrive:

    @MFP Fossi in te mi informerei con un consulente per la chiusura della partita IVA: a seconda della tua posizione potresti avere problemi con l’INPS (se hai dei contributi obbligatori), obblighi di dichiarazione, tenuta della contabilità, ecc. ecc.

    Sull’ultima affermazione ho qualche dubbio che lo Stato sia d’accordo se vivi e produci il reddito in Italia ma sinceramente non ho mai approfondito il discorso ;-)

  10. abbraccio scrive:

    Ciao,

    sinceramente condvido un po’ tutti i commenti che ho trovato qui, ho però da aggiungere la mia esperienza di lavoro qui in meridione:

    - Se ti va bene sei co.co.pro, e oltre ad instabilità lavorativa, stipendio ridicolo non vedrai mai la pensione dopo i 35 anni di lavoro (la vedrai?).

    - Se ti va male ti fanno aprire la tua bella partita iva ed avrai l’unicacconsolazione che sotto, sotto, ma proprio sotto ti sentirai un “libero” professionista.

    - Chi ha la parita iva non è da etichettare assolutamente come un evasore, ma è anche vero che ripsetto ad un lavoratore dipendente ha moooolte più possibilità di evadere dei primi.

    - Non so da altre parti ma qui . per esempio, è un miracolo vedere un medico che dopo una visita anche di oltre un paio di centinaio di euro non si sogna di farti la fattura! Sapete cosa significa? Significa che ci sono “simpatici contribuenti2 (sia di destra che di sinistra) che spesso incassano anche 3-4.000 euro al giorno (!!!!!) e che poi magari dichiarano quanto un povero operaio.

    D’accordo su tutto, ma penso che a prescindere dal colore del governo si dovrebbe protestare con tutti coloro che ci rubano i soldi dalle mani, e non è sempicemente il potere politico. L’iportante è avere un potere che obblighi tutti a pagare le tasse senza filosofie e senza scappatoie.

    Scusate lo sfogo.

    Ciao

  11. barbara scrive:

    Per me gli studi di settore sono una privazione della libertà individuale! E’ 1 anno che lavoro poco perchè ho deciso di fare la mamma a tempo quasi pieno e ovviamente non sono congrua…
    Non ho nessuna intenzione di adeguarmi perchè ho la coscienza tranquilla nonostante sono un libero professionista (e quindi per molti un’evasore!)ma vivo con l’ansia di una verifica perchè sembra che il mio caso non sia riconosciuto come motivito di non congruità! Devo essere libera di lavorare come e quanto voglio, pago comunque i miei contributi (alla cassa),l’iscrizione all’ordine e il commercialista…ci manca ancora che per qualche fattura all’anno debba sborsare soldi allo Stato, che non ho, per adeguarmi!

  12. viscofan.....(culo) scrive:

    Le elezioni si dovrebbero tenere dopo maggio dopo il salasso fiscale. Sono un autonomo che estrae il suo reddito dal cosiddetto “mercato” senza ammortizzatori ma “prendendosi tutte le buche”. Alcune riflessioni:
    1) Tasse si parla di evasione ma potrei sapere chiaramente chi è d’accordo con questo livello di tassazione? vorrei sapere se si rendono conto di come siamo messi e di che fardello si portano dietro i “produttori” di reddito (leggi pecore da tosare).
    2) I dipendenti…questi santi pagano le tasse fino in fondo ma quanti lavori….”non esistono” in realtà e quindi…..si…è vero che pagano le tasse ma su un lavoro che non esiste ed è solo “inventato” a spese di chi le tasse ……soffrendo le paga….producendo il suo reddito…senza aiuti?
    3) Pensioni: il contributo è circa il 30-33% dello stipedio. Vale a dire che ogni 3 anni di lavoro mi assicuro un anno di pensione (o no?) quindi se lavoro 35 anni posso stare in pensione al massimo 10-12 anni (o no?). Se l’età media è 75-76 anni: 76-12=64 non posso andare in pensione a meno di 64 anni (o no?) conto della serva?.Si…il migliore……scalone, coefficienti bla…bla…bla.
    4) Gli extracomunitari servono per pagare le pensioni……detto da sinistra……bel modo di accoglierli……altre pecore da tosare…..ma poi mi chiedo perchè loro le pensioni non le vorranno?

    Rispondete e commentate numerosi……..dov’è che sbaglio?

  13. Andrea scrive:

    Ciao,
    ammetto la mia ignoranza e che non ho ben capito come funzionano i cd studi di settore…pongo delle domande
    L’agenzia delle entrate, facendo degli studi immagino, stabilisce (ipotizza) che un libero professionista impiegato nel settore “Quale che sia” ed operante nella zona “Quale che sia” debba, almeno in linea teorica, guadagnare non meno della somma “Quale che sia”.
    Se io, ipotetico professionista, avessi invece guadagnato la somma “Quale che sia più 30.000 €” non avrei l’obbligo di denunciare la somma reale? Potrei sfruttare lo studio di settore che è stato magnanimo nei miei riguardi e sottrarre, leggi evadere, 30.000 €?
    In sede di dichiarazione dei redditi va dichiarato il reddito reale prodotto, che sia superiore o meno a quello previsto dallo studio di settore?
    Se lo studio di settore è troppo ottimista nei miei riguardi il Governo è composto di ladri?
    Se lo studio di settore mi permette di non tassare, leggi evadere, parte del reddito il Governo è composto da galantuomini?
    Lo studio di settore serve, leggi servirebbe, per imporre una tassazione minima ed il resto mancia?

    Andrea

  14. pseudotecnico scrive:

    Gli studi di settore in pratica sono dei modelli statistici, aggiornati periodicamente, e si applicano alle società e alle ditte individuali oltre che ai liberi professionisti.

    Se lo studio di settore calcola un reddito congruo di X e io guadagno di più pago le tasse sul reddito effettivo (che deriva dalla contabilità), non su quello minimo calcolato dallo studio di settore.

    In pratica lo studio di settore serve ad individuare un’azienda che dichiara troppo poco, non a far risparmiare chi ha redditi troppo alti ;-)

    P.S. il governo è composto da incapaci, non da ladri ;-)

  15. Andrea scrive:

    Ciao,

    In pratica lo studio di settore serve ad individuare un’azienda che dichiara troppo poco, non a far risparmiare chi ha redditi troppo alti

    Esatto, ma a me sembra piuttosto che venga visto come una sorta di “soglia di sicurezza”, parlando ipoteticamente: io evasore denuncio più o meno quanto previsto dallo studio di settore in modo di esser quasi sicuro di non incorrere in verifiche, ed allora è interesse degli evasori come me che lo studio preveda un limite basso cui “appoggiarmi”.
    Ma visto che l’obbligo resta quello di dichiarare il reddito effettivo, che sia più alto o più basso di quello ipotizzato….dove è il problema per il libero professionista onesto?

    Andrea

  16. pseudotecnico scrive:

    Ti assicuro che gli evasori non hanno difficoltà nel far quadrare gli studi di settore, conta poco il limite imposto: truffa più truffa meno per loro poco cambia, senza contare che più salgono le cifre e più c’è margine per “giocare”…

    Qual è il problema? Che in caso di accertamento dovrò perdere tempo, soldi ed energia per dimostrare che non ho evaso, il tutto per un modello statistico che non ha alcun legame con la realtà.

  17. Marco Franchini scrive:

    Ciao a tutti. Interessantissimo l’argomento di discussione. Lavoro in studi di commercialisti, per cui conosco molto bene il problema. Intanto non è vero che gli studi di settore siano stati introdotti da Berlusconi (il cui governo peraltro non è da rimpiangere); sono stati introdotti diversi anni fa dal centrosinistra, con motivazioni condivisibili di monitoraggio delle realtà economiche. I continui tagli di Tremonti ed oggi di Visco hanno però fatto degli studi di settore l’unico strumento con cui si accerta l’evasione. Confermo assolutamente che così chi ha il fatturato (con la revisione conta anche questo!) ed il reddito che dovrebbe offrire a tassazione alti, può agevolmente aggirare gli studi di settore, anche occlutando decine di migliaia di euro. Mentre chi ha il fatturato ed il potenziale reddito bassi, si trova appunto “non congruo”. Da aggiungere che le altissime aliquote (è un dato di fatto, su 15.000 euro di reddito si paga dal 40% al 44%!) fanno sì che tutti quelli che guadagnano poco inseriscano in contabilità spese che probabilmente la Finanza non riconoscerebbe. Insomma, da un lato il pacchetto Treu e la legge Biagi consentono di far aprire la partita iva ai potenziali collaboratori, dall’altro non vengono accettati nè un fatturato nè un reddito bassi. Come sempre in Italia si spara nel mucchio, invece di mettere in atto una vera lotta all’evasione (ad esempio incrociando dati reddituali e patrimoniali). Dispiace che anche i media di solito più attenti si siano accodati alla demagogia della “efficace lotta all’evasione” (che non esiste, i tanti che hanno sempre evaso continuano a farlo, addirittura “tutelati” dagli studi di settore “congrui”).

  18. Danny scrive:

    Le tasse sono un bene comune e bisogna pagarle.

    In tutti i paesi civilizzati tutti i cittadini pagano le tasse in funzione del proprio reddito, che lo stato si riserva di accertare come e quando vuole.

    Credo che l’Italia sia però l’unico paese al mondo dove lo stato impone di dichiarare un reddito sproporzionato ed uguale per tutti sulla base di calcoli che, dal punto di vista strettamente matematico non stanno ne in cielo ne in terra.

    Quando le tasse diventano indipendenti dal reddito, al punto che è meglio chiudere un’attività che comunque funziona e lasciare a casa i dipendenti, così come da sempre sono costretti a fare coloro che sono vittime dell’imposizione del pizzo da parte della mafia, allora significa che c’è qualcosa che non va.

    Non va perchè:
    1) Sempre da un punto di vista strettamente matematico, i maggiori introiti finiranno con l’essere impiegati per il sostentamento sociale di tutti i nuovi poveri che questa situazione finirà per creare.
    2) Ammazzare la gallina che per un anno fa anche solo un uovo al giorno, non è la soluzione al problema del pasto del fattore.
    3) Ogni attività che chiude, oltre a creare disoccupazione, crea crisi nell’indotto, ovvero causa un calo di fatturato in tutte quelle aziende fornitrici che in base a questi iniqui studi di settore, dovranno comunque però dichiarare un fatturato in crescita, con un conseguente inevitabile effetto “domino”.
    4) Nel giro di 2/3 anni al massimo, le parcelle di tutti i liberi professionisti ed artigiani aumenteranno come minimo del 50%, diminuendo ancora una volta il potere di acquisto del cittadino italiano medio.

    Non bisogna essere degli illustri economisti per capirlo.

    Poi sono però tutti bravi a vantarsi dicendo che dopo le loro riforme, il PIL è in aumento.
    Beh, costringendo il 70% delle attività a dichiarare ricavi inesistenti, ero capace anch’io di aumentare il PIL.

  19. damned69 scrive:

    @mfp:
    mi spiace deluderti, ma avendo il domicilio in italia, avendo la partita iva aperta e non compiendo movimentazioni sei comunque costretto ad una serie di adempimenti.
    (UNICO, INPS, INAIL, CCIAA etc, sarà un tuo amico commercialista a chiarirti meglio la situazione)
    Ricorda, lo Stato comunque non si dimentica mai di te, e prima o poi si farà vivo, non è una minaccia, ma la cruda realtà

  20. damned69 scrive:

    @danny: aggiungerei che questo va a danno principalmente delle PMI (piccole e medie imprese) che crollano (vivo al sud e non spenderei un euro per aprire una attività commerciale) e non resistono all’imposizione fiscale.
    Quindi > imposizione fiscale = > disoccupazione.
    E oltretutto stronca la migliore parte dei “disoccupati”, cioè quelli che voglio fare impresa e non stanno con le mani in mano.

  21. antivisco scrive:

    Cosa succede sei ti fanno un accertamento??????

    Succede questo:

    1. l’agenzia dell’entrate fa un accertamento induttivo, percui ti dice che per lei hai evaso e dunque tu devi dimostrare il contrario.

    2. perdi tempo, soldi, incazzature per raccimolare i documenti, parlare con il commercialista (che costa e che paghi per il lavoro extra!!!), andare alla sede dell’agenzia e illustrare la mia situazione al funzionario.

    3. se li convinci, hai solo perso tempo e soldi per la parcella del commercialista.

    4. se non li convinci, esce la cartella esattoriale che a quanto ti contestavano prima aggiunge sanzioni e amenità varie. la cosa è frequentissima perché al funzionario non costa nulla, e l’agenzia sa che se vuoi resistere devi andare da un avvocato, con altri costi, per impugnare la cartella.

    5. a quel punto hai due possibilità: rassegnarti e pagare quello che non dovevi, oppure impugnare la cartella e fare causa allo stato.

    6. se scegli la prima, sei vittima di un furto. se scegli la seconda, pure perché per colpa di una inversione dell’onere della prova che esiste solo a vantaggio dell’agenzia delle entrate (io devo dimostrare di non dovergli nulla!!! follia …), devo andare in causa sopportando tutti i relativi costi di tempo e denaro. ovviamente i tempi necessari per avere la sentenza è di qualche anno.

    ps. nel frattempo, dovrei anche lavorare perché a fine mese nessumo mi garantisce lo stipendio. e eprché se riduco il fatturato, l’anno prossimo sono da capo con l’agenzia delle entrate che non mi troverà congruo. e via discorrendo.

  22. anonima mucca da mungere scrive:

    Lavoro, guadagno, pago le tasse!!!
    Questo deve succedere per tutti, dipendenti ed autonomi.
    Perchè lo stesso guadagno da’ diritto a benefici solo per i dipendenti (v. tabelle assegni familiari)?
    Perchè con uno strumento chiamato “studi di settore” ci si accanisce contro chi fa un certo mestiere per il solo fatto di non rispettare quello che ha stabilito Visco (mi riferisco al 2007 ed è lui che ha provveduto alla revisione per fare cassa)?
    Non sono capaci (o non vogliono) controllare quelli che evadono e se la prendono con tutti gli altri (che grazie a questi strumenti per loro sono evasori).
    Chi evade se la ride e a chi lavora passa la voglia di subire i furti (vorrebbe solo pagare il giusto).
    In tale situazione si è motivati anche a sopportare l’accertamento con le relative conseguenze, come è stato ben descritto in questo blog.
    Un piccolo adeguamento lo si accetta (costa anche solo il commercialista e non vale la pena rischiare) ma quando è troppo e troppo.
    Credo che dovremmo rifiutare di aderire agli studi (perchè ingiusto e costoso) e l’ADE dovrebbe controllare per primi quelli che si sono adeguati (tra i quali ci sono di sicuro quelli che evadono).
    P.S. Ho votato il centrosinistra (sigh) ma non volevo certo Visco alle finanze.

  23. Richie scrive:

    Ditemi se ho capito.
    - Se non mi adeguo agli Studi di Settore l’Agenzia delle Entrate mi manda un accertamento.
    - L’onere della prova per dimostrare che non ho evaso, è a mio carico.
    - Le prove possono essere: ho i certificati di malattia, il magazzino ha preso fuoco, ho subito il furto di tutta la merce, eventi e calamità naturali.
    - quindi o pago o presento ricorso (qualcuno sa se qualche ricorso è andato a buon fine ?)
    Ma dico io, ma non sono gli agenti della Guardia di Finanza che devono scovare gli evasori. O è più comodo creare confusione (che nella confusione i veri furbi la fanno franca) e sparare sui piccoli imprenditori che non hanno le armi per difendersi.
    Ho provato ad immedesimarmi nella parte di un illustre professorone che fa visite e consulenze mediche a 250 Euro ( 20 minuti ogni visita).
    Il risultato è questo: 220 giorni x 10 visite al giorno x 250,00 Euro a visita = Euro 550.000,00.
    In base agli studi di settore dovrebbe dichiarare circa 50.000,00 Euro ( poca attrezzatura, una segretaria, pochi acquisti).
    A questo punto avrei pagato su 50.000,00 Euro e ne avrei evasi 500.000,00. (conti della serva, ma non tanto)
    Complimenti.

  24. antivisco scrive:

    caro richie,

    hai capito bene.

    Il fisco prima si è attribuito il diritto di non dover dimostrare che hai evaso attraverso il concetto della “congruità”.
    Percui se non risulti congruo subisci quello che subiscono gli evasori: accertamenti e cartelle esattoriali.
    Poi ha alzato il limite della congruità.

    L’effetto è quello che ho già detto: tempo e denaro contante, che nessuno ti rimborserà mai anche se vinci tutte le cause, per cercare di resistere ad una richiesta che non ha nessuna reale ragione.

    Ai tempi del medioevo, quando c’era il re che aveva diritto di vita e di morte sui sudditi, a livello fiscale c’era meno vessazione e più equità perché:
    - non esisteva l’inversione dell’onere della prova di quanto avevi prodotto;
    - ti tassavano una volta sola, mentre qui paghi tasse sulla stessa cosa più volte (vedi irap);
    - ti obbligano a pagare comunque un tot, anche se non l’hai guadagnato, perché in teoria puoi opporti ma in realtà sanno che non hai né la forza (soldi per il commercialista e per l’avvocato) né il tempo (l’azienda non va avanti se passi il tempo tra agenzia delle entrate, commercialista e avvocato) per resistere e dunque preferisci il male minore perché almeno sai subito qual’è il danno.

    Quando sento quello che ha detto Visco in questi giorni, mi rendo conto che non si rende conto, perché proprio non ha idea, di cos’è il mondo reale: le aziende chiudono in continuazione, la concorrenza è fortissima e io che sopravvivo a malapena rischiando del mio devo perdere le giornate dietro a questi signori che si mettono sul trono e pensano di poter trattarci come la plebe ai tempi della servitù della gleba.

    Ovviamente la grande evasione, quella di chi ha i soldi veri e può permettersi società di comodo nei paradisi fiscali, ride di gusto a vederci massacrati per qualche migliaio di euro: loro sono sicuramente congrui a Tucs and Caicos!

  25. MisterB scrive:

    antivisco hai centrato il problema: si fa macelleria sociale etichettando gli artigiani come evasori il che se vuoi è anche vero (mi capita spesso di vedere la fattura n°2 al 30 dicembre) ma ci si scorda che il 50% delle società di capitale dichiara perdite o pareggi di bilancio. Per quanto un artigiano possa evadere in un anno, una grossa corporate può evadere 10,100,1000 volte quell’importo con un click di mouse. Non lo capiscono che l’unica soluzione è diminuire le tasse per far emergere il sommerso, aumentandole si fa solo aumentare il numero di coloro che si daranno all’evasione forti del fatto che non c’è personale sufficiente per fare i controlli, soprattutto se come paventato il 70% delle società soggette agli studi di settore non è congrua o coerente.

  26. lupettoblu scrive:

    chi è causa del suo mal, pianga se stesso, dicevano gli antichi

    ma noi, che ben ricordavamo come la pensano questi signori e non li abbiamo votati, con chi ce la pigliamo? :-(

    ah, MisterB… oggi ho fatto la fattura n. 4 ed è veramente la quarta volta che qualcuno mi paga quest’anno (eccettuato quelli che gli ho fatto la fattura l’anno scorso e quest’anno m’hanno pagato, dopo che ho anticipato l’IVA!!)

  27. lupettoblu scrive:

    l’ADE… evoca ricordi danteschi… lasciate ogni speranza voi che Entrate :p

  28. Italgo scrive:

    Artemio scrive:
    7 Giugno 2007 alle 12:13
    1) Gli studi di settore li ha introdotti il governo Berlusconi, allora non te ne lamentasti.

    E ricorda che anche l’accertamento induttivo fu introdotto dal precedente governo, allora non te ne lamentasti.
    ————————————————————————–
    Allora Artemio, non si sa se artista in menzogne o in mala fede.

    La disciplina degli studi di settore è stata introdotta nel nostro ordinamento dall’art. 62 bis del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito dalla legge 29 ottobre 1993 n. 427.
    Indovina chi c’era al governo ?
    I “metodi” di accertamento furono introdotti nel D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.

    Studia che ti fa bene.

  29. lupettoblu scrive:

    …e rileggetevi Marco Franchini, che mi conferma quello che ricordavo…
    gli studi di settore l’ha introdotti lo stesso VAMPIRO nel ’97… come abbiano superato ogni test di costituzionalità non riesco a capirlo, neanche considerando che all’epoca le leggi le divulgava l’oscardabbagno :p

    naturalmente, abbondano i sinistri che incolpano berlusconi anche di questo… non se ne può più delle menzogne sistematiche e neanche tanto intelligenti

  30. MisterB scrive:

    Italgo per studiare il nostro artemio dovrebbe saper leggere e di solito i trinariciuti non sono ben messi.

    Lupetto, se sei libero professionista capisco che fai 8-10 fatture l’anno, ma se un’impresa edile ti fa la fattura numero 2 al 30 dicembre… qualche problemino c’è!

  31. Aster-Ics scrive:

    Non è affatto vero che gli Studi li ha introdotti il governo Berlusconi, furono istituiti nel ’98 da Visco. L’idea dello “studio” come controllo la ebbe Tremonti (fu difatti una sua idea), ma il problema non è lo studio di per se (tant’è che nessuno fino a ieri se n’era lamentato), ma lo spropositato incremento voluto da Visco Mefisto per quest’anno per succhiare danaro alle imprese.

  32. THAIPAN scrive:

    SALVE VORREI SOLO DIRVI CHE OGGI UN PICCOLA IMPRESA UNA SRL COME LA MIA (SIAMO 9 SOCI TUTTI LAVORATORI E PARENTI)SE DOVESSE DICHIARE TUTTO E PAGARE TUTTO DOVREI
    CHIUDERE DOMANI MATTINA CON LA CONSEGUENZA DI MANDARE PER STRADA 9 FAMIGLIE.
    LA CONCORRENZA SLEALE E UNA REALTA INCONTROVERTIBILE,
    ESSERE ONESTI E PRATICAMENTE IMPOSSIBILE.
    IN MERITO AL NANO (BERLUSCONI) ABBIAMO DIMENTICATO TUTTO
    QUELLO CHE A FATTO?
    ANALIZIAMO I FATTI NELLA LORO TOTALITA PREMESSO CHE IL
    CENTROSINISTRA NON E AFFATTO COMPOSTO DA SANTI ANZI
    IL PROBLEMA E CHE GLI ITALIANI SONO PER I NOSTRI POLITICI (TUTTI) CARNE DA CANNONE COME SI DICEVA UNA VOLTA.
    NON POSSO PENSARE CHE EVADERE PAGHI ED ESSERE ONESTI NO,
    MA LA REALTA E QUESTA E NON SO COSA POSSIAMO FARCI.
    UN FILOSOFO DISSE NON PUOI CAMBIARE IL MONDO MA PUOI CAMBIARE QUEL PICCOLO PEZZETTO INTORNO A TE.
    SOLO CHE SE LO FAI IN COMMERCIO IL GIORNO DOPO SEI MORTO

  33. schiavo scrive:

    Ma Po**a P**t*ana @ @1!!!**&§ e mi fermo con le bestemmie.

    Ho un un negozietto di computer e per vendere un pc o un prodotto informatico devo fare salti mortali, dare servizi al limite della pazienza e fare prezzi con margini del 10%!!!!!
    Ciononostante qui a Bari c’è un boom della grande distribuzione che si fanno guerra fra di loro a colpi di sottocosto e la gente ci vede pure come dei ladri.
    La vendita è diventata un miraggio.
    Alla fine a malapena esce quasi uno stipendio.
    Invece alla grande distribuzione non si applicano gli studi di settore, ma perchè maledizione!!!
    Dopo fatturati galattici sti grandi furboni chiudono con bilanci a pareggio.

    Sono un povero cristo che paga affitto, rischia soldi e pelle, sto dieci ore al giorno risolvere problemi e alla fine sono un pollo da spennare per lo stato.

    Se applicassero la logica presuntuosa degli studi di settore ai dipendenti statali in base alla loro produttività non prenderebbero manco mezzo stipendio!

    Ma fate i seri su!

  34. studi di settore scrive:

    io ho una casa editrice come attività alternativa, perchè sono socia in una sas e mio marito è stipendiato. Per gli studi di settore sulle case editrici, devo fare l’adeguamento su cifre che non guadagno? Che alternativa ci può essere?

  35. studi di settore scrive:

    volevo precisare che pubblico solo una rivista bimestrale

  36. ONESTO scrive:

    Cari colleghi commercianti,
    per colpa di chi non ha mai pagato le tasse o per chi ha evaso, ora ci rimette l’artigiano/commerciante ONESTO.
    Senza contare : le chiusure delle fabbriche, la cassa integrazione, la concorrenza, i centri commerciali, i prodotti cinesi….il caro affitto…se andiamo avanti di questo passo non rimane più nulla…..questo/questi Governi di qualsiasi partito…vogliono vederci sprofondare?
    Parlo ovviamente per chi ha sempre fatto il suo dovere di lavoratore onesto…..per i disonesti: grazie per aver evaso, grazie per aver creato un mondo in cui il più debole è sopraffatto, grazie, grazie, grazie…ora ci rimettiamo tutti, Voi se avete evaso in passato ….ridate solamente quello che avete tolto all’epoca…..non tollero che gli onesti pagano per i disonesti….io personalmente mi sento parte lesa!

  37. dapinna scrive:

    Salve a tutti…
    Anche io ho una attività di informatica (assistenze e vendita PC, Siti Web etc)

    Quest’anno faccio il secondo studio di settore… e sto ancora compilando le tabelle e da quello che leggo le cose sono peggiorate…

    L’anno scorso, quello relativo al 2005 (che è il mio secondo anno di attività), ero non congruo e non coerente… e secondo gli studi avrei dovuto adeguarmi di circa 10’000 €. E fatturo tutto… anche alcune cose che prendo per Me per uso personale, per non averle in carico, le fatturavo non ha me perché non si può fare ma a mia sorella o mio padre… sia che si trattasse di componenti importanti che di piccole cose da 10 o 20 €.

    Dato che c’è qualche collega vorrei chiedere info su alcune delle voci del Quadro D degli Studi (modello TG66U)

    Ad esempio la “D07 System Integration” presumo che vada usata quando si assembla un PC Completo.
    Ma più o meno la stessa cosa la potrei indicare con la voce “D23 Installazione e configurazione hardware” + “D20 Commercializzazione di hardware informatico”

    Purtroppo non ho trovato da nessuna parte una spiegazione punto per punto di ogni voce in modo particolare.

  38. pseudotecnico scrive:

    System integration non è assemblare pc ma tutt’altra cosa (se non sbaglio l’integrazione di sistemi e piattaforme hardware di natura diversa) ;-)

    http://en.wikipedia.org/wiki/System_integration

  39. dapinna scrive:

    OK… allora è corretto come lo sto facendo ora (e come l’ho fatto l’anno scorso) :-)

    Grazie…

  40. dapinna scrive:

    Altra domanda (chiedo scusa se approfitto di questo blog …)

    La voce “D23 Installazione e configurazione hardware” secondo voi comprende solo gli importi relativi all’installazione dell’hardware o può comprendere anche gli importi relativi alla vendita? Oppure questi possono essere solo nella voce “D20 Commercializzazione di hardware informatico”?

    Ad esempio io nelle fattura per un PC completo (assemblato da me) ho un unico importo (anche se indico in dettaglio tutti i componenti) nel quale includo oltre al costo dei componenti anche la configurazione, installazione etc. In questo caso separare gli importi mi verrebbe male per cui metterei tutto o su D20 o D23.

    Se invece faccio una fattura per la sostituzione di un HDD, ho due voci: quella con il costo del disco e quella con il costo dell’intervento… e qui non ho dubbi D20 il disco + D23 l’intervento di installazione.

    P.S.
    Ho realizzato un Foglio di Calcolo in formato .ODS (OpenOffice ma si posso salvarlo anche in .XLS) per facilitare la compilazione degli studi di Settore TG66U
    Se qualcuno è interessato lo posso mettere a disposizione nel mio sito :-)

  41. pseudotecnico scrive:

    Consiglio: non diventarci matto, nessuno ha quelle percentuali precise per i ricavi (e soprattutto molti le modificano in modo da “far risultare” la congruità dal momento che i vari settori hanno un peso diverso nel calcolo del reddito).

  42. dapinna scrive:

    Si lo so che non dovrei diventarci matto… :-)

    Ma parto dal presupposto che:
    - Non sarò congruo ne coerente.
    - Non mi adeguerò (salvo che la cifra sia irrisoria)

    quando dovrò dimostrare le mie ragioni voglio come minimo portare dei dati coerenti con le mie fatture.

  43. Stregatta scrive:

    Ho iniziato a lavorare da poco… apro partita 3 anni fa… libera professionista. Sono una persona onesta, mai sgarrato di una virgola. Stamattina chiama la mia commercialista e mi dice che sulla cifra totale che ho guadagnato quest’anno devo regalare a sti bastardi il 65% circa del totale che ho fatto quest’anno per via di studi del settore. Spero che chi è al governo si pigli la peste.

  44. Antonio scrive:

    Questa mattina mio papa’,piccolo artigiano, ha ritirato la cartella tasse e.. sorpresa! ha impattato anche lui contro gli studi di settore. morale: a fine anno rischia di chiudere. si e’ ritrovato con 9800 euro a fonte dei 22000 di NETTO.
    forse gli studi di settore saranno anche giusti ed equi nei confronti dei grossi privati, ma possibile che la carretta la devono tirare sempre i piu’ piccoli, i piu’ indifesi?
    perdonate la grossolonita’, ma sono un dipendente ed essendo la prima volta che me ne interesso mi sembra un sistema assurdo.
    ciao a tutti

  45. antonio61 scrive:

    Visto che:
    1. Il nostro attuale referente, nonchè portatore di paranomasia col ruolo, sembra si intenda bene di dichiarazioni non veritiere.
    2. Pur reggendo al sopruso morale di dovermi dimostrare un non-evasore (il fatto che vada in giro con una euro 0 potrà servirmi?), non è detto che il funzionario, magari perchè la sera prima non gliel’ha data, creda al fatto che quest’anno ci sia stato meno lavoro per la concorrenza dei cinesi (sembra una frase fatta ma per me è vero).
    3. L’associazione Antiestorsioni può fare qualcosa contro la mafia, ma contro lo Stato Italiano è un po’ più difficilino.
    4. Con la suddetta euro 0 non ce la farò a emigrare in un paese più civile.

    Chiedo se qualcuno dei disgraziati che legge il blog può arrivare a sapere se e come si possa accedere a una bella e terapeutica interrogazione alla Unione Europea? Non ditemi che è una bischerata.

    Ciao a tutti

  46. Fabietto scrive:

    Io proprio ieri ho deciso di non effettuare l’adeguamento!
    Ho la coscienza pulita, mai fatto sotterfugi o quant’altro!
    A marzo risultavo congruo e coerente… Settimana scorsa, grazie al nuovo indicatore (Resa dell’addetto) sono fuori di circa 9000€!!!
    Non adeguo perchè ho due attività: consulente nel settore informatico e commerciante all’ingrosso di materiale Hardware & Software, con stessa Partita IVA ma Gestione Separata dei conti.
    Questo maledetto parametro, aggiunto con la nuova revisione degli studi di settore potevano anche non inventarselo!!!
    Nel mio caso, credo sia impossibile portare avanti entrambe le attività, con una resa del 100% su entrambi i fronti, conseguenza di ciò, mi tocca chiudere quella di commercio (svolta a tempo perso per passione) entro fine anno!!! Per un giovane di 25 anni, 9000€ cambiano la vita!!! Speriamo che quando dovrò dimostrare la mia posizione, troverò davanti una persona con un pò di intelligenza!

  47. Max 67 scrive:

    QUESTA MATTINA HO CAPITO CHE VIVERE IN ITALIA E’ UNO SCHIFO!!!!!
    HO APERTO UN’ ATTIVITA’ DI FORNITURE INDUSTRIALI 7 ANNI FA’. CHI COME ME TRATTA CON LE INDUSTRIE SA’ CHE NON E’ POSSIBILE EVADERE NEANCHE UN CENTESIMO (NON SONO PRIVATI, ANCHE 10 EURO DI MATERIALE VA’ FATTURATO).
    TRE ANNI FA’ MI SONO DOVUTO INDEBITARE CON LA BANCA PER FAR FRONTE ALLE RICHIESTE INPS. IN QUESTI ULTIMI QUATTRO ANNI HO DOVUTO FARE SALTI MORTALI PER CERCARE DI RIENTRARE IL PIU’ POSSIBILE (SAPETE QUALI SONO GLI INTERESSI BANCARI) E QUEL POCO CHE LA SOCIETA’ GUADAGNAVA LO RIGIRAVO QUASI INTERAMENTE PER RISANARE IL DEBITO,ORA CHE SONO ARRIVATO QUASI IN PAREGGIO, STAMATTINA MI SONO SENTITO DIRE CHE DOVREI PAGARE 9000 EURO A CAUSA DEL NUOVO INDICATORE E FRA QUALCHE MESE VERSARNE UN’ULTERIORE META’ (4500 EURO)PER L’ANTICIPO.
    TOTALE 12500 EURO NEI PROSSIMI MESI.
    FORSE DALL’INIZIO DELL’ANNO MI SONO PORTATO A CASA 4000 EURO. COSA DOVREI FARE, ANDARE A RUBARE, SPACCIARE COCAINA O QUALCHE ALTRA AMENITA’ SIMILE.
    MA QUESTA GENTE CHE DECIDE I VARI PARAMETRI, SA’ I DANNI CHE CREA. SA’ COME RIDUCE QUELL’ITALIA DI PICCOLE E MEDIE IMPRESE CHE SONO STATE NEGLI ULTIMI ANNI IL PRINCIPALE MOTORE DELL’ECONOMIA NOSTRANA.
    SPINGONO TANTO IL TEMA DEI GIOVANI IMPRENDITORI E POI (SENZA MAI NEANCHE AVERLI AIUTATI) LI MASSACRANO?
    SCUSATE LO SFOGO UN PO’ INCASINATO MA SONO RIUSCITI A FARMI PERDERE LA RAGIONE.
    IN CONCLUSIONE, MI PENTO DI ESSERE SEMPRE STATO UNA PERSONA ONESTA E DI SANI PRINCIPI. FONDAMENTALMENTE SONO STATO UN PIRLA.
    SCUSATE MA ERA DOVEROSO

  48. Mariella scrive:

    Il mio studio quest’anno è stato revisionato……ecco il risultato : non congruo non coerente ma ok indici normalità economica! Visto il risultato ho fatto un piccolo esperimento…..Ho preso i dati dello studio relativo al 2005 e li ho caricati sullo studio di quest’anno senza modificare niente ecco il risultato: studio 2005 congruo e coerente;
    studio 2006 non congruo (+27.000!!!!) ma coerente e normale. Com’è possibile! Io comunque non mi adeguo. Un salutone

  49. Monica scrive:

    ciao, ho un negozio da 4 anni…e devo dire che non si riesce a campare!!!!
    vado avanti con lo stipendio di mio marito..per pagare affitto e rate piu’ grosse..e sto gia’ arretrata con contributi e iva…
    chiudere e’ un macello..
    eppure clienti ne ho tanti..ma le tasse sono troppe!
    adesso il commercialista mi ha detto che dagli studi siamo risulati incongrui e incoerenti..(sto sotto di 700 euro)…
    ma se gia’ così nn ce la faccio..dovessi dichiarare tutto (che poi..non e’ molto)..che fine farei????
    CHE SCHIFO!!!
    MEGLIO IL POSTO FISSO..MAGARI STATALE! EHE EH

  50. Monica scrive:

    MAX 67…MI RISPECCHIO IN PIENO IN QUELLO CHE DICI…IO HO DEBITI IN BANCA..SOLO PER PAGARE F24…ED OGNI TANTO MI CHIEDO..CHE DEVO FARE???
    RUBARE O SPACCIARE????

  51. fabrizio-consulente scrive:

    Ciao a tutti,
    x esperienza professionale, vi dico che la fiscalità dello stato italiano fa ridere.In tanti tanti altri paesi le tasse non si calcolano sul presunto reddito che ti rimane in tasca MA SULL’EFFETTIVO GUADAGNO tolte tutte e dico TUTTE le spese, oppure sul reddito pattuito e controllato di anno in anno.

    I così decantati EVASORI con partita iva sono martoriati dalle tasse e se vi fate 2 conti si pagano circa 55% di tasse+inps+irpeg+………

    Un plauso va a chi ha il posto fisso, che ha si salari anche a volte bassi ma fissi, senza preoccupazioni…

    Se poi volgliamo parlare di dipendenti STATALI E NON con il doppio lavoro in NERO vi posso fare un mare di esempi, ma non parlo del semplice uscere/segretario/portaborse……ma del funzionario/dirigente…..

    Quindi è inutile fare le manifestazioni, i sindacati le lotte….tanto poi se leggete, vi informate o aprite gli occhi vi potete rendere conto da soli che seguite forse persone sbagliate:
    – articolo di PANORAMA: SU 70.000 ABITANTI IL 30% HA DATO IL 5X1000 ALLA CESET. LA CESET E’ CONTROLLATA DA M. TESSITORE SINDACALISTA CISL. TUTTO ORA E’ AL VAGLIO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE.-

    Sicuramente le persone da evitare sono i
    POSSESSORI DI PARTITA IVA
    ANCHE DETTI
    E V A S O R I

    che i dipendenti provino a fare i liberi professionisti e avranno amare soprese nel momento in cui vedranno che saranno additati come evasori.

    sempre a disposizione come consulente al servizio dei possessori di partite iva ops evasori e dipendenti/lavoratori a nero…..

  52. Marco scrive:

    Cari amici, secondo me non dobbiamo rimanere con le mani in mano: con chiunque parlo di studi di settore il risultato è sempre lo stesso “non congruo”.
    Lo stato ha solo trovato un’altro modo per spremerci fino in fondo.
    Quì serve una “Rivoluzione” contro lo Stato ed i suoi metodi fiscali: l’italia così non và avanti !!
    I politici si aumentano gli stipendi, godono di una ottima pensione…tutto a nostre spese, mentre noi facciamo fatica ad arrivare alla fine del mese. Aumenta tutto: acqua, luce, gas, benzina ecc. e noi cosa facciamo?…stiamo a guardare, ci lamentiamo e paghiamo!
    Quì servono persone nuove ed una nuova classe politica più giovane,con nuove idee. Ma Vi rendete conto che ogni anno che passa, le tasse che paghiamo sono sempre più alte?…e il debito pubblico aumenta ! Non vi chiedete come è possibile?…tutti i politici che ci rappresentano, godono di tutti i privilegi e loro cosa fanno per noi?…ci tassano di più!…ora gli incendi al sud: lo stato gli manda i soldi(Nostri) per calamità naturali: se gliene manda “50″ chissà se ne arrivano “10″…siamo arrivati al punto che in ogni manovra statale c’è uno spreco di denaro Pubblico Nostro che và in tasca a qualcuno e di conseguenza il debito aumenta. Lo Stato siamo Noi e se non siamo “contenti” dobbiamo fare Referendum, proteste in piazza: l’unica parola che trovo giusta al giorno d’oggi è RIVOLUZIONE ! BASTA NON SE NE PUO’ PIU’ !

  53. talpina scrive:

    Buon giorno sono un’ operaia e convivo con un povero muratore iscritto all’artigianato e oggi è arrivato il suo NN CONGRUO e NN COERENTE ci sarebbero SOLO 7000 euro da regalare allo stato-ladro che ha trovato un bellissimo modo di effettuare strozzinaggio legalizzato. Bestie loro e tutti i dipendenti che nn vogiono vedere che il più delle volte è l’operaio,il pensionato o il libero professionista(ma quelli buoni tipo medico\avvocato\architetto\dentista etc)che ravanano e ciulano le tassazioni, pensionato che , magari con bella pensione e casa di proprietà, fa lavoretti e si lamenta davanti all’amaro con quel cristo di pensionato con la minima che magari è in affitto! Operaio in mallattia x un raffreddorino o xkè ha litigato col collega pagato bene bene dall’INPS alla faccia del muratore col culo a 40° al sole o a 1° d’inverno a gettare cemento e li se sei artigiano t’attacchi niente MUTUA oppure povero operaio in cassa integrazione da anni che recepisce un minimo e quando gli presentano un lavoro dice NO GRAZIE tanto un pò riscuoto un pò magari faccio il giardiniere a conoscenti e raccimolo….
    Vergogna sopratutto a noi operai dipendenti che se vediamo facciamo finta di nulla e ce la prendiamo col povero artigiano ma sapete com’è anche l’artigiano
    ogni tanto ha bisogno di comprare il pane x campare cari i miei sinistrini del c***!!!!!

  54. Marco scrive:

    LA SINISTRA CHE SI MANGIA LA CODA: chi è che ti fà risparmiare qualche soldo in più e ti dà più qualità?…l’artigiano !!! Con gli studi di settore anche gli artigiani sono costretti ad alzare i prezzi o chiuderanno…per la peggiore delle ipotesi, I GRANDI SARANNO SEMPRE PIU’ GRANDI E I PICCOLI CHIUDERANNO…ci sarà meno concorrenza e di conseguenza prezzi al rialzo…chi ci rimetterà? sempre il povero cittadino (l’operaio, ecc.) E poi la Sinistra da che parte stà??? …dei lavoratori?

  55. SELLY scrive:

    IL 20 AGOSTO è PASSATO…
    E CON QUESTA DATA…ANCHE I 2900 EURO DI ADEGUAMENTO, I 667 DI INPS…I 558 DI IVA,..E COSì VIA..
    NEMMENO UN CNETESIMO E’ PAGATO!
    E DA DOVE LI PRENDO!!!!!!!!!?????????
    SAPETE IL MIO CONTO IN BANCA?
    32 EURO!
    EH EH,,,SONO SPACCIATA!

  56. Stefy scrive:

    Possibile che sia così difficile capire che la Sinistra è la rovina del Nostro Paese?…La gente non può lavorare una vita intera per lasciare metà dello stipendio allo Stato!!! …Questi politici, dove li buttano tutti i soldi che gli lasciamo con le tasse?…Loro che sarebbero al nostro servizio, pensione a vita, ottimo stipendio, portaborse, scorte, vita direi molto agiata; pagata con le nostre fatiche!
    Anche io dico basta; il politico deve prendere lo stipendio dell’operaio compresi gli stessi diritti di pensionamento, voglio vedere in quanti rimangono sulla poltrona; voglio vedere chi rimane realmente sulla poltrona solo con lo scopo di fare del bene al Paese e ai cittadini ! Al politico come può interessare se alcuni cittadini fanno fatica ad arrivare alla fine del mese…..loro ci arrivano tranquillamente ! Mettiamoli nelle nostre stesse condizioni, in modo che se faranno del bene per il Paese, faranno del bene anche per loro, e viceversa !…perchè così la storia non può andare avanti !!!!!!!!!!!!

  57. Roberto scrive:

    I politici ci applicano lo studio di settore !
    Proponiamo un referendum per applicare lo studio di settore ai politici ! Con dettagliate tutte le spese che fanno con i nostri soldi ! E se vi sono irregolarità, multe da parte della Guardia di Finanza.
    I politici sono come noi, perchè devono godere di tutti questi privilegi? Non lo trovo giusto e non mi sento rappresentato da nessuna classe politica !
    Anche io dico basta, anche io sono per il cambiamento di tutta la Nostra struttura politica Italiana.

  58. Victormark scrive:

    La cosa simpatica poi e che nessuno ne parla sono gli aumenti di mutui e finanziamenti richiesti in questi ultimi anni dai piccoli commercianti solo per pagare gli studi di settore (tra questi ci sono anche io). Il problema, come giustamente sottolineato nell’articolo, sono gli accertatori che non andranno mai via se non avranno trovato una seppur piccola irregolarità da sanzionare. Un’altra cosa che credo fortemente vera è che gli evasori totali se non “pescati” per strada o in seguito a qualche esposto, non si sogneranno mai e poi mai ne di fare gli studi di settore ne tantomeno di pagare le tasse. Perlomeno, noialtri una base di tasse dirette o indirette, le paghiamo.
    Contro gli evasori bisognerebbe rimettere in piedi la normativa sulla bolla fiscale che se in Europa non è necessaria, in Italia era un buon sistema di controllo. A parte che in mancanza di essa avresti ricevuto una salatissima multa pari a 2.000 euro (se non ricordo male) ma, dopo due o tre verbali, saresti diventato automaticamente soggetto a controlli fiscali.
    Inoltre mentre nella realtà l’economia non va tanto bene per gli studi di settore devi essere sempre in incremento.

  59. Victormark scrive:

    Volevo rispondere al post di Artemio del 7 Giugno 2007

    Gli studi di settore non sono stati inventati da Berlusconi ma bensì, udite udite, proprio da Visco nel lontano 1996 quand’era ministro delle Finanze nel primo governo Prodi.

  60. fabio scrive:

    LO STATO MI HA CONDANNATO A MORTE

    Io e mio fratello montiamo ascensori per conto terzi dal 2003, non riesco a fare neanche un euro di nero visto che l’unico committente che ho vuole tutto fatturato oltretutto il lavoro che faccio deve essere certificato legge 41/90 e, visto che gli ascensori si montano nei cantieri non sto a elencarvi la lista dei documenti fiscali che devo consegnare ad ogni lavoro, qualche giorno fa mi è arrivata la cartella del fisco sugli studi di settore del 2004 ricavi € 84.000 e rotti lo stato ne vuole 127.000 e rotti ,totale devo pagare iva e tasse per altri 43.000 euro più le multe volevo farmi accertare ma mi hanno detto che l’unico modo di aver ragione è avere delle prove documentate non gli è bastato provargli che per montare 25 ascensori in in anno ci sono voluti 271 giorni , 10 giorni ad ascensore con un guadagno di 3250 euro ad ascensore che è quello che il commitente mi concede (fatture alla mano),avrei dovuto lavorare anche di notte per raggiungere il loro scopo ma la cosa e oggettiva (secondo loro) non documentale, siamo riusciti ad avere ben il 30% di sconto, ora se nel 2004 non eravamo congrui, nel 2005 tantomeno nel 2006 figurarsi, nel 2007 dopo questa sorpresa siamo costretti a chiudere perchè siamo un’impresa di serie b che non riesce a pagare più di quel che fattura, ora, io ho 42 anni e mi aspetto un futuro incerto mio fratello 35 forse si può salvare, la prossima volta che mi dicono che l’Italia a promosso la moratoria contro la pena di morte lo mando affanculo, noi siamo stati condannati alla pena di morte e senza poter chiedere la grazia.
    Prima di aprire una partita iva contate fino a 10 e ripensateci.

  61. BIRILLO scrive:

    io proporrei di lavorare tutti a nero tanto in galera un ti ci mettano e anche se ti ci mettano poi ce l’indulto (bello schifo)
    vi domando?
    ma in italia sulla costituzione la casa e il lavoro non era un diritto?
    ho sono rimasto indietro?

  62. Roberto scrive:

    Siamo due soci di una ditta informatica ed è da quasi tre anni che siamo aperti; ancora facciamo fatica ad arrivare ad essere congrui e per noi il nero è un sogno ! Come è possibile che lo stato, con gli studi di settore, ci imponga tasse su denaro che realmente non è entrato? Come può dire che una ditta deve fatturare tot.e se non fattura tot. deve pagare la differenza? Differenza di che cosa?…di ciò che non esiste? Questo è un grosso BUG del sistema Gerico che spara a zero su tutti e quelli che dovrebbero pagare sono proprio quelli che non arrivano ad essere congrui?…non sono congrui e devono pagare? e con quali soldi ? …con quelli che non entrano? GERICO è da annullare assolutamente o manda a rotoli l’italia e tutte le piccole-medie aziende artigiane che danno il benessere al Nostro Paese…NON E’ CON “GERICO” CHE SI CONTRASTA L’EVASIONE, MA SOLO CON CONTROLLI DA PARTE DELLA GUARDIA DI FINANZA – Ricordo che sono proprio gli studi di settore che mi stanno facendo chiudere la mia Società

  63. Mario scrive:

    Anche io sto chiudendo la mia attività Informatca a fine 2007: colpa degli studi di settore che fà calcoli davvero sballati e non rispecchiano la realtà !
    Come è possibile permettere questo metodo di calcolo?
    Ma la canfartigianato, la CNA, la confesercenti, la confindustria dove sono? Come è possibile rilanciare l’economia in Italia, “tagliando le gambe” alle piccole e medie imprese “appena nascono”: si perchè appena apri una attività, devi essere congruo con lo studio(ancora più alto)…magari, ne sarei veramente contento, ma purtroppo non è la realtà!!! Quindi lo studio che realtà calcola?…una realtà virtuale che provocherà solo danno al nostro paese, dove sicuramente si incentiveranno le false fatturazioni e i falsi guadagni; praticamente “resta in piedi” chi denuncia il falso e chi ruba. Poi mancano i soldi…io sono davvero deluso della nostra amministrazione Italiana e poi mi chiedo una cosa: perchè le Cooperative devo essere escluse dagli studi di settore?…solo perchè sono “rosse”? Anche le Cooperative devono avere gli studi di settore: la legge è uguale per tutti o no?

  64. Vladimir scrive:

    Mi occupo di esportazioni, cercando di aiutare le aziende italiane a vendere i propri prodotti sui mercati dell’ex. URSS.
    Ecco i miei modesti dati del 2007: valore acquisti 253.300 euro, valore vendite (circa 20 fatture) 224.335 euro. L’utile lordo e’ di circa 2.400 euro al mese per un totale di 29.000. Si puo’ in qualche modo campare, no? Almeno cosi’ sembrava…
    Applicando gli studi di settore SM88U (commercio all’ingrosso) il risultato e’ seguente: maggior ricavo ai fini dell’adeguamento: 40.174 euro. In altre parole vorrebbero farmi pagare le tasse da un utile presunto di quasi 70.000 euro e circa 8.000 di presunta IVA evasa. In definitiva, devo pagare piu’ che ho guadagnato.

  65. daniele scrive:

    Ciao ragazzi, non vi racconto la mia storia perchè sarebbe proprio come la vostra. Anche io tutto fatturato, anche io evasione 0 e anche io costretto a pagare perchè non congruo. E’ successo l’anno scorso pagando per il 2002 e la stessa cosa quest’anno (accertamento del 2003)… ormai dico seneramente che questo mese dovrò pagare lo stipendio anche al Fisco considerando che lavoratori e fisco si sono comporati con me allo stesso modo, in poche parole mi hanno derubato.
    Sono stato invitato ad un colloquio, questa volta non manderò il mio commercialista solo ma andrò anche io, voglio proprio vedere cosa mi contestano…molto probabilmente otterrò uno sconto come per l’anno scorso ma parliamo di sconto su dei soldi che ti stanno comunque derubando.
    Detto questo, ho promesso con me stesso di evadere quest’anno, di cercare di evadere almeno un tot che mi permette di pagare questa tangente allo stato con serenità, l’Italia premia ormai chi ruba, chi evade o chi è ministro e poi è nullatenente (neanche mia nonna lo è).. L’italia ha sempre premiato i ladri perchè i ladri sono al governo, io sono di destra ma posso dirvi che tutti i fronti politici sono uguali…il motivo? perchè l’italiano è un popolino, non ha il carattere dei francesi, non ha la coerenza degli inglesi e tantomento l’imparzialità dei tedesci, noi siamo vittima di un sistema che abbiamo scelto e votato noi negli anni, noi paghiamo queste tangenti per evitare ulteriori controlli, lo stato lo sa e l’anno successiva aumenterà di nuovo i parametri.
    Quest’anno però voglio ragionare diversamente….l’italia è questa? io mi adeguerò a loro ed evaderò come vogliono loro, sinceramente ho iniziato la mia attività 8 anni fa con ottime prospettive e convinzione di poter fare tutto in regola, pian piano mi accorgo che era tutto sbagliato e devo adeguarmi al resto dei ladri che popolano la nostra nazione. Un consiglio spassionato è quello di fare anche voi questo, l’Italia non si riaddrizzerà almeno fin quando vivrò, dunque mi comporterò da vero italiano/politico ovvero LADRO!

  66. Daniele scrive:

    dimenticavo, anche io lavoro nel settore informatico e anche io conosco la situazione della grande distribuzione….non cercate di fare concorrenza perchè loro le tasse non le pagano! almeno in % quanto voi….

  67. elio scrive:

    Carissimi amici,cercavo proprio un posto dove sfogarmi anchio,e vedo che quà è il posto giusto.Sono 10 anni in proprio come artigiano contoterzi,ho iniziato l’attività con 8 operai,e adesso mi ritrovo da solo ,sia per scelta che perforza.Noi lavoriamo dalle 10 alle 12 o anche più ore al giorno,sabati e domeniche,che per chi ti vede pensa chissà quanto guadagna quello là?solo noi sappiamo il nervoso che abbiamo dentro,quando pensiamo al mutuo ,ai contributi,all’irap,alle tasse,alle paghe degli operai. Gli operai che quando anno l’influenza se ne stanno a casa 10 giorni,e tu invece devi sempre sperare di non avere niente ,di stare sempre bene,perchè se dovesse succedere…..se manchi tu stai tranquillo che in giro di poco ti ritrovi nella merda, anche perchè,a noi non ci indennizza nessuno ,noi l’imps la paghiamo tanto per pagarla,non siamo mica operai,che vengono retribuiti anche solo per un giorno….noi no tanto siamo ricchi,lavoriamo tanto ,mica come l’operaio che si fà solo le 8 ore,va a casa e basta problemi.Sul fatto degli studi di settore sono daccordo con voi…non servono a un cazzo,specialmente per noi che lavoriamo contoterzi per delle S:P:A fatturi tutto,l’evasione la trovi con chi lavora con il privato(dott.specialisti,carrozzieri,dentisti,ristoratori,pizzerie,idraulici,elettricisti,meccanici ,giardinieri ,,etc.etc.)Il privato comunque è anche il pensionato ,l’operaio,che và dallo specialista e non si fà fare la fattura,oppure dal meccanico,enon se la fà fare ,..dico questo perchè a noi ci additano sempre , quando noi per abbassare e pagare meno tasse la chiediamo sempre.

  68. SELLY scrive:

    ciao…ho commentato alcuni mesi fa..guardate su…
    niente..volevo solo aggiornarvi e dirvi che ho chiuso l’attività a dicembre..e che mi porto dietro un sacco di debiti (circa 18.000,00 euro con lo stato e non so proprio da dove prenderli! rubare??? no…non mi resta che aspettare che mi prendano tutto..ma siccome non ho niente…(con quello che ricavavo dal negozio..di cose ne ho fatte….si..prestiti e prestiti )….dicevo..siccome non ho nulla..SI ATTACCANO A STO..
    AH AH AH
    SCUSATE LO SFOGO..MA POTETE IMMAGINARE LA RABBIA E LA DELUSIONEIN BOCCA A L LUPO A VOI..
    CIAOOOO!

  69. Daniele scrive:

    Ciao Selly, mi dispiace tanto per la tua attività e capisco perfettamente la tua rabbia.. quando una persona apre un’attività l’ultima cosa che pensa è di doverla chiudere…

    Unico consiglio che posso darti, è quello di trovare il modo di pagare, purtroppo il fisco non si dimenticherà di te quindi se un giorno volessi riaprire un’attività avrai comunque dei problemi…. ovviamente dipende da quello che hai intenzione di fare nel futuro :)

  70. SELLY scrive:

    grazie daniele…
    si hai ragione..ho di certo intenzione di pagare…non ho fatto fallimento..perché nella vita voglio stare tranquilla (anche se per ora non lo sono)…pero’ é anche vero che non so come rimediare..per ora son disoccupata…ed é un macello!
    vorrei chiedere allo stato una dilazione..ma non so se me la concedono..
    boh…
    cmq…che pizza…chiudere un’attività é lacerante…ma portarsi dietro un debito é ancora peggio!
    grazie del sostegno!

  71. Daniele scrive:

    più che dilazione potresti rateizzare sicuramente, parlane con il commercialista e vedi se ti concedono questa opzione (credo proprio di si)… ps solo una curiosità, ma che genere di attività era la tua?

  72. SELLY scrive:

    cancelleria e fotocopie.
    grazie ancora!

  73. pseudotecnico scrive:

    Visto che in questi giorni molti arrivano da Google, questo post è riferito all’anno scorso (TG66U, anno 2007 e redditi 2006).

    Per il 2008 c’è l’aggiornamento (UG66U, redditi 2007) :x

  74. oblio scrive:

    i diabolici studi di settore sono la rovina delle piccole imprese e anche la bara dell’economia italiana

  75. Mario scrive:

    BERLUSCONI DACCI DENTRO E NON MOLLARE !!!
    I soli li devono andare a prendere dove c’è lo spreco e cioè nelle strutture pubbliche; non dalla gente che lavora e che oramai fa fatica davvero ad arrivare alla fine del mese !!! Poi studi di settore anche per le coperative rosse !!! Perchè loro esenti???…oppure li eliminiamo definitivamente così l’economia italiana finalmente inizierà a “respirare” !
    L’italia adesso ha bisogno solo di una “VALIDA DESTRA”, altrimenti siamo rovinati….

  76. Victormark scrive:

    Ma sti studi di settore vengono applicati anche alle società ?

  77. pseudotecnico scrive:

    Ovviamente sì (ma ad esempio non a quelle molto grandi, con fatturato superiore ai vecchi 10 miliardi di lire)

  78. ALEX scrive:

    …ciao ho sccoperto il tuo blog stamattina, e su questa discussione aderisco al 100% con pseudotecnico ma non per scelte ideologiche (sebbene sia un ex vetero comunista pentito approdato a pensieri anarcoidi…)
    Avete letto la notizia della prostituta torinese che è stata sanzionata dalla finanza per aver acquistato un appartamento coi proventi del suo”lavoro”?
    Ma non era illegale? Beh è un effetto del decreto Bersani-Visco! Sapete ho commentato così:
    FINALMENTE VISCO E BERSANI SONO RIUSCITI A TASSARE TUTTI, FORSE ANCHE LE PROPRIE MADRI?

  79. topolina scrive:

    ma perchè non regolarizzano i milioni di prostitute che pagando le tasse come tutti gli altri sarebbe la volta buona che il bilancio dell’italia va in attivo, peccato che la chiesa si mette sempre in mezzo e rovina tutto

  80. oblio scrive:

    quando andate alla agenzia delle entrate e arrivate ad un accordo, fatevi fare subito i calcoli prima di accettare e firmare (altrimenti loro prima ti fanno firmare e la volta dopo ti presentano il conto salatissimo) perchè sulla cifra accordata dovrete pagarci circa il 75% ESEMPIO SU 27.000 NE PAGATE QUASI 20.000 e ditemi se non è un furto

  81. RICCARDO scrive:

    Gli studi di settore sono un autentico furto , purtroppo chi ci rimette spesso sono coloro che lavorano onestamente, mi auguro che prima o poi vengano tolti anziche’ inaspriti come fatto dal governo precedente. Poi quando devi pagare come successo a me , ti senti dire a presa di giro dall’esattore di turno , che tanto quello che dobbiamo pagare, prima o poi lo riguadagneremo: questa gente dovrebbe pagare mica noi che lavoriamo onestamente!!

  82. oblio scrive:

    penso che tutti i lavoratori dovrebbero per obbligo mettersi in proprio almeno per tre anni così capirebbero come si sta dall’altra parte cioè come noi con partita iva che ci facciamo il mazzo e sempre a rischio d’impresa con clienti che non pagano e ce la prendiamo nel culo, nessuno in quei momenti ci tutela e ti devi arrangiare per restare a galla ,
    le armi pari in questo regime di governo dittatoriale
    non esistono e siamo sempre gli stessi che manteniamo il carrozzone sempre più affollato,
    io ho dovuto pagare un mucchio di soldi per gli studi di settore, dopo due mesi sto ancora male e non riesco a rassegnarmi per questo furto subito passivamente.

  83. daniele scrive:

    Ciao Ragazzi… anche io sono stato preso di mira da questa tecnica ingannevole per arruffare soldi e poi parlare al TG di record nella lotta all’evasione fiscale…ogni volta che ne parlano penso ai migliaia di imprenditori che hanno pagato ingiustamente come noi, e poi beffati pubblicamente.

    Qualche mese fa arriva l’accertamento per l’anno 2002, la nostra attività si occupa di ecommerce e come tale costretta a marginare leggermente meno rispetto alla concorrenza reale. Purtroppo questa ipotesi, tanto banale, non viene presa in considerazione dal fisco che ci accusa ingiustamente di evasione. A questo punto pagare o non pagare? abbiamo scritto una relazione molto completa, anche con l’aiuto del nostro studio di commercialisti, abbiamo indicato i prezzi del 2002 riportati su riviste di settore, per evidenziare appunto che lavoravamo in piena concorrenza, abbiamo riportato grafici, articoli riguardo l’eccomerce come per insegnare a questi ignoranti di cosa parliamo. Morale? si sono riservati del tempo per decidere…bene è da maggio che attendo una loro decisione, di cosa non so! cosa fare di più? attendere con ansia come un condannato a more?

  84. oblio scrive:

    Caro Daniele,
    anch’io ho atteso parecchio dopo che avevo portato tutta la documentazione e le motivazioni che avevano influito sui ricavi, ce n ‘erano talmente tante che ho dovuto lavorare 15 gg, per recuperare tutto sull’archivio, 2004/2005 ,alla fine mi hanno chiamato e di tutte ne hanno accolto solo
    due, personale in maternità e perdita di un cliente,
    comunque loro guardano la denuncia dei redditi e non devi guadagnare meno di un dipendente, anche se si hanno crediti mai incassati per 100.000,00 euro come è successo a me,ho dovuto farmi prestare soldi per superare la perdita e ci sono voluti anni per riprendermi.
    é una brutta esperienza , loro sono addestrati per spillare soldi e non gliene frega niente dei tuoi problemi,qualsiasi sia la cifra che riuscirai ad accordare pagherei il 75% circa tra iva, tasse , sanzioni e interessi.
    auguri

  85. daniele scrive:

    grazie per la risposta, anche se era quello che non avrei mai voluto sentire :) io sinceramente mi sto adeguando all’Italia, ho iniziato l’attività 9 anni fa, fiducioso di poter lavorare bene onestamente…dopo queste esperienze (è la seconda volta che vengo preso dagli studi di settore) mi trovo costretto a tornare sui miei passi e mi aggiungerò a quella mole di evasori che vengono tanto criticati…purtroppo l’Italia di oggi non premia gli onesti, che quasi beffati vengono considerati evasori senza alcuna prova..

  86. albert08 scrive:

    Vorrei fare notare che l’inasprimento degli studi di settore è stato voluto da emeriti incapaci e incompetenti come Visco e Bersani (quello che nemmeno sa che negli USA si può pagare in contanti senza limiti di importo, e vaneggia di “chiamate allo sceriffo” se uno paga l’albergo in contanti!!), istigati da gente come Giordano di Rifondazione.

    Ma quelli che lavoravano al min. finanze di Prodi erano in buona parte sindacalisti come Benvenuto, Miniati, ecc., tutta gente che non ha mai lavorato in vita sua, e crede che chi lavora in proprio gratti i soldi dai muri, e odia gli autonomi perchè non li votano, e non danno loro soldi con le tessere.

    E’ questa la gente che rovina l’Italia, quelli che spremono chi lavora per buttarli via nei loro carrozzoni-cesso, come l’Alitalia.

    Cmq questi studi di settore sono deliranti!!

    In quel software “Gerico” ci sono migliaia di domande, ma ho notato che se uno indica ad esempio di aver lavorato 8 mesi, il reddito che ritengono congruo è lo stesso di chi ha lavorato 12 mesi, o 6 mesi, o 3 mesi!!

    Ma allora perchè me lo chiedi, imbecille?
    Se vuoi rubarmi i soldi sempre e comunque dimmelo subito.

    Ma poi, per loro non ci sono differenze se l’attività è svolta ad esempio in casa senza alcun dipendente, e se è svolta in un piccolo centro, o se svolta a Milano in via Montenapoleone, mentre gli studi di settore precedenti distinguevano tra chi lavorava senza dipendenti, in piccoli centri, in casa propria, ecc., e chi aveva un’azienda vera e propria.

    Faccio notare che negli USA, ad esempio, le dichiarazioni dei redditi si possono fare da soli, senza consulenti o commercialisti, e ci stanno in una o due paginette.
    Non serve il CAF (altro carrozzone miliardario che serve a dare miliardi al sindacato), o il commercialista che spesso neppure lui sa che pesci pigliare.

    Inoltre gli americani hanno da decenni un settore “home business” per tutte le piccolissime attività autonome, con moltissime agevolazioni, non c’è assolutamente tutta la persecuzione fiscale che c’è in Italia.

    Tutto il contrario dell’Italia in mano a parassiti e sindacati vari, che nemmeno si degnano di pubblicare i loro bilanci miliardari, e pretendono che la gente non s’incazzi a vedere miliardi buttati via per quel rottame di Alitalia, e per il pubblico.

    Ma la pacchia sta per finire anche per i cari sindacalisti dei miei stivali.
    In miniera, ladri, a lavorare 14 ore al giorno, come in Cina che piace tanto a Prodi!
    La gente ha capito che siete la zecca dell’Italia!

    Un’altra stronzata di Bersani e Visco è stato il c.dd. “forfettone” in cui uno che introita meno di 15.000 euro l’anno viene escluso da IVA e paga forfettariamente se dichiara sulle fatture ai clienti di essere un pezzente, e di guadagnare poco.

    E questa sarebbe un’agevolazione?

    Giustamente sul Corriere magazine la giornalista Camilla Beresani scriveva che questa non è per nulla un’agevolazione: perchè un ristoratore, ad esempio, dovrebbe scrivere ai clienti nelle ricevute fiscali che in un anno ha avuto pochi ricavi?
    Sicuramente i clienti potrebbero pensare che il locale ha cibi cattivi, e andrebbero altrove.

    Ma questo chiunque lo capisce, chiunque tranne Visco e Bersani, gente che era vissuta nelle sezioni di partito, e manco sa com’è fatta un’azienda!

    Il forfettone = la più grande presa per il culo per le piccolissime imprese.

    La realtà è che a Visco e Bersani non gliene fotte niente delle piccole imprese, anche se sono il 90% di quelle italiane.

    A loro interessa leccare ai banchieri (hanno debiti ovunque), alle grandi imprese, alle loro coop.

    Ma non hanno capito che l’Italia non è più quella degli anni ’70, dove sono più le acciaierie, le fabbriche d’auto, i cementifici, ecc. eh, cari compagnucci?

    Siete fuori dal mondo, e per questo perdete le elezioni!!

  87. oblio scrive:

    furbe le banche di tutto il mondo, hanno fatto sta manovra di fare andare giù la borsa come ricatto all’economia per farsi sovvenzionare dallo stato per i soldi che avevano perso con le loro sporche manovre speculative,adesso sono contenti perchè hanno ottenuto quello che volevano, siamo in buone mani, mai un’impresa privata ha goduto di queste agevolazioni,

  88. Luca scrive:

    Cari colleghi, solo chi come noi è passato dalla gogna degli studi di settore sà cosa voglia dire passare un intero anno di lavoro per dipendere da algoritmi cervellotici studiati da burocrati sanguisughe avulse dalla realtà lavorativa.
    Vorrei sottolineare che questo meccanismo che si basa su medie settoriali teoriche innanzitutto disintegra piccole e piccolissime attività che non riescono ad essere congrue e coerenti in quanto non in linea coi tetti minimi.
    Quello che più fà inbufalire è che si dovrebbero render conto che i veri evasori non si alzano la mattina alle sette pronti ad affrontare dodici ore lavorative senza malattia ,infortunio,ferie…..perchè chi lavora in proprio come sapete tutto questo non se lo può permettere.
    Intanto, mentre alcuni rifiutano sette anni di cassa integrazione e le banche ricevono miliardi di euro per ripianare le loro nefandezze, come al solito chi si deve arrangiare sono il popolo delle partite IVA che addirittura sono costretti a prestiti e conti in rosso per pagare le loro assurdità…..stipendi dei politici compresi!!!
    Di una sola cosa sono sicuro: “Quando ci stancheremo di pagare noi politici e ministeriali dovranno veramente incominciare a tremare……”!!!!

  89. Luca scrive:

    Totalmente in linea col pensiero di albert08 vorrei dire che oltre al forfettone come dice lui, un’altra sinistrorsa nefandezza fu introdotta dal governo precedente: Il “redditometro”…..in cosa consiste?
    Se ad esempio nel 2006 hai acquistato un’auto a rate e hai fatto il mutuo al 80% per l’acquisto di una casa, i cervellotici algoritmi ti calcoleranno una “CAPACITA’ DI SPESA” che andrà ad aumentare le tue tasse per l’anno successivo (2007) che consisteranno in quelle dell’anno precedente (x) più l’algorittmo calcolato (Y)
    TASSA 2007 (IPOTIZZANDO STESSO GIRO AFFARI…) = X+Y!
    Questo è assurdo in quanto non è in realtà la tua capacità di spendere che ti ha permesso i due acquisti in questione, ma un indebitamento per svariati anni più interessi che oltretutto vanno ad aumentare le tue tasse.
    ABBIAMO ANCORA DUBBI SU QUESTI CIALTRONI O VOGLIAMO PRIMA O POI DELEGITTIMARLI DA POSIZIONI DI POTERE PER FAR Sì CHE NON COMBININO PIù DANNI?

  90. oblio scrive:

    PARTITA IVA ……
    SE LA CONOSCI ….
    LA EVITI.

  91. TOPOLINA scrive:

    SE VUOI ROVINARTI LA VITA… APRI UNA PARTITA IVA

  92. Prisco scrive:

    anch’io sono un perseguitato degli studi di settore,è possibile secondo voi lavorare ONESTAMENTE e pagare il dovuto allo stato senza avere problemi.Sono una ditta individuale e mi hanno proposto di costituire una s.r.l.per non avere problemi ,io però non ci credo.

  93. Enzo scrive:

    Da anni ormai ci penso e l’unica definizione che trovo per gli studi di settore è la seguente: ESTORSIONE DI STATO! E’ allucinante che siano stati introdotti proprio nel 2001 (primo governo Berlusconi) e tutti gli organi di categoria (varie associazioni commercianti e simili) l’abbiano approvata. Un po’ come se i sindacati approvassero il licenziamento selvaggio e l’abolizione degli ammortizzatori sociali per i dipendenti. Viviamo davvero nello stato “libero?” di Bananas. E il fatto che comandi un partito denominato “della libertà” mi fa addirittura accapponare la pelle. Forse al PDL manca una lettera nella sigla, ovvero N = Negata! Sull’ingiustizia fiscale, ampiamente, sistematicamente e despoticamente utilizzata in Italia, al massimo si potrà fomentare odio e miseria. E mi pare propio che in questo si siano già ottenuti risultati evidenti. Cari politici e funzionari pubblici (dai ministeri ai miseri comuni, passando per i vari organi amministrativi e agenzie entrate varie) siete veramente dei parassiti della società sana e produttiva, speriamo solo che la gente possa iniziare a risollevare la testa e riaffermare i più basilari e ovvi diritti che ormai ci avete negato totalmente calpestando anche i principali diritti costituzionali. Spero solo non serva una nuova rivoluzione francese (decapitazioni comprese) per tornare a vivere decentemente. Libertà, legalità e fratellanza sono morte e sepolte in Italia (e forse anche in tutto il resto dell’Europa) ormai da tempo.

  94. roberto scrive:

    Mi aggiungo solamente a questa lista di (scusate l’espressione) disgraziati vittima dello stato, ma così io mi sento.
    Anche io pensavo che essere fiscalmente in regola e fatturare tutto bastasse ma invece no.
    Essere onesti in un paese di ladri è evidentemente una follia.

    Gli studi di settore sono la dimostrazione che per rimanere a galla come imprenditore in Italia è necessario fare i salti mortali, e se sei onesto, lo Stato,quello con la S maiuscola, ti insegna a non esserlo più.

    Adesso devo pagare soldi che non ho mai incassato, oltre ad avere già pagato tutto il dovuto, e quello che più mi fa rabbia è che i soldi che ci rubano vengono inquadrati come soldi recuperati con la lotta all’evasione fiscale e che verranno utilizzati per aiutare coloro che hanno perso il lavoro.

    E a me, vittima del furto di stato, che non ha i soldi per mangiare se da a loro quello che gli chiedono ingiustamente attraverso questo vero e proprio atto di pirateria, chi mi aiuta?
    Ovvio, nessuno.

  95. Luca scrive:

    Ragazzi io il mio problema l’ho risolto, ed è l’unica soluzione in un paese del genere: HO CHIUSO…..!!!
    Lavorare onestamente oggi non è possibile. Per tirare avanti un’attività devi avere dei secondi fini e allora avanti personaggi loschi……il futuro è vostro!!!!!

  96. pippo scrive:

    Salve a tutti !

    Vi spiego benino come si fa a eludere gli studi di settore :

    Il famigerato Gerico scaricabile dal sito aiuta tutti a essere congrui e coerenti ! come ?

    Innanzituti iniziate a fare I CONTI prima della fine dell’anno per non trovarvi nella cacca !
    E poi giocherellate con Gerico e vedrete che i piccoli segreti vengono a galla!
    Esempio : TG75U elettricisti :
    Secondo gli studi se hai un “LUXMETRO” strumento da 100 euro devo avere un utile minimo di 140.000 euro! Bene, il luxmetro lo butto nel cesso (x il fisco) e lo studio va a posto !
    Sempre TG75U idraulici :
    devo acquistare una Jacuzzi x il cliente , la pago 5000 euro e la rivendo a 6000. Per lo studio dovrei fattturarla 10000 euro e quindi invece di guadagnare 1000 euro vado a perdere ben 2000 euro ! e quindi la Jacuzzi la faccio fatturare direttamente al cliente ed al cliente stesso invece che 1000 euro gli fatturerò 250 euro per il disturbo di esserla andata aprendere : meglio guadagnare 250 euro che perderne 2000!

    Giocherellate con Gerico e ne vedrete delle belle !!!
    Ricordo che per la CONRUITA’ c’è l’accertamento Sicuro, mentre per la COERENZA è poco probabile specialmente in periodi economici come questi !

  97. roberto scrive:

    L’agenzia delle entrate convoca un contadino per incongruita’ negli studi di settore

    Qui lei ha segnato negli studi di settore relativi al suo comparto agro alimentare che da alle galline da mangiare granoturco

    -Eh beh si, gli do da mangiare granoturco, credo sia per le galline l’alimento migliore

    - Si ma qui, dagli studi di settore emerge che se lei da il granoturco da mangiare alle galline il fatturato minimo deve essere di 45.000 euro
    Lei ne ha dichiarati 28.000. Ne deriva che ha evaso 17.000 euro
    - L’onere della prova del contrario e’ a carico suo, deve documentare perche’ non ha fatturato 45.000 euro. Dire che avrebbe voluto ma non vi e’ riuscito, non e’ prova sufficiente. Gli studi di settore certificano che l’avere una partita IVA e’ garanzia automatica di reddito minimo, come deriva dagli studi di settore.
    - Deve pagare 13.000 euro. Compili l’F24 e versi entro 60 gg altrimenti la sanzione triplica.
    - La agenzia delle entrate e’ in prima linea nella lotta all’evasione.

    Porca puttana, mio nonno gli dava da mangiare granoturco, mio padre granoturco, io pure, ma ho sbagliato.
    Daltronde e’ la lotta all’evasione fiscale questa. Mi tocca pagare

    Dopo un pò di tempo il contadino si vede richiamare
    Qui lei ha segnato negli studi di settore che da alle galline da mangiare grano

    - Il granoturco non andava bene allora adesso gli sto dando del grano, non va bene?

    -Si ma qui, dagli studi di settore emerge che se lei da il granoturco da mangiare alle galline il fatturato minimo deve essere di 48.000 euro
    lei ne ha dichiarati 30.000. Ne deriva che ha evaso 18.000 euro
    - L’onere della prova del contrario e’ a carico suo, deve documentare perche’ non ha fatturato 48.000 euro. Dire che avrebbe voluto ma non vi e’ riuscito, non e’ prova sufficiente. Gli studi di settore certificano che l’avere una partita IVA e’ garanzia automatica di reddito minimo come deriva dagli studi di settore.
    - Deve pagare 15.000 euro. Compili l’F24 e versi entro 60 gg altrimenti la sanzione, con le nuove norme per la lotta all’evasione quadruplica.
    - Sa noi lo facciamo per voi imprenditori perche’ con la lotta all’evasione evitiamo anche la concorrenza sleale, non la vede la televisione?

    Il tempo passa
    Il contadino si vede nuovamente convocato dall’agenzia delle entrate

    - Guardi qui gli studi di settore sono irregolari
    - Lei non ha completato la parte relativa al mangime utilizzato per le galline
    - Non ha segnato alcun tipe di mangime, ma che cavolo gli da da mangiare lei alle galline?

    Ah guardi, io non voglio sapere un cazzo, gli do i soldi e si comprano loro quello che vogliono

  98. roberto scrive:

    errata corrige:
    nella seconda parte l’agenzia delle entrate accerta per mangime dichiarato ‘grano’ e non granoturco.

    Comunque anche facendo ricorso per l’errore nella contestazione, si perdeva lo stesso.
    E’ la lotta all’evasione fiscale.

  99. Valdor scrive:

    Ragazzi, quello che manca è una VERA associazione degli artigiani, dei commercianti, di tutto il cosidetto popolo delle partite iva..una associazione che parta dal basso, che difenda i propri iscritti, facendo opposizione vera ai soprusi, alle estorsioni legalizzate e al linciaggio morale cui sono continuamente e vergognosamente sottoposti coloro che lavorano (e rischiano) in proprio e senza santi in paradiso. Una associazione che di fronte a questa INFAME VERGOGNA denominata “studi settore” metta in campo e a disposizione dei propri associati intere squadre di avvocati volte a ripristinare la legalità e la GIUSTIZIA praticando una specie di CLASS ACTION e intasando le commissioni
    tributarie con ricorsi di massa onde ottenerne L’ABOLIZIONE IMMEDIATA!

  100. TOPOLINA scrive:

    Tutti sapevano dell’esistenza delle camere a gas. ma nessuno ha fatto niente per fermare lo sterminio di milioni di persone,perciò non mi illudo proprio che qualcuno si degni e si occupi di salvare dalla strage degli studi di settore i poveri artigiani che con il rischio sul culo continuano a tenere duro sperando in tempi migliori.

    ARTIGIANI!!! CHE DIO VI BENEDICA

  101. OBLIO scrive:

    BELLA LA STORIA DEL CONTADINO E DELLE SUE GALLINE

  102. Yumah scrive:

    Dopo anni di vita e lavoro in Italia ho scritto un rapporto su ciò che ho visto riguardo l’uso degli Studi di settore e ne ho parlato ampiamente con un mio amico che è Avvocato alla Corte Europea dei Diritti dell’Aia, dove ormai io vivo, in Olanda. Gli studi di settore sarebbero giusti, ma cosa accade in realtà? Accade che l’Agenzia delle Entratre si avventa come uno squalo sui poveri contribuenti sparando cifre alte che poi – con l’inversione dell’onere della prova – il cittadino deve rovesciare se vuole fare valere i prori diritti con tutte le faccende di perdita di tempo, denaro e peggioramento esistenziale esposto sopra ampiamente da voi tutti. Ilregime vessatorio e persecutorio non sta solo nell’onere della prova invertito e delle spese umane e monetarie che il contribuente quindi deve sopportare per dimostrare di avere ragione. Il carattere diabolico degli Studi di Settore sta nel vantaggio che ha l’Agenzia delle Entrate di sparare cifre assurdamente alte così da iniziare una lotta col contribuente (che grazie all’inversione onere prova parte in profondo svantaggio, già colpito da accusa) e poi nel contraddittorio di ridurle, ma sapendo di prendere il contribuente per stanchezza e sfinimento come si fa con i pesci in acqua che non vogliono saperne di uscire a forza. Ho seguito il caso di amici e colleghi verso i quali l’Agenzia delle Entrate si è rovesciata andando a spulciare ogni pelo… quando non trovano nulla non rinunciano comunque a sparare cifre altissime per poi iniziare l’incontro di pugilato nel quale si troverà un accordo. Un mio amico che lavora presso l’Agenzia delle Entrate mi ha detto: “noi siamo una Mafia di Stato, andiamo ad incriminare gli innoccenti con la speranza di portargli via quanto possibile, tanto quando facciamo una indagine per Studi di Settore dobbiamo sempre trovare qualcosa, poi prendiamo il cittadino per sfinimento: se chiediamo 1000 almeno -la metà od un terzo ce lo darà”. E’ questa caratteristica di terrorismo fiscale che va non solo CONTRO LA COSTITUZIONE ma CONTRO LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DEL’UOMO. Questo comportamento ricorda i crimini contro l’umanità perpetrati proprio con la leva fiscale dai nazisti nella Germania anteguerra, contro gli Ebrei e oppositori del Regime. Gli studi di settore sono un sistema che avvantaggia il grande e colpisce il piccolo. Ad un mio amico che ha ristorante, dopo che non trovavano nulla e dopo decine di visite condotte in modo sicuramente lesivo della dignità personale e dello Statuto del Contribuente, hanno detto che consumava troppa legna e gli hanno comunicato che se non vuole pagare più tasse di quelle giustamente da pagare dovrà mettere la legna nel forno solamente quando arriva un clien te a chiedere la pizza così che “la legna per la produzione del prodotto finito pizza sia congrua e univocamente appropriata alla creazione del ricavo pizza”. Lui ha risposto. “ma io il forno lo devo sempre tenere acceso e caldo, chiunque può chiedermi una pizza dal pomeriggio alla notte ed il forno mica glielo posso scaldare al momento con la legna, il forno deve stare caldo in modo costante indipendentemente da quante pizze produco”. Casì di Idiozia Fiscale come questi sono diventati normali grazie agli Studi di Settore e credo che sarebbe bene che l’uso vessatorio, persecutorio e psicologicamente distruttivo per il contribuente onesto sarebbe da riportare alla Commissione dei Diritti Umani della Corte Europea / Parlamento Europeo per VIOLAZIONE DELLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO, VIOLAZIONE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E EUROPEA secondo le quale il sistema fiscale si informa a criteri di progressione e che dice che le tasse la pagano i cittadini in base alle loro possibilità e grado di partecipazione al lavoro e non secondo una imposizione feudale. Concludo con un commendo di un avvocato mio amico della Corte Europea di Giustizia di cui dicevo in inizio: “Gli Studi di Settore così come io li vedo fare in Italia li ho già vissuti tramite i racconto di mio padre: erano le leggi fiscali emanate dalla Gestapo e dalle SS in Germania contro le attività economiche degli Ebrei e dei dissidenti del Nazismo, leggi che sono state condannate per CRIMINI CONTRO LA DIGNITA’ UMANA proprio perché non permettevano di difendersi: AVEVANO INVERTITO L’ONERE DELLA PROVA.

  103. Yumah scrive:

    Voglio comunque dire anche che nonjè che l’Agenzia delle Entrate si sia trasformata in un covo di delinquenti e che glI Studi di Settore sono pari alle leggi razziali. Ci sono troppe persone che pagano poco o nulla, troppi sono i furbacchioni. Ma non per questo si deve fare ricorso ad uno strumento così rozzo come glI Studi di Settore e soprattutto gestito in modo rozzo. Non si può non tenere conto della sensibilità delle persone e dei singoli casi, non si può spiattellare il principio statistico crudemente e i teoremi di regressione lineare per analizzare il lavoro soprattutto dei liberi professionisti singoli il cui fatturato varia in modo sinusoidale da anno in anno specialmente in settori difficilmente “statisticabili e matematicalizzabili” come quello dell’informatica e delle nuove tecnologie in cui il vento non si sa mai da quale parte soffia.

    Così non va, così non può durare. Gli Studi di settore sono una arma in più per l’evasore che ha tanti soldi, per lui gli Studi di Settore sono una manna dal cielo, per il piccolo un colpo di ascia sulla propria dignità economica et esistenziale. Ma faccio una proposta ironica (sempre con rispetto per l’Agenzia delle Entrate nella quale lavorano anche persone preparatissime e che spesso capiscono davvero la condizione in cui il contribuente versa e loro stessi vorrebbero che gli Studi di Settore non avessero l’onere della prov ainvertito): perchè non estendere gli Studi di Settore al campo penale.

    Mancano così tanti criminali e assassini, perché non si trovano i colpevoli. Iniziamo a infilare in carcere innocenti che facciamo diventare colpevoli, invertiamo l’onere della porova anche lì. Li mandiamo anche all’ergastolo e poi diciamo loro: “voi siete dei delinquenti perché noi lo abbiamo deciso, è tuo dovere adesso dimostrarci la tua innocenza, spiegami tu come hai fatto a non ammazzare quel tipo o a non rapinare quella banca, perché per me tu lo hai fatto.

    Come è difficile dimostrare quello che non esiste eh?? Come è DIABOLICO provare quello che non si è commesso, che non si è fatto eh?

    Ho un poco di paura nell’avere, adesso, lanciato la proposta degli Studi di Settore in campo Penale: temo che qualche Ministro della Manggioranza (notare la N) oggi passi di qui, legga il blog, faccia sua l’idea e domani ci sforni la legge sugli STUDI DI SETTORE PER IL RIEMPIMENTO DEI POSTI VUOTI DELLE CARCERI.

    Aaahhh…. la creatività italiana!

  104. Yumah scrive:

    Scusate l’ultimo commento: adesso che ci penso lo hanno già fatto anche nel campo penale. Pensiero dedicato a ENZO TORTORA.

  105. albert08 scrive:

    Vi chiedo un’informazione importante. Il 3 gennaio 2009, in un’intervista a Libero dal titolo “L’onere della prova spetterà all’erario” il deputato del Pdl Maurizio Bernardo dichiarava che stavano lavorando ad un emendamento secondo cui per gli studi di settori avrebbero rovesciato l’onere della prova, quindi avrebbe dovuto essere l’erario a dimostrare l’evasione del contribuente, e non + il contribuente a dover dimostrare di non avere evaso (prova spesso impossibile: come si fa a dimostrare di non aver percepito un reddito?)

    A voi risulta sia cambiato qualcosa a proposito dell’onere della prova?

    Perchè il punto sta tutto qui, in effetti.
    Se il fisco stabilisce che in media nel settore tessile un autonomo dovrebbe fatturare 10, nel settore chimico 15, ecc., e poi mi dimostra che in effetti uno che ha dichiarato meno ha evaso, e ha ricevuto, ad esempio, un bonifico, o un pagamento anche in nero da un cliente e non l’ha fatturato OK, ci sta!

    Ma che sia il contribuente a dover dimostrare di aver percepito di meno degli studi è roba da manicomio, da stato sovietico, da delirio!

    Insomma, su questa storia della modifica dell’onere della prova voi sapete se hanno fatto qualcosa, o niente?

    Grazie

  106. pseudotecnico scrive:

    Avevo letto anche io (la norma doveva essere nel D.L. anti-crisi), ma non credo sia passato :?

  107. Maurizio scrive:

    Destra, Sinistra, Berlusconi, Bersani!

    L’ unica vera distinzione è politici e papponi o non politici e gente normale.

    I primi hanno bisogno dei soldi dei secondi come dell’ aria che si respira!

    Tremonti vista la crisi poteva abolire o almeno ammorbidire gli studi di settore ma non l’ha fatto, almeno non nel mio studio di settore e in tanti altri.

    La scusa delle norme fatte dai “governi precedenti” è valida solo per i babbei che ci credono.

  108. OBLIO scrive:

    ho paura che il regime di cui stiamo parlando sia già attivo da un pò, i nostri governanti vogliono farci credere che l’Italia è un paese libero, ci stanno prendendo per il culo, l’Unione Europea è una cagata pazzesca e ci coinvolge in vortice pericoloso nel bene e nel male, non possiamo nemmeno immaginare cosa c’è sotto, loro viaggiano in in un altro livello tenuto all’oscuro a tutti i coglioni come me che si fa un mazzo per portare avanti un’attività, l’esperienza degli studi di settori per me è stata traumatica sotto molti aspetti, mi ha tolto l’entusiasmo per il mio lavoro e infuso uno stato d’animo di impotenza nell’avere subito un’ ingiustizia, ho dovuto fare parecchie sedute psicologiche per riprendere un po di fiducia nel prossimo, voglio vedere dopo questa crisi chi andranno a rapinare quelli delle agenzie delle entrate,loro sono gente spietata paragonabili alle SS .
    anche se non hai fatto nulla loro ti devono danneggiare e umiliare….

  109. FABIO scrive:

    Salve, sono un consulente informatico.
    Con la crisi che c’è fatturo già poco.
    Quest’anno per il primo anno avrò gli studi di settore.
    So già che a dicembre chiuderò…. Non voglio lasciare allo stato la soddisfazione di derubarmi.

  110. FABIO scrive:

    Kiederò i danni Morali allo stato

  111. FABIO scrive:

    E non parliamo di quando vedo in giro quei cassaintegrati nei Bar che percepiscono un reddito
    (poco meno) a giocare a carte.
    Saranno loro i futuri Ricchi…. Grazie ai nostri soldi!!!!
    E beh… loro non possono avere uno stipendio
    Gli spetta di diritto!!!!!!

  112. anonimo scrive:

    pensate…che sono arrivati gli studi di settore anche al mio commercialista :) a voi le conclusioni….

  113. topolina scrive:

    lo stato ha colpito ancora…
    questa volta mio figlio di 20 anni ad un controllo con l’alcoltest era fuori di un pelo,allora ritiro della patente e multa,obbligato a prendersi un’avvocato, trattato come un delinquente, macchina ferma chissà per quanto tempo,perdita di dignità,odio per gli sbirri e per lo stato primo nemico del cittadino,loro fanno il cazzo che vogliono e non pagano mai,
    questa italia mi fa davvero schifo

  114. daniele scrive:

    credo che questa quesione ha poco a che fare con gli studi di settore, anche se mi dispiace per tuo figlio che da ora in poi sarà trattato come un tossico.

    Riguardo gli studi di settore comunque, posso dirvi che alla fine ho vinto contro il fisco ma ho presentato le fatture di acquisto e vendita (totalmente) per un controllo, ed è risultato tutto regolare… a questo punto l’unico consiglio che posso darvi è che se lavorate al 100% puliti (intendo il 100%) potete comunque difendervi…anche se vi rimarrà poco in tasca.

  115. pseudotecnico scrive:

    Riguardo gli studi di settore comunque, posso dirvi che alla fine ho vinto contro il fisco ma ho presentato le fatture di acquisto e vendita (totalmente) per un controllo, ed è risultato tutto regolare

    Per curiosità: di quale anno si trattava? Quali sono stati i tempi?

  116. daniele scrive:

    2002/2003 i tempi circa 1 anno e due sentenze, è stato veramente difficile dimostrarlo però alla fine è risultato tutto regolare..

    P.S se avessi evaso 1 solo euro non avrei potutto difendermi, o perlomeno rischiavo moltissimo.

  117. albert08 scrive:

    Finalmente!

    Ecco qui sotto la motivazione della sentenza del 18 dicembre 2009, con cui le Sezioni Unite della Cassazione (in pratica TUTTA la Cassazione e non solo una sezione) hanno bocciato gli studi di settore, stabilendo che vangono come mere presunzioni di reddito del contribuente, che devono però essere supportate da prove concrete (non basta lo scostamento dai parametri di “Gerico”), e soprattutto dal contraddittorio col contribuente, che potrà spiegare perchè ha percepito un reddito più basso rispetto a quanto stabilito dagli studi.
    Ogni tanto anche i giudici fanno qualcosa di buono…ma mi chiedo perchè il legislatore non poteva intervenire prima, precisando con legge questi concetti.

    Sintesi della motivazione…

    “La procedura di accertamento standardizzato mediante l`applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravita`, precisione e concordanza non e` ex lege determinata in relazione ai soli standard in se` considerati, ma nasce procedimentalmente in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullita` dell`accertamento, con il contribuente (…), esito che, essendo alla fine di un percorso di adeguamento della elaborazione statistica degli standard alla concreta realta` economica del contribuente, deve far parte (e condiziona la congruita`) della motivazione dell`accertamento, nella quale vanno esposte le ragioni per le quali i rilievi del destinatario dell`attivita` accertativa siano stati disattesi. Il contribuente ha, nel giudizio relativo all`impugnazione dell`atto di accertamento, la piu` ampia facolta` di prova, anche a mezzo di presunzioni semplici, ed il giudice puo` liberamente valutare tanto l`applicabilita` degli standard al caso concreto, che deve essere dimostrata dall`ente impositore, quanto la controprova sul punto offerta dal contribuente.”.

    E` questa la massima della decisione numero 26635 del 18 dicembre 2009 con cui le Sezioni Unite della Cassazione confermano che le risultanze degli studi di settore hanno natura puramente presuntiva, poiche` rappresentano un mero indicatore di un possibile comportamento illecito del contribuente.

    La sentenza induce l`Agenzia Entrate a raccomandare agli uffici fiscali periferici minor impeto nel considerare “non attendibili” le posizioni fiscali che si scostano dai parametri reddituali.

  118. Luca scrive:

    Appello:
    mi chiamo Luca Carraro, sono sposato con una bambina, e ho 46 anni.
    Sono un piccolo artigiano, la mia attivita’ consiste nell progettare e sviluppare il progetto esecutivo di macchinari per l’industria automobilistica attraverso il disegno meccanico.
    Inoltre curo anche lo sviluppo e il design per vari articoli prodotti da aziende locali.
    Preciso anche che non ho dipendenti.

    Da un po’ di anni, esattamente dal 2004, sono costantemente alle prese con un grosso probelma: lo studio di settore.
    Nel 2004 con la dischiarazione dei redditi il commercialista mi fa presente che non sono congruo, mancano 11mila euro all’appello secondo lo studio fatto dalla GERICO (39,500 dichiarati 50mila richiesti).

    Nella mia buona fede , e nella tranquillita di avere fatto tutto onestamente, penso:
    siccome lavoro con aziende, e tutte chiedono la fattura, se ci sara’ un’accertamento bastera’
    mostrare che tutto si e’ svolto in regola, portare la mia gestione delle ore e dei progetti fatti e
    l’agenzia potrà fare tutte le verifiche che vuole.

    La mia non congruita’ ha continuato negli anni, e ogni anno facevo lo stesso discorso con il commercialista.

    NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO!!.

    Nel 2008 pero’ arriva un plico dall’agenzia delle entrate di Mestre con l’inaspettato accertamento.
    Andiamo al primo incontro e’ subito mi accorgo che non e’ come pensavo.

    A “loro” non interessa niente, chi sono, cosa faccio, quanto ho lavorato, cosa ho guadagnato, i mie lavori, niente di niente.
    Loro hanno il loro studio, la mia dichiarazione, e gli 11mila euro di differenza che secondo loro avrei preso “di nascosto” o “non si sa come”.

    Inoltre e’ emerso anche una differenza tra il codice dello studio di settore applicato (TG66U software) e
    il mio effettivo lavoro, realizzazioni disegni TK08U.

    Questa differenza tra “realizzazioni di software TG66U” e realizzazioni di disegni “disegnatore meccanico” TK08U ho voluto farla notare ma il dirigente non ha voluto prendere in considerazione la contabilita’ del lavoro fatto portata a dimostrare che l’azienda non si riconosce in nessun cluster degli elementi specifici dell’attivita’ TG66U, come documentato da bolle e fatture di consegna.
    Va detto anche che non hanno portato nessuna prova certa, solo la presunzione dello studio TG66U, che tra l’altro parte di “default” con 13mila euro guadagnati di base, senza far niente!!.

    Non auguro a nessuno di provare quello che ho provato in quel momento, un senso di rabbia e impotenza per la
    profonda ingiustuzia che stavo subendo, per la vergogna di essere classificato come un evasore, per il fatto
    che ha “loro” della mia gestione delle ore, dei progetti non interessava niente.

    Hanno fatto una loro proposta, dimezzando l’importo,
    ma io le tasse le ho gia’ pagate nel 2004 fino all’ultimo grammo.

    E’ finita che non ho accettato neanche la loro seconda proposta di contradditorio.

    Ora cominciano ad arrivare le cartelle di Equitalia,
    E tutti chiedono soldi, (INPS compreso) per quel presunto guadagno.

    Il mio commercialista, data 29jan10, dice che ora fara’ ricorso alle cartelle, ma io sto tremando
    perche’ c’e’ in gioco il blocco dell’auto e il pignoramento coatto della casa.

    Faccio appello a chi puo’ aiutarmi a uscire da questo “castello di kafka”.

    Ringrazio per il tempo dedicato, saluti.
    Luca Carraro.
    E-mail:utec(at)pmcstudio.it
    skype: luca__carraro

  119. daniele scrive:

    Caro Luca…mi dispiace moltissimo per quello che ti è accaduto e ti capisco perfettamente, ho subito anche io la stessa ingiustizia. Nel mio caso la mia attività è di commercio elettronico, intrapresa nel 2001 a soli 19 anni. Inizialmente non c’era un codice che identificasse la mia attività ed è uscito solo nel 2005 (quando il fisco si è finalmente accorto che esisteva Internet). Ho dovuto dunque lavorare con un codice non mio “vendita e riparazione macchine d’ufficio” e questo, giustamente, ha provocato uno scostamento di tutti i valori (nel web si margina molto molto poco).
    Ero giovane e inesperto, ma in ogni caso non potevo avere altre strade. sono arrivati accertamenti per 40.000 euro e sono stato in causa con l’agenzia delle entrante, due udienze per dimostrare che avevo lavorato pulito (provate voi a spedire un pacco senza fattura ad uno sconosciuto)…
    Ho portato in esame ben 2500 fatture e tutte quelle di acquisto, una bella prova direi! bene…morale? ho vinto, hanno accettato la mia tesi ma ho dovuto ugualmente pagare 4000 euro…perché? NON LO SO! per fortuna che ho vinto…! :)

    Questo mi fa pensare che l’italia sempre più premia gli evasori e meno la gente corretta… non voglio polemizzare contro quel politico o quell’altro ma far capire che nell’antica grecia il DIO dei ladri era lo stesso dei commerciantui, forse questa convinzione è ancora rimasta!

    Nel tuo caso unico consiglio che posso darti è quello di toglierti i tuoi beni (sperando che non sia invano questo sacrificio) e non piegarti minimamente… l’italia di oggi preferisce avere gente “Protetestata” senza motivo piuttosto che ascoltarli…

    P.S quando dicono “aiuto ai giovani” alle “aziende” non credete minimamente a queste balla! io ero giovane, avevo 19 anni, un bel fatturato e sono stato incolpato… sai quali sono gli aiuti alle aziende? quello di agevolare i prestiti alle banche per pagare, anche ingiustamente, le tasse… vi giuro che se avessi dovuto pagare 40.000 non avrei chiesto prestito alle bance per pagarle…avrei chiuso e basta…a quel punto ero senza reddito e potevo usufruire di molti vantaggi! paradosso all’italiana!

  120. Luca scrive:

    -continua-

    A ottobre 2009 ho chiuso l’attività perchè, anche a causa della crisi, non era ancora coerente con gli studi
    di settore e cosi’ il commercialista mi ha detto di chiudere in modo da non essere soggetto agli studi di settore. (regola che nell’anno di apertura e chiusura di attività non possono essere applicati gli studi di settore). Ho dovuto dire a due collaboratori di trovarsi un’altra occupazione, e sono quattro mesi che sto cercando lavoro. Questo e’ il risultato finale del lavoro della agenzia delle entrate di Mestre. Non tutti sanno che abbiamo una taglia di 15mila euro sulla testa.
    Infatti Visco ha promesso un premio da 15mila a 5mila euro, dal dirigente all’impiegato, alle agenzie per un tot. di evasori scovati.E questi dirigenti e impiegati ora sono là con le bave alla bocca che vogliono a ogni costo raggiungere il premio.

  121. Luca scrive:
  122. mark scrive:

    Forse questo lo avete già letto, si va piano piano verso l’abolizione degli Studi di Settore. http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2009/12/21/visualizza_new.html_1648147760.html

  123. manu scrive:

    Vedo purtroppo che siamo in tanti, ma mal comune per me non fa mezzo gaudio. Anche la mia società (una srl)non è risultata congrua e coerente per l’anno 2004. pur presentando tutto, ma proprio tutto, il tizio dell’agenzia delle entrate non ha trovato niente di anomalo e quindi uno si dice sono tranquillo…e invece no, ti propongono una cifra inferiore che ovviamente non ho accettato. CERTO HO RAGIONE PERCHè DEVO PAGARE! quindi ho fatto ricorso… intanto devo pagare tanti tanti soldi che non ho…e se poi fanno gli accertamenti anche per gli annni dopo? non sono comunque congrua e coerente. cosa faccio!!! a qualcuno di voi è mai capitato quindi : 1) di vincere e se si’ dopo quanto lo sa
    2) di aver subito accertamenti anche per gli anni successivi.
    grazie di cuore

  124. Luca scrive:

    -continua-
    Purtroppo, nonostante carte alla mano, l’accertamento fosse fatto con lo studio di settore TG66U (vendita e commercio software e computer) mentre il mio studio faceva disegni non c’e’ stato nulla da fare. Ho perso anche il ricorso e adesso con le cartelle equitalia ho dovuto pagare (7,2mila euro) per non avere il sequestro dell’auto e il pignoramento coatto della casa (> di 5mila euro).
    Quando l’atto passa per equitalia l’agenzia delle entrate non c’entra piu’ niente e si puo fare ricorso alle cartelle solo se sono sbagliate nella forma (es. e’ scritto che 1+1=3).Ora non mi resta altro che fare richiesta di risarcimento al commercialista che alla fin dei conti e’ quello che ha sbagliato l’inserimento del codice dello studio di settore. Poi lui fara’ intervenire la sua assicurazione. Non so cosa riusciro’ a recuperare. Saluti. Luca.

  125. daniele scrive:

    Io ho fatto ricorso, hanno accettato la mia tesi e quindi, dimostrato pienamente che i loro calcoli erano sbagliati, e ho pagato ugualmente 4000 euro quindi cari ragazzi, anima in pace, perchè quando vi arrivano gli studi di settore li pagate, anche se poco ma li pagate… l’unica cosa è interessarsi a fine anno e vedere come mai… ed evenutalmente adeguarsi, tanto non passeranno 2 anni che vi arriva subito l’accertamento.

  126. manu scrive:

    salve a tutti e grazie per le risposte che mi hanno abbattuto ancora di piu’..comunque grazie. quindi mi state dicendo che non lasciano in pace per molto (per gli eventuali controlli degli anni successivi intendo). non è che dicono lasciamoli tranquilli cosi’ magari possono tirare su qualche soldino e poi li ricontrolliamo…sembra quasi che vogliano per forza portarti alla chiusura di una società, invece di invogliare la gente ad aprirle.se avete altri commenti o notizie vi ringrazio se me le fate sapere.grazie ancora

  127. daniele scrive:

    Mi dispiace deluderti ma non la pensano come noi…loro pensano che i commercianti/imprenditori sono ladri e come tali vanno perseguitati. A me è arrivato uno studio di settore del 2003, il tempo di fare ricorso ed è arrivato subito quello del 2004.
    A loro interessa principalmente fare cassa, e quindi ti condannano a priori…per loro l’importante è raschiare il barile. A questo punto viene istintivo pensare che conviene evadere, come fan tutti, ma credo che è la via peggiore perchè oggi giorno i controlli sono tutti automatizzati e l’agenzia delle entrate ha database pieni di nostri dati (auto, case ecc..).
    Se l’attività non ha i presupposti per pagare (anche ingiustamente) conviene chiudere…oppure pagare e attendere momenti migliori

    P.S mentre vi parlo mi è arrivato un’altra accertamento di Equitalia, avendo pagato alla fine gli studi di settore del 2003 (anche se la causa l’avrei vinta io teoricamente) devo pagare le varie differenze di INPS Irpef ecc…

    questo stato premia gli evasori totali

  128. manu scrive:

    Daniele grazie per la risposta.
    formulo un’ulteriore domanda, ma se io chiudo e pago quello che c’è da pagare per il 2004. a questo punto io non ho piu’ niente non sono socio di nulla e nemmeno piu’ amministraroe unico di questa srl…se fanno ulteriori controlli per gli anni successivi io comunque devo comunque rispondere di quello he ho avuto ma che non ho piu’?…spero di essere stata chiara.
    Daniele hai pagato 4.000 euro ma inizialmente quanto era l’importo (prima del ricorso).

  129. daniele scrive:

    molte molte di più…considerala una sciocchezza 4000 a confronto, dopo aver controllato migliaia di fatture non hanno trovato nulla! a dimostrazione che l’attività era pulita..in genere, che io sappia, “scontano” di un 20% circa… Se hai una SRL pagando e chiudendo non dovresti avere problemi in futuro, il problema rimane invece per le ditte inviduali, snc, sas ecc..

  130. manu scrive:

    Daniele scusa ancora, tu hai presentato ricorso perchè hai ritenuto che non avevi nulla da “nascondere” e l’hai potuto dimostrare. io ho fatto cosi’ , ti chiedo quindi dal momento in cui hai fatto ricorso al momento in cui ti hanno risposto che hai vinto è passato tanto tempo? mi spiace, so che sono martellante….

  131. daniele scrive:

    1 anno e mezzo circa… e ti posso assicurare che non è bello lavorare con un macigno in testa :)

  132. manu scrive:

    …GRAZIE…..ogni tanto controllero’ se mi darete delle notizie ulteriori….speriamo buone

  133. daniele scrive:

    Allora cancellati pure :) da quando sono iscritto a questa discussione, neanche una bella notizia ehehe scherziamoci sopra :)

  134. Luca scrive:

    -continua-
    Io ho dovuto aspettare 2 anni, anno in causa 2004, accertamento nel 2008, ricorso 2009, perdita e cartelle equitalia 2010. Comunque se vai all’agenzia delle entrate puoi verificare presso l’ufficio relativo al tuo comune la posizione e se eventualmente ne avrai delle altre. Le comunicazioni partono direttamente da Roma in automatico, poi l’agenzia delle entrate decide a chi fare l’accertamento. Saluti Luca.

  135. Giorgio scrive:

    Luca, immagino tu abbia perso il ricorso in commissione tributaria provinciale. Non hai poi fatto ricorso anche in commissione regionale? Mi risulta che li le sentenze vengano spesso ribaltate…forse perchè i giudici sono, appunto, meno “provinciali”

  136. Luca scrive:

    Per Giorgio:
    avevamo deciso di fare solo un tentativo, sapendo come sono i giudici avevamo il 50% di probabilita’ ed e’ andata male pur avendo ragione al 101%. Avevamo gia’ visto casi in cui l’agenzia entrate faceva ricorso fino alla cassazione. Non volevo arrivare a tanto.
    Purtroppo viviamo in un regime “sovietico mascherato” e le nostre uniche liberta’ sono quelle di scegliere il telefonino e cambiare canale tv.
    In questo paese chi ha capacita’, lavora, sta nelle regole e come giusto premio vorrebbe prendere dei soldi e’ continuamente punito e tartassato da chiunque stia dalla parte del potere.
    Chi se ne esce bene da questa condizione e’ chi ha la possibilita’ di lavorare con il privato,
    non si fanno “carte” e i soldi li metti subito in tasca e nessuno te li puo’ portare via.
    Saluti Luca.

  137. manu scrive:

    Decisione estrema ma del resto se uno non ce la fa …non ce la fa…
    chiusura della società….e qui vi chiedo: ma se si chiude la “Rossi” srl ed io ero una dei soci e anche amministratore , posso riaprire la “Bianchi “srl come socio? grazie…

  138. manu scrive:

    Consiglio di amministrazione di una srl : chi di voi sa quali sono gli obblighi ed i poteri di un consigliere?
    in parole povere cosa è meglio scrivere nero su bianco per poter contare qualcosa e e non rimanere “fregati”? grazie come sempre

  139. Giorgio scrive:

    Attenzione, mi pare il caso di segnalare a tutti il caso di una funzionaria dell’ADE (agenzia delle entrate…e mai acronimo fu più azzeccato), a quanto pare LICENZIATA per aver espresso in rete le proprie opinioni (diritto sancito dalla costituzione) riguardo il sistema tributario italiano e l’operato della stessa ADE e per aver, fra le altre cose, criticato i cosiddetti “accertamenti” da studio di settore…a suo sostegno è stato creato un gruppo su facebook: *Rosa Grazia Arcifa, una di noi* http://www.facebook.com/group.php?gid=111373768873260&ref=mf

  140. Giorgio scrive:

    Andateci tutti, iscrivetevi ed esprimete la vostra solidarietà a questa persona, magari scrivete brevemente anche li le vostre storie con gli studi di settore. Se si vuole che qualcosa cambi è importante che la gente, anche quella che non ha partita iva (e li c’è n’è molta), sappia e capisca la MOSTRUOSITA’ UMANA E GIURIDICA degli accertamenti da studio di settore. E’ necessario condurre una battaglia di opinione, insomma, e tutti, nel nostro piccolo, possiamo farlo. Anche perchè tutti saremmo tanti.

  141. manu scrive:

    PAZZESCO….SPERIAMO CHE CAMBI QUALCOSA. IO ORMAI NON HO PIU’ CIO’ CHE AVEVO. E COME ME ANCHE GLI OPERAI CHE LAVORAVANO PER ME. GRAZIE ADE

  142. Daniele scrive:

    Rosa Grazia Arcifa è senza dubbio una persona “scomoda”, in un contesto lavorativo dove sulle disgrazie altrui qualcuno lucra.
    Sono un imprenditore e ho iniziato l’attività a 19 anni, sono stato sempre tartassato dagli studi di settore, conducendo in ogni caso un’attività “pulita”. Tutto questo perchè ho deciso di intraprendere un’attività innovativa all’epoca (attività online) e soltanto perchè era sconociuta ai più (non a caso la mia ditta era configurata come “vendita a riparazione macchine da ufficio” non esistendo il codice appropriato, introdotto dopo anni e precisamente nel 2005, 10 anni dopo la diffusione Internet in Italia.
    Questa è l’Italia, che invece di premiare l’imprenditoria giovanile e l’innovazione ti fa pesare di essere “giovane” e forse “più esperto” di loro… non ho mai richiesto alcun contributo allo stato proprio perchè scettico nella loro erogazione, ho sempre lavorato con i miei soldi e sacrifici e non mi piego agli studi di settore… a chi mi ha accusato negli anni vorrei soltanto portarlo nel mio ufficio e vedere se resisterebbe a lavorare con orari continuati, sabato, domenica, natale e pasqua… da tempo, a livello scherzoso, ho iniziato a fare un sondaggio a tutti i miei colleghi imprenditori e quasi tutti hanno preso meno di 7 giorni di ferie nell’ultimo anno, tutti lavorano più di 12 ore… nonostante tutto commercianti e imprenditori vengono visti sempre i ladri d’Italia… nella Mitologia Romana Mercurio era il Dio dei Ladri e anche dei commercianti, molto probabilmente nel 2010 questa convinzione è ancora diffusa…

    In ogni caso, penso che l’errore fondamentale, di tutti noi, è sempre stato quello di pagare e di rialzarci dalla caduta…come fanno gli operai ogni giorno, come fanno di dipendenti pubblici, come hanno fatto gli autotrasportatori nel 2007, dobbiamo anche noi intraprendere uno sciopero di massa, mettere in ginocchio l’Italia per 1 settimana e solo allora…si accorgeranno dell’importanza dei commercianti in Italia.

  143. elisa scrive:

    Mi è arrivoto un plico da parte delle agenzie delle entrate: mi chiedono circa 11.000€ poichè nel 2006 non risultavamo congrui.
    Pensavo di avere delle prove e giustificazioni chiarissime ed incontestabili poichè uno dei due soci ( ambedue in età di imminente pensionamento nonostante si trattasse di lavoro pesante ed usurante) ebbe un’agravvameto della sua malattia invalidante e progressiva e successivamente morì.
    Nonostante le innumerevoli difficoltà, pensavo che lo Stato fosse formato da persone umane; invece il commercialista mi ha prospettato uno scenario peggio dell’altro..
    Siamo disperati, delusi, ammaregggiati, avviliti, impotenti su tanta ingiustizia.
    Persino il più crudele assassino ha diritto alla difesa, noi che abbiamo sempre pagato tutte le tasse e spesso anche di più del dovuto, ci sentiamo accusati così e non possiamo fare niente, se non continuare con le notti insonni, se la salute ormai precaria dovuta all’età, ce lo consente…
    Chi mi può aiutare? chi mi può dare un consiglio?
    Vi prego…
    Quei soldi NON li ho e soppratutto NON li ho guadagnati. Come posso difendermi da questa enorme ingiustizia?
    Perchè il dipendente ha tutti i diritti e le tutele ed invece noi siamo così oppressi?

  144. elisa scrive:

    Scusate se ho disturbato, ma pensavo fosse aperto a tutti questo forum.
    Grazie

  145. daniele scrive:

    Ciao Elisa…mi dispiace per quanto accaduto e ti capisco perfettamente, l’unica cosa che posso assicurarti è che i loro controlli sono effettuati su parametri matematici dovuti al settore, località ecc.. e con parametri matematici dovrai difenderti, se non vuoi pagare questi 11.000 euro.. è successo la stessa cosa a me, ne chiedevano 44.000 e ho presentato all’agenzia delle entrate, di mia spontenea volontà, tutte le fatture di acquisto e di vendita (circa 3000 documenti), ovviamente con tutto il rischio connesso (magari qualche distrazione, omissione ecc), morale? con altri meccanismi sono riuscito a dimostrare ancora una volta di aver lavorato “onestamente” e alla fine il tutto si è ridotto (si fa per dire) a circa 3500 euro (ingiuste, ovvio, ma pur sempre più agevole).
    A questo punto, unico consiglio che posso darti è di tralasciare le notti insonni, e se proprio le devi avere, pensa a come potresti difenderti, cerca materiale, documenta il più possibile, eventualmente fai quello che ho fatto io (se ti senti sicura) ma non farti prendere dallo sconforto..lotta contro questa ingiustizia…
    in bocca a lupo :)

  146. elisa scrive:

    Grazie Daniele,
    il fatto è che il mio commercialista nonostante conosca la mia onestà e ho la documentazione a posto poichè fatturiamo sempre tutto, è pittosto pessimista e mi ha pure detto che se non mi crederanno allora l’importo da pagare praticamente raddoppierà, ed allora per me sarà ancora più gravoso… A me la scelta: se resistere ed andare avanti sperando che mi credano, oppure arrendermi. Sto pensando alla seconda soluzione, chiederò un finanzianìmento e mi metterò l’animo in pace perchè psicologicamente non ce la farei ad affrontare ancora tanto stress, sento di pratiche che si protragono nel tempo con costi di consulenze e legali. Non credo di farcela, loro sono troppo forti e vogliono i miei soldi. Tutto questo dopo decenni di duro lavoro, sacrifici, rinunce, vita senza lussi, onestà…A che fine poi?
    Un caro saluto

  147. daniele scrive:

    ti capisco… anche io provavo la tua stessa sensazione, il mio caso era un pò diverso perchè sia io, sia il mio commercialista, sapevamo di saperci difendere.
    In ogni caso, quello che più mi fa rabbia, è che questo Stato (non inteso su chi ci governa ora ma negli ultimi decenni) ha attuato sempre azioni protettive verso la classe operaia, ritenuta la classe debole e dunque meritevole di tutela…trascurando il fatto che noi “popolo della partita iva” siamo degli operai che hanno scelto di pagarsi da soli i contributi, lavorare 12 ore al giorno, non godere di ferie, malattia, e molto spesso veniamo anche additati ingiustamente..paragonati ad “Imprenditori” quelli grandi, che sono più politici che lavoratori.

    Gli studi di settore, non sono altro che un sistema per raschiare il barile e far pagare le tasse a chi le paga già, è molto più semplice per loro.

    In bocca a lupo x la tua attività..credo che in questo blog, siamo più o meno, tutti sulla stessa barca.

  148. manu scrive:

    Buongiorno a tutti sono Emanuela, ho scritto precedentemente per lo stesso problema ma la cifra era molto molto piu’ alta ed il problema era anche che per gli anni successivi non saremmo comunque risultati congrui e coerenti con gli studi di settore,
    Quindi in considerazione di un probabile (perchè no???) altro controllo il problema ci sarebbe stato di nuovo. E già la fatica per pagare i primi è stata tantissima (abbiamo rateizzato) figurati dopo…
    ragazzi…abbiamo chiuso tutto, messo in liquidazione la società seguendo il consiglio di piu’ commercialisti. Io mi sono ritirata e ho ovviamente dei problemi economici, fortunatamente ho sistemato i dipendenti collocandoli in un’altra società (dove io ne sono fuori).
    ecco, il mio finale non è stato splendido come vedete. se potessi dare fuoco all’agenzia delle entrate lo farei…ci credete?
    buona fortuna a tutti gli altri, di cuore

  149. elisa scrive:

    Caro Daniele, hai scritto cose che sono giustissime e verissime, ma è mai possibile che noi dobbiamo continuare a subire tanta ingiustizia? E non dipende nè da un governo bianco o nero o rosso, è che si è radicato un sistema perverso dove riescono a colpire i più deboli a vantaggio di grandi imprenditori ed altri poteri. Uno Stato così avido di soldi che non capisce che facendo chiudere le piccole imprese la nostra nazione va alla bancarotta…Dove andremmo a finire?…
    E’ giustissimo pagare le tasse perchè solo così una nazione progredisce e può garantire benessere ai propri cittadini. Ma che le facciano pagare a tutti in proporzione sul guadagnato!!! E che la smettano con tutta questa discriminazione, perchè come dici tu, noi siamo solo degli operai che hanno scelto di pagarsi da se i contributi lavorando 12 ore al giorno e senza diritti (…degno di una nazione civile..?)
    Buona serata e..buon lavoro

  150. elisa scrive:

    Cara Manu
    mi dispiace tanto. Conosco tante piccole aziende che hanno chiuso a causa degli studi di settore, peggio della crisi! E altre stanno per chiudere.
    Conosco moltissimi che si sono indebitati con le finanziarie per poter pagare le tasse. Tasse spesso non dovute, ma solo calcolate dai “Geni” dell’agenzia delle entrate.
    E’ un’ingiustizia terribile, e noi non possiamo farci niente.
    Dalle tue parole si nota subito la differenza di mentalità da modestto imprenditore a grande imprenditore agevolato dallo Stato: sei contenta di essere riuscita a collocare i tuoi ex dipendenti; un grande imprenditore si sarebbe preoccupato al massimo di mettere i dipendenti in cassa integrazione ( a carico dello Stato, tanto…)

  151. manu scrive:

    Elisa, probabilmente si tratta ti mettersi nei panni di chi si trova senza lavoro soprattutto con i tempi che corrono…pero’ e mi spiace dirlo…i miei ex dipendenti non sanno nulla e pensano che io mi sia fatta i soldi…..ma fa niente, non mi cambia nulla sentirmi dire grazie. andro’ diritta in Paradiso, mettiamola cosi’! mi raccomando tu provale tutte le strade, sono cifre che magari si riducono e riesci ad affrontare! auguri per la tua vita imprenditoriale, magari scrivi cosi’ sapro’ com’è andata

  152. elisa scrive:

    Cara Manu,
    lo so che spesso o quasi sempre i dipendenti la pensano così, anzi a volte pensano pure che prima li hai fruttati per farti i soldi poi hai chiuso per goderti le tue ricchezze (???!!…)
    Io non sono ancora sicura che strada prenderò anche perchè ad una certa età non si ha più le forze per combattere. Se avessi guadagnato come credono loro, a questa età dovrei essere benestante..Invece le mie vicine di casa casalinghe mogli di operai in pensione stanno molto meglio di me…
    Gli studi di settore stanno uccidendo il Paese, altro che crisi! Gli studi di settore hanno preparato la strada alla crisi in Italia, ed invece di rimediare, questi governanti, continuano con questa distruzione. A questo punto credo che sia tutta una cosa studiata a tavolino per farci diventare sempre più poveri così potranno dominarci meglio.
    Ciao, Elisa

  153. elisa scrive:

    L’art.53 della Costituzione:

    ” Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.”

    Questo quando l’Italia era un Paese che si sforzava di essere democratico e voleva crescere. Ora siamo precipitati nel baratro.

  154. daniele scrive:

    Il vero problema, secondo me, è che noi non abbiamo mai unito le forze (parlo di commercianti, piccoli imprenditori) per far valere le nostre forze. E’ nella nostra indole lavorare soli e subire ingiustizie, orari massacranti, gioie (ogni tanto), e forse è per questo che la nostra categoria non si è mai “ribellata” agli studi di settore ma li ha accolti a malincuore.. vi ricordate lo sciopero degli autotrasportatori? quanto caos? solo in quel modo potevano far notare alla nazione intera quanto era importante la loro categoria. Perchè noi non abbiamo mai fatto qualcosa del genere? sarei il primo a chiudere le serrande…gli operai per una minima cavolata scioperano e tra l’altro è anche accettato dalla Costituzione… fin quando pagheremo e ci indebiteremo per pagare (la peggior cosa che una persona è tenuta a fare)…rimaniamo sempre polli da spennare.

  155. elisa scrive:

    Se si organizzerà uno sciopero, anch’io sarò la prima a parteciparvi, e penso che saremmo veramente in molti a chiudere le serrande perchè è veramente esasperante e disumano quello che stiamo subendo. Però ci vuole qualcuno che sappia organizzare e far sapere a tutti. Su questo non ci aiuteranno sicuramente i media, loro hanno sempre parole di accusa verso i piccoli imprenditori, anzi di odio direi…

  156. elisa scrive:

    Volete sapere come è andata a finire? Che mi sono indebbitata per pagare quello che lo stato pretende, non ho le forze finanziarie e fisiche per farmi valere. . Non so proprio se ce la farò, ho paura per la casa dove abito…Anche se è un piccolo e modesto appartamento, è mio e me lo sono sudato in tanti anni. Almeno voi giovani fate qualcosa, ribellatevi a tanta ingiustizia se non volete finire come me.

  157. manu scrive:

    Spero Elisa che tu possa farcela davvero, ti auguro un futuro tranquillo e con delle soddisfazioni. in bocca al lupo e crepi…..

  158. Gianvito scrive:

    salve a tutti, mi sta capitando in questo periodo di avere a che fare con la famosa ADE, per quanto riguarda gli studi settore del 2005. Inutile scrivere qui la mia opnione personale sugli studi di settore, e non mi importa neanche di che colore era il governo che gli ha istituiti, visto che è perfettamente in linea con la maggior parte di voi (non sono risucito a leggere tutti i Vs. commenti).

    Come voi credo che sia uno strumento a dir poco fasullo e inutile anche per poter controllare se ognuno di noi evade o meno …

    Mentre leggevo i Vs. commenti, i sentimenti erano di sollievo in un primo momento (aver compagno al duol scema la pena), ma subito dopo ricordavo le cifre a 5 zeri che mi stanno chiedendo …vi assicuro che il sollievo va a farsi fottere.

    non voglio limitarmi a lamentarmi …. ma voglio proporre qualcosa di significativo, almeno credo,

    PREMESSA:
    credo fortemente che il popolo sia sovrano, e non ci si può fidare dell’attuale classe dirigente politica sia essa di destra, centro o sinistra, solo che molte volte il popolo pecca di organizzazione, e in questo potrebbe aiutarci lo strumento internet. Strumenti come scioperi servono solo ad alzare polveroni ma non servono a risolvere i problemi, perché nessuno ti ascolta… quindi gli unici due strumenti che io sono riuscito ad inviduare per farci ascoltare sono i seguenti.

    PRIMA PROPOSTA:
    potremmo avviare una class action (N.B. non sono avvocato, quindi non sto tirando l’acqua al mulino mio :) ))) ), tutti insieme contro lo stato…. chiedendo ovviamente l’abrogazione degli studi di settore, la sospensione immediata dei controlli sugli studi di settore e ovviamente il rimborso di quanti hanno gia pagato, rovinandosi totalmente.

    SECONDA PROPOSTA:
    potremmo avviare un’iniziativa di legge popolare… ho letto l’iter e non mi sembra poi così difficile farlo…(servono solo 50.000 firme… sono sicuro che riusciremmo a raccoglierne molte di più ) e ovviamente qualcuno che ci istruisce la proposta di legge…

    vi sembrano proposte da poter essere prese in considerazione? che ne dite?

    vi saluto per il momento e spero di avere i Vs. feedback al più presto

  159. daniele scrive:

    Beh.. è una proposta dopo le centinaia di proteste in questo blog.. Io avevo proposto lo sciopero proprio perchè, in Italia, i polveroni servono ad aprire gli occhi alla gente, comne fu quello degli autotrasportatori nel 2007, sulle quote latte siamo ormai abituati :)

    Riguardo le tue proposte andrebbero anche bene, se non fosse per il fatto che tramite referendum abrogativo non si possono abrogare norme fiscali :) quindi quella strada non è da percorrere.

    Altro problema, è che gli studi di settore riguardano solo una fetta di imprenditori/professionisti e non tutti, ed i privati non sanno di cosa stiamo parlando, anzi sono i primi a darci colpe non nostre, solo perchè abbiamo lo status di imprenditori, che ancora non riesco a capire quale vantaggio ti dia..

    Io sono disposto ad aderire a qualsiasi iniziativa ma sono propenso a creare confusione e sopratutto disagi, solo in questo modo si combatte la mentalità italiana.

    A presto

  160. Gianvito scrive:

    “Articolo 71 della costituzione

    L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.

    Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.”

    non sto parlando di referendum abrogativo … sto parlando di legge popolare. penso che la cosa sia diversa… cmq in questi giorni farò le dovute ricerche con qualche amico avvocato.

  161. daniele scrive:

    credo che la situazione non cambi di molto, comunque prova a sentire il parere di un esperto e facci sapere.

    A presto

  162. manu scrive:

    Buongiorno a tutti,
    non ho piu’ l’azienda che avevo, proprio per gli studi di settore (se volete perdere del tempo guardate la mia storia nei messaggi precedenti)e quindi in teoria ed in pratica..non sarei interessata. Pero’ se mi è possibile partecipero’ in queste iniziative per cercare di cambiare qualcosa di assolutamente ingiusto. Io purtroppo non ho avuto scelta e oggi sono una EX imprenditrice…
    un augurio a tutti

  163. elisa scrive:

    Salve Gianvito,
    i giornali, i media, sono un potere…Hanno il potere di far condannare le persone oppure di far conoscere la verità.I media quando parlano dei piccoli imprenditori di solito lo fanno accusandoli di essere ladri evasori delinquenti e la causa dei mali del nostro paese. Se qualcuno raccontasse la verità a tutti, già sarebbe qualcosa…L’opinione pubblica deve essere messa al corrente dell’ingiustizia e menzonia che subiamo, tanto per cominciare. Che ne pensi?

  164. Gianvito scrive:

    salve a tutti ragazzi,
    purtroppo brutte notizie … non è praticabile ne la prima strada ne tantomeno la seconda.
    In questi giorni ho avuto diversi incontri con amici commercialisti, avvocati, ho anche qualke amico che lavora all’ADE.
    Sembriamo destinati ad essere soppressi.
    Elisa! sono d’accordo con te e sto sinceramente valutanto di fare un tentativo con la stampa.
    Mi dispiace, davvero, per tutti noi. Ma la cosa che più mi dispiace è vivere in un paese, dove non esiste lo stato di diritto di un cittadino “normale”.
    ci sentiamo presto!!! spero con notizie migliori

  165. daniele scrive:

    allora sciopero :) a settembre quando tutti meno se lo aspettano.. io posso occuparmi lato web, è la mia professione…

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