Sto cercando di “isolare” un fastidioso problema con il plugin Hiddy (ormai indispensabile):

  • in certi casi, pur avendo effettuato il login come amministratore del blog, il mio stesso commento viene bloccato come spam;
  • alcuni lettori, in passato, mi hanno segnalato di aver avuto problemi analoghi.

Ho appena riattivato il plugin in questione, fatemi sapere nei commenti a questo post (o in altro modo) se rilevate problemi o ne avete avuti in passato. Grazie.

Le uscite di sicurezza sono qui, qui, qui e qui, il personale vi augura un piacevole viaggio 😛

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Proseguono le piccole modifiche sul tema del futuro Firefox 3 per Mac OS X, a mio avviso il più curato fra le tre piattaforme disponibili 😉

Barra del blocco finestre pop-up

Barra per il salvataggio delle password

Barra degli indirizzi

L’indirizzo ora è visualizzato con un carattere blu, prima era nero e tendeva a confondersi con il titolo della pagina.

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Pulizie di primavera

27 aprile 2008

Dal momento che molti di voi leggono questo blog tramite feed reader, vi avviso che ho approfittato della giornata di calma per aggiornare un po’ il tema:

  • nuovo header floreale realizzato con la fotografia pubblicata questa mattina;
  • uniformati i colori dei link;
  • nuovo footer con i post più popolari del blog (nel caso di una categoria vengono visualizzati i post più popolari della categoria stessa) e un po’ di link “mozilli”.

Se vedete cose strane, soprattutto nel footer, provate a fare un refresh forzato della pagina per aggiornare il foglio di stile.

Il problema più grosso è stato riuscire a far funzionare il plugin Popularity Contest: prima non si attiva generando un “errore fatale”, poi non è in grado di creare le tabelle nel DB. Se vi servisse questo plugin con WordPress 2.5.x (a proposito, aggiornate alla 2.5.1!) trovate la soluzione in questo post, anche se la procedura è sconsigliata ai principianti (richiede la modifica di un file php e soprattutto l’esecuzione di una query sul database) 😉

Già che mi trovavo con gli attrezzi in mano ho installato un paio di plugin per l’area di amministrazione:

  • Admin Big Width: rende fluido il layout della schermata di amministrazione e permette di sfruttare a pieno le alte risoluzioni;
  • Easy Admin Color Scheme: permette di modificare rapidamente i colori dell’area admin.

Arancio

Canon EOS 40D, Sigma 150mm ƒ2.8, treppiede

Anche in questo caso consiglio di guardare la versione grande 😉


Steve Ballmer

Le presentazioni

Dopo una rapida presentazione di Marco Montemagno (foto) – visto per la prima volta e decisamente bravo, peccato solo per quella gag iniziale del “si alzi in piedi chi…” – e un’introduzione intramuscolare di Pierpaolo Taliento (Microsoft Italia), arriva sul palco Steve Ballmer.

Subito un momento di sollievo: ho fatto lo sborone e non ho preso le cuffie per la traduzione simultanea, per fortuna l’inglese di Ballmer risulta comprensibile (potete verificarlo nel video girato da Elena, peccato che non si senta il Beggi mormorare «Ohhhh, arriva Godzilla!» alla caduta della goccia).

La prima impressione è di avere di fronte una persona carismatica, non particolarmente ricercata nei modi e nella gestualità (per capirci, dimenticatevi Steve Jobs), sa gestire il pubblico – vedi telecomando incantato su una slide e battuta alla prima domanda “facile” di Montemagno– ma non sembra riuscire a coinvolgerlo fino in fondo.
La presentazione viene fatta a braccio e in costante movimento, forse il tutto è un po’ troppo uniforme e privo di pause, le slide sono decisamente poco attraenti (per il futuro consiglierei una lettura di Presentation Zen).

Il leitmotiv del keynote di Ballmer è “cambiamento e convergenza”: Internet is evolving (convergenza di content, community e commerce), software is evolving (pc model, internet model, mobile, enterprise), stiamo entrando nella “Software+services generation”. Per chi frequenta abitualmente la rete poco di nuovo sotto il sole, ma non dimentichiamo che il target di quella presentazione non erano certo gli sparuti blogger presenti in sala.

Più interessante la parte di Q&A: alla domanda di Montemagno «Perché volete comprare Yahoo?» la risposta verte sulla pubblicità. Il futuro dell’advertising – destinato a cambiare radicalmente nei prossimi anni – è dare la risposta giusta alla persona giusta nel momento giusto (“give the right answer to the right person at the right time”, in parole povere pubblicità mirata e contestuale). Per questo tipo di pubblicità è necessario raggiungere una massa critica: acquisire Yahoo! è la strada più veloce per raggiungere tale posizione.

Al momento attuale Google è il leader indiscusso del settore advertising, Microsoft vuole acquisire Yahoo! per avere una “funny and good competition”. In sostanza si acquisisce Yahoo! per rafforzare la posizione di Microsoft sul fronte dell’advertising (e in questo caso dove starebbe il valore aggiunto per l’utente?): se l’acquisizione riesce ok, in caso contrario Microsoft va avanti da sola.

Se questa è la prospettiva spero sinceramente che Yahoo! (e in particolare Flickr) resistano all’offerta di Microsoft 😉

In definitiva Ballmer ammette che per chiudere il gap con Google non bisogna intervenire su e-mail e IM ma su “search” e “advertising” (e i due elementi sono strettamenti connessi, visto che la ricerca è una delle maggiori fonti di “advertising revenue”).

Lo spunto più interessante della mattinata è proprio sulla ricerca: secondo Ballmer nei prossimi 10 anni ci saranno più innovazioni nel settore “search” che non in molti altri campi. Negli ultimi 5 anni la ricerca non si è innovata, l’interfaccia utente è sempre la stessa anche se ci sono più contenuti indicizzati e cambia la tipologia dei contenuti stessi (ad esempio le mappe). Il punto focale è quello di migliorare e competere attraverso l’innovazione. Personalmente ho l’impressione che Google si stia già muovendo da tempo in questa direzione, e Microsoft debba svegliarsi se non vuole perdere il treno.

Dopo Ballmer è il turno di tre case study: Fiat, Eni e Intesa San Paolo. Purtroppo le tre presentazioni sono sotto tono: quella con argomenti più interessanti è quella di Fiat, peraltro con slide di ottima fattura, peccato che il relatore legga dei fogli con la stessa grinta di un bradipo assonnato. Nel pomeriggio 3 sessioni del percorso “Creative”, con la terza relativa a Silverlight che mi ha ufficialmente steso.

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Mix Essentials

L’invito e l’organizzazione

Un paio di settimane fa ricevo una mail da Zeno di Digital PR, conosciuto ai tempi dei test con il Nokia N95: si trattava di un messaggio informale – spedito alle 23 di un venerdì sera – in cui mi avvisava dell’evento di Milano con Steve Ballmer e mi chiedeva se fossi interessato a parteciparvi.

In passato ho ricevuto svariati inviti simili, anche da altre agenzie di PR, puntualmente declinati: lavorando in proprio non è semplice perdere 2-3 giorni lavorativi per eventi simili, magari di breve durata. In questo caso ho fatto un’eccezione cercando di spostare appuntamenti e tenendo buoni i clienti, visto che ascoltare il CEO di Microsoft dal vivo non è un’opportunità che si presenti tutti i giorni.

Se non fosse chiaro, elaboro il concetto: non si trattava di un invito formale, non c’era bisogno di mantenere la cosa segreta, non venivano richiesti post o marchette, peraltro si trattava di un evento a cui ci si poteva iscrivere liberamente attraverso l’apposito modulo sul sito dedicato – e alcuni dei blogger presenti partecipavano proprio come creativi, business o developer.

Essere presente come “blogger” piuttosto che “vattelapesca” aveva dei vantaggi (ad esempio l’accesso alla conferenza stampa, cosa che purtroppo mi è sfuggita, o una zona riservata della platea), ma sinceramente non capisco perché farne un caso:

Mi fossi atteggiato da blogger purista mi sarei un po’ arrabbiato se mi avessero impedito di parlarne, ma si sa no? Ognuno fa quello che gli pare.

A dirla tutta, visto che abbiamo anche parlato della cosa direttamente in loco, non capisco da dove Antonio abbia tirato fuori questa cosa dei veti di Microsoft. Ho l’impressione che o non ci siamo capiti (o io non mi sono spiegato), oppure lui non abbia voluto capire. Dell’invito di Digital PR e dell’evento non ne ho parlato perché non ne vedevo la necessità né l’utilità, non certo perché qualcuno mi ha impedito di farlo.

Chi è stato all’evento di Milano ha potuto verificare una cosa: erano presenti centinaia di persone dei più svariati settori, l’evento era di dimensioni notevoli, l’organizzazione precisa e professionale. Siamo sicuri che una manifestazione simile avesse bisogno dei post di quattro blogger per ottenere visibilità? Ancora una volta ho l’impressione che si stia sopravvalutando clamorosamente la blogopalla.

Quello mangia a scrocco, si fa la passeggiata, ma bene che vada ne parla poco e male sul suo Blog, quindi che lo inviti a fare? Che Relazioni Digitali e Pubbliche sono queste?

Io mi sono fatto quattro ore di macchina tra andata e ritorno, ho perso un giorno di lavoro e non ho mangiato a sbafo. Nonostante questo sono contento di esserci stato (per la cronaca ci sarei andato anche senza la targhetta “blogger”), di aver avuto la possibilità di ascoltare Steve Ballmer dal vivo, di aver rivisto e salutato un po’ di persone. Forse la mia presenza non ha giovato granché alle pubbliche relazioni di Microsoft, ma non credo ne abbiano poi così bisogno.

Digital Pr ha invitato i fantomatici 20 senza riflettere sul fatto che a loro di MS non importa nulla (ed infatti una buona parte erano col mac in bella mostra..), il che significa che oltre a perpetrare un’arbitrarità fastidiosa nella scelta dei partecipanti, non si sono ricordati che quelle persone, di fare informazione sull’evento, non erano per nulla interessate!

Mi piacerebbe capire come fai a conoscere i miei interessi o quelli degli altri blogger 🙂

Su Steve Ballmer e la sua presentazione torno in un secondo post per non mescolare un post sensato (spero) con le solite beghe condominiali della blogopalla.