Il vero limite del Web 2.0

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Se il web 2.0 si fonda sul contributo dell’utente (“Il protagonista sei tu”, come recita la stracitata copertina del Time), il limite del web 2.0 è ancora una volta l’utente: in particolare l’idiozia dell’utente e la permeabilità del sistema all’idiozia stessa.

Vi è capitato ultimamente di usare YouTube per cercare un video? Quanti minuti ci perdete per trovarlo? Alla fine riuscite almeno a trovarlo?

youtube.png

Vi faccio un esempio: se devo cercare il video di Technical Difficulties di Paul Gilbert lo trovo in pochi secondi (a proposito: prendetevi 3 minuti e guardatelo con le orecchie ben aperte), fortunatamente è un argomento di nicchia. Stessa cosa se stai cercando un video di Johnny Hiland.

Provate a cercare un video* con parole chiave “di moda”: vi troverete sommersi da video che non c’entrano platealmente una mazza e ripieni di tag come nemmeno la peggiore link farm, oppure video che non c’entrano comunque una mazza e hanno pure l’anteprima farlocca per gabbare l’utente di turno (ti tocca aprirli, scoprire di avere a che fare con un idiota, chiudere e proseguire con la ricerca).

Se non si cerca di porre dei limiti il giocattolo è destinato ad implodere e il problema riguarda anche altri servizi ueb-due-punto-zero; per il momento Flickr sembra salvarsi, probabilmente grazie anche alla natura degli utenti che lo frequentano attivamente.

* ricordo chiaramente un assolo di Dave Navarro tamarro come non mai insieme a Christina Aguilera ad un MTV Awards, sarei anche pronto a scommettere che la canzone fosse Fighter, peccato che non sia riuscito a trovare il video (non chiedetemi perché so queste cose, preferirei non saperle 😛 ).

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Commenti

13 risposte a “Il vero limite del Web 2.0”

  1. Avatar Giuseppe

    Sante parole… quante volte mi è capitato.. già che ci sono prova a cercare “parcheggio” non hai idea quanti imbranati ci sono, sempre che tu non ci abbia già provato

    bye

  2. Avatar Gioxx

    Probabilmente “tra gli altri ranghi” (programmatori) se ne sono già accorti. La domanda è quindi diversa: “perchè non agire subito per arginare il problema?”.

    🙁

  3. Avatar flod

    Nel caso di YouTube non mi sembra un’operazione impossibile:
    * limitare il numero massimo di TAG inseribili e la lunghezza delle descrizioni, togliere questo limite per alcune categorie di utenti considerati affidabili
    * segare gli account idioti al primo sgarro

  4. Avatar miki64
    miki64

    Molto razionale quello che tu dici pt.
    Ma forse utopistico: i filmati idioti fanno “audience” e tanti contatti generano tanti contratti… credo… 🙁

  5. Avatar flod

    Con filmati idioti intendo quelli che ti dovrebbero far vedere una cosa (in base al titolo, alla descrizione, ai tag o all’immagine riassuntiva) e poi te ne fanno vedere un’altra: questi non fanno audience, fanno solo “massa” e raccolgono una marea di insulti nei commenti (tant’è che molti li disattivano).

  6. Avatar flod

    Piccola correzione: in realtà mi sono ricordato che anche Flickr ha la sua parte di idioti.

    Esempio: guardate i tag di questa foto

  7. Avatar Giovambattista Fazioli

    Sono perfettamente d’accordo. E’ un limite, o un problema, che si sta cercando di affrontare tuttavia.
    Ma dev’essere affrontato? Vedremo…
    Soluzioni rapide alternative? Verticalizzare, scremare e taggare con un tecnica diversa… forse…

  8. Avatar thisend

    Bè l’uomo è di natura stupido.. è molto normale ciò… anche se nn buono

  9. Avatar Suedehead

    Bello quell’assolo di chitarra: la parte finale mi pare la versione metal di Comfortably numb dei Pink Floyd (stessi accordi 😉 )

  10. Avatar miki64
    miki64

    Per filmati idioti intendevo *anche* quelli di cui tu hai fatto l’esempio… 😉

  11. Avatar necosi

    il problema non è tanto dell’utente idiota, ma piuttosto del metodo del tagging. classificare un opera con una parola è pressocche’ impossibile.

    io avevo pensato ad una soluzione.

    riconoscere la parola del tag ed associarla ad un id univoco che rappresenta l’oggetto in se.

    esempio: foto con una mela.
    l’utente inserisce i seguenti tag: mela mele frutta frutti natura apple fruit nature…
    bene, puoi inserire anche tutti i tag tradotti in tutte le lingue, ma l’operazione diventa complessa.

    cosa dovrebbe fare l’algoritmo?

    associare mela mele apple ad un unico id
    associare natura nature ad un altro unico id
    associare frutta fruits ad un altro id

    poi dovrebbe avere uno schema insiemistico in cui posiziona macro categoria natura -> frutta -> mela
    quindi 3 semplici id navigabili tra l’altro.

    i tag sono il male in certi contesti!!!

  12. Avatar greenkey

    si, hai proprio ragione, sto cercando ma mica lo trovo su youtube…
    ti do la conferma che è Fighter (stasera c’era lo speciale su Mtv su Christina Aguilera e hanno fatto vedere un pezzo di quel live… non riesco proprio a trovarlo però…

  13. Avatar Dario Salvelli

    L’altro giorno cercavo su YouTube “Barry White” e come risultati ho trovato tanti video di “Gollum”,personaggio de Il Signore degli Anelli: è tutto dire. 😉