Disclaimer: lungo rant politico. Se siete interessati alla parte tecnica o tecnologica di questo blog, potete saltarlo tranquillamente a piè pari 🙂
Non avendo seguito il discorso di Veltroni (non ho un paio d’ore da dedicarti, sorry bro!), faccio riferimento alla sintesi in 12 punti di Repubblica.
Primo. Scegliere come priorità infrastrutture e qualità ambientale. No alla protesta Nimby e sì al coinvolgimento e alla consultazione dei cittadini. Sì agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori, ai termovalorizzatori e all’Alta Velocità e al completamento della Tav.
Quarto. “Fare quello che non è mai stato fatto”: ridurre le tasse ai contribuenti leali ai lavoratori dipendenti e autonomi. A partire dal 2009 un punto in meno di Irpef ogni anno per tre anni
Demagogia allo stato brado:
- il governo Prodi non è stato in grado di imporre queste scelte (vedi alla voce TAV), nemmeno ai propri “amici” in condizioni di emergenza (vedi alla voce Napoli), non capisco in che modo Veltroni conti di riuscirci.
Se per governare avrà bisogno dell’appoggio di verdi e sinistra (nimby forever), il primo punto salta. Ammesso e non concesso che il PD riesca a mantenere una linea coerente al suo interno (ve lo ricordate il “programma di governo” sottoscritto da tutte le forze dell’unione? ecco); - l’equazione “taglio aliquote IRPEF=meno tasse” è semplicemente ridicola (e demagogica). Abbassi di un punto l’IRPEF e riduci le deduzioni e le detrazioni? A casa mia quello si chiama”aumentare le tasse”, perché alla fine sto pagando più dell’anno precedente. Tu invece lo chiami “ridurre le tasse”. Bon, basta saperlo.
Sesto. Il problema della casa. Aumentare le case in affitto e “costruzione di circa 700 mila nuove case da mettere sul mercato a canoni compresi tra i 300 e i 500 euro”.
Interessante… Chi sarà il proprietario di queste case visto che le diamo in affitto? Lo stato? Un nuovo ente? Come si concilia questo splendido progetto con il punto “controllo della spesa pubblica”?
Settimo. Invertire il trend demografico mediante l’istituzione di una dote fiscale per il figlio. 2500 euro al primo figlio e aiuti per gli asili nido.
Ottavo. L’università. Cento nuovi campus universitari e scolastici entro il 2010.
No, aspetta… Questa devo averla già sentita da qualche parte… Certo, l’avevano fatta quei populisti del governo Berlusconi portandosi a casa una marea di insulti.
Nono. Lotta alla precarietà, qualità del lavoro e sua sicurezza. I giovani precari dovranno raggiungere il minimo di 1.000 euro mensili.
Stesso problema delle case. In che modo il governo conta di arrivare a 1000 euro per i giovani precari? Mettendo soldi di tasca propria? Fornendo incentivi alle aziende? E poi: tutti i giovani precari indistintamente? Come facciamo a valutare il merito e il lavoro che fanno? Li valgono quei mille euro? Perché non so voi, ma pagare 1000 euro un tizio che si gratta allegramente il belìn non è la massima aspirazione di un datore di lavoro (e in generale non è un bene per l’azienda).
Giusto per la cronaca, la settimana scorsa sono stato in un’azienda a conduzione familiare (padre, madre, figlio) che si occupa di nastri trasportatori (lavoro non di concetto e sicuramente faticoso): non sono in grado di trovare un lavoratore degno di questo nome, e in quel caso lo stipendio mensile è quasi una volta e mezzo quello proposto da WV.
Tutti quelli che si sono presentati (tutti italiani) spariscono dopo aver ricevuto il primo stipendio, oppure passano settimane in mutua. Da queste parti il lavoro c’è, bianco e assicurato, spesso mancano i lavoratori per una serie infinita di motivi: i ragazzi al primo impiego vogliono il week-end sempre libero, considerano lo stipendio troppo basso, esigono un lavoro adeguato al proprio titolo di studio, la sera devono poter uscire con gli amici, ecc. ecc. E non crediate che sia la prima storia del genere che sento in questi otto anni.
Dodicesimo. L’innovazione. Portare la banda larga in tutta l’Italia, garantire a tutti una tv di qualità, superare il duopolio tv e correggere gli eccessi di concentrazione delle risorse economiche.
Questo punto è il tipico esempio della politica fuffa style – e al momento a destra la situazione non è migliore. Se stai facendo una dichiarazione di intenti, perché non elenchi una serie di punti precisi? Faccio un esempio: eliminazione del canone RAI, eliminazione della pubblicità da uno dei 3 canali RAI, sostegno alle comunità locali non raggiunte da banda larga (come, dove, quando e perché), ecc. ecc. No, si parla di “tv di qualità”. Perché? Perché probabilmente Walter e i suoi colleghi non hanno la più pallida idea di cosa sia il digital divide.
Sinceramente, non capisco perché tanta gente sia andata in brodo di giuggiole per questo discorso, a me sembra la solita fuffa.








