Compito a casa

22 marzo 2009

Riflessione superficiale post WorkCamp (ci sono le foto, se non le hai già viste): la prossima volta che fai un discorso in pubblico o semplicemente parli con altre persone, pensa a quanti termini o espressioni in lingua inglese hai utilizzato, poi fa’ il conto di quante di queste espressioni hanno un equivalente italiano “efficace”. La percentuale di espressioni evitabili dovrebbe aggirarsi tra il 90% e il 100%.

Quando hai finito prendi il dizionario che giace come un cadavere in cantina, conta i termini inglesi italianizzati che hai usato – come schedulare, googlare, sendare, skillato – e con tutta la tua forza scaglia il corposo volume verso il quinto dito* del piede. Ripeti una volta per ogni parola, scegli tu il piede sacrificabile, basta che sia scalzo.

L’italiano è una lingua splendida, evitiamo questa mania di usare termini tecnici in inglese quando non è strettamente richiesto o necessario.

* voci di corridoio sostengono che il mignolo del piede in realtà si chiami quinto

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19 commenti/trackback a “Compito a casa”

  1. Underpass scrive:

    Signor PseudoTecnico,

    Lei parla così per deformazione professionale e Dio sa quanto la capisco. 😉

    Ma si renderà perfettamente conto che questa è una battaglia quasi persa in partenza, e oltretutto dobbiamo anche evitare il fuoco amico di abomini come rùbrica e règime o del classico piuttosto che millantato per congiunzione disgiuntiva.

    Devo dire però che sendato non l’ho mai sentito e rabbrividisco al solo pensiero… L’utilizzatore del termine gira ancora a piede libero?

  2. flod scrive:

    L’ultima volta l’ho sentito dire in fiera da un tale Gioxx: “te lo sendo” (al che è stato subito perculato con “lo sendo dendro” 😛 )

  3. Silviakittys scrive:

    Ma c’eri anche tu? Uffa non conosco nessuno in 3d 🙁

  4. flod scrive:

    In effetti c’ero, ma essendo orso sono difficilmente riconoscibile (a parte la macchina fotografica) 😛

  5. lapaoly scrive:

    Adoro quest’uomo, si sappia.

  6. Albertuan scrive:

    Non mi è mai piaciuto il temine directory nelle frasi in italiano.

    Gelo davanti al plurale “directories” in frasi italiane.

    Ma è con il “direttorio” che ho sentito toccare il fondo.

    Ma cosa ha di male il termine cartella ?

  7. Kobayashi scrive:

    Sendare?!?

  8. Mitì scrive:

    Ti abbraccerei!

  9. flod scrive:

    @albertuan
    Su “direttorio” sfondi una porta aperta.

    @Kobayashi
    “Ti sendo il link” 🙄

    Tanto il colpevole prima o poi passerà da queste parti.

    @Mitì e lapaoly
    🙂

  10. Tambu scrive:

    quanto sei old, mio dio! ti vorremmo un po’ più smart 🙂

    la verità è che tra poco dovrai localizzare non più di 20-30 parole, tutta paura! 🙂

  11. Underpass scrive:
  12. prometeo scrive:

    Ho letto questo “post” e mi è venuta una lacrimuccia… Alla faccia dello spilungone-fragile-come-il-vetro! 😀

  13. Weissbach scrive:

    Dal mio passato in una software house*
    conservo ancora un “previewa”
    usato al posto di “mostra in anteprima”.

    *o devo scrivere “Società di sviluppo di codici”? 🙂

  14. flod scrive:

    Naaa… “software house” te lo posso anche far passare 😉

  15. iacchi scrive:

    Aggiungiamo alla lista anche storaggio, che finora non mi era mai capitata.

  16. flod scrive:

    “Storare” l’avevo già sentito, “storaggio” mi mancava…

  17. Underpass scrive:

    Segnalo anche parserizzato, parserizzazione (italianizzazione di parsing); una volta sentii uno dire tailorizzato per dire “fatto su misura” ma poi sono svenuto e non ricordo più nulla. 😛

  18. fullo scrive:

    per me il peggio rimane e rimarrà sempre l’uso di “ritorna” (return) invece che “restituisce” quando si parla di passaggio di variabili.

Trackback e pingback

  1. Best of Week #13 | Gioxx's Wall
    [...] Compito a casa [...]

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