Pulizie di gennaio

15 gennaio 2012

Dopo le pulizie fatte sul sito di Mozilla Italia e il cambio di tema sul blog inglese (per un misto di pigrizia e curiosità ho scelto di utilizzare direttamente Twenty Eleven, il tema predefinito di WordPress, con alcune mie fotografie come header), stamattina era il turno di questo blog:

  • nuova immagine di testata con fotografia fresca di giornata. Nota di costume: per chi non l’avesse mai notato, il gecko tribale comparso in alto a destra verso la metà del 2010 è in realtà un tatuaggio;
  • drastica riduzione del numero di immagini, passando da 39 (225 KB) a 9 (115 KB) grazie all’utilizzo di sprite CSS;
  • rimozione dal CSS delle regole obsolete (per capirci, girava ancora roba con nome “blogbabel”…);
  • sostituito il badge di flickr utilizzato in home page con un widget (plugin FlickrPress);
  • installato un plugin per la condivisione (SexyBookmarks), così gli orsi di passaggio non possono più lamentarsi.

Sul fronte Hosting & Apache, ne ho approfittato per attivare mod_expires (per oscuri motivi ne avevo sempre ignorato l’esistenza).


A New Home

10 dicembre 2011

Information Highways

Benvenuti nella nuova casa :-)

Se state leggendo questo post significa che i DNS hanno terminato la loro magica e incomprensibile danza e il dominio punta al nuovo server. Per i più curiosi, il server scelto è l’EX4 (Intel® Core™ i7-2600 Quad-Core, 16 GB DDR3 RAM, 2×3 TB SATA 6 Gb/s HDD). Inizialmente avevo puntato l’EQ4, ma i soldi risparmiati evitando la licenza di Plesk (7,90 €/mese) li ho girati sul maggior costo di setup iniziale.

Un ringraziamento a Giovanni per avermi fatto scoprire Hetzner a suo tempo e Gianluca per il supporto morale (e quello pratico che dovrà darmi non appena esplode qualcosa).


Lavori in corso

9 dicembre 2011

Passi che su questo blog non ci scrivo molto ma ultimamente è diventato una tragedia farlo: il server è più lento di un bradipo zoppo (in questo momento recita “Load Averages: 10.39 12.93 15.21″, nell’ultimo periodo ho visto picchi di 70/80) e anche il server MySql non è messo tanto meglio.

Considerando che sullo stesso account DreamHost ospito anche siti web di test per clienti e altro materiale, la situazione non è più accettabile. Per questo motivo si trasloca su un server dedicato tedesco bello sovradimensionato. Essendomi improvvisato sistemista nelle ultime 48 ore, non è detto che tutto funzioni al primo colpo, nel caso portate pazienza ;-)

DreamHost rimane un ottimo fornitore di servizi a “basso” costo, per la quantità delle funzioni offerte e la rapidità del servizio clienti. I difetti sono fondamentalmente due:

  • se hai la sfiga di finire su un server intasato puoi fare ben poco: puoi chiedere di essere spostato ma non è detto che lo facciano e, soprattutto, potresti finire su una macchina messa ancora peggio;
  • hanno un simpatico demone che sega le gambe ai processi quando il consumo di memoria è eccessivo, il che non è particolarmente piacevole quando si utilizza WordPress. La loro risposta standard è “prenditi un VPS con memoria garantita”. Assurdità collegata: cliente1 con 100 domini, cliente2 con 1 solo dominio, il singolo processo ha la stessa quantità di memoria a disposizione, peccato che il secondo cliente, a parità di prezzo, stia usando un centesimo delle risorse rispetto all’altro.

Ci vediamo di là (spero) nei prossimi giorni, ancora non so di preciso quando inizierò il trasloco ;-)


Friendfeed for dummies

9 luglio 2009

ff_logoSono iscritto da diversi mesi a friendfeed e lo trovo, ad oggi, uno dei socialcazzi servizi più interessanti degli ultimi anni. Stabilito questo, l’obiettivo è quello di fare un minimo di chiarezza su alcuni aspetti controversi dello strumento.

Che cos’è friendfeed (detto FF dagli amici)? In estrema sintesi è un “aggregatore di flussi” che permette di concentrare la propria identità digitale in un unico luogo virtuale. Tradotto in “mangia come parli”: tu scrivi cavolate dove preferisci e le raggruppi su friendfeed, dove puoi condividerle con i tuoi amichetti digitali.

La moneta di scambio è il like: posso apprezzare con un like gli elementi che i miei amici hanno condiviso, ed eventualmente aggiungere un commento o partecipare alla discussione. La parte stimolante consiste nel fatto che, all’interno del mio flusso, vedrò anche elementi condivisi da perfetti sconosciuti che hanno ricevuto like/commenti dai miei amici. Fin qui tutto bene, ma… (era ovvio che ci fosse un ma) veniamo alla regole basilari di sopravvivenza.

Possono verificarsi occasionalmente episodi di information overload, detto anche scartavetramento di maroni, per cui il tuo flusso – giusto per fare un’ipotesi campata in aria – è invaso da confezioni di pasta da forno a microonde, bocce di rum o eventi di varia natura. La spiegazione è semplice: molti utenti lavorano per agenzie che si occupano di marketing, community, pubblicità, ecc. ecc. Basta saperlo, altrimenti ti viene il dubbio che il tizio che ha messo 30 like a una confezione di dentifricio, quel prodotto lo usi anche per pratiche di dubbia moralità.

Nell’ordine esistono: quelli che organizzano iniziative, gli amici di quelli che organizzano iniziative, quelli che lavorano per quelli che organizzano iniziative, e quelli (pochi) che apprezzano l’iniziativa. Per complicare ulteriormente, ci sono anche gli account aziendali, quelli che in realtà scrivono anche nell’account aziendale, e quelli che lavorano per l’azienda a cui l’account aziendale fa capo. Cristallino, no?

Il povero disperato ha due strumenti per difendersi: hide per nascondere una discussione fastidiosa, block per bloccare completamente un altro utente. Infatti non basta evitare di iscriversi all’idiota di turno, bisogna sperare che i tuoi amici non abbiano interazioni con il sopracitato idiota.

Per concludere, alcuni suggerimenti in pillole:

  • quelli con la malattia del “ma hai visto quello che ho scritto io qui?” esistono anche su Friendfeed (e di solito sono gli stessi che trovi nei blog);
  • iniziano a circolare aspiranti SEO (maledizione ai permalink per le discussioni);
  • c’è brutta gente che si scambia i “buongiorno” al mattino (ma stiamo cercando di curarli);
  • attenzione a chi insulti. Se osi esprimere opinioni meno che positive sul soggetto X, a seconda del soggetto X potresti scatenare una selva di like o una serie di commenti risentiti (in alcuni casi entrambi). In sostanza, occhio agli amici degli amici;
  • non cercare di attirare l’attenzione con battute ad effetto. Ci siamo passati tutti, alcuni ne sono anche usciti.
Tag Technorati:

Varie ed eventuali

20 maggio 2009

Potrei iniziare con «Ehi, non sono stato rapito dagli alieni!» e immaginare i vostri volti sconvolti dalla delusione per l’occasione perduta, oppure «Uh, guarda quante cose ho fatto in ‘sto periodo mentre tu stavi a pettinar le bambole» e immaginare la nuvoletta di insulti aleggiare sopra alla vostra testolina, ma anche no.

Partiamo dalle cazzabubbole bloggose: sabato prossimo c’è il WordCamp a Milano – evento in cui la nerditudine si taglierà con il coltello – e sono certo che Paolo abbia fatto un lavoro straordinario di organizzazione. Purtroppo quest’anno non sarò presente, per una serie di problemi fisici (ho le papille gustative interrotte, poi ci ho il gomito che fa contatto col ginocchio) e lavorativi. Battute a parte, a 32 anni mi ritrovo il fisico di un settantenne sfigato, quindi non me la sento di rischiare il sovraccarico e ritrovarmi a fare altri due mesi di passione&divano&medicinali.

Parlando di cose mozille:

  • oggi c’è lo string freeze per la prima release candidate di Firefox 3.5, quindi è probabile il rilascio per i primi di giugno;
  • a metà giugno si svolgerà a Ginevra un incontro riservato alle comunità europee di localizzatori più attive (Italia, Francia, Germania, Spagna, Danimarca). Si discuterà dei diversi metodi e strumenti di lavoro, dei possibili margini di miglioramento, di QA, ecc. ecc.

Chiudo con una segnalazione: questa mattina ho scoperto questo blog (tramite Punto Informatico), se vi interessa la materia “localizzazione” mi sembra una lettura moooolto interessante (e tremo all’idea che una professionista si ritrovi a leggere le vaccate prodotte da queste parti) ;-)


Ecco alcune delle start-up incontrate durante l’evento di Brescia.

Closr

Se ne è parlato su diversi blog nei giorni scorsi, e tra tutte le proposte sembra quella più interessante e promettente. Si tratta di una tecnologia che consente di caricare e condividere immagini di grandi dimensioni (fino a 100 megapixel), offrendo un visualizzatore in grado di gestire la rotazione e lo zoom delle immagini e ottimizzare il consumo di banda (fondamentale considerando le dimensioni dei file).

Le applicazioni possibili sono molte: immagini di natura medica (ad esempio una radiografia), architettura e beni culturali, cartografia, ecc. ecc. Closr non punta a diventare un rivale di Flickr, tant’è che l’aspetto community non viene preso in considerazione. Modello di business: account pro a pagamento (per il momento è gratuito).

WorkCity

Sistema web-based di gestione della fatturazione e della contabilità rivolto a piccoli professionisti. L’idea non è nuova, originale il modello di business:

  • la piattaforma è Open Source, rilasciata sotto licenza GPL;
  • il modello di business attualmente si basa sulla possibilità di avere un account pro a pagamento. L’obiettivo finale è quello di sostenersi “vendendo” la parte di consulenza contabile: il professionista inserisce le proprie fatture tramite l’applicazione web, un consulente gestisce la parte contabile.

Personalmente non sono così favorevole all’idea di avere un “consulente telematico”. Ci sono attività che non possono essere fatte a distanza: questo presuppone la presenza di una rete di consulenti distribuita in tutta Italia? Non si sta sottovalutando il rapporto di fiducia tra professionista e consulente?

Koinup

Un social network per mondi virtuali come Second Life o WoW. Idea interessante, se non fossi convinto del fatto che i mondi virtuali non abbiano margine di crescita (a meno di cambiamenti radicali nelle modalità di interazione), alla faccia dei grafici che prevedono l’esplosione di queste tecnologie nel 2011.

Modello di business: pubblicità (AdSense al momento, in futuro gestione diretta degli spazi pubblicitari e campagne mirate da parte dei gestori di mondi virtuali).

Cosmos

Sistema operativo realizzato in C# e rilasciato sotto licenza BSD. Forse avrebbe un senso se il progetto fosse mirato (ad esempio per sistemi embedded oppure per applicazioni real-time), personalmente non vedo l’utilità di reinventare la ruota. Modello di business non pervenuto.