Frudua GFF Mix

Canon EOS 40D, Canon 24-70mm ƒ2.8, treppiede

È arrivata la nuova bimba :-)

Tag Technorati: , ,

Torno rapidamente sull’argomento G.A.S. per mostrarvi quello che, quasi sicuramente, sarà il mio prossimo acquisto in ambito chitarristico.

Come spiegato nel post precedente, sto cercando di vendere la mia 7 corde (praticamente inutilizzata) per sostituirla con uno strumento più versatile e meno cattivo. Qualche tempo fa ho letto su Internet dell’iniziativa Frudua Direct Deal di Galeazzo Frudua e l’idea mi è sembrata subito interessante.

Piccola digressione: per chi non conoscesse il nome Frudua, basti pensare che la sua Carved Pro è stata uno dei miei sogni nel cassetto dai tempi di Andrea Braido in tour con Vasco Rossi (credo fosse “Gli spari sopra”), peccato che il costo di uno strumento simile sia improponibile per un musicista non professionista (o non milionario).

Le chitarre in questione sono costruite in Corea (NdPT: tutta la produzione di chitarre economiche si è spostata dalla Corea alla Cina negli ultimi anni). Per citare Frudua stesso:

Le Frudua Direct Deal sono in pratica, chitarre costruite, liuteristicamente parlando, con criteri di liuteria sia nella manodopera, che nelle soluzioni che nel legno e siccome sapete bene che è il legno che suona la mia scommessa è fornire questa qualità ad un prezzo che è circa 1/3 di quello che dovrebbe essere se fossero strumenti importati.

Considerato che ho visto chiedere quasi 1500€ per una Strato American Deluxe in configurazione HSS (e non parliamo del costo di una Gibson Les Paul), preferisco spendere 800€ per una chitarra di questo tipo (perdendoci quasi sicuramente in rivendibilità):

L’unico altro difetto è l’impossibilità di provarla dal vivo, visto che per tenere bassi i costi si evita il canale produttore-distributore-negozio. Molti storceranno il naso all’idea di acquistare una chitarra “a scatola chiusa”, rimane il fatto che una delle chitarre a cui sono più affezionato (Ibanez serie S) l’ho ordinata senza aver mai avuto la possibilità di provarla ;-)

Per chi fosse interessato, c’è un canale su YouTube con almeno un centinaio di video (chitarre, bassi, amplificatori) e per fine settembre dovrebbe essere disponibile anche il Frudua Store.


G.A.S.

10 agosto 2010

[DISCLAIMER: se hai abbastanza istinto masochista da continuare a leggere e non sai di preciso come sia fatta una chitarra, ti consiglio di dare un'occhiata a quella sottospecie di glossario in fondo all'articolo]

Qualunque chitarrista (e probabilmente fotografo) conosce bene la sigla G.A.S., acronimo per Gear Acquisition Syndrome. In parole povere la mania di circondarsi di un numero spropositato di chitarre e puttanate diavolerie (effetti, amplificatori, casse, pedali, rack, cavi, plettri, ecc. ecc.). Essendo il budget limitato, G.A.S. è spesso sinonimo di permuta :P

Fortunatamente non sono mai stato attratto dagli amplificatori, probabilmente l’anello più costoso della catena insieme alle chitarre. Visto il periodo di cazzeggio, ho deciso di fare un elenco di tutte le cazzabubbole legate al mondo della chitarra che mi sono passate tra le mani in questi 18 anni.

Chitarre

La mia prima chitarra è stata Rusty, una Ibanez RG570 (catalogo Ibanez) made in Japan del ’93. La chitarra, hardware dorato a parte, è ancora in buone condizioni ed ha ricevuto un paio di humbucker nuovi giusto qualche mese fa (Di Marzio Tone Zone e Air Norton in versione zebrata).

La seconda chitarra, la prima acquistata con il sudore della mia fronte, è stata una Ibanez RG7-420BP, sette corde made in Japan del ’99 (catalogo Ibanez) . Ben presto ho sostituito i pick-up originali con dei Di Marzo (Tone Zone e Air Norton). Alla fine è risultata una delle chitarre che ho meno utilizzato, motivo per cui ho in programma di venderla per sostituirla con qualcosa di più versatile.

Terza chitarra: Ibanez S1540 (si nota il trend?), made in Japan del 2002 (catalogo Ibanez). Sto valutando se venderla visto che non la uso praticamente più, ma trattandosi di una chitarra splendida sono decisamente restio all’operazione.

Quarta chitarra: Ibanez Joe Satriani JS1200, made in Japan del 2005 (catalogo Ibanez). Tra tutti i modelli signature, continuo a considerarla quello con il rapporto prezzo/prestazioni più elevato in casa Ibanez.

Quinta chitarra: Peavey HP Special CT USA. La prima chitarra “seria”, non costruita in estremo oriente e con tastiera in acero.

Chitarre possedute e date in permuta:

  • Squire Starfire, semiacustica in stile Gibson 335. In assoluto uno dei peggiori acquisti mai fatti: pagata eccessivamente, usata poco e venduta per due lire (mercato praticamente nullo per questo modello). Data in permuta per la Joe Satriani.
  • Ibanez RG-1520, made in Japan nel 2005 (catalogo Ibanez). Acquistata come muletto per esibizioni dal vivo, data in permuta per la Peavey.

Dopo 18 anni posso dire con certezza di prediligere modelli con manico bolt-on e non verniciato.

Chitarre acustiche

La mia prima chitarra acustica è stata una Ibanez AE (non ricordo il modello preciso né l’anno), venduta ad un amico per passare ad una Ovation made in Korea (Elite CS-247), a sua volta data in permuta per acquistare l’attuale Taylor 412CE. A meno di furti/rotture, non vedo cambi di acustica all’orizzonte.

Rack

Come dicevo sopra, non sono mai stato attratto dagli amplificatori, in compenso ho sempre avuto parecchio interesse per i multieffetti a rack (un settore sempre più di nicchia). Attualmente la catena nel mio rack è la seguente:

  • il segnale entra in un preamplificatore Rocktron Piranha (due valvole 12AX7);
  • nel loop effetti del Piranha c’è un T.C. Electronics G-Major;
  • il segnale esce in stereo dal Piranha ed entra in un BBE Sonic Maximizer 482;
  • il segnale del BBE esce in stereo verso un Marshall Valvestate 8008;
  • casse Marshall 1936 e 1922 (entrambe con 2 coni da 12″).

Per registrare via USB utilizzo un Digitech GSP1101, acquistato usato l’anno scorso.

Confesso di aver pensato spesso ad un finale valvolare, ma delicatezza/peso/costo mi hanno sempre fatto desistere.

Nel corso degli anni sono passati diversi pezzi per questo rack:

  • Preamp Rockman XPR. Distorsioni tipiche da anni ’80, suoni puliti assolutamente spettacolari (credo lo abbia usato anche Steve Vai da qualche parte su Passion and Warfare).
  • Marshall JMP1. Non ci sono mai andato d’accordo, suoni ok fino al crunch ma non mi è mai piaciuto sulle distorsioni.
  • Alesis Midiverb IV. Sostituito egregiamente dal G-Major.
  • Zoom Digitech Valve DSP9150. Dato in permuta per il Piranha, la qualità del suono era decisamente buona per il prezzo (ne ho intravisto uno usato a 90€ l’altro giorno da Musical Box).

Amplificatori (non a rack)

L’unico amplificatore che possiedo è un modello per chitarra acustica (SR Jam 150 Plus). Ultimamente ho una certa curiosità verso combo/testate da studio in classe A (Cicognani Brutus, Peavey Mini Colossal e simili), ma ho l’impressione che resterà solo interesse “platonico”.

Glossario

Non mi ero mai reso conto di quanta fuffa terminologica si accumuli nella testa di un chitarrista…

hardware
In generale tutta la parte “non legnosa” di una chitarra elettrica tradizionale (ponte, meccaniche, controlli di tono e volume, ecc.).

humbucker
Su strumenti elettrici le vibrazioni delle corde vengono “raccolte” (trasformate in impulsi elettrici) da bobine magnetiche chiamate pick-up. Il single coil, come dice il nome stesso, è costituito da un singola bobina. L’humbucker è costituito da una coppia di bobine in controfase, ed è in grado di fornire un’uscita maggiore e meno rumore (“buck the hum”).

In generale su una chitarra si trovano due o tre pick-up, per cui si parla di “configurazione”. La configurazione tipica di una Stratocaster è SSS (tre single-coil partendo dal ponte), quella di una Ibanez è HSH (due humbucker con single coil centrale). Sulla chitarra è presente un selettore per scegliere quali pick-up attivare, i più comuni sono a 3 o 5 posizioni (ad ogni posizione corrisponde un gruppo di pick-up diversi).

bolt-on
Il manico (neck) può attaccarsi al corpo (body) della chitarra in 3 modi:

  • bolt-on: attaccato con delle viti, tipico delle Fender Stratocaster, spesso si parla di “manico avvitato”. Il numero classico di viti è 4, ma se non possono trovare tranquillamente anche 5 o 6.
  • set-in: manico incastrato e incollato al corpo, tipico delle Gibson, spesso si parla di “manico incollato”.
  • neck-through: il manico e la parte centrale del corpo della chitarre sono costituiti da un pezzo unico di legno. La parte restante del body viene incollata al manico. Molto più frequente trovare questo tipo di attacco su un basso rispetto a una chitarra.

Sul manico è incollata la tastiera (fretboard): i legni più comuni sono il palissandro (rosewood) e l’acero (maple), ma ci sono tantissime varianti (ad esempio l’ebano).

semiacustica
A differenza delle chitarre elettriche solid body, la chitarra semiacustica presenta dei “buchi” nel corpo (camere tonali), tipicamente visibili attraverso buche ad effe (come quelle dei violini). L’utilizzo più comune delle chitarre semiacustiche è in ambito blues e jazz.

loop effetti, testata, combo, cassa
Il segnale della chitarra entra in un preamplificatore (preamp), passa da un amplificatore di potenza (power amp) e prosegue verso una cassa (cabinet) con dei coni (speaker). Gli speaker da chitarra più diffusi sono da 12 pollici e vengono utilizzati in configurazione 1×12″, 2×12″ oppure 4×12″. Il produttore più famoso di speaker è probabilmente Celestion.

Un amplificatore può essere combo (include tutti i componenti in un unico oggetto), oppure il cabinet può essere separato dalla testata (head). Nella testata troviamo sia il preamplificatore che l’amplificatore di potenza, entrambi gli stadi possono essere a valvole o a transistor. Nel caso del rack anche il preamp e il poweramp sono separati.

Alcuni effetti, come il wah-wah e il compressore, possono o devono essere messi prima del preamplificatore. Altri effetti, come delay e chorus, devono invece intervenire sul segnale già preamplificato. A questo serve il loop effetti: in pratica il segnale viene deviato verso degli effetti, elaborato e poi girato sul percorso originale verso l’amplificatore di potenza. Se proprio volete, immaginatelo come una sessione di trucco&parrucco del suono. Per evitare di complicarvi ulteriormente le idee, eviterei di parlare di loop seriale e parallelo ;-)

Se volete approfondire, Wikipedia (meglio quella inglese) è a vostra disposizione.

Tag Technorati: ,

Soave Guitar Festival 2010

Canon EOS 40D, Canon 70-200 ƒ4, mano libera

Ieri sera ho finalmente visto dal vivo uno dei miei idoli. Se non siete troppo distanti da Soave, per il prossimo anno vi consiglio caldamente di farci un salto: quasi impossibile trovare in un’unica serata una simile concentrazione di talenti.

Su Flickr trovate il set completo della serata.

Tag Technorati: ,

Rusty

25 febbraio 2010

Dusty & Rusty

Canon EOS 40D, Canon 17-40mm ƒ4, treppiede

La mia prima chitarra (Ibanez RG570GFTRS ’93, Made in Japan), in attesa di andare dal dottore per una revisione completa (sostituzione stock pick-up, messa a punto, forse nuovi tasti).

Considerazione a margine: ma solo dalle mie parti liutai e tatuatori hanno la stessa “presenza web” di un calzolaio?

Tag Technorati: , ,

Red passion

Dal momento che là fuori ci sono molti musicisti (e in particolare chitarristi), ho deciso di fare una piccola digressione rispetto agli argomenti classici di questo blog (fuffa tecnologica): oggi parliamo del negozio di strumenti musicali, soprannominato amichevolmente “spacciatore di fiducia”.

Prima domanda: in base a quali criteri scegliete un negozio piuttosto che un altro?

Ecco i miei, non necessariamente in ordine di importanza:

  • Prezzo. Inutile negarlo: la volgar pecunia conta, e in genere scarseggia. Là fuori ci sono negozi che praticano prezzi completamente fuori mercato, e per questo motivo consiglio sempre ai principianti di farsi accompagnare da qualcuno più esperto quando vanno a fare il primo acquisto (le sòle sono tutte intorno a voi).
  • Ubicazione. Intesa non solo come distanza dal campo base ma anche come accessibilità: se sono 50km di tornanti e non c’hai manco il parcheggio, devi avere dei prezzi maledettamente bassi per vedermi da quelle parti.
  • Personale. Il responsabile del reparto deve essere in grado di distinguere un bimbominkia da un cliente affidabile, di rispondere alle mie domande ed eventualmente consigliarmi, non deve essere simpatico quanto un riccio nelle mutande.
  • Disponibilità. Due chitarre dello stesso modello non saranno mai uguali, il mio modesto parere è che sia ancora indispensabile provare lo strumento prima dell’acquisto. Solo una volta ho ordinato una chitarra a scatola chiusa, e mi è andata di lusso (non altrettanto ad un mio amico, stesso modello). Sinceramente non ho intenzione di sfidare la sorte una seconda volta.
  • Ritiro dell’usato. Vedi discorso prezzo: si cambia, non si accumula, visto che budget e spazio sono limitati.

Ho dimenticato qualcosa?

Seconda domanda: avete mai acquistato una chitarra (o strumento musicale “importante”) su Internet? Vi ha mai sfiorato l’idea di farlo?

La mia risposta l’ho già data: la chitarra devo provarla, per quanto siano buoni i prezzi di eBay ho delle serie difficoltà a concepire l’acquisto via web.

Terza domanda (vediamo di sfruttare i lettori): avete negozi da consigliare nella zona Lombardia (est)-Veneto-Emilia Romagna (nord)?

Giusto per dare il buon esempio, ecco qualche informazione di prima mano:

  • Cavalli (Castrezzato, BS). È stato il mio primo spacciatore, ma è da parecchio che non ci faccio un salto. Credo sia ancora il miglior negozio della provincia, in termini di prezzi e disponibilità. Al tempo ritiravano come usato solo chitarre di un certo livello e, anche per questo, ho preferito cambiare lidi.
  • Piazzo (Mestrino, PD). Secondo negozio di fiducia, scoperto dal fratello (chitarrista e bassista) nelle sue trasferte di lavoro. Al tempo aveva davvero una notevole disponibilità di chitarre, anche di fascia alta. Se qualcuno ci ha fatto un giro nell’ultimo periodo, mi faccia sapere se è ancora così.
  • Musical Box (Verona, VR). Spacciatore attuale, scoperto sempre dal fratello. Negozio enorme, qualche problema di parcheggio (se parcheggiate all’interno preparatevi a litigare con il pirla di turno che vi chiude il passaggio), prezzi ottimi e personale disponibile. Scarsa disponibilità di chitarre Ibanez (per qualcuno potrebbe essere considerato un pregio :P ).

Se invece volete i nomi dei negozi da evitare a Brescia e dintorni, mandatemi una mail così non incappo in querele :P

Al momento sto cercando un negozio non troppo distante, che abbia una buona disponibilità di Ibanez di fascia alta (per capirci tipo JEM7V o RG3620Z) e risponda ai criteri indicati. Consigli per gli acquisti?