Studi di settore 2007: il furto

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Mi chiedo quanti dei lettori che lavorano in proprio abbiano già dato un’occhiata ai nuovi studi di settore 2007. Se non l’avete ancora fatto, vi avviso che per il 2007 sarà un’ecatombe.

Dopo aver perso 3 ore per compilare le diverse centinaia di punti del mio studio di settore (TG66U), scopro che secondo l’attuale governo dovrei guadagnare circa 6.000 euro in più all’anno; tecnicamente quei 6.000 euro si chiamano “maggior reddito da dichiarare”, a casa mia si chiamano furto. E non mi vengano a dire che è colpa dei governi precedenti e dei buchi (a proposito, che fine ha fatto il buco?), perché la revisione degli studi di settore è stata fatta dal governo Prodi con un intento preciso: fare cassa, alla faccia dei principi di equità.

Vediamo di capire a grandi linee cosa sono gli studi di settore: alla fine dell’anno ho fatturato una determinata cifra, tolgo i costi e ottengo un utile. Su questo utile vado a calcolare le tasse da pagare (per semplicità lasciamo fuori dal discorso ulteriori detrazioni e deduzioni): nel mio caso l’utile è del 65%.
Lo studio di settore ti sommerge di domande relative al tuo lavoro (quanti clienti hai, valore dei beni strumentali, dove sono situati i clienti, tipo di lavoro, ecc. ecc.) e in base a questi parametri calcola se quanto dichiarato è:

  • congruo: il valore dichiarato è adeguato al valore puntuale calcolato tramite il motore di calcolo Gerico
  • coerente: vengono valutati alcuni indicatori economici e il loro valore deve collocarsi all’interno di un intervallo; un valore superiore o inferiore ai range calcolati porteranno alla non coerenza

Il mio studio di settore non è congruo, per cui lo Stato sostiene che dovrei guadagnare circa 6.000 euro in più: in pratica dovrei dichiarare circa il 15% in più di quello effettivamente guadagnato. A questo punto le strade possibili sono due:

  • adeguarsi pagando le tasse sul maggior reddito da dichiarare. In pratica ammetto la colpa (ho guadagnato più di quello che stavo dichiarando) e mi preparo ad utilizzare il “nuovo reddito” come base per l’anno successivo. Negli anni precedenti l’adeguamento comportava l’impossibilità dell’Agenzia delle Entrate di effettuare un controllo senza ulteriori basi documentali (non potevano controllarmi solo perché avevo scelto di adeguarmi); mi sembra di aver capito che per il 2007 anche questo aspetto sia cambiato ma non trovo riferimenti in proposito.
  • non adeguarsi e prepararsi all’accertamento fiscale (accertamento induttivo)

Dal momento che da queste parti si fattura anche l’aria che si respira si opterà senza indugi per la seconda strada, con la certezza che i simpatici accertatori troveranno comunque qualcosa di non corretto nella mia contabilità. Ammesso che vengano a controllare, visto che gli uffici dell’Agenzia delle Entrate sono già oggi nel caos più totale.

Naturalmente sarò in buona compagnia:

A causa degli indicatori di normalità economica la congruità agli studi di settore molte volte viene a mancare. In molti casi dimezza i contribuenti in regola, gli adeguamenti si aggirerebbero intorno agli 11-12 mila euro. Sono questi i primi dati emersi dalle applicazioni del software Gerico. Anche l’Agenzia delle Entrate promette una certa flessibilità nell’affrontare i singoli casi, prevedendo comunque un elevato numero di interventi di accertamento.

Dalle mie parti, scusate il francesismo, questo si chiama “lavorare con il culo”, attività in cui l’attuale governo eccelle (esempio).

Sinceramente la situazione sta diventando insostenibile: se il clima è questo tanto vale fare il lavoratore a progetto, togliersi dalle scatole contabilità, IVA e dichiarazioni, e cominciare a lavorare in nero.

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Commenti

185 risposte a “Studi di settore 2007: il furto”

  1. Avatar Karim Gorjux

    Seguo il tuo blog perché abbiamo molte cose in comune, l’unica differenza è che io ho iniziato solo quest’anno quindi niente tasse. Spero che il governo cada e torni Berlusca, alla fine si stava meglio con lui. (e ho votato sinistra!)

  2. Avatar flod

    Consiglio spassionato: registra come bene strumentale solo quello strettamente necessario e di un certo valore, il resto tanto vale considerarlo come costi generici. Alla fine non vale la pena essere onesti 🙁

  3. Avatar miki64
    miki64

    Ma no, ma no.. basta adeguarsi ai nostri esemplari politici!

  4. Avatar Artemio
    Artemio

    1) Gli studi di settore li ha introdotti il governo Berlusconi, allora non te ne lamentasti.
    2) In Italia chi ha partita iva, eccetto rari casi o categorie particolari, in un modo o nell’ altro evade, e su questo, a meno di non essere in malafede totale, non si discute.

    Ritieni che ti facciano pagare più del dovuto? Fai serenamente l’ accertamento. Se i conti son fatti bene nessun problema, e la volta dopo non ci saranno problemi. E ricorda che anche l’accertamento induttivo fu introdotto dal precedente governo, allora non te ne lamentasti.

    Non ti piace l’attuale governo? Liberissimo, ma delle tante colpe che ha, non addossargli quelle ereditate, non ti sembra?

  5. Avatar flod

    1) Questo è il secondo anno che faccio gli studi di settore: hai forse sentito lamentele del sottoscritto per l’anno scorso?
    Mi sto lamentando della revisione degli studi di settore (fatta nel 2007): anche questa colpa di Berlusconi? Cazzarola, quell’uomo è una calamita…
    Ti sembra normale che la metà dei contribuenti diventi improvvisamente fuori legge dopo una semplice revisione?

    2) Spiacente ma si discute (e non credo di essere in malafede): ci sono settori in cui evadere è più facile che in altri, ci sono persone che fanno il proprio lavoro (autonomo) senza evadere.

    Smettiamola una volta per tutte di dire che chi ha partita iva evade sempre e comunque: ci sono titolari di partita iva che evadono così come ci sono pensionati che lavorano in nero e dipendenti che hanno un doppio lavoro o lavorano in malattia.

    In 3 anni di lavoro autonomo nessuno mi ha mai chiesto di lavorare in nero né io ho offerto lavoro in nero per lo stesso motivo per cui non accetto privati: voglio poter lavorare in orari umani (e non trovarmi in casa della gente alle 20 di un sabato sera) e voglio che dall’altra parte ci sia un’azienda con cui litigare quando non arrivano i soldi.

  6. Avatar Simonlain

    Ragazzi inutile stare a discutere… i fatti sono chiari: in Italia ci si lamenta sempre e solo dei -presunti- misfatti di una “certa persona”, che si odia in maniera viscerale. Salvo poi, all’atto pratico, rendersi conto che l’altra “parrocchia” è buona solo a contarti i peli del culo e ravanarti ogni pertugio alla ricerca di pecunia da scucirti. Soprattutto se sei onesto e fai il tuo dovere. Perchè, diciamoci la verità, in Italia -il Paese dei furbi- viene premiato chi si comporta in maniera disonesta, e chi invece fa tutto in regola se la prende nel deretano.

    Scusate lo sfogo.

  7. Avatar Simonlain

    E vorrei aggiungere che purtroppo sarà sempre così. Perchè chi si comporta onestamente, come dice giustamente pseudotecnico, viene incoraggiato alla disonestà: ‘perchè devo essere l’unico cogl***e che non fa il furbo?’ è un ragionamento che viene spontaneo. Per questo motivo le cose, in Italia, non cambieranno mai.

  8. Avatar MFP

    “se il clima è questo tanto vale fare il lavoratore a progetto, togliersi dalle scatole contabilità, IVA e dichiarazioni, e cominciare a lavorare in nero.”

    Benvenuto. Io ho una partita iva aperta un anno e poi lasciata lì da 2-3 anni senza movimentazioni… non ho idea di cosa dovrei fare per chiuderla (e chissà quali tasse sto accumulando nel frattempo) ma la lascio lì… Se devo lavorare per qualcuno io sono co.co.pro. e l’onere della fiscalità sono problemi dell’azienda; se devo lavorare su cose mie si può aprire un’attività in qualsiasi altro paese europeo con meno soldi di quanti se ne paghino qui per un anno di partita iva, se non fatturi non paghi, ma soprattutto ti sottrai alla macchina burocratica italiana…

    In fin dei conti siamo tutti europei no? E allora posso anche scegliere il regime fiscale che più mi aggrada.

  9. Avatar flod

    @MFP Fossi in te mi informerei con un consulente per la chiusura della partita IVA: a seconda della tua posizione potresti avere problemi con l’INPS (se hai dei contributi obbligatori), obblighi di dichiarazione, tenuta della contabilità, ecc. ecc.

    Sull’ultima affermazione ho qualche dubbio che lo Stato sia d’accordo se vivi e produci il reddito in Italia ma sinceramente non ho mai approfondito il discorso 😉

  10. Avatar abbraccio
    abbraccio

    Ciao,

    sinceramente condvido un po’ tutti i commenti che ho trovato qui, ho però da aggiungere la mia esperienza di lavoro qui in meridione:

    – Se ti va bene sei co.co.pro, e oltre ad instabilità lavorativa, stipendio ridicolo non vedrai mai la pensione dopo i 35 anni di lavoro (la vedrai?).

    – Se ti va male ti fanno aprire la tua bella partita iva ed avrai l’unicacconsolazione che sotto, sotto, ma proprio sotto ti sentirai un “libero” professionista.

    – Chi ha la parita iva non è da etichettare assolutamente come un evasore, ma è anche vero che ripsetto ad un lavoratore dipendente ha moooolte più possibilità di evadere dei primi.

    – Non so da altre parti ma qui . per esempio, è un miracolo vedere un medico che dopo una visita anche di oltre un paio di centinaio di euro non si sogna di farti la fattura! Sapete cosa significa? Significa che ci sono “simpatici contribuenti2 (sia di destra che di sinistra) che spesso incassano anche 3-4.000 euro al giorno (!!!!!) e che poi magari dichiarano quanto un povero operaio.

    D’accordo su tutto, ma penso che a prescindere dal colore del governo si dovrebbe protestare con tutti coloro che ci rubano i soldi dalle mani, e non è sempicemente il potere politico. L’iportante è avere un potere che obblighi tutti a pagare le tasse senza filosofie e senza scappatoie.

    Scusate lo sfogo.

    Ciao

  11. Avatar barbara
    barbara

    Per me gli studi di settore sono una privazione della libertà individuale! E’ 1 anno che lavoro poco perchè ho deciso di fare la mamma a tempo quasi pieno e ovviamente non sono congrua…
    Non ho nessuna intenzione di adeguarmi perchè ho la coscienza tranquilla nonostante sono un libero professionista (e quindi per molti un’evasore!)ma vivo con l’ansia di una verifica perchè sembra che il mio caso non sia riconosciuto come motivito di non congruità! Devo essere libera di lavorare come e quanto voglio, pago comunque i miei contributi (alla cassa),l’iscrizione all’ordine e il commercialista…ci manca ancora che per qualche fattura all’anno debba sborsare soldi allo Stato, che non ho, per adeguarmi!

  12. Avatar viscofan.....(culo)
    viscofan…..(culo)

    Le elezioni si dovrebbero tenere dopo maggio dopo il salasso fiscale. Sono un autonomo che estrae il suo reddito dal cosiddetto “mercato” senza ammortizzatori ma “prendendosi tutte le buche”. Alcune riflessioni:
    1) Tasse si parla di evasione ma potrei sapere chiaramente chi è d’accordo con questo livello di tassazione? vorrei sapere se si rendono conto di come siamo messi e di che fardello si portano dietro i “produttori” di reddito (leggi pecore da tosare).
    2) I dipendenti…questi santi pagano le tasse fino in fondo ma quanti lavori….”non esistono” in realtà e quindi…..si…è vero che pagano le tasse ma su un lavoro che non esiste ed è solo “inventato” a spese di chi le tasse ……soffrendo le paga….producendo il suo reddito…senza aiuti?
    3) Pensioni: il contributo è circa il 30-33% dello stipedio. Vale a dire che ogni 3 anni di lavoro mi assicuro un anno di pensione (o no?) quindi se lavoro 35 anni posso stare in pensione al massimo 10-12 anni (o no?). Se l’età media è 75-76 anni: 76-12=64 non posso andare in pensione a meno di 64 anni (o no?) conto della serva?.Si…il migliore……scalone, coefficienti bla…bla…bla.
    4) Gli extracomunitari servono per pagare le pensioni……detto da sinistra……bel modo di accoglierli……altre pecore da tosare…..ma poi mi chiedo perchè loro le pensioni non le vorranno?

    Rispondete e commentate numerosi……..dov’è che sbaglio?

  13. Avatar Andrea

    Ciao,
    ammetto la mia ignoranza e che non ho ben capito come funzionano i cd studi di settore…pongo delle domande
    L’agenzia delle entrate, facendo degli studi immagino, stabilisce (ipotizza) che un libero professionista impiegato nel settore “Quale che sia” ed operante nella zona “Quale che sia” debba, almeno in linea teorica, guadagnare non meno della somma “Quale che sia”.
    Se io, ipotetico professionista, avessi invece guadagnato la somma “Quale che sia più 30.000 €” non avrei l’obbligo di denunciare la somma reale? Potrei sfruttare lo studio di settore che è stato magnanimo nei miei riguardi e sottrarre, leggi evadere, 30.000 €?
    In sede di dichiarazione dei redditi va dichiarato il reddito reale prodotto, che sia superiore o meno a quello previsto dallo studio di settore?
    Se lo studio di settore è troppo ottimista nei miei riguardi il Governo è composto di ladri?
    Se lo studio di settore mi permette di non tassare, leggi evadere, parte del reddito il Governo è composto da galantuomini?
    Lo studio di settore serve, leggi servirebbe, per imporre una tassazione minima ed il resto mancia?

    Andrea

  14. Avatar flod

    Gli studi di settore in pratica sono dei modelli statistici, aggiornati periodicamente, e si applicano alle società e alle ditte individuali oltre che ai liberi professionisti.

    Se lo studio di settore calcola un reddito congruo di X e io guadagno di più pago le tasse sul reddito effettivo (che deriva dalla contabilità), non su quello minimo calcolato dallo studio di settore.

    In pratica lo studio di settore serve ad individuare un’azienda che dichiara troppo poco, non a far risparmiare chi ha redditi troppo alti 😉

    P.S. il governo è composto da incapaci, non da ladri 😉

  15. Avatar Andrea

    Ciao,

    In pratica lo studio di settore serve ad individuare un’azienda che dichiara troppo poco, non a far risparmiare chi ha redditi troppo alti

    Esatto, ma a me sembra piuttosto che venga visto come una sorta di “soglia di sicurezza”, parlando ipoteticamente: io evasore denuncio più o meno quanto previsto dallo studio di settore in modo di esser quasi sicuro di non incorrere in verifiche, ed allora è interesse degli evasori come me che lo studio preveda un limite basso cui “appoggiarmi”.
    Ma visto che l’obbligo resta quello di dichiarare il reddito effettivo, che sia più alto o più basso di quello ipotizzato….dove è il problema per il libero professionista onesto?

    Andrea

  16. Avatar flod

    Ti assicuro che gli evasori non hanno difficoltà nel far quadrare gli studi di settore, conta poco il limite imposto: truffa più truffa meno per loro poco cambia, senza contare che più salgono le cifre e più c’è margine per “giocare”…

    Qual è il problema? Che in caso di accertamento dovrò perdere tempo, soldi ed energia per dimostrare che non ho evaso, il tutto per un modello statistico che non ha alcun legame con la realtà.

  17. Avatar Marco Franchini
    Marco Franchini

    Ciao a tutti. Interessantissimo l’argomento di discussione. Lavoro in studi di commercialisti, per cui conosco molto bene il problema. Intanto non è vero che gli studi di settore siano stati introdotti da Berlusconi (il cui governo peraltro non è da rimpiangere); sono stati introdotti diversi anni fa dal centrosinistra, con motivazioni condivisibili di monitoraggio delle realtà economiche. I continui tagli di Tremonti ed oggi di Visco hanno però fatto degli studi di settore l’unico strumento con cui si accerta l’evasione. Confermo assolutamente che così chi ha il fatturato (con la revisione conta anche questo!) ed il reddito che dovrebbe offrire a tassazione alti, può agevolmente aggirare gli studi di settore, anche occlutando decine di migliaia di euro. Mentre chi ha il fatturato ed il potenziale reddito bassi, si trova appunto “non congruo”. Da aggiungere che le altissime aliquote (è un dato di fatto, su 15.000 euro di reddito si paga dal 40% al 44%!) fanno sì che tutti quelli che guadagnano poco inseriscano in contabilità spese che probabilmente la Finanza non riconoscerebbe. Insomma, da un lato il pacchetto Treu e la legge Biagi consentono di far aprire la partita iva ai potenziali collaboratori, dall’altro non vengono accettati nè un fatturato nè un reddito bassi. Come sempre in Italia si spara nel mucchio, invece di mettere in atto una vera lotta all’evasione (ad esempio incrociando dati reddituali e patrimoniali). Dispiace che anche i media di solito più attenti si siano accodati alla demagogia della “efficace lotta all’evasione” (che non esiste, i tanti che hanno sempre evaso continuano a farlo, addirittura “tutelati” dagli studi di settore “congrui”).

  18. Avatar Danny
    Danny

    Le tasse sono un bene comune e bisogna pagarle.

    In tutti i paesi civilizzati tutti i cittadini pagano le tasse in funzione del proprio reddito, che lo stato si riserva di accertare come e quando vuole.

    Credo che l’Italia sia però l’unico paese al mondo dove lo stato impone di dichiarare un reddito sproporzionato ed uguale per tutti sulla base di calcoli che, dal punto di vista strettamente matematico non stanno ne in cielo ne in terra.

    Quando le tasse diventano indipendenti dal reddito, al punto che è meglio chiudere un’attività che comunque funziona e lasciare a casa i dipendenti, così come da sempre sono costretti a fare coloro che sono vittime dell’imposizione del pizzo da parte della mafia, allora significa che c’è qualcosa che non va.

    Non va perchè:
    1) Sempre da un punto di vista strettamente matematico, i maggiori introiti finiranno con l’essere impiegati per il sostentamento sociale di tutti i nuovi poveri che questa situazione finirà per creare.
    2) Ammazzare la gallina che per un anno fa anche solo un uovo al giorno, non è la soluzione al problema del pasto del fattore.
    3) Ogni attività che chiude, oltre a creare disoccupazione, crea crisi nell’indotto, ovvero causa un calo di fatturato in tutte quelle aziende fornitrici che in base a questi iniqui studi di settore, dovranno comunque però dichiarare un fatturato in crescita, con un conseguente inevitabile effetto “domino”.
    4) Nel giro di 2/3 anni al massimo, le parcelle di tutti i liberi professionisti ed artigiani aumenteranno come minimo del 50%, diminuendo ancora una volta il potere di acquisto del cittadino italiano medio.

    Non bisogna essere degli illustri economisti per capirlo.

    Poi sono però tutti bravi a vantarsi dicendo che dopo le loro riforme, il PIL è in aumento.
    Beh, costringendo il 70% delle attività a dichiarare ricavi inesistenti, ero capace anch’io di aumentare il PIL.

  19. Avatar damned69

    @mfp:
    mi spiace deluderti, ma avendo il domicilio in italia, avendo la partita iva aperta e non compiendo movimentazioni sei comunque costretto ad una serie di adempimenti.
    (UNICO, INPS, INAIL, CCIAA etc, sarà un tuo amico commercialista a chiarirti meglio la situazione)
    Ricorda, lo Stato comunque non si dimentica mai di te, e prima o poi si farà vivo, non è una minaccia, ma la cruda realtà

  20. Avatar damned69

    @danny: aggiungerei che questo va a danno principalmente delle PMI (piccole e medie imprese) che crollano (vivo al sud e non spenderei un euro per aprire una attività commerciale) e non resistono all’imposizione fiscale.
    Quindi > imposizione fiscale = > disoccupazione.
    E oltretutto stronca la migliore parte dei “disoccupati”, cioè quelli che voglio fare impresa e non stanno con le mani in mano.

  21. Avatar antivisco
    antivisco

    Cosa succede sei ti fanno un accertamento??????

    Succede questo:

    1. l’agenzia dell’entrate fa un accertamento induttivo, percui ti dice che per lei hai evaso e dunque tu devi dimostrare il contrario.

    2. perdi tempo, soldi, incazzature per raccimolare i documenti, parlare con il commercialista (che costa e che paghi per il lavoro extra!!!), andare alla sede dell’agenzia e illustrare la mia situazione al funzionario.

    3. se li convinci, hai solo perso tempo e soldi per la parcella del commercialista.

    4. se non li convinci, esce la cartella esattoriale che a quanto ti contestavano prima aggiunge sanzioni e amenità varie. la cosa è frequentissima perché al funzionario non costa nulla, e l’agenzia sa che se vuoi resistere devi andare da un avvocato, con altri costi, per impugnare la cartella.

    5. a quel punto hai due possibilità: rassegnarti e pagare quello che non dovevi, oppure impugnare la cartella e fare causa allo stato.

    6. se scegli la prima, sei vittima di un furto. se scegli la seconda, pure perché per colpa di una inversione dell’onere della prova che esiste solo a vantaggio dell’agenzia delle entrate (io devo dimostrare di non dovergli nulla!!! follia …), devo andare in causa sopportando tutti i relativi costi di tempo e denaro. ovviamente i tempi necessari per avere la sentenza è di qualche anno.

    ps. nel frattempo, dovrei anche lavorare perché a fine mese nessumo mi garantisce lo stipendio. e eprché se riduco il fatturato, l’anno prossimo sono da capo con l’agenzia delle entrate che non mi troverà congruo. e via discorrendo.

  22. Avatar anonima mucca da mungere
    anonima mucca da mungere

    Lavoro, guadagno, pago le tasse!!!
    Questo deve succedere per tutti, dipendenti ed autonomi.
    Perchè lo stesso guadagno da’ diritto a benefici solo per i dipendenti (v. tabelle assegni familiari)?
    Perchè con uno strumento chiamato “studi di settore” ci si accanisce contro chi fa un certo mestiere per il solo fatto di non rispettare quello che ha stabilito Visco (mi riferisco al 2007 ed è lui che ha provveduto alla revisione per fare cassa)?
    Non sono capaci (o non vogliono) controllare quelli che evadono e se la prendono con tutti gli altri (che grazie a questi strumenti per loro sono evasori).
    Chi evade se la ride e a chi lavora passa la voglia di subire i furti (vorrebbe solo pagare il giusto).
    In tale situazione si è motivati anche a sopportare l’accertamento con le relative conseguenze, come è stato ben descritto in questo blog.
    Un piccolo adeguamento lo si accetta (costa anche solo il commercialista e non vale la pena rischiare) ma quando è troppo e troppo.
    Credo che dovremmo rifiutare di aderire agli studi (perchè ingiusto e costoso) e l’ADE dovrebbe controllare per primi quelli che si sono adeguati (tra i quali ci sono di sicuro quelli che evadono).
    P.S. Ho votato il centrosinistra (sigh) ma non volevo certo Visco alle finanze.

  23. Avatar Richie
    Richie

    Ditemi se ho capito.
    – Se non mi adeguo agli Studi di Settore l’Agenzia delle Entrate mi manda un accertamento.
    – L’onere della prova per dimostrare che non ho evaso, è a mio carico.
    – Le prove possono essere: ho i certificati di malattia, il magazzino ha preso fuoco, ho subito il furto di tutta la merce, eventi e calamità naturali.
    – quindi o pago o presento ricorso (qualcuno sa se qualche ricorso è andato a buon fine ?)
    Ma dico io, ma non sono gli agenti della Guardia di Finanza che devono scovare gli evasori. O è più comodo creare confusione (che nella confusione i veri furbi la fanno franca) e sparare sui piccoli imprenditori che non hanno le armi per difendersi.
    Ho provato ad immedesimarmi nella parte di un illustre professorone che fa visite e consulenze mediche a 250 Euro ( 20 minuti ogni visita).
    Il risultato è questo: 220 giorni x 10 visite al giorno x 250,00 Euro a visita = Euro 550.000,00.
    In base agli studi di settore dovrebbe dichiarare circa 50.000,00 Euro ( poca attrezzatura, una segretaria, pochi acquisti).
    A questo punto avrei pagato su 50.000,00 Euro e ne avrei evasi 500.000,00. (conti della serva, ma non tanto)
    Complimenti.

  24. Avatar antivisco
    antivisco

    caro richie,

    hai capito bene.

    Il fisco prima si è attribuito il diritto di non dover dimostrare che hai evaso attraverso il concetto della “congruità”.
    Percui se non risulti congruo subisci quello che subiscono gli evasori: accertamenti e cartelle esattoriali.
    Poi ha alzato il limite della congruità.

    L’effetto è quello che ho già detto: tempo e denaro contante, che nessuno ti rimborserà mai anche se vinci tutte le cause, per cercare di resistere ad una richiesta che non ha nessuna reale ragione.

    Ai tempi del medioevo, quando c’era il re che aveva diritto di vita e di morte sui sudditi, a livello fiscale c’era meno vessazione e più equità perché:
    – non esisteva l’inversione dell’onere della prova di quanto avevi prodotto;
    – ti tassavano una volta sola, mentre qui paghi tasse sulla stessa cosa più volte (vedi irap);
    – ti obbligano a pagare comunque un tot, anche se non l’hai guadagnato, perché in teoria puoi opporti ma in realtà sanno che non hai né la forza (soldi per il commercialista e per l’avvocato) né il tempo (l’azienda non va avanti se passi il tempo tra agenzia delle entrate, commercialista e avvocato) per resistere e dunque preferisci il male minore perché almeno sai subito qual’è il danno.

    Quando sento quello che ha detto Visco in questi giorni, mi rendo conto che non si rende conto, perché proprio non ha idea, di cos’è il mondo reale: le aziende chiudono in continuazione, la concorrenza è fortissima e io che sopravvivo a malapena rischiando del mio devo perdere le giornate dietro a questi signori che si mettono sul trono e pensano di poter trattarci come la plebe ai tempi della servitù della gleba.

    Ovviamente la grande evasione, quella di chi ha i soldi veri e può permettersi società di comodo nei paradisi fiscali, ride di gusto a vederci massacrati per qualche migliaio di euro: loro sono sicuramente congrui a Tucs and Caicos!

  25. Avatar MisterB
    MisterB

    antivisco hai centrato il problema: si fa macelleria sociale etichettando gli artigiani come evasori il che se vuoi è anche vero (mi capita spesso di vedere la fattura n°2 al 30 dicembre) ma ci si scorda che il 50% delle società di capitale dichiara perdite o pareggi di bilancio. Per quanto un artigiano possa evadere in un anno, una grossa corporate può evadere 10,100,1000 volte quell’importo con un click di mouse. Non lo capiscono che l’unica soluzione è diminuire le tasse per far emergere il sommerso, aumentandole si fa solo aumentare il numero di coloro che si daranno all’evasione forti del fatto che non c’è personale sufficiente per fare i controlli, soprattutto se come paventato il 70% delle società soggette agli studi di settore non è congrua o coerente.

  26. Avatar lupettoblu
    lupettoblu

    chi è causa del suo mal, pianga se stesso, dicevano gli antichi

    ma noi, che ben ricordavamo come la pensano questi signori e non li abbiamo votati, con chi ce la pigliamo? 🙁

    ah, MisterB… oggi ho fatto la fattura n. 4 ed è veramente la quarta volta che qualcuno mi paga quest’anno (eccettuato quelli che gli ho fatto la fattura l’anno scorso e quest’anno m’hanno pagato, dopo che ho anticipato l’IVA!!)

  27. Avatar lupettoblu
    lupettoblu

    l’ADE… evoca ricordi danteschi… lasciate ogni speranza voi che Entrate :p

  28. Avatar Italgo
    Italgo

    Artemio scrive:
    7 Giugno 2007 alle 12:13
    1) Gli studi di settore li ha introdotti il governo Berlusconi, allora non te ne lamentasti.

    E ricorda che anche l’accertamento induttivo fu introdotto dal precedente governo, allora non te ne lamentasti.
    ————————————————————————–
    Allora Artemio, non si sa se artista in menzogne o in mala fede.

    La disciplina degli studi di settore è stata introdotta nel nostro ordinamento dall’art. 62 bis del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito dalla legge 29 ottobre 1993 n. 427.
    Indovina chi c’era al governo ?
    I “metodi” di accertamento furono introdotti nel D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.

    Studia che ti fa bene.

  29. Avatar lupettoblu
    lupettoblu

    …e rileggetevi Marco Franchini, che mi conferma quello che ricordavo…
    gli studi di settore l’ha introdotti lo stesso VAMPIRO nel ’97… come abbiano superato ogni test di costituzionalità non riesco a capirlo, neanche considerando che all’epoca le leggi le divulgava l’oscardabbagno :p

    naturalmente, abbondano i sinistri che incolpano berlusconi anche di questo… non se ne può più delle menzogne sistematiche e neanche tanto intelligenti

  30. Avatar MisterB
    MisterB

    Italgo per studiare il nostro artemio dovrebbe saper leggere e di solito i trinariciuti non sono ben messi.

    Lupetto, se sei libero professionista capisco che fai 8-10 fatture l’anno, ma se un’impresa edile ti fa la fattura numero 2 al 30 dicembre… qualche problemino c’è!

  31. Avatar Aster-Ics
    Aster-Ics

    Non è affatto vero che gli Studi li ha introdotti il governo Berlusconi, furono istituiti nel ’98 da Visco. L’idea dello “studio” come controllo la ebbe Tremonti (fu difatti una sua idea), ma il problema non è lo studio di per se (tant’è che nessuno fino a ieri se n’era lamentato), ma lo spropositato incremento voluto da Visco Mefisto per quest’anno per succhiare danaro alle imprese.

  32. Avatar THAIPAN

    SALVE VORREI SOLO DIRVI CHE OGGI UN PICCOLA IMPRESA UNA SRL COME LA MIA (SIAMO 9 SOCI TUTTI LAVORATORI E PARENTI)SE DOVESSE DICHIARE TUTTO E PAGARE TUTTO DOVREI
    CHIUDERE DOMANI MATTINA CON LA CONSEGUENZA DI MANDARE PER STRADA 9 FAMIGLIE.
    LA CONCORRENZA SLEALE E UNA REALTA INCONTROVERTIBILE,
    ESSERE ONESTI E PRATICAMENTE IMPOSSIBILE.
    IN MERITO AL NANO (BERLUSCONI) ABBIAMO DIMENTICATO TUTTO
    QUELLO CHE A FATTO?
    ANALIZIAMO I FATTI NELLA LORO TOTALITA PREMESSO CHE IL
    CENTROSINISTRA NON E AFFATTO COMPOSTO DA SANTI ANZI
    IL PROBLEMA E CHE GLI ITALIANI SONO PER I NOSTRI POLITICI (TUTTI) CARNE DA CANNONE COME SI DICEVA UNA VOLTA.
    NON POSSO PENSARE CHE EVADERE PAGHI ED ESSERE ONESTI NO,
    MA LA REALTA E QUESTA E NON SO COSA POSSIAMO FARCI.
    UN FILOSOFO DISSE NON PUOI CAMBIARE IL MONDO MA PUOI CAMBIARE QUEL PICCOLO PEZZETTO INTORNO A TE.
    SOLO CHE SE LO FAI IN COMMERCIO IL GIORNO DOPO SEI MORTO

  33. Avatar schiavo
    schiavo

    Ma Po**a P**t*ana @ @1!!!**&§ e mi fermo con le bestemmie.

    Ho un un negozietto di computer e per vendere un pc o un prodotto informatico devo fare salti mortali, dare servizi al limite della pazienza e fare prezzi con margini del 10%!!!!!
    Ciononostante qui a Bari c’è un boom della grande distribuzione che si fanno guerra fra di loro a colpi di sottocosto e la gente ci vede pure come dei ladri.
    La vendita è diventata un miraggio.
    Alla fine a malapena esce quasi uno stipendio.
    Invece alla grande distribuzione non si applicano gli studi di settore, ma perchè maledizione!!!
    Dopo fatturati galattici sti grandi furboni chiudono con bilanci a pareggio.

    Sono un povero cristo che paga affitto, rischia soldi e pelle, sto dieci ore al giorno risolvere problemi e alla fine sono un pollo da spennare per lo stato.

    Se applicassero la logica presuntuosa degli studi di settore ai dipendenti statali in base alla loro produttività non prenderebbero manco mezzo stipendio!

    Ma fate i seri su!

  34. Avatar studi di settore
    studi di settore

    io ho una casa editrice come attività alternativa, perchè sono socia in una sas e mio marito è stipendiato. Per gli studi di settore sulle case editrici, devo fare l’adeguamento su cifre che non guadagno? Che alternativa ci può essere?

  35. Avatar studi di settore
    studi di settore

    volevo precisare che pubblico solo una rivista bimestrale

  36. Avatar ONESTO
    ONESTO

    Cari colleghi commercianti,
    per colpa di chi non ha mai pagato le tasse o per chi ha evaso, ora ci rimette l’artigiano/commerciante ONESTO.
    Senza contare : le chiusure delle fabbriche, la cassa integrazione, la concorrenza, i centri commerciali, i prodotti cinesi….il caro affitto…se andiamo avanti di questo passo non rimane più nulla…..questo/questi Governi di qualsiasi partito…vogliono vederci sprofondare?
    Parlo ovviamente per chi ha sempre fatto il suo dovere di lavoratore onesto…..per i disonesti: grazie per aver evaso, grazie per aver creato un mondo in cui il più debole è sopraffatto, grazie, grazie, grazie…ora ci rimettiamo tutti, Voi se avete evaso in passato ….ridate solamente quello che avete tolto all’epoca…..non tollero che gli onesti pagano per i disonesti….io personalmente mi sento parte lesa!

  37. Avatar dapinna

    Salve a tutti…
    Anche io ho una attività di informatica (assistenze e vendita PC, Siti Web etc)

    Quest’anno faccio il secondo studio di settore… e sto ancora compilando le tabelle e da quello che leggo le cose sono peggiorate…

    L’anno scorso, quello relativo al 2005 (che è il mio secondo anno di attività), ero non congruo e non coerente… e secondo gli studi avrei dovuto adeguarmi di circa 10’000 €. E fatturo tutto… anche alcune cose che prendo per Me per uso personale, per non averle in carico, le fatturavo non ha me perché non si può fare ma a mia sorella o mio padre… sia che si trattasse di componenti importanti che di piccole cose da 10 o 20 €.

    Dato che c’è qualche collega vorrei chiedere info su alcune delle voci del Quadro D degli Studi (modello TG66U)

    Ad esempio la “D07 System Integration” presumo che vada usata quando si assembla un PC Completo.
    Ma più o meno la stessa cosa la potrei indicare con la voce “D23 Installazione e configurazione hardware” + “D20 Commercializzazione di hardware informatico”

    Purtroppo non ho trovato da nessuna parte una spiegazione punto per punto di ogni voce in modo particolare.

  38. Avatar flod

    System integration non è assemblare pc ma tutt’altra cosa (se non sbaglio l’integrazione di sistemi e piattaforme hardware di natura diversa) 😉

    http://en.wikipedia.org/wiki/System_integration

  39. Avatar dapinna

    OK… allora è corretto come lo sto facendo ora (e come l’ho fatto l’anno scorso) 🙂

    Grazie…

  40. Avatar dapinna

    Altra domanda (chiedo scusa se approfitto di questo blog …)

    La voce “D23 Installazione e configurazione hardware” secondo voi comprende solo gli importi relativi all’installazione dell’hardware o può comprendere anche gli importi relativi alla vendita? Oppure questi possono essere solo nella voce “D20 Commercializzazione di hardware informatico”?

    Ad esempio io nelle fattura per un PC completo (assemblato da me) ho un unico importo (anche se indico in dettaglio tutti i componenti) nel quale includo oltre al costo dei componenti anche la configurazione, installazione etc. In questo caso separare gli importi mi verrebbe male per cui metterei tutto o su D20 o D23.

    Se invece faccio una fattura per la sostituzione di un HDD, ho due voci: quella con il costo del disco e quella con il costo dell’intervento… e qui non ho dubbi D20 il disco + D23 l’intervento di installazione.

    P.S.
    Ho realizzato un Foglio di Calcolo in formato .ODS (OpenOffice ma si posso salvarlo anche in .XLS) per facilitare la compilazione degli studi di Settore TG66U
    Se qualcuno è interessato lo posso mettere a disposizione nel mio sito 🙂

  41. Avatar flod

    Consiglio: non diventarci matto, nessuno ha quelle percentuali precise per i ricavi (e soprattutto molti le modificano in modo da “far risultare” la congruità dal momento che i vari settori hanno un peso diverso nel calcolo del reddito).

  42. Avatar dapinna

    Si lo so che non dovrei diventarci matto… 🙂

    Ma parto dal presupposto che:
    – Non sarò congruo ne coerente.
    – Non mi adeguerò (salvo che la cifra sia irrisoria)

    quando dovrò dimostrare le mie ragioni voglio come minimo portare dei dati coerenti con le mie fatture.

  43. Avatar Stregatta
    Stregatta

    Ho iniziato a lavorare da poco… apro partita 3 anni fa… libera professionista. Sono una persona onesta, mai sgarrato di una virgola. Stamattina chiama la mia commercialista e mi dice che sulla cifra totale che ho guadagnato quest’anno devo regalare a sti bastardi il 65% circa del totale che ho fatto quest’anno per via di studi del settore. Spero che chi è al governo si pigli la peste.

  44. Avatar Antonio
    Antonio

    Questa mattina mio papa’,piccolo artigiano, ha ritirato la cartella tasse e.. sorpresa! ha impattato anche lui contro gli studi di settore. morale: a fine anno rischia di chiudere. si e’ ritrovato con 9800 euro a fonte dei 22000 di NETTO.
    forse gli studi di settore saranno anche giusti ed equi nei confronti dei grossi privati, ma possibile che la carretta la devono tirare sempre i piu’ piccoli, i piu’ indifesi?
    perdonate la grossolonita’, ma sono un dipendente ed essendo la prima volta che me ne interesso mi sembra un sistema assurdo.
    ciao a tutti

  45. Avatar antonio61
    antonio61

    Visto che:
    1. Il nostro attuale referente, nonchè portatore di paranomasia col ruolo, sembra si intenda bene di dichiarazioni non veritiere.
    2. Pur reggendo al sopruso morale di dovermi dimostrare un non-evasore (il fatto che vada in giro con una euro 0 potrà servirmi?), non è detto che il funzionario, magari perchè la sera prima non gliel’ha data, creda al fatto che quest’anno ci sia stato meno lavoro per la concorrenza dei cinesi (sembra una frase fatta ma per me è vero).
    3. L’associazione Antiestorsioni può fare qualcosa contro la mafia, ma contro lo Stato Italiano è un po’ più difficilino.
    4. Con la suddetta euro 0 non ce la farò a emigrare in un paese più civile.

    Chiedo se qualcuno dei disgraziati che legge il blog può arrivare a sapere se e come si possa accedere a una bella e terapeutica interrogazione alla Unione Europea? Non ditemi che è una bischerata.

    Ciao a tutti

  46. Avatar Fabietto

    Io proprio ieri ho deciso di non effettuare l’adeguamento!
    Ho la coscienza pulita, mai fatto sotterfugi o quant’altro!
    A marzo risultavo congruo e coerente… Settimana scorsa, grazie al nuovo indicatore (Resa dell’addetto) sono fuori di circa 9000€!!!
    Non adeguo perchè ho due attività: consulente nel settore informatico e commerciante all’ingrosso di materiale Hardware & Software, con stessa Partita IVA ma Gestione Separata dei conti.
    Questo maledetto parametro, aggiunto con la nuova revisione degli studi di settore potevano anche non inventarselo!!!
    Nel mio caso, credo sia impossibile portare avanti entrambe le attività, con una resa del 100% su entrambi i fronti, conseguenza di ciò, mi tocca chiudere quella di commercio (svolta a tempo perso per passione) entro fine anno!!! Per un giovane di 25 anni, 9000€ cambiano la vita!!! Speriamo che quando dovrò dimostrare la mia posizione, troverò davanti una persona con un pò di intelligenza!

  47. Avatar Max 67
    Max 67

    QUESTA MATTINA HO CAPITO CHE VIVERE IN ITALIA E’ UNO SCHIFO!!!!!
    HO APERTO UN’ ATTIVITA’ DI FORNITURE INDUSTRIALI 7 ANNI FA’. CHI COME ME TRATTA CON LE INDUSTRIE SA’ CHE NON E’ POSSIBILE EVADERE NEANCHE UN CENTESIMO (NON SONO PRIVATI, ANCHE 10 EURO DI MATERIALE VA’ FATTURATO).
    TRE ANNI FA’ MI SONO DOVUTO INDEBITARE CON LA BANCA PER FAR FRONTE ALLE RICHIESTE INPS. IN QUESTI ULTIMI QUATTRO ANNI HO DOVUTO FARE SALTI MORTALI PER CERCARE DI RIENTRARE IL PIU’ POSSIBILE (SAPETE QUALI SONO GLI INTERESSI BANCARI) E QUEL POCO CHE LA SOCIETA’ GUADAGNAVA LO RIGIRAVO QUASI INTERAMENTE PER RISANARE IL DEBITO,ORA CHE SONO ARRIVATO QUASI IN PAREGGIO, STAMATTINA MI SONO SENTITO DIRE CHE DOVREI PAGARE 9000 EURO A CAUSA DEL NUOVO INDICATORE E FRA QUALCHE MESE VERSARNE UN’ULTERIORE META’ (4500 EURO)PER L’ANTICIPO.
    TOTALE 12500 EURO NEI PROSSIMI MESI.
    FORSE DALL’INIZIO DELL’ANNO MI SONO PORTATO A CASA 4000 EURO. COSA DOVREI FARE, ANDARE A RUBARE, SPACCIARE COCAINA O QUALCHE ALTRA AMENITA’ SIMILE.
    MA QUESTA GENTE CHE DECIDE I VARI PARAMETRI, SA’ I DANNI CHE CREA. SA’ COME RIDUCE QUELL’ITALIA DI PICCOLE E MEDIE IMPRESE CHE SONO STATE NEGLI ULTIMI ANNI IL PRINCIPALE MOTORE DELL’ECONOMIA NOSTRANA.
    SPINGONO TANTO IL TEMA DEI GIOVANI IMPRENDITORI E POI (SENZA MAI NEANCHE AVERLI AIUTATI) LI MASSACRANO?
    SCUSATE LO SFOGO UN PO’ INCASINATO MA SONO RIUSCITI A FARMI PERDERE LA RAGIONE.
    IN CONCLUSIONE, MI PENTO DI ESSERE SEMPRE STATO UNA PERSONA ONESTA E DI SANI PRINCIPI. FONDAMENTALMENTE SONO STATO UN PIRLA.
    SCUSATE MA ERA DOVEROSO

  48. Avatar Mariella
    Mariella

    Il mio studio quest’anno è stato revisionato……ecco il risultato : non congruo non coerente ma ok indici normalità economica! Visto il risultato ho fatto un piccolo esperimento…..Ho preso i dati dello studio relativo al 2005 e li ho caricati sullo studio di quest’anno senza modificare niente ecco il risultato: studio 2005 congruo e coerente;
    studio 2006 non congruo (+27.000!!!!) ma coerente e normale. Com’è possibile! Io comunque non mi adeguo. Un salutone

  49. Avatar Monica
    Monica

    ciao, ho un negozio da 4 anni…e devo dire che non si riesce a campare!!!!
    vado avanti con lo stipendio di mio marito..per pagare affitto e rate piu’ grosse..e sto gia’ arretrata con contributi e iva…
    chiudere e’ un macello..
    eppure clienti ne ho tanti..ma le tasse sono troppe!
    adesso il commercialista mi ha detto che dagli studi siamo risulati incongrui e incoerenti..(sto sotto di 700 euro)…
    ma se gia’ così nn ce la faccio..dovessi dichiarare tutto (che poi..non e’ molto)..che fine farei????
    CHE SCHIFO!!!
    MEGLIO IL POSTO FISSO..MAGARI STATALE! EHE EH

  50. Avatar Monica
    Monica

    MAX 67…MI RISPECCHIO IN PIENO IN QUELLO CHE DICI…IO HO DEBITI IN BANCA..SOLO PER PAGARE F24…ED OGNI TANTO MI CHIEDO..CHE DEVO FARE???
    RUBARE O SPACCIARE????