Autore: flod

  • Pubblicità online: il tracking non è la soluzione

    Ho comprato le scarpe nuove per correre circa due settimane fa. Facebook, senza perdere un colpo, continua a propormi di comprare scarpe. Con buona probabilità continuerà così per almeno altre due settimane.

    Facebook Ad #1

    L’algoritmo “ti propongo X perché hai cercato X” funziona in un numero estremamente ridotto di casi.
    L’algoritmo “ti propongo X perché so per certo che X serve per il tuo interesse Y” è sicuramente più efficace, ed è per questo motivo che ogni giorno che passa mi viene voglia di fare tabula rasa dell’account Facebook. Promemoria: se il prodotto è gratis, stai semplicemente pagando con i tuoi dati.

    Oggi però Facebook si è superato.

    Facebook Ad #2

    Passi per le solite scarpe. Peccato che quello sopra sia un annuncio messo dal sottoscritto. Probabilità di comprare la bici messa in vendita da me stesso? Fate vobis.

  • 2 note al volo su verybello.it

    Confesso di non apprezzare il nome scelto – ne ignoro i motivi, ma nella mia testolina bacata lo immagino pronunciato da Enzo Braschi in versione Drive In – però non è da escludere che abbia successo con un pubblico anglofono abituato a storpiare l’italiano.

    Ho letto diversi post sulla questione, incluso questo di Matteo Flora e questo (assolutamente condivisibile): c’è poco da vantarsi per un sito che muore sotto un numero di richieste che non pare straordinario. Va detto che su Twitter e altrove c’è gente che commenta un po’ a pene di segugio, incluso il digital champion (sigh) che confonde mobile first e app per cellulari.

    Personalmente ho solo due problemi con quel sito, e non ho visto nessuno farli notare (magari frequento le persone sbagliate):

    • Caricare la home significa scaricare un index di 8951 righe. 84 richieste (ma gli sprite non van più di moda?), più di 6 secondi per caricare la pagina. Non ho una connessione in fibra, ma un’ADSL probabilmente sopra la media della qualità italiana. Un tempo del genere mi sembra veramente eccessivo.
    • Il sito è completamente inusabile senza JavaScript attivato. Non funzionano le caselle di scelta, la ricerca, non puoi passare alla seconda pagina. Non è così complicato avere un sito che non esplode senza JS.

    Traffico di rete (parziale)

  • Appunti su Mercurial e OS X

    Questa settimana ho finalmente trovato il tempo per sistemare alcuni piccoli problemi nel mio flusso di lavoro – in inglese verrebbero definiti paper cuts, taglietti piccoli ma fastidiosi.

    Tralasciando il consiglio di installare le versioni più aggiornate di software come Git e Mercurial (personalmente preferisco installer nativi a MacPort o Homebrew), approfitto di questo post per alcuni appunti su editor di testo e Mercurial in ambiente OS X.

    Editor di testo

    Il mio editor di testo principale è Sublime Text 2 (ST2). Ho installato anche TextMate 2 e Atom (provato solo superficialmente finora), ma il 90% del tempo utilizzo ST2. Non amo gli editor da terminale: non ho mai trovato il tempo e la voglia di imparare a usare vi, se proprio tocca (es. sessione remota su server) c’è nano.

    Per avviare ST2 direttamente da terminale è sufficiente creare un link all’apposito comando sudo ln -s "/Applications/Sublime Text 2.app/Contents/SharedSupport/bin/subl" /bin/subl

    TextMate permette di automatizzare questo processo dalle Preferenze, l’eseguibile si chiama mate.

    L’aspetto fondamentale è che, con entrambi i comandi, è possibile aprire direttamente una cartella nell’editor, es. subl ~.

    Questo è il mio file di configurazione di ST2 (confesso di non essere un grande utilizzatore di plugin):

    {
    	"color_scheme": "Packages/Color Scheme - Default/iPlastic.tmTheme",
    	"detect_indentation": false,
    	"font_size": 12.0,
    	"hot_exit": false,
    	"ignored_packages":
    	[
    		"Vintage"
    	],
    	"remember_open_files": false,
    	"rulers":
    	[
    		80
    	],
            "spell_check": false,
            "dictionary": "Packages/Language - Italian/it_IT.dic",
    	"tab_size": 4,
    	"translate_tabs_to_spaces": true,
    	"trim_trailing_white_space_on_save": true
    }
    

    A differenza di TextMate, che utilizza il dizionario disponibile nel sistema, in ST2 il dizionario italiano va aggiunto manualmente. Fortunatamente il file .dic di Firefox/LibreOffice è compatibile.

    Mercurial

    Il primo consiglio è crearsi un file ~/.hgignore per escludere quella piaga dei file .DS_Store (anche se ho iniziato ad usare Asepsis da un po’ di tempo).

    # use glob syntax.
    syntax: glob
    
    *.DS_Store

    Estensioni consigliate:

    • color: utile sia per hg diff che hg status. Per controllare le modifiche di solito utilizzo hg diff|mate, dal momento che la visualizzazione dei diff è molto più chiara in TextMate.
    • extdiff: permette di utilizzare programmi esterni per il confronto in caso di merge. Al momento è impostato per usare KDiff3.
    • purge: è un vero salva-tempo, visto che hg up -C non rimuove i file attualmente non sotto controllo di versione.
    • transplant: permette di ‘trapiantare’ un changeset da un repository all’altro.

    Veniamo alla scoperta di questa settimana: ho sempre utilizzato nano per i messaggi di commit, e non era esattamente comodo. La scoperta è che impostare Sublime Text come editor predefinito per Mercurial è davvero banale. In ~/.hgrc:

    editor = /Applications/Sublime\ Text\ 2.app/Contents/SharedSupport/bin/subl --wait
    

    In teoria dovrebbe funzionare anche editor = subl -w. Nel mio caso non c’è stato verso e non ho investito ulteriore tempo per scoprirne la causa.

    L’altra scoperta della settimana è quanto sia veloce (e ben documentato) impostare BitBucket+Mercurial+SSH. Peccato non averci mai guardato prima per pigrizia.

    Sempre a proposito di BitBucket: se siete allergici alla riga di comando, SourceTree è una buona alternativa.

  • Flash 16.0.0.257 – vulnerabilità 0-day

    L’ultima versione disponibile del plugin Flash (16.0.0.257) è vulnerabile, e a quanto pare la vulnerabilità è già sfruttata in exploit kit.

    Se usate Firefox, e non l’avete già fatto, è il caso di impostare il funzionamento del plugin “a richiesta”:

    • Aprire about:addons (oppure Strumenti -> Componenti aggiuntivi).
    • Selezionare la scheda Plugin.
    • Individuare Flash e impostarlo come “Chiedi prima di attivare”.
    • A questo punto attivare Flash solo su siti che considerate affidabili.

    Disattivare Flash

    Se non usate Firefox, mi dispiace per voi 😉

    UPDATE ore 13: è disponibile per il download la versione 16.0.0.287, ma il consiglio rimane valido.

  • 2014 in numeri, propositi per il 2015

    Firefox

    Partiamo dalla parte più semplice, l’anno (quasi) finito:

    • Sono trascorsi 14 mesi da quando ho cambiato vita lavorativa abbandonando completamente il campo dell’assistenza hardware/software. Non è stata una scelta facile ma, ad oggi, non potrei essere più soddisfatto. Per lavoro ho trascorso una settimana a Portland e una a Parigi (e finalmente visto Versailles).
    • Ho fatto le mie prime ferie dopo anni, non ricordo nemmeno l’ultima volta in cui mi sono preso una settimana completamente libera dai clienti.
    • Continuo a odiare i telefoni cellulari. C’è di positivo che ormai suona talmente poco che quasi mi dimentico di odiarlo.
    • Strava dixit: percorsi 675 km di corsa (più altri ~250 km su tapis roulant nei primi sei mesi dell’anno), 1.120 km in mountain bike. Grazie anche a questo sono riuscito a mantenere il peso dell’anno scorso (segnava un +4 Kg ad agosto).
      Non vivo con l’ossessione della bilancia, ma sono consapevole che ritrovarsi con +20 Kg è un battito di ciglia per il sottoscritto (record personale stimato intorno ai 115 Kg).

    E veniamo a una parte nuova con i propositi per il 2015, poche cose, semplici e facili da verificare tra 12 mesi:

    • Leggere almeno un paio di libri tecnici (argomento a piacere tra JavaScript, node.js, PHP, CSS, Python, Django) e soprattutto cercare di usare quanto imparato in qualche progetto.
    • Scrivere di più su questo blog (almeno 4/5 articoli al mese) e su quello in inglese (almeno uno al mese).
    • Fotografare di più e iniziare a usare Lightroom.
    • Decidermi a sistemare il mio primo tatuaggio (ormai maggiorenne).
    • Visitare Londra (e magari trovarci qualche espatriato).
    • Visitare San Francisco (hard but not impossible).
    • Correre almeno 100 km al mese, fare un giro in mountain bike “fuori zona” (senza partire da casa).
    • Perdere un po’ di peso, o quantomeno non accumularne.