Live 8
3 Luglio 2005
Stamattina sto cercando di recuperare un po’ di arretrati e, visto che non si tratta di lavori particolarmente impegnativi, sono accompagnato dalla televisione su cui passa la registrazione post 22:00 del concerto di ieri sera. Lavorare con un sottofondo di Sting, The Who e Pink Floyd che suonano dal vivo diventa quasi un piacere.
Il concerto è stato emozionante e mi ha riportato alla mente il primo grande concerto che ho visto in TV: era il 1992 e si trattava del tributo a Freddie Mercury.
Qualità del concerto a parte, vedere la diretta su Rai Tre è stato un supplizio:
- una marea di pubblicità: mai vista tanta tutta assieme su un canale rai, sarà un caso? Dove finiscono quei soldi?
- un conduttore che non sa NULLA di musica, l’altra che non sa nulla del resto; non c’era nessuno di qualificato per parlare di musica ed esprimere un concetto sul problema contemporaneamente?
- improvvisazione allo stato puro: espressione ebete dei conduttori per 10 secondi ad ogni ritorno dai collegamenti esterni
- traduttore che partiva quando voleva (o quando si svegliava?)
- ospiti in studio che parlano per 5 secondi e vengono brutalmente interrotti per fare sentire tre idioti tatuati
- collegamenti con altre città sospesi nel bel mezzo di una canzone
Santoro e Grillo
19 Giugno 2005
Premesso che di politica in questo blog non ne voglio parlare, solo una piccola riflessione a margine sulla televisione italiana.
Iera sera, verso le 20, stavo sistemando alcune cose sul PowerBook ed ho acceso la tv per vedere cosa stavano trasmettendo; ad un certo punto arrivo su TeleLombardia, dove va in onda l’ennesimo spettacolo teatrale del signor Santoro e del suo circo.
Il circo in questione è costituito da varia umanità, con alcune presenze fisse:
- lui che gira con la sua cartelletta in mano, ammicca e sorride beota ad ogni battuta, anche a quelle obiettivamente poco riuscite; non ridere sarebbe ammissione di colpa sulla qualità degli ospiti
- la signora Guzzanti, martire della programmazione televisiva, greve come suo solito nei suoi tentativi di essere divertente; come si può scherzare sul cancro di una persona?
- la signora Sgrena [...]
- il signor Travaglio, giornalista sconosciuto diventato improvvisamente il nuovo Montanelli nel momento in cui decide di fare avvocato dell’accusa, giudice e giuria in televisione
- il signor Vauro, collega della signora Sgrena e già ospite fisso del sig. Santoro sulle trasmissione Rai
- un paio di ospiti a rotazione, mescolati al resto del circo; tali presenze sono da accomunare a sagome di cartone, raramente gli viene permesso di aprire bocca tra una pregnante imitazione della signora Guzzanti ed una vignetta del signor Vauro
Il signor Santoro è soltanto un uomo di un’estrema vanità che VIVE per apparire davanti ad una telecamera; se ne avesse i mezzi economici, non sarebbe diverso dal signor Berlusconi.
Persegue i suoi scopi con cinica determinazione; qualcuno di voi si ricorda di averlo votato per rappresentarci al Parlamento Europeo? Complimenti…
Ancora non sono riuscito a capire qual è lo scopo delle sue azioni; di sicuro non è una “missione per la libertà”, come diceva sul suo sito cercando i voti degli elettori. Libertà significa confronto, ed il contraddittorio è sempre stato un optional nelle sue trasmissioni.
Veniamo al titolo: cosa c’entra Beppe Grillo? Ad un certo punto ha annunciato uno spezzone dello spettacolo di Grillo, definendolo “un’altro trombato della televisione italiana”.
Mi dispiace farglielo notare, signor Santoro: Grillo non va in televisione da molto più tempo di lei. Perché? Per il semplice motivo che non guarda in faccia nessuno: se ha qualcosa da dire, lo dice, fregandosene dei partiti, dei poteri forti e di tutto il resto. Ad esempio, non ha bisogno di pararsi il fondoschiena per assicurarsi un posto al Parlamento Europeo.
Lasci perdere, signor Santoro: Beppe Grillo è altra cosa.










