Studi di settore 2007: il furto

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Mi chiedo quanti dei lettori che lavorano in proprio abbiano già dato un’occhiata ai nuovi studi di settore 2007. Se non l’avete ancora fatto, vi avviso che per il 2007 sarà un’ecatombe.

Dopo aver perso 3 ore per compilare le diverse centinaia di punti del mio studio di settore (TG66U), scopro che secondo l’attuale governo dovrei guadagnare circa 6.000 euro in più all’anno; tecnicamente quei 6.000 euro si chiamano “maggior reddito da dichiarare”, a casa mia si chiamano furto. E non mi vengano a dire che è colpa dei governi precedenti e dei buchi (a proposito, che fine ha fatto il buco?), perché la revisione degli studi di settore è stata fatta dal governo Prodi con un intento preciso: fare cassa, alla faccia dei principi di equità.

Vediamo di capire a grandi linee cosa sono gli studi di settore: alla fine dell’anno ho fatturato una determinata cifra, tolgo i costi e ottengo un utile. Su questo utile vado a calcolare le tasse da pagare (per semplicità lasciamo fuori dal discorso ulteriori detrazioni e deduzioni): nel mio caso l’utile è del 65%.
Lo studio di settore ti sommerge di domande relative al tuo lavoro (quanti clienti hai, valore dei beni strumentali, dove sono situati i clienti, tipo di lavoro, ecc. ecc.) e in base a questi parametri calcola se quanto dichiarato è:

  • congruo: il valore dichiarato è adeguato al valore puntuale calcolato tramite il motore di calcolo Gerico
  • coerente: vengono valutati alcuni indicatori economici e il loro valore deve collocarsi all’interno di un intervallo; un valore superiore o inferiore ai range calcolati porteranno alla non coerenza

Il mio studio di settore non è congruo, per cui lo Stato sostiene che dovrei guadagnare circa 6.000 euro in più: in pratica dovrei dichiarare circa il 15% in più di quello effettivamente guadagnato. A questo punto le strade possibili sono due:

  • adeguarsi pagando le tasse sul maggior reddito da dichiarare. In pratica ammetto la colpa (ho guadagnato più di quello che stavo dichiarando) e mi preparo ad utilizzare il “nuovo reddito” come base per l’anno successivo. Negli anni precedenti l’adeguamento comportava l’impossibilità dell’Agenzia delle Entrate di effettuare un controllo senza ulteriori basi documentali (non potevano controllarmi solo perché avevo scelto di adeguarmi); mi sembra di aver capito che per il 2007 anche questo aspetto sia cambiato ma non trovo riferimenti in proposito.
  • non adeguarsi e prepararsi all’accertamento fiscale (accertamento induttivo)

Dal momento che da queste parti si fattura anche l’aria che si respira si opterà senza indugi per la seconda strada, con la certezza che i simpatici accertatori troveranno comunque qualcosa di non corretto nella mia contabilità. Ammesso che vengano a controllare, visto che gli uffici dell’Agenzia delle Entrate sono già oggi nel caos più totale.

Naturalmente sarò in buona compagnia:

A causa degli indicatori di normalità economica la congruità agli studi di settore molte volte viene a mancare. In molti casi dimezza i contribuenti in regola, gli adeguamenti si aggirerebbero intorno agli 11-12 mila euro. Sono questi i primi dati emersi dalle applicazioni del software Gerico. Anche l’Agenzia delle Entrate promette una certa flessibilità nell’affrontare i singoli casi, prevedendo comunque un elevato numero di interventi di accertamento.

Dalle mie parti, scusate il francesismo, questo si chiama “lavorare con il culo”, attività in cui l’attuale governo eccelle (esempio).

Sinceramente la situazione sta diventando insostenibile: se il clima è questo tanto vale fare il lavoratore a progetto, togliersi dalle scatole contabilità, IVA e dichiarazioni, e cominciare a lavorare in nero.

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Commenti

185 risposte a “Studi di settore 2007: il furto”

  1. Avatar OBLIO
    OBLIO

    BELLA LA STORIA DEL CONTADINO E DELLE SUE GALLINE

  2. Avatar Yumah
    Yumah

    Dopo anni di vita e lavoro in Italia ho scritto un rapporto su ciò che ho visto riguardo l’uso degli Studi di settore e ne ho parlato ampiamente con un mio amico che è Avvocato alla Corte Europea dei Diritti dell’Aia, dove ormai io vivo, in Olanda. Gli studi di settore sarebbero giusti, ma cosa accade in realtà? Accade che l’Agenzia delle Entratre si avventa come uno squalo sui poveri contribuenti sparando cifre alte che poi – con l’inversione dell’onere della prova – il cittadino deve rovesciare se vuole fare valere i prori diritti con tutte le faccende di perdita di tempo, denaro e peggioramento esistenziale esposto sopra ampiamente da voi tutti. Ilregime vessatorio e persecutorio non sta solo nell’onere della prova invertito e delle spese umane e monetarie che il contribuente quindi deve sopportare per dimostrare di avere ragione. Il carattere diabolico degli Studi di Settore sta nel vantaggio che ha l’Agenzia delle Entrate di sparare cifre assurdamente alte così da iniziare una lotta col contribuente (che grazie all’inversione onere prova parte in profondo svantaggio, già colpito da accusa) e poi nel contraddittorio di ridurle, ma sapendo di prendere il contribuente per stanchezza e sfinimento come si fa con i pesci in acqua che non vogliono saperne di uscire a forza. Ho seguito il caso di amici e colleghi verso i quali l’Agenzia delle Entrate si è rovesciata andando a spulciare ogni pelo… quando non trovano nulla non rinunciano comunque a sparare cifre altissime per poi iniziare l’incontro di pugilato nel quale si troverà un accordo. Un mio amico che lavora presso l’Agenzia delle Entrate mi ha detto: “noi siamo una Mafia di Stato, andiamo ad incriminare gli innoccenti con la speranza di portargli via quanto possibile, tanto quando facciamo una indagine per Studi di Settore dobbiamo sempre trovare qualcosa, poi prendiamo il cittadino per sfinimento: se chiediamo 1000 almeno -la metà od un terzo ce lo darà”. E’ questa caratteristica di terrorismo fiscale che va non solo CONTRO LA COSTITUZIONE ma CONTRO LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DEL’UOMO. Questo comportamento ricorda i crimini contro l’umanità perpetrati proprio con la leva fiscale dai nazisti nella Germania anteguerra, contro gli Ebrei e oppositori del Regime. Gli studi di settore sono un sistema che avvantaggia il grande e colpisce il piccolo. Ad un mio amico che ha ristorante, dopo che non trovavano nulla e dopo decine di visite condotte in modo sicuramente lesivo della dignità personale e dello Statuto del Contribuente, hanno detto che consumava troppa legna e gli hanno comunicato che se non vuole pagare più tasse di quelle giustamente da pagare dovrà mettere la legna nel forno solamente quando arriva un clien te a chiedere la pizza così che “la legna per la produzione del prodotto finito pizza sia congrua e univocamente appropriata alla creazione del ricavo pizza”. Lui ha risposto. “ma io il forno lo devo sempre tenere acceso e caldo, chiunque può chiedermi una pizza dal pomeriggio alla notte ed il forno mica glielo posso scaldare al momento con la legna, il forno deve stare caldo in modo costante indipendentemente da quante pizze produco”. Casì di Idiozia Fiscale come questi sono diventati normali grazie agli Studi di Settore e credo che sarebbe bene che l’uso vessatorio, persecutorio e psicologicamente distruttivo per il contribuente onesto sarebbe da riportare alla Commissione dei Diritti Umani della Corte Europea / Parlamento Europeo per VIOLAZIONE DELLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO, VIOLAZIONE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E EUROPEA secondo le quale il sistema fiscale si informa a criteri di progressione e che dice che le tasse la pagano i cittadini in base alle loro possibilità e grado di partecipazione al lavoro e non secondo una imposizione feudale. Concludo con un commendo di un avvocato mio amico della Corte Europea di Giustizia di cui dicevo in inizio: “Gli Studi di Settore così come io li vedo fare in Italia li ho già vissuti tramite i racconto di mio padre: erano le leggi fiscali emanate dalla Gestapo e dalle SS in Germania contro le attività economiche degli Ebrei e dei dissidenti del Nazismo, leggi che sono state condannate per CRIMINI CONTRO LA DIGNITA’ UMANA proprio perché non permettevano di difendersi: AVEVANO INVERTITO L’ONERE DELLA PROVA.

  3. Avatar Yumah
    Yumah

    Voglio comunque dire anche che nonjè che l’Agenzia delle Entrate si sia trasformata in un covo di delinquenti e che glI Studi di Settore sono pari alle leggi razziali. Ci sono troppe persone che pagano poco o nulla, troppi sono i furbacchioni. Ma non per questo si deve fare ricorso ad uno strumento così rozzo come glI Studi di Settore e soprattutto gestito in modo rozzo. Non si può non tenere conto della sensibilità delle persone e dei singoli casi, non si può spiattellare il principio statistico crudemente e i teoremi di regressione lineare per analizzare il lavoro soprattutto dei liberi professionisti singoli il cui fatturato varia in modo sinusoidale da anno in anno specialmente in settori difficilmente “statisticabili e matematicalizzabili” come quello dell’informatica e delle nuove tecnologie in cui il vento non si sa mai da quale parte soffia.

    Così non va, così non può durare. Gli Studi di settore sono una arma in più per l’evasore che ha tanti soldi, per lui gli Studi di Settore sono una manna dal cielo, per il piccolo un colpo di ascia sulla propria dignità economica et esistenziale. Ma faccio una proposta ironica (sempre con rispetto per l’Agenzia delle Entrate nella quale lavorano anche persone preparatissime e che spesso capiscono davvero la condizione in cui il contribuente versa e loro stessi vorrebbero che gli Studi di Settore non avessero l’onere della prov ainvertito): perchè non estendere gli Studi di Settore al campo penale.

    Mancano così tanti criminali e assassini, perché non si trovano i colpevoli. Iniziamo a infilare in carcere innocenti che facciamo diventare colpevoli, invertiamo l’onere della porova anche lì. Li mandiamo anche all’ergastolo e poi diciamo loro: “voi siete dei delinquenti perché noi lo abbiamo deciso, è tuo dovere adesso dimostrarci la tua innocenza, spiegami tu come hai fatto a non ammazzare quel tipo o a non rapinare quella banca, perché per me tu lo hai fatto.

    Come è difficile dimostrare quello che non esiste eh?? Come è DIABOLICO provare quello che non si è commesso, che non si è fatto eh?

    Ho un poco di paura nell’avere, adesso, lanciato la proposta degli Studi di Settore in campo Penale: temo che qualche Ministro della Manggioranza (notare la N) oggi passi di qui, legga il blog, faccia sua l’idea e domani ci sforni la legge sugli STUDI DI SETTORE PER IL RIEMPIMENTO DEI POSTI VUOTI DELLE CARCERI.

    Aaahhh…. la creatività italiana!

  4. Avatar Yumah
    Yumah

    Scusate l’ultimo commento: adesso che ci penso lo hanno già fatto anche nel campo penale. Pensiero dedicato a ENZO TORTORA.

  5. Avatar albert08
    albert08

    Vi chiedo un’informazione importante. Il 3 gennaio 2009, in un’intervista a Libero dal titolo “L’onere della prova spetterà all’erario” il deputato del Pdl Maurizio Bernardo dichiarava che stavano lavorando ad un emendamento secondo cui per gli studi di settori avrebbero rovesciato l’onere della prova, quindi avrebbe dovuto essere l’erario a dimostrare l’evasione del contribuente, e non + il contribuente a dover dimostrare di non avere evaso (prova spesso impossibile: come si fa a dimostrare di non aver percepito un reddito?)

    A voi risulta sia cambiato qualcosa a proposito dell’onere della prova?

    Perchè il punto sta tutto qui, in effetti.
    Se il fisco stabilisce che in media nel settore tessile un autonomo dovrebbe fatturare 10, nel settore chimico 15, ecc., e poi mi dimostra che in effetti uno che ha dichiarato meno ha evaso, e ha ricevuto, ad esempio, un bonifico, o un pagamento anche in nero da un cliente e non l’ha fatturato OK, ci sta!

    Ma che sia il contribuente a dover dimostrare di aver percepito di meno degli studi è roba da manicomio, da stato sovietico, da delirio!

    Insomma, su questa storia della modifica dell’onere della prova voi sapete se hanno fatto qualcosa, o niente?

    Grazie

  6. Avatar flod

    Avevo letto anche io (la norma doveva essere nel D.L. anti-crisi), ma non credo sia passato 😕

  7. Avatar Maurizio
    Maurizio

    Destra, Sinistra, Berlusconi, Bersani!

    L’ unica vera distinzione è politici e papponi o non politici e gente normale.

    I primi hanno bisogno dei soldi dei secondi come dell’ aria che si respira!

    Tremonti vista la crisi poteva abolire o almeno ammorbidire gli studi di settore ma non l’ha fatto, almeno non nel mio studio di settore e in tanti altri.

    La scusa delle norme fatte dai “governi precedenti” è valida solo per i babbei che ci credono.

  8. Avatar OBLIO
    OBLIO

    ho paura che il regime di cui stiamo parlando sia già attivo da un pò, i nostri governanti vogliono farci credere che l’Italia è un paese libero, ci stanno prendendo per il culo, l’Unione Europea è una cagata pazzesca e ci coinvolge in vortice pericoloso nel bene e nel male, non possiamo nemmeno immaginare cosa c’è sotto, loro viaggiano in in un altro livello tenuto all’oscuro a tutti i coglioni come me che si fa un mazzo per portare avanti un’attività, l’esperienza degli studi di settori per me è stata traumatica sotto molti aspetti, mi ha tolto l’entusiasmo per il mio lavoro e infuso uno stato d’animo di impotenza nell’avere subito un’ ingiustizia, ho dovuto fare parecchie sedute psicologiche per riprendere un po di fiducia nel prossimo, voglio vedere dopo questa crisi chi andranno a rapinare quelli delle agenzie delle entrate,loro sono gente spietata paragonabili alle SS .
    anche se non hai fatto nulla loro ti devono danneggiare e umiliare….

  9. Avatar FABIO
    FABIO

    Salve, sono un consulente informatico.
    Con la crisi che c’è fatturo già poco.
    Quest’anno per il primo anno avrò gli studi di settore.
    So già che a dicembre chiuderò…. Non voglio lasciare allo stato la soddisfazione di derubarmi.

  10. Avatar FABIO
    FABIO

    Kiederò i danni Morali allo stato

  11. Avatar FABIO
    FABIO

    E non parliamo di quando vedo in giro quei cassaintegrati nei Bar che percepiscono un reddito
    (poco meno) a giocare a carte.
    Saranno loro i futuri Ricchi…. Grazie ai nostri soldi!!!!
    E beh… loro non possono avere uno stipendio
    Gli spetta di diritto!!!!!!

  12. Avatar anonimo
    anonimo

    pensate…che sono arrivati gli studi di settore anche al mio commercialista 🙂 a voi le conclusioni….

  13. Avatar topolina
    topolina

    lo stato ha colpito ancora…
    questa volta mio figlio di 20 anni ad un controllo con l’alcoltest era fuori di un pelo,allora ritiro della patente e multa,obbligato a prendersi un’avvocato, trattato come un delinquente, macchina ferma chissà per quanto tempo,perdita di dignità,odio per gli sbirri e per lo stato primo nemico del cittadino,loro fanno il cazzo che vogliono e non pagano mai,
    questa italia mi fa davvero schifo

  14. Avatar daniele
    daniele

    credo che questa quesione ha poco a che fare con gli studi di settore, anche se mi dispiace per tuo figlio che da ora in poi sarà trattato come un tossico.

    Riguardo gli studi di settore comunque, posso dirvi che alla fine ho vinto contro il fisco ma ho presentato le fatture di acquisto e vendita (totalmente) per un controllo, ed è risultato tutto regolare… a questo punto l’unico consiglio che posso darvi è che se lavorate al 100% puliti (intendo il 100%) potete comunque difendervi…anche se vi rimarrà poco in tasca.

  15. Avatar flod

    Riguardo gli studi di settore comunque, posso dirvi che alla fine ho vinto contro il fisco ma ho presentato le fatture di acquisto e vendita (totalmente) per un controllo, ed è risultato tutto regolare

    Per curiosità: di quale anno si trattava? Quali sono stati i tempi?

  16. Avatar daniele
    daniele

    2002/2003 i tempi circa 1 anno e due sentenze, è stato veramente difficile dimostrarlo però alla fine è risultato tutto regolare..

    P.S se avessi evaso 1 solo euro non avrei potutto difendermi, o perlomeno rischiavo moltissimo.

  17. Avatar albert08
    albert08

    Finalmente!

    Ecco qui sotto la motivazione della sentenza del 18 dicembre 2009, con cui le Sezioni Unite della Cassazione (in pratica TUTTA la Cassazione e non solo una sezione) hanno bocciato gli studi di settore, stabilendo che vangono come mere presunzioni di reddito del contribuente, che devono però essere supportate da prove concrete (non basta lo scostamento dai parametri di “Gerico”), e soprattutto dal contraddittorio col contribuente, che potrà spiegare perchè ha percepito un reddito più basso rispetto a quanto stabilito dagli studi.
    Ogni tanto anche i giudici fanno qualcosa di buono…ma mi chiedo perchè il legislatore non poteva intervenire prima, precisando con legge questi concetti.

    Sintesi della motivazione…

    “La procedura di accertamento standardizzato mediante l`applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravita`, precisione e concordanza non e` ex lege determinata in relazione ai soli standard in se` considerati, ma nasce procedimentalmente in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullita` dell`accertamento, con il contribuente (…), esito che, essendo alla fine di un percorso di adeguamento della elaborazione statistica degli standard alla concreta realta` economica del contribuente, deve far parte (e condiziona la congruita`) della motivazione dell`accertamento, nella quale vanno esposte le ragioni per le quali i rilievi del destinatario dell`attivita` accertativa siano stati disattesi. Il contribuente ha, nel giudizio relativo all`impugnazione dell`atto di accertamento, la piu` ampia facolta` di prova, anche a mezzo di presunzioni semplici, ed il giudice puo` liberamente valutare tanto l`applicabilita` degli standard al caso concreto, che deve essere dimostrata dall`ente impositore, quanto la controprova sul punto offerta dal contribuente.”.

    E` questa la massima della decisione numero 26635 del 18 dicembre 2009 con cui le Sezioni Unite della Cassazione confermano che le risultanze degli studi di settore hanno natura puramente presuntiva, poiche` rappresentano un mero indicatore di un possibile comportamento illecito del contribuente.

    La sentenza induce l`Agenzia Entrate a raccomandare agli uffici fiscali periferici minor impeto nel considerare “non attendibili” le posizioni fiscali che si scostano dai parametri reddituali.

  18. Avatar Luca

    Appello:
    mi chiamo Luca Carraro, sono sposato con una bambina, e ho 46 anni.
    Sono un piccolo artigiano, la mia attivita’ consiste nell progettare e sviluppare il progetto esecutivo di macchinari per l’industria automobilistica attraverso il disegno meccanico.
    Inoltre curo anche lo sviluppo e il design per vari articoli prodotti da aziende locali.
    Preciso anche che non ho dipendenti.

    Da un po’ di anni, esattamente dal 2004, sono costantemente alle prese con un grosso probelma: lo studio di settore.
    Nel 2004 con la dischiarazione dei redditi il commercialista mi fa presente che non sono congruo, mancano 11mila euro all’appello secondo lo studio fatto dalla GERICO (39,500 dichiarati 50mila richiesti).

    Nella mia buona fede , e nella tranquillita di avere fatto tutto onestamente, penso:
    siccome lavoro con aziende, e tutte chiedono la fattura, se ci sara’ un’accertamento bastera’
    mostrare che tutto si e’ svolto in regola, portare la mia gestione delle ore e dei progetti fatti e
    l’agenzia potrà fare tutte le verifiche che vuole.

    La mia non congruita’ ha continuato negli anni, e ogni anno facevo lo stesso discorso con il commercialista.

    NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO!!.

    Nel 2008 pero’ arriva un plico dall’agenzia delle entrate di Mestre con l’inaspettato accertamento.
    Andiamo al primo incontro e’ subito mi accorgo che non e’ come pensavo.

    A “loro” non interessa niente, chi sono, cosa faccio, quanto ho lavorato, cosa ho guadagnato, i mie lavori, niente di niente.
    Loro hanno il loro studio, la mia dichiarazione, e gli 11mila euro di differenza che secondo loro avrei preso “di nascosto” o “non si sa come”.

    Inoltre e’ emerso anche una differenza tra il codice dello studio di settore applicato (TG66U software) e
    il mio effettivo lavoro, realizzazioni disegni TK08U.

    Questa differenza tra “realizzazioni di software TG66U” e realizzazioni di disegni “disegnatore meccanico” TK08U ho voluto farla notare ma il dirigente non ha voluto prendere in considerazione la contabilita’ del lavoro fatto portata a dimostrare che l’azienda non si riconosce in nessun cluster degli elementi specifici dell’attivita’ TG66U, come documentato da bolle e fatture di consegna.
    Va detto anche che non hanno portato nessuna prova certa, solo la presunzione dello studio TG66U, che tra l’altro parte di “default” con 13mila euro guadagnati di base, senza far niente!!.

    Non auguro a nessuno di provare quello che ho provato in quel momento, un senso di rabbia e impotenza per la
    profonda ingiustuzia che stavo subendo, per la vergogna di essere classificato come un evasore, per il fatto
    che ha “loro” della mia gestione delle ore, dei progetti non interessava niente.

    Hanno fatto una loro proposta, dimezzando l’importo,
    ma io le tasse le ho gia’ pagate nel 2004 fino all’ultimo grammo.

    E’ finita che non ho accettato neanche la loro seconda proposta di contradditorio.

    Ora cominciano ad arrivare le cartelle di Equitalia,
    E tutti chiedono soldi, (INPS compreso) per quel presunto guadagno.

    Il mio commercialista, data 29jan10, dice che ora fara’ ricorso alle cartelle, ma io sto tremando
    perche’ c’e’ in gioco il blocco dell’auto e il pignoramento coatto della casa.

    Faccio appello a chi puo’ aiutarmi a uscire da questo “castello di kafka”.

    Ringrazio per il tempo dedicato, saluti.
    Luca Carraro.
    E-mail:utec(at)pmcstudio.it
    skype: luca__carraro

  19. Avatar daniele
    daniele

    Caro Luca…mi dispiace moltissimo per quello che ti è accaduto e ti capisco perfettamente, ho subito anche io la stessa ingiustizia. Nel mio caso la mia attività è di commercio elettronico, intrapresa nel 2001 a soli 19 anni. Inizialmente non c’era un codice che identificasse la mia attività ed è uscito solo nel 2005 (quando il fisco si è finalmente accorto che esisteva Internet). Ho dovuto dunque lavorare con un codice non mio “vendita e riparazione macchine d’ufficio” e questo, giustamente, ha provocato uno scostamento di tutti i valori (nel web si margina molto molto poco).
    Ero giovane e inesperto, ma in ogni caso non potevo avere altre strade. sono arrivati accertamenti per 40.000 euro e sono stato in causa con l’agenzia delle entrante, due udienze per dimostrare che avevo lavorato pulito (provate voi a spedire un pacco senza fattura ad uno sconosciuto)…
    Ho portato in esame ben 2500 fatture e tutte quelle di acquisto, una bella prova direi! bene…morale? ho vinto, hanno accettato la mia tesi ma ho dovuto ugualmente pagare 4000 euro…perché? NON LO SO! per fortuna che ho vinto…! 🙂

    Questo mi fa pensare che l’italia sempre più premia gli evasori e meno la gente corretta… non voglio polemizzare contro quel politico o quell’altro ma far capire che nell’antica grecia il DIO dei ladri era lo stesso dei commerciantui, forse questa convinzione è ancora rimasta!

    Nel tuo caso unico consiglio che posso darti è quello di toglierti i tuoi beni (sperando che non sia invano questo sacrificio) e non piegarti minimamente… l’italia di oggi preferisce avere gente “Protetestata” senza motivo piuttosto che ascoltarli…

    P.S quando dicono “aiuto ai giovani” alle “aziende” non credete minimamente a queste balla! io ero giovane, avevo 19 anni, un bel fatturato e sono stato incolpato… sai quali sono gli aiuti alle aziende? quello di agevolare i prestiti alle banche per pagare, anche ingiustamente, le tasse… vi giuro che se avessi dovuto pagare 40.000 non avrei chiesto prestito alle bance per pagarle…avrei chiuso e basta…a quel punto ero senza reddito e potevo usufruire di molti vantaggi! paradosso all’italiana!

  20. Avatar Luca

    -continua-

    A ottobre 2009 ho chiuso l’attività perchè, anche a causa della crisi, non era ancora coerente con gli studi
    di settore e cosi’ il commercialista mi ha detto di chiudere in modo da non essere soggetto agli studi di settore. (regola che nell’anno di apertura e chiusura di attività non possono essere applicati gli studi di settore). Ho dovuto dire a due collaboratori di trovarsi un’altra occupazione, e sono quattro mesi che sto cercando lavoro. Questo e’ il risultato finale del lavoro della agenzia delle entrate di Mestre. Non tutti sanno che abbiamo una taglia di 15mila euro sulla testa.
    Infatti Visco ha promesso un premio da 15mila a 5mila euro, dal dirigente all’impiegato, alle agenzie per un tot. di evasori scovati.E questi dirigenti e impiegati ora sono là con le bave alla bocca che vogliono a ogni costo raggiungere il premio.

  21. Avatar mark
    mark

    Forse questo lo avete già letto, si va piano piano verso l’abolizione degli Studi di Settore. http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2009/12/21/visualizza_new.html_1648147760.html

  22. Avatar manu
    manu

    Vedo purtroppo che siamo in tanti, ma mal comune per me non fa mezzo gaudio. Anche la mia società (una srl)non è risultata congrua e coerente per l’anno 2004. pur presentando tutto, ma proprio tutto, il tizio dell’agenzia delle entrate non ha trovato niente di anomalo e quindi uno si dice sono tranquillo…e invece no, ti propongono una cifra inferiore che ovviamente non ho accettato. CERTO HO RAGIONE PERCHè DEVO PAGARE! quindi ho fatto ricorso… intanto devo pagare tanti tanti soldi che non ho…e se poi fanno gli accertamenti anche per gli annni dopo? non sono comunque congrua e coerente. cosa faccio!!! a qualcuno di voi è mai capitato quindi : 1) di vincere e se si’ dopo quanto lo sa
    2) di aver subito accertamenti anche per gli anni successivi.
    grazie di cuore

  23. Avatar Luca

    -continua-
    Purtroppo, nonostante carte alla mano, l’accertamento fosse fatto con lo studio di settore TG66U (vendita e commercio software e computer) mentre il mio studio faceva disegni non c’e’ stato nulla da fare. Ho perso anche il ricorso e adesso con le cartelle equitalia ho dovuto pagare (7,2mila euro) per non avere il sequestro dell’auto e il pignoramento coatto della casa (> di 5mila euro).
    Quando l’atto passa per equitalia l’agenzia delle entrate non c’entra piu’ niente e si puo fare ricorso alle cartelle solo se sono sbagliate nella forma (es. e’ scritto che 1+1=3).Ora non mi resta altro che fare richiesta di risarcimento al commercialista che alla fin dei conti e’ quello che ha sbagliato l’inserimento del codice dello studio di settore. Poi lui fara’ intervenire la sua assicurazione. Non so cosa riusciro’ a recuperare. Saluti. Luca.

  24. Avatar daniele
    daniele

    Io ho fatto ricorso, hanno accettato la mia tesi e quindi, dimostrato pienamente che i loro calcoli erano sbagliati, e ho pagato ugualmente 4000 euro quindi cari ragazzi, anima in pace, perchè quando vi arrivano gli studi di settore li pagate, anche se poco ma li pagate… l’unica cosa è interessarsi a fine anno e vedere come mai… ed evenutalmente adeguarsi, tanto non passeranno 2 anni che vi arriva subito l’accertamento.

  25. Avatar manu
    manu

    salve a tutti e grazie per le risposte che mi hanno abbattuto ancora di piu’..comunque grazie. quindi mi state dicendo che non lasciano in pace per molto (per gli eventuali controlli degli anni successivi intendo). non è che dicono lasciamoli tranquilli cosi’ magari possono tirare su qualche soldino e poi li ricontrolliamo…sembra quasi che vogliano per forza portarti alla chiusura di una società, invece di invogliare la gente ad aprirle.se avete altri commenti o notizie vi ringrazio se me le fate sapere.grazie ancora

  26. Avatar daniele
    daniele

    Mi dispiace deluderti ma non la pensano come noi…loro pensano che i commercianti/imprenditori sono ladri e come tali vanno perseguitati. A me è arrivato uno studio di settore del 2003, il tempo di fare ricorso ed è arrivato subito quello del 2004.
    A loro interessa principalmente fare cassa, e quindi ti condannano a priori…per loro l’importante è raschiare il barile. A questo punto viene istintivo pensare che conviene evadere, come fan tutti, ma credo che è la via peggiore perchè oggi giorno i controlli sono tutti automatizzati e l’agenzia delle entrate ha database pieni di nostri dati (auto, case ecc..).
    Se l’attività non ha i presupposti per pagare (anche ingiustamente) conviene chiudere…oppure pagare e attendere momenti migliori

    P.S mentre vi parlo mi è arrivato un’altra accertamento di Equitalia, avendo pagato alla fine gli studi di settore del 2003 (anche se la causa l’avrei vinta io teoricamente) devo pagare le varie differenze di INPS Irpef ecc…

    questo stato premia gli evasori totali

  27. Avatar manu
    manu

    Daniele grazie per la risposta.
    formulo un’ulteriore domanda, ma se io chiudo e pago quello che c’è da pagare per il 2004. a questo punto io non ho piu’ niente non sono socio di nulla e nemmeno piu’ amministraroe unico di questa srl…se fanno ulteriori controlli per gli anni successivi io comunque devo comunque rispondere di quello he ho avuto ma che non ho piu’?…spero di essere stata chiara.
    Daniele hai pagato 4.000 euro ma inizialmente quanto era l’importo (prima del ricorso).

  28. Avatar daniele
    daniele

    molte molte di più…considerala una sciocchezza 4000 a confronto, dopo aver controllato migliaia di fatture non hanno trovato nulla! a dimostrazione che l’attività era pulita..in genere, che io sappia, “scontano” di un 20% circa… Se hai una SRL pagando e chiudendo non dovresti avere problemi in futuro, il problema rimane invece per le ditte inviduali, snc, sas ecc..

  29. Avatar manu
    manu

    Daniele scusa ancora, tu hai presentato ricorso perchè hai ritenuto che non avevi nulla da “nascondere” e l’hai potuto dimostrare. io ho fatto cosi’ , ti chiedo quindi dal momento in cui hai fatto ricorso al momento in cui ti hanno risposto che hai vinto è passato tanto tempo? mi spiace, so che sono martellante….

  30. Avatar daniele
    daniele

    1 anno e mezzo circa… e ti posso assicurare che non è bello lavorare con un macigno in testa 🙂

  31. Avatar manu
    manu

    …GRAZIE…..ogni tanto controllero’ se mi darete delle notizie ulteriori….speriamo buone

  32. Avatar daniele
    daniele

    Allora cancellati pure 🙂 da quando sono iscritto a questa discussione, neanche una bella notizia ehehe scherziamoci sopra 🙂

  33. Avatar Luca

    -continua-
    Io ho dovuto aspettare 2 anni, anno in causa 2004, accertamento nel 2008, ricorso 2009, perdita e cartelle equitalia 2010. Comunque se vai all’agenzia delle entrate puoi verificare presso l’ufficio relativo al tuo comune la posizione e se eventualmente ne avrai delle altre. Le comunicazioni partono direttamente da Roma in automatico, poi l’agenzia delle entrate decide a chi fare l’accertamento. Saluti Luca.

  34. Avatar Giorgio
    Giorgio

    Luca, immagino tu abbia perso il ricorso in commissione tributaria provinciale. Non hai poi fatto ricorso anche in commissione regionale? Mi risulta che li le sentenze vengano spesso ribaltate…forse perchè i giudici sono, appunto, meno “provinciali”

  35. Avatar Luca

    Per Giorgio:
    avevamo deciso di fare solo un tentativo, sapendo come sono i giudici avevamo il 50% di probabilita’ ed e’ andata male pur avendo ragione al 101%. Avevamo gia’ visto casi in cui l’agenzia entrate faceva ricorso fino alla cassazione. Non volevo arrivare a tanto.
    Purtroppo viviamo in un regime “sovietico mascherato” e le nostre uniche liberta’ sono quelle di scegliere il telefonino e cambiare canale tv.
    In questo paese chi ha capacita’, lavora, sta nelle regole e come giusto premio vorrebbe prendere dei soldi e’ continuamente punito e tartassato da chiunque stia dalla parte del potere.
    Chi se ne esce bene da questa condizione e’ chi ha la possibilita’ di lavorare con il privato,
    non si fanno “carte” e i soldi li metti subito in tasca e nessuno te li puo’ portare via.
    Saluti Luca.

  36. Avatar manu
    manu

    Decisione estrema ma del resto se uno non ce la fa …non ce la fa…
    chiusura della società….e qui vi chiedo: ma se si chiude la “Rossi” srl ed io ero una dei soci e anche amministratore , posso riaprire la “Bianchi “srl come socio? grazie…

  37. Avatar manu
    manu

    Consiglio di amministrazione di una srl : chi di voi sa quali sono gli obblighi ed i poteri di un consigliere?
    in parole povere cosa è meglio scrivere nero su bianco per poter contare qualcosa e e non rimanere “fregati”? grazie come sempre

  38. Avatar Giorgio
    Giorgio

    Attenzione, mi pare il caso di segnalare a tutti il caso di una funzionaria dell’ADE (agenzia delle entrate…e mai acronimo fu più azzeccato), a quanto pare LICENZIATA per aver espresso in rete le proprie opinioni (diritto sancito dalla costituzione) riguardo il sistema tributario italiano e l’operato della stessa ADE e per aver, fra le altre cose, criticato i cosiddetti “accertamenti” da studio di settore…a suo sostegno è stato creato un gruppo su facebook: *Rosa Grazia Arcifa, una di noi* http://www.facebook.com/group.php?gid=111373768873260&ref=mf

  39. Avatar Giorgio
    Giorgio

    Andateci tutti, iscrivetevi ed esprimete la vostra solidarietà a questa persona, magari scrivete brevemente anche li le vostre storie con gli studi di settore. Se si vuole che qualcosa cambi è importante che la gente, anche quella che non ha partita iva (e li c’è n’è molta), sappia e capisca la MOSTRUOSITA’ UMANA E GIURIDICA degli accertamenti da studio di settore. E’ necessario condurre una battaglia di opinione, insomma, e tutti, nel nostro piccolo, possiamo farlo. Anche perchè tutti saremmo tanti.

  40. Avatar manu
    manu

    PAZZESCO….SPERIAMO CHE CAMBI QUALCOSA. IO ORMAI NON HO PIU’ CIO’ CHE AVEVO. E COME ME ANCHE GLI OPERAI CHE LAVORAVANO PER ME. GRAZIE ADE

  41. Avatar Daniele
    Daniele

    Rosa Grazia Arcifa è senza dubbio una persona “scomoda”, in un contesto lavorativo dove sulle disgrazie altrui qualcuno lucra.
    Sono un imprenditore e ho iniziato l’attività a 19 anni, sono stato sempre tartassato dagli studi di settore, conducendo in ogni caso un’attività “pulita”. Tutto questo perchè ho deciso di intraprendere un’attività innovativa all’epoca (attività online) e soltanto perchè era sconociuta ai più (non a caso la mia ditta era configurata come “vendita a riparazione macchine da ufficio” non esistendo il codice appropriato, introdotto dopo anni e precisamente nel 2005, 10 anni dopo la diffusione Internet in Italia.
    Questa è l’Italia, che invece di premiare l’imprenditoria giovanile e l’innovazione ti fa pesare di essere “giovane” e forse “più esperto” di loro… non ho mai richiesto alcun contributo allo stato proprio perchè scettico nella loro erogazione, ho sempre lavorato con i miei soldi e sacrifici e non mi piego agli studi di settore… a chi mi ha accusato negli anni vorrei soltanto portarlo nel mio ufficio e vedere se resisterebbe a lavorare con orari continuati, sabato, domenica, natale e pasqua… da tempo, a livello scherzoso, ho iniziato a fare un sondaggio a tutti i miei colleghi imprenditori e quasi tutti hanno preso meno di 7 giorni di ferie nell’ultimo anno, tutti lavorano più di 12 ore… nonostante tutto commercianti e imprenditori vengono visti sempre i ladri d’Italia… nella Mitologia Romana Mercurio era il Dio dei Ladri e anche dei commercianti, molto probabilmente nel 2010 questa convinzione è ancora diffusa…

    In ogni caso, penso che l’errore fondamentale, di tutti noi, è sempre stato quello di pagare e di rialzarci dalla caduta…come fanno gli operai ogni giorno, come fanno di dipendenti pubblici, come hanno fatto gli autotrasportatori nel 2007, dobbiamo anche noi intraprendere uno sciopero di massa, mettere in ginocchio l’Italia per 1 settimana e solo allora…si accorgeranno dell’importanza dei commercianti in Italia.

  42. Avatar elisa
    elisa

    Mi è arrivoto un plico da parte delle agenzie delle entrate: mi chiedono circa 11.000€ poichè nel 2006 non risultavamo congrui.
    Pensavo di avere delle prove e giustificazioni chiarissime ed incontestabili poichè uno dei due soci ( ambedue in età di imminente pensionamento nonostante si trattasse di lavoro pesante ed usurante) ebbe un’agravvameto della sua malattia invalidante e progressiva e successivamente morì.
    Nonostante le innumerevoli difficoltà, pensavo che lo Stato fosse formato da persone umane; invece il commercialista mi ha prospettato uno scenario peggio dell’altro..
    Siamo disperati, delusi, ammaregggiati, avviliti, impotenti su tanta ingiustizia.
    Persino il più crudele assassino ha diritto alla difesa, noi che abbiamo sempre pagato tutte le tasse e spesso anche di più del dovuto, ci sentiamo accusati così e non possiamo fare niente, se non continuare con le notti insonni, se la salute ormai precaria dovuta all’età, ce lo consente…
    Chi mi può aiutare? chi mi può dare un consiglio?
    Vi prego…
    Quei soldi NON li ho e soppratutto NON li ho guadagnati. Come posso difendermi da questa enorme ingiustizia?
    Perchè il dipendente ha tutti i diritti e le tutele ed invece noi siamo così oppressi?

  43. Avatar elisa
    elisa

    Scusate se ho disturbato, ma pensavo fosse aperto a tutti questo forum.
    Grazie

  44. Avatar daniele
    daniele

    Ciao Elisa…mi dispiace per quanto accaduto e ti capisco perfettamente, l’unica cosa che posso assicurarti è che i loro controlli sono effettuati su parametri matematici dovuti al settore, località ecc.. e con parametri matematici dovrai difenderti, se non vuoi pagare questi 11.000 euro.. è successo la stessa cosa a me, ne chiedevano 44.000 e ho presentato all’agenzia delle entrate, di mia spontenea volontà, tutte le fatture di acquisto e di vendita (circa 3000 documenti), ovviamente con tutto il rischio connesso (magari qualche distrazione, omissione ecc), morale? con altri meccanismi sono riuscito a dimostrare ancora una volta di aver lavorato “onestamente” e alla fine il tutto si è ridotto (si fa per dire) a circa 3500 euro (ingiuste, ovvio, ma pur sempre più agevole).
    A questo punto, unico consiglio che posso darti è di tralasciare le notti insonni, e se proprio le devi avere, pensa a come potresti difenderti, cerca materiale, documenta il più possibile, eventualmente fai quello che ho fatto io (se ti senti sicura) ma non farti prendere dallo sconforto..lotta contro questa ingiustizia…
    in bocca a lupo 🙂

  45. Avatar elisa
    elisa

    Grazie Daniele,
    il fatto è che il mio commercialista nonostante conosca la mia onestà e ho la documentazione a posto poichè fatturiamo sempre tutto, è pittosto pessimista e mi ha pure detto che se non mi crederanno allora l’importo da pagare praticamente raddoppierà, ed allora per me sarà ancora più gravoso… A me la scelta: se resistere ed andare avanti sperando che mi credano, oppure arrendermi. Sto pensando alla seconda soluzione, chiederò un finanzianìmento e mi metterò l’animo in pace perchè psicologicamente non ce la farei ad affrontare ancora tanto stress, sento di pratiche che si protragono nel tempo con costi di consulenze e legali. Non credo di farcela, loro sono troppo forti e vogliono i miei soldi. Tutto questo dopo decenni di duro lavoro, sacrifici, rinunce, vita senza lussi, onestà…A che fine poi?
    Un caro saluto

  46. Avatar daniele
    daniele

    ti capisco… anche io provavo la tua stessa sensazione, il mio caso era un pò diverso perchè sia io, sia il mio commercialista, sapevamo di saperci difendere.
    In ogni caso, quello che più mi fa rabbia, è che questo Stato (non inteso su chi ci governa ora ma negli ultimi decenni) ha attuato sempre azioni protettive verso la classe operaia, ritenuta la classe debole e dunque meritevole di tutela…trascurando il fatto che noi “popolo della partita iva” siamo degli operai che hanno scelto di pagarsi da soli i contributi, lavorare 12 ore al giorno, non godere di ferie, malattia, e molto spesso veniamo anche additati ingiustamente..paragonati ad “Imprenditori” quelli grandi, che sono più politici che lavoratori.

    Gli studi di settore, non sono altro che un sistema per raschiare il barile e far pagare le tasse a chi le paga già, è molto più semplice per loro.

    In bocca a lupo x la tua attività..credo che in questo blog, siamo più o meno, tutti sulla stessa barca.

  47. Avatar manu
    manu

    Buongiorno a tutti sono Emanuela, ho scritto precedentemente per lo stesso problema ma la cifra era molto molto piu’ alta ed il problema era anche che per gli anni successivi non saremmo comunque risultati congrui e coerenti con gli studi di settore,
    Quindi in considerazione di un probabile (perchè no???) altro controllo il problema ci sarebbe stato di nuovo. E già la fatica per pagare i primi è stata tantissima (abbiamo rateizzato) figurati dopo…
    ragazzi…abbiamo chiuso tutto, messo in liquidazione la società seguendo il consiglio di piu’ commercialisti. Io mi sono ritirata e ho ovviamente dei problemi economici, fortunatamente ho sistemato i dipendenti collocandoli in un’altra società (dove io ne sono fuori).
    ecco, il mio finale non è stato splendido come vedete. se potessi dare fuoco all’agenzia delle entrate lo farei…ci credete?
    buona fortuna a tutti gli altri, di cuore

  48. Avatar elisa
    elisa

    Caro Daniele, hai scritto cose che sono giustissime e verissime, ma è mai possibile che noi dobbiamo continuare a subire tanta ingiustizia? E non dipende nè da un governo bianco o nero o rosso, è che si è radicato un sistema perverso dove riescono a colpire i più deboli a vantaggio di grandi imprenditori ed altri poteri. Uno Stato così avido di soldi che non capisce che facendo chiudere le piccole imprese la nostra nazione va alla bancarotta…Dove andremmo a finire?…
    E’ giustissimo pagare le tasse perchè solo così una nazione progredisce e può garantire benessere ai propri cittadini. Ma che le facciano pagare a tutti in proporzione sul guadagnato!!! E che la smettano con tutta questa discriminazione, perchè come dici tu, noi siamo solo degli operai che hanno scelto di pagarsi da se i contributi lavorando 12 ore al giorno e senza diritti (…degno di una nazione civile..?)
    Buona serata e..buon lavoro

  49. Avatar elisa
    elisa

    Cara Manu
    mi dispiace tanto. Conosco tante piccole aziende che hanno chiuso a causa degli studi di settore, peggio della crisi! E altre stanno per chiudere.
    Conosco moltissimi che si sono indebitati con le finanziarie per poter pagare le tasse. Tasse spesso non dovute, ma solo calcolate dai “Geni” dell’agenzia delle entrate.
    E’ un’ingiustizia terribile, e noi non possiamo farci niente.
    Dalle tue parole si nota subito la differenza di mentalità da modestto imprenditore a grande imprenditore agevolato dallo Stato: sei contenta di essere riuscita a collocare i tuoi ex dipendenti; un grande imprenditore si sarebbe preoccupato al massimo di mettere i dipendenti in cassa integrazione ( a carico dello Stato, tanto…)