
Per chi se lo fosse perso (probabilmente vivete in un bunker antiatomico), su apple.com è disponibile un tour guidato di 20 minuti sulle funzionalità di iPhone: un bell’ometto vestito da mimo vi introdurrà alle fantastiche funzionalità dell’oggetto in questione.
Sabato mattina ho fatto i compiti e mi sono scaricato i 175MB di video per poterli studiare con calma.
Sinceramente sono sempre più perplesso. L’interfaccia non si discute: è rivoluzionaria, semplice da usare, intuitiva e molto rapida (almeno a vedere il video). Quello che non si capisce è perché una persona sana di mente dovrebbe spendere quei soldi per comprare un telefono, perché alla fine dei venti minuti è evidente che si tratta di un telefono, stop.
Se il target di riferimento dell’iPhone è il ragazzino multimediale, l’aggeggio ha dei seri difetti: fotocamera da 2Mpx quando in circolazione ci sono telefoni con camera da 5Mpx e obiettivo Zeiss. Lo spazio disponibile (4/8 GB) non è certamente quello di un iPod tradizionale, e Dio solo sa quanto dura la batteria usandolo come lettore musicale.
Se il target di riferimento dell’iPhone è l’utente business, spiegatemi come è possibile usare un dispositivo in grado di visualizzare allegati Word ma non di modificarli, per non parlare dell’assenza di un simil foglio di calcolo. Volete obbligarmi a usare Google Docs & SpreedSheets? Allora dovete darmi una tariffa dati scandalosamente economica, perché in caso contrario anche tutte le simpatiche funzionalità su meteo-azioni-mappe che mostrate sono un attentato alle mie finanze: mi costa meno chiamare Pagine Gialle e un taxi che non cercare il ristorante cinese su Google Maps.
In Italia molto del successo dell’iPhone dipenderà da tre fattori:
- possibilità di usare schede prepagate (ne dubito) e scelta del carrier (alcune voci, poi smentite, parlavano di AT&T in procinto di acquistare Vodafone, nel qual caso la scelta sarebbe stata scontata)
- disponibilità di una tariffa dati adeguata (e in Italia sarebbe una grossa novità)
- prezzo
Paradossalmente il prezzo potrebbe rappresentare il fattore di dissuasione meno significativo.







