Venerdì sera: cena a Brescia
27 Marzo 2008
Rapido promemoria: domani sera cena blogger (e non solo) bresciani (e non solo).
Saranno presenti personalità di spicco della scena blogger bresciana quali FelDer, LuigiAna e l’uomo in grado di far collassare il nodo interbusiness di Brescia con la sola installazione di un firewall. Portate magliette, perizomi e scalpelli per gli autografi.
Nota a margine: mi sa che questa volta vengo disarmato (senza macchina fotografica), è ora di finirla di fare la figura dei giapponesi in crisi d’astinenza da reflex in mezzo a persone normali (fanno eccezione BarCamp e cene post BarCamp).
Perché non mi segui?
25 Marzo 2008
Tralasciando la risposta più ovvia (non scrivi nulla che reputo interessante), nell’ultimo periodo sto facendo le pulizie di primavera in Google Reader.
Feed tagliati
Vedi anche un vecchio post sull’argomento: il fatto che tu proponga, magari in modo consapevole, dei feed tagliati significa che vuoi “obbligarmi” a venire sul tuo sito. A questo punto tanto vale eliminare il tuo blog dal feed reader e fare un salto ogni tanto sul tuo sito, ammesso che tra un paio di mesi mi ricordi ancora l’indirizzo.
Feed flickrizzato
Il fatto che io sia interessato a quello che scrivi non implica che io sia anche interessato alle tue foto. Vuoi dare visibilità al tuo account su Flickr? Non c’è problema. Ogni tanto pubblica una foto, descrivila e invita il lettore a visitare il tuo account per vederne altre: non mi sembra troppo complicato.
Quello che scrivo su XYZ
Ammesso che un post alla settimana di questo tipo ci può anche stare, mi limito a fare una considerazione molto semplice: se fossi interessato a quello che scrivi su XYZ, probabilmente seguirei direttamente XYZ. Anzi, magari lo seguo già XYZ, quindi il tuo post diventa una fastidiosa duplicazione di contenuti.
Avrei altri cattivi esempi, ma per dare un’idea questi tre elementi sono più che sufficienti: alla fine ognuno è libero di usare il giocattolo come preferisce, solo non stupitevi se qualcuno smette di seguirvi
I blogroll poco rosa
16 Marzo 2008
Ci si chiede perché nel blogroll dei top blogger, ossia i blogger che stanno in cima a una qualche forma di classifica (fosse anche quella del condominio), ci sia scarsità di blogger femminili.
Fateci caso: i blogger maschi, anzi i blogstar, sono sessisti. Mi sono presa la briga di contare i link, a blog femminili, presenti in quelli più accreditati o più visitati. Davvero, si contano sulle dita di una mano, quando ci sono. Scegliete una classifica a caso e fate la prova.
Sui blogroll ci sarebbe da aprire una parentesi di dimensioni bibliche: se qualcuno si prendesse la briga di inventare il paraculometro, su alcuni blog di mia conoscenza questo fantascientifico strumento si metterebbe a suonare le Quattro stagioni di Vivaldi.
Gente che inserisce “tizio” nel blogroll sperando di essere notato o per restituire favori, in alcuni casi disperati ci butta dentro pure “caio”, noto amico/parente di “tizio” dotato di blog semisconosciuto, sperando di fare cosa gradita al bersaglio grosso.
Stabilita la mia personale avversione per i blogroll, trovo la risposta a questa domanda piuttosto semplice: la blogosfera è suddivisa in “gruppi sociali”, non chiusi ma in apparenza dotati di scarsa permeabilità, spesso formati da persone che si conoscono nella vita reale e, talvolta, collaborano a livello professionale. Qual è la percentuale di donne nel gruppo sociale etichettato “top blogger”? Scarsa. Questa percentuale inevitabilmente si riflette nel numero di donne presente nei famigerati blogroll.
Grazie a Dio (Vishnu, Buddha, Allah, fate vobis) quelle classifiche non sono misura della qualità, sono solo una rappresentazione della visibilità all’interno di un microcosmo decisamente piccolo, rumoroso ma pur sempre piccolo. Ci sono poche donne nei blogroll dei top-blogger? E dov’è il problema?
P.S. non perdete tempo a cercare un blogroll su questo sito
Sarà la primavera?
14 Marzo 2008
Oppure saranno le elezioni politiche in rapido avvicinamento, resta il fatto che la qualità dei post nel mio feed reader denota un progressivo appiattimento verso il basso – o meglio, verso lo zero. Ogni mattina mi tocca fare lo slalom tra illuminati post politici (tutti a pecora nella stessa direzione) e innovativi copia/incolla.
Pare che la moda del momento siano i video: il blogger – sfigato, asociale e dedito ad alcool/droga/prostituzione [cit. Graziottin] – si scopre fotogenico (illusione evidentemente creata dall’abuso di sostanze) e decide di apparire con il suo bel faccione e la sua calda voce impostata.
Il passo successivo – già timidamente iniziato – sarà l’analisi sociale della blogopalla: prenderanno un gruppo accuratamente selezionato di blogger, li rinchiuderanno in una casa con telecamere, ne studieranno i comportamenti sociali classificando specie, rituali di corteggiamento, tendenze e abitudini.
Forse è davvero il caso di approfittare del cambio di stagione per fare pulizia negli armadi di Google Reader. Inutile dire che l’orso che è in me gongola.
Non so voi, io vado a tirar fuori la moto dal garage ché fuori c’è un sole spettacolare.










