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	<title>Commenti a: Il lavoratore autonomo</title>
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	<description>gli omini del computer domineranno il mondo</description>
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		<title>Di: JeKo</title>
		<link>http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/10/11/il-lavoratore-autonomo/comment-page-1/#comment-93866</link>
		<dc:creator>JeKo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 13:51:37 +0000</pubDate>
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		<description>@Valeria: sei davvero un&#039;ottima fonte di consigli. Vedrò di farne tesoro :)

Il problema con questo cliente (poi, giuro, chiudo che ho portato la discussione ampiamente Off Topic) è che alle spalle c&#039;era un contratto di assistenza una tantum. Mi pagassero a ore effettive sarebbe ben diverso... Il succo del discorso è: il committente spesso è convinto di sapere il fatto suo e vuole imporre le sue idee bislacche. E appena il lecchino di turno gli da ragione diventa automaticamente il genio illuminato. La prossima volta, a scanso di equivoci scriverò un rapportino... però non ha molto senso in frangenti del genere: se sono il loro consulente (e mi pagano per esserlo) dovrebbero automaticamente credermi... Per la carta intestata, bigliettini da visita eccetera aspetto di avere sta benedetta partita IVA che dovrebbe partire a giorni (appena il commercialista finirà di sbrogliare le pratiche)...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Valeria: sei davvero un&#8217;ottima fonte di consigli. Vedrò di farne tesoro <img src='http://www.pseudotecnico.org/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il problema con questo cliente (poi, giuro, chiudo che ho portato la discussione ampiamente Off Topic) è che alle spalle c&#8217;era un contratto di assistenza una tantum. Mi pagassero a ore effettive sarebbe ben diverso&#8230; Il succo del discorso è: il committente spesso è convinto di sapere il fatto suo e vuole imporre le sue idee bislacche. E appena il lecchino di turno gli da ragione diventa automaticamente il genio illuminato. La prossima volta, a scanso di equivoci scriverò un rapportino&#8230; però non ha molto senso in frangenti del genere: se sono il loro consulente (e mi pagano per esserlo) dovrebbero automaticamente credermi&#8230; Per la carta intestata, bigliettini da visita eccetera aspetto di avere sta benedetta partita IVA che dovrebbe partire a giorni (appena il commercialista finirà di sbrogliare le pratiche)&#8230;</p>
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		<title>Di: Valeria V.</title>
		<link>http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/10/11/il-lavoratore-autonomo/comment-page-1/#comment-93863</link>
		<dc:creator>Valeria V.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 11:23:01 +0000</pubDate>
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		<description>E’ vero, Jeko hai fatto tutto quello che potevi fare o quasi: mancava solo un rapportino scritto, chiamalo “appunti”, chiamalo “osservazioni”, da presentare sia prima che dopo il fataccio, a costo di perderci una giornata, una cosa non troppo lunga da dividere in paragrafi, tutti con il loro titolino in grassetto, spiegazione in linguaggio normale e poi &quot;nota tecnica&quot;. Aggiungerei una sciccheria, in prima pagina, un indice dei paragrafi... 
Sono d’accordo che sono proprio strani: decidono di fare un acquisto senza ascoltarti ingiungendoti di fare funzionare il baracchino che si sono procurati. 
Se non ti hanno ascoltato, vuol dire che non rispettano le tue conoscenze tecniche oppure, al contrario, pensano che tu sia un mago e che con la tua bacchetta magica sei in grado di creare un sistema informatico funzionante a partire da qualsiasi ortaggio. 
Sta a noi farci rispettare, anche con cose che a voi giovani molto tecnici e di “sostanza” possono sembrare inutili fronzoli. Certo che ci vuole sostanza ma anche l’immagine conta: è come regalare un diamante avvolto in carta da giornale la quale, ne converrete, ne sminuisce grandemente l’effetto. A parte l’arte di scrivere un rapportino convincente in buon italiano, senza troppi errori e ponderando bene ogni parola, avete mai creato una bella intestazione per le vostre comunicazioni scritte (circolari, lettere, mail, fax) ? Le vostre fatture hanno un look professionale? Avete un sito, uno straccio di pagina web? Vi fate vedere sempre con comodi jeans e scarpe da tennis? Vi presentate con cognome e nome come all&#039;anagrafe del comune? Avete stabilito rapporti di alleanza con colleghi anche di settori diversi ma affini o vicini da presentare all’azienda, magari non direttamente, in modo da non sembrare un povero cane sciolto? Purtroppo sono spesso cose che se non te le dicono si imparano solo con gli anni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E’ vero, Jeko hai fatto tutto quello che potevi fare o quasi: mancava solo un rapportino scritto, chiamalo “appunti”, chiamalo “osservazioni”, da presentare sia prima che dopo il fataccio, a costo di perderci una giornata, una cosa non troppo lunga da dividere in paragrafi, tutti con il loro titolino in grassetto, spiegazione in linguaggio normale e poi &#8220;nota tecnica&#8221;. Aggiungerei una sciccheria, in prima pagina, un indice dei paragrafi&#8230;<br />
Sono d’accordo che sono proprio strani: decidono di fare un acquisto senza ascoltarti ingiungendoti di fare funzionare il baracchino che si sono procurati.<br />
Se non ti hanno ascoltato, vuol dire che non rispettano le tue conoscenze tecniche oppure, al contrario, pensano che tu sia un mago e che con la tua bacchetta magica sei in grado di creare un sistema informatico funzionante a partire da qualsiasi ortaggio.<br />
Sta a noi farci rispettare, anche con cose che a voi giovani molto tecnici e di “sostanza” possono sembrare inutili fronzoli. Certo che ci vuole sostanza ma anche l’immagine conta: è come regalare un diamante avvolto in carta da giornale la quale, ne converrete, ne sminuisce grandemente l’effetto. A parte l’arte di scrivere un rapportino convincente in buon italiano, senza troppi errori e ponderando bene ogni parola, avete mai creato una bella intestazione per le vostre comunicazioni scritte (circolari, lettere, mail, fax) ? Le vostre fatture hanno un look professionale? Avete un sito, uno straccio di pagina web? Vi fate vedere sempre con comodi jeans e scarpe da tennis? Vi presentate con cognome e nome come all&#8217;anagrafe del comune? Avete stabilito rapporti di alleanza con colleghi anche di settori diversi ma affini o vicini da presentare all’azienda, magari non direttamente, in modo da non sembrare un povero cane sciolto? Purtroppo sono spesso cose che se non te le dicono si imparano solo con gli anni.</p>
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		<title>Di: JeKo</title>
		<link>http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/10/11/il-lavoratore-autonomo/comment-page-1/#comment-93860</link>
		<dc:creator>JeKo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 10:31:50 +0000</pubDate>
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		<description>@S.D.: appunto, è quello che mi fa girare le p...

@Valeria: ho parlato direttamente con i due capi, ho detto loro chiaramente che le loro necessità erano altre, che un informatico di professione è molto meglio informato dell&#039;ultimo arrivato, per brillante che possa sembrare. Le loro risposte sono state, come al solito &quot;eh, ma con la sua soluzione paghiamo la metà&quot;, &quot;secondo me nno abbiamo bisogno di un pc di architettura server, basta un normale pc... mio nipote dice che... bla bla bla&quot;... 
Il problema di questa azienda, così come tantissime altre è avere un consulente informatico e poi non ascoltarlo. Se io dico loro che serve xp pro e nno vista home, c&#039;è un motivo, sono disposto a spiegarlo in italiano e non in informatichese, ci mancherebbe altro... ma quando si parla di spese sopra le loro aspettative diventano irrimediabilmente sordi e ciechi, si buttano nelle mani del primo che passa e propone miracoli a costo zero e poi tu devi risolvere le magagne.
Da me volevano che riuscissi a far funzionare i loro pc nuovi con vista home premium nella loro complicatissima rete (vpn, dominio, nas vari, firewall e via discorrendo)... ovviamente gli ho spiegato che il sistema operativo non era adatto alle loro esigenze e che sistemare le cose implicava cambiarlo radicalmente. Si sono pure incazzati dicendo che non sapevo fare il mio mestiere e hanno minacciato di cambiare consulente... al che io gli ho salutati e gli ho augurato di trovare qualcuno che potesse risolvere il loro problema, ben sapendo che nessun professionista serio l&#039;avrebbe potuto/voluto fare... 
Concordo che un sito vale innanzitutto per quanto rende e non per quanto è bello... ma se devi programmare un gestionale tipo pannello di controllo per loro necessità specifiche, implementanto un database complicato, un modulo di invio files co ntanto di ridimensionamento pdf e pubblicazione automatica, non puoi farlo pagare 1000 euro...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@S.D.: appunto, è quello che mi fa girare le p&#8230;</p>
<p>@Valeria: ho parlato direttamente con i due capi, ho detto loro chiaramente che le loro necessità erano altre, che un informatico di professione è molto meglio informato dell&#8217;ultimo arrivato, per brillante che possa sembrare. Le loro risposte sono state, come al solito &#8220;eh, ma con la sua soluzione paghiamo la metà&#8221;, &#8220;secondo me nno abbiamo bisogno di un pc di architettura server, basta un normale pc&#8230; mio nipote dice che&#8230; bla bla bla&#8221;&#8230;<br />
Il problema di questa azienda, così come tantissime altre è avere un consulente informatico e poi non ascoltarlo. Se io dico loro che serve xp pro e nno vista home, c&#8217;è un motivo, sono disposto a spiegarlo in italiano e non in informatichese, ci mancherebbe altro&#8230; ma quando si parla di spese sopra le loro aspettative diventano irrimediabilmente sordi e ciechi, si buttano nelle mani del primo che passa e propone miracoli a costo zero e poi tu devi risolvere le magagne.<br />
Da me volevano che riuscissi a far funzionare i loro pc nuovi con vista home premium nella loro complicatissima rete (vpn, dominio, nas vari, firewall e via discorrendo)&#8230; ovviamente gli ho spiegato che il sistema operativo non era adatto alle loro esigenze e che sistemare le cose implicava cambiarlo radicalmente. Si sono pure incazzati dicendo che non sapevo fare il mio mestiere e hanno minacciato di cambiare consulente&#8230; al che io gli ho salutati e gli ho augurato di trovare qualcuno che potesse risolvere il loro problema, ben sapendo che nessun professionista serio l&#8217;avrebbe potuto/voluto fare&#8230;<br />
Concordo che un sito vale innanzitutto per quanto rende e non per quanto è bello&#8230; ma se devi programmare un gestionale tipo pannello di controllo per loro necessità specifiche, implementanto un database complicato, un modulo di invio files co ntanto di ridimensionamento pdf e pubblicazione automatica, non puoi farlo pagare 1000 euro&#8230;</p>
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		<title>Di: Software Developer</title>
		<link>http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/10/11/il-lavoratore-autonomo/comment-page-1/#comment-93858</link>
		<dc:creator>Software Developer</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 08:34:23 +0000</pubDate>
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		<description>@JeKo

Il fatto e&#039; che la qualita&#039; si paga. E molte aziende sono sorde quando si tratta di mettere mano al portafoglio, specie se si tratta di informatica. Molto meglio dare carta bianca al neo-assunto smanettone, che magari ci fa risparmiare con la mega-promozione in corso da MediaWorld. Il risultato e&#039; poi quello da te descritto.

Pero&#039; ancora una volta mi chiedo: se in quella stessa azienda fosse stato necessario un intervento all&#039;impianto di riscaldamento, e si fosse alzato un dipendente appassionato d&#039;idraulica pronto ad intervenire, cosa gli avrebbero risposto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@JeKo</p>
<p>Il fatto e&#8217; che la qualita&#8217; si paga. E molte aziende sono sorde quando si tratta di mettere mano al portafoglio, specie se si tratta di informatica. Molto meglio dare carta bianca al neo-assunto smanettone, che magari ci fa risparmiare con la mega-promozione in corso da MediaWorld. Il risultato e&#8217; poi quello da te descritto.</p>
<p>Pero&#8217; ancora una volta mi chiedo: se in quella stessa azienda fosse stato necessario un intervento all&#8217;impianto di riscaldamento, e si fosse alzato un dipendente appassionato d&#8217;idraulica pronto ad intervenire, cosa gli avrebbero risposto?</p>
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		<title>Di: Valeria V.</title>
		<link>http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/10/11/il-lavoratore-autonomo/comment-page-1/#comment-93857</link>
		<dc:creator>Valeria V.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 08:29:12 +0000</pubDate>
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		<description>@Jeko che dici &quot;Secondo voi hanno licenziato il neo assunto o hanno dato la colpa a me perché la loro rete era praticamente fottuta?&quot; Era ovvio che avrebbero buttato la colpa su di te. Perché chi ha preso la decisione di ascoltare il neo assunto non poteva riconoscere pubblicamente di averla sbagliata. Chi ha deciso è il vaso di ferro ... Chi si trova all&#039;interno dell&#039;azienda è sempre un vaso di ferro ... Come fare per non farsi schiacciare contro il muro? a) Cercare di individuare il vero capo al quale presentare le proprie obiezioni in privato in modo che se le trova corrette potrà fare dietro-front senza brutte figure. b) prima di parlare cercare di capire se la decisione è stata già presa in modo definitivo (anche in aziende private succede per ragioni più o meno chiare), e adeguarsi o tirarsi fuori. c) soprattutto, quando ti chiedono un parere SCRIVI, possibilmente in chiaro, non in computerese. Verba volant. Scommetto che adesso tutti sono convinti che sei stato tu ad aver dato il consiglio sbagliato ...
Albi: aggiungo una domandina. Chi si occuperà di esaminare i candidati a far parte dell&#039;albo? Non ditemi i professori universitari che fanno quei corsi. non so in altri settori IT, ma nel mio campo ho avuto modo di costatare personalmente che di siti non capiscono molto. Figuratevi cosa ne verrebbe fuori. 
Acquisizione clienti e prezzi: ricordiamoci che si ha a che fare con clienti che sono immersi nel business mentre noi siamo dei &#039;tecnici&#039; e di business capiamo poco. Quindi per loro è facile trattare in  loro favore con l&#039;aggiunta che nel 95% dei casi non capiscono il valore di un sito o di una rete ben fatta, quindi credono di non essere vulnerabili. La soluzione è rendere difficile una sostituzione ad esempio offrendo una gamma più estesa di servizi che in caso di cambiamento di consulente obbligherebbe il cliente a cambiare quasi tutto. L&#039;altro, coprirsi la schiena per quanto possibile:  il cliente si accorge subito che non sei vulnerabile e se sembri interessante, abbozza. Sito al disopra di 1000 Euro?  Ma certo! Il sito vale quanto rende e non quanto è bello, a meno che la bellezza sia un elemento primario, imprescindibile del suo successo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Jeko che dici &#8220;Secondo voi hanno licenziato il neo assunto o hanno dato la colpa a me perché la loro rete era praticamente fottuta?&#8221; Era ovvio che avrebbero buttato la colpa su di te. Perché chi ha preso la decisione di ascoltare il neo assunto non poteva riconoscere pubblicamente di averla sbagliata. Chi ha deciso è il vaso di ferro &#8230; Chi si trova all&#8217;interno dell&#8217;azienda è sempre un vaso di ferro &#8230; Come fare per non farsi schiacciare contro il muro? a) Cercare di individuare il vero capo al quale presentare le proprie obiezioni in privato in modo che se le trova corrette potrà fare dietro-front senza brutte figure. b) prima di parlare cercare di capire se la decisione è stata già presa in modo definitivo (anche in aziende private succede per ragioni più o meno chiare), e adeguarsi o tirarsi fuori. c) soprattutto, quando ti chiedono un parere SCRIVI, possibilmente in chiaro, non in computerese. Verba volant. Scommetto che adesso tutti sono convinti che sei stato tu ad aver dato il consiglio sbagliato &#8230;<br />
Albi: aggiungo una domandina. Chi si occuperà di esaminare i candidati a far parte dell&#8217;albo? Non ditemi i professori universitari che fanno quei corsi. non so in altri settori IT, ma nel mio campo ho avuto modo di costatare personalmente che di siti non capiscono molto. Figuratevi cosa ne verrebbe fuori.<br />
Acquisizione clienti e prezzi: ricordiamoci che si ha a che fare con clienti che sono immersi nel business mentre noi siamo dei &#8216;tecnici&#8217; e di business capiamo poco. Quindi per loro è facile trattare in  loro favore con l&#8217;aggiunta che nel 95% dei casi non capiscono il valore di un sito o di una rete ben fatta, quindi credono di non essere vulnerabili. La soluzione è rendere difficile una sostituzione ad esempio offrendo una gamma più estesa di servizi che in caso di cambiamento di consulente obbligherebbe il cliente a cambiare quasi tutto. L&#8217;altro, coprirsi la schiena per quanto possibile:  il cliente si accorge subito che non sei vulnerabile e se sembri interessante, abbozza. Sito al disopra di 1000 Euro?  Ma certo! Il sito vale quanto rende e non quanto è bello, a meno che la bellezza sia un elemento primario, imprescindibile del suo successo.</p>
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		<title>Di: JeKo</title>
		<link>http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/10/11/il-lavoratore-autonomo/comment-page-1/#comment-93856</link>
		<dc:creator>JeKo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 08:02:12 +0000</pubDate>
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		<description>Considerando che quel cliente lo seguivo oramai da più di un anno e che i lavori svolti per lui erano stati parecchi (soprattutto sulla lan che era un vero colabrodo), speravo di non dover mettere per iscritto ciò che più volte avevo ripetuto: un&#039;azienda seria ha bisogno di una struttura informatica seria. Pensavo che nno ci dovesse essere un&#039;altra riprova delle mie conoscenze, soprattutto rispetto al &quot;genio&quot; neo assunto... purtroppo sono sempre troppo ottimista circa l&#039;intelligenza umana...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Considerando che quel cliente lo seguivo oramai da più di un anno e che i lavori svolti per lui erano stati parecchi (soprattutto sulla lan che era un vero colabrodo), speravo di non dover mettere per iscritto ciò che più volte avevo ripetuto: un&#8217;azienda seria ha bisogno di una struttura informatica seria. Pensavo che nno ci dovesse essere un&#8217;altra riprova delle mie conoscenze, soprattutto rispetto al &#8220;genio&#8221; neo assunto&#8230; purtroppo sono sempre troppo ottimista circa l&#8217;intelligenza umana&#8230;</p>
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		<title>Di: pseudotecnico</title>
		<link>http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/10/11/il-lavoratore-autonomo/comment-page-1/#comment-93854</link>
		<dc:creator>pseudotecnico</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 07:14:12 +0000</pubDate>
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		<description>Per conto mio nemmeno quella della certificazione è una buona strada (a meno che venga svolta in modo molto diverso da quello che ho visto in giro negli ultimi anni): significa solo autorizzare un incapace a passarti davanti, alla faccia delle competenze reali (e non certificate, ché l&#039;esperienza non viene via un tanto al chilo).

Prendiamo il tuo ultimo esempio: se un cliente mi avvisa che ha deciso di cambiare tutte le macchine dell&#039;ufficio, non me ne sto fermo ad aspettare il danno.

Se il cliente non è nuovo, nel corso degli anni ho costruito un minimo di documentazione: quali macchine hanno, quali dispositivi di rete, com&#039;è strutturata fisicamente la rete, se ci sono software scomodi (che richiedono attivazioni, numeri di serie, licenze, chiamate all&#039;assistenza, ecc. ecc.). 

A costo di lavorare qualche ora gratis, faccio un preventivo (magari non richiesto espressamente) facendo l&#039;analisi della situazione attuale, quali nuove macchine devono essere acquistate e in che modo è possibile riciclare parte dell&#039;hardware o delle licenze. Giustificando le scelte. E non lo faccio a voce, lo faccio per iscritto in modo che il fenomeno di turno non possa mettermi in bocca parole che non ho mai detto. 

Hai voglia poi a darmi la colpa quando ti ho scritto chiaro e tondo che il sistema XYZ non andava bene.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per conto mio nemmeno quella della certificazione è una buona strada (a meno che venga svolta in modo molto diverso da quello che ho visto in giro negli ultimi anni): significa solo autorizzare un incapace a passarti davanti, alla faccia delle competenze reali (e non certificate, ché l&#8217;esperienza non viene via un tanto al chilo).</p>
<p>Prendiamo il tuo ultimo esempio: se un cliente mi avvisa che ha deciso di cambiare tutte le macchine dell&#8217;ufficio, non me ne sto fermo ad aspettare il danno.</p>
<p>Se il cliente non è nuovo, nel corso degli anni ho costruito un minimo di documentazione: quali macchine hanno, quali dispositivi di rete, com&#8217;è strutturata fisicamente la rete, se ci sono software scomodi (che richiedono attivazioni, numeri di serie, licenze, chiamate all&#8217;assistenza, ecc. ecc.). </p>
<p>A costo di lavorare qualche ora gratis, faccio un preventivo (magari non richiesto espressamente) facendo l&#8217;analisi della situazione attuale, quali nuove macchine devono essere acquistate e in che modo è possibile riciclare parte dell&#8217;hardware o delle licenze. Giustificando le scelte. E non lo faccio a voce, lo faccio per iscritto in modo che il fenomeno di turno non possa mettermi in bocca parole che non ho mai detto. </p>
<p>Hai voglia poi a darmi la colpa quando ti ho scritto chiaro e tondo che il sistema XYZ non andava bene.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: JeKo</title>
		<link>http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/10/11/il-lavoratore-autonomo/comment-page-1/#comment-93848</link>
		<dc:creator>JeKo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 00:24:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pseudotecnico.org/blog/?p=1610#comment-93848</guid>
		<description>@Claudio: proprio perché siamo in Italia necessitiamo di regole... e di rispetto delle stesse... Concordo pienamente con te sul fatto di non aver bisogno di una nuova casta che possa fare il bello ed il cattivo tempo. Concordo anche che un contratto nazionale possa dare una mano a dipanare il complicato settore informatico. Ciò che intendevo parlando di &quot;albo&quot; non era un qualcosa limitato ad un titolo di studio, non sono così ingenuo anche se può essere sembrato... Tu parli di certificazioni e controllo di qualità super partes: perfetto! ma chi può fare tutto questo? Forse un sindacato... o forse proprio nessuno perché la categoria è troppo ampia... Però dobbiamo renderci conto che siamo tanti... troppi per restare silenziosi a farci prendere per i fondelli.

@S.D.: tre settimane fa una ditta cui facevo consulenza ha deciso deciso di cambiare l&#039;organico pc per l&#039;azienda. Non hanno ascoltato i miei consigli, preferendo quelli del neo assunto uomo marketing (il classico smanettone). Morale della favola, dopo aver acquistato 8 macchine con Vista Home Basic al Carrefour, si sono resi conto che:
1) i programmi indispensabili al loro lavoro non girano sotto Vista;
2) l&#039;Home Basic ha miliardi di limitazioni sui protocolli di rete;
3) un backup server per 7 macchine che non supporta nessun tipo di raid e monta Vista H.B. è equivalente ad una macchina completamente inutile.

Secondo voi hanno licenziato il neo assunto o hanno dato la colpa a me perché la loro rete era praticamente fottuta?

Non sono più loro consulente... forse dovrei esserne contento...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Claudio: proprio perché siamo in Italia necessitiamo di regole&#8230; e di rispetto delle stesse&#8230; Concordo pienamente con te sul fatto di non aver bisogno di una nuova casta che possa fare il bello ed il cattivo tempo. Concordo anche che un contratto nazionale possa dare una mano a dipanare il complicato settore informatico. Ciò che intendevo parlando di &#8220;albo&#8221; non era un qualcosa limitato ad un titolo di studio, non sono così ingenuo anche se può essere sembrato&#8230; Tu parli di certificazioni e controllo di qualità super partes: perfetto! ma chi può fare tutto questo? Forse un sindacato&#8230; o forse proprio nessuno perché la categoria è troppo ampia&#8230; Però dobbiamo renderci conto che siamo tanti&#8230; troppi per restare silenziosi a farci prendere per i fondelli.</p>
<p>@S.D.: tre settimane fa una ditta cui facevo consulenza ha deciso deciso di cambiare l&#8217;organico pc per l&#8217;azienda. Non hanno ascoltato i miei consigli, preferendo quelli del neo assunto uomo marketing (il classico smanettone). Morale della favola, dopo aver acquistato 8 macchine con Vista Home Basic al Carrefour, si sono resi conto che:<br />
1) i programmi indispensabili al loro lavoro non girano sotto Vista;<br />
2) l&#8217;Home Basic ha miliardi di limitazioni sui protocolli di rete;<br />
3) un backup server per 7 macchine che non supporta nessun tipo di raid e monta Vista H.B. è equivalente ad una macchina completamente inutile.</p>
<p>Secondo voi hanno licenziato il neo assunto o hanno dato la colpa a me perché la loro rete era praticamente fottuta?</p>
<p>Non sono più loro consulente&#8230; forse dovrei esserne contento&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Software Developer</title>
		<link>http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/10/11/il-lavoratore-autonomo/comment-page-1/#comment-93846</link>
		<dc:creator>Software Developer</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 23:21:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pseudotecnico.org/blog/?p=1610#comment-93846</guid>
		<description>Vorrei buttare giu&#039; un piccolo spunto di riflessione prima di andare a letto:

Ho tra i miei clienti tre grandi aziende che insieme fanno la quasi totalita&#039; del mio fatturato. Ma i miei (nostri) target naturali sono le piccole e medie imprese. Le grandi aziende, soprattutto per i progetti importanti, non possono che avvalersi di partner importanti, con costi esponenzialmente maggiori ma dotati sulla carta di affidabilita&#039;.
Quanti di voi si sono scontrati con gli &quot;zucconi&quot; a capo delle PMI italiane? Gente che non e&#039; in grado di capire quanto potrebbero migliorare la redditivita&#039; della loro azienda se solo si affidassero a corretti strumenti informatici. Se proponi loro un progetto su misura, sbuffano al solo vedere quotazioni superiori ai 1000 euro. Non riescono a dare valore al software... forse perche&#039; non si misura in chili.

Tanto per fare un esempio, penso a quello che riescono a fare le grandi aziende del retail con le applicazioni di cui oggi sono necessariamente dotate per rimanere sul mercato. E penso a tutti quei piccoli retailer che potrebbero godere degli stessi strumenti - ovviamente su scala ridotta - e magari raddoppiare i profitti: ma guai ad investire in &quot;computer&quot;!

E, per riallacciarmi a quanto detto da altri negli interventi precedenti, mi e&#039; capitato molte volte di entrare in piccole aziende e scoprire &quot;software&quot; (le virgolette sono obbligatorie) realizzato dall&#039;amico o dal parente GRATUITAMENTE! Software che ovviamente ha portato piu&#039; danni che benefici... ma era gratis.
Anche questa e&#039; un&#039;anomalia della nostra attivita&#039;: mi piacerebbe sapere quante aziende ci sono in Italia che utilizzano torni, frese o presse fatte da qualche amico &quot;a scappatempo&quot;...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei buttare giu&#8217; un piccolo spunto di riflessione prima di andare a letto:</p>
<p>Ho tra i miei clienti tre grandi aziende che insieme fanno la quasi totalita&#8217; del mio fatturato. Ma i miei (nostri) target naturali sono le piccole e medie imprese. Le grandi aziende, soprattutto per i progetti importanti, non possono che avvalersi di partner importanti, con costi esponenzialmente maggiori ma dotati sulla carta di affidabilita&#8217;.<br />
Quanti di voi si sono scontrati con gli &#8220;zucconi&#8221; a capo delle PMI italiane? Gente che non e&#8217; in grado di capire quanto potrebbero migliorare la redditivita&#8217; della loro azienda se solo si affidassero a corretti strumenti informatici. Se proponi loro un progetto su misura, sbuffano al solo vedere quotazioni superiori ai 1000 euro. Non riescono a dare valore al software&#8230; forse perche&#8217; non si misura in chili.</p>
<p>Tanto per fare un esempio, penso a quello che riescono a fare le grandi aziende del retail con le applicazioni di cui oggi sono necessariamente dotate per rimanere sul mercato. E penso a tutti quei piccoli retailer che potrebbero godere degli stessi strumenti &#8211; ovviamente su scala ridotta &#8211; e magari raddoppiare i profitti: ma guai ad investire in &#8220;computer&#8221;!</p>
<p>E, per riallacciarmi a quanto detto da altri negli interventi precedenti, mi e&#8217; capitato molte volte di entrare in piccole aziende e scoprire &#8220;software&#8221; (le virgolette sono obbligatorie) realizzato dall&#8217;amico o dal parente GRATUITAMENTE! Software che ovviamente ha portato piu&#8217; danni che benefici&#8230; ma era gratis.<br />
Anche questa e&#8217; un&#8217;anomalia della nostra attivita&#8217;: mi piacerebbe sapere quante aziende ci sono in Italia che utilizzano torni, frese o presse fatte da qualche amico &#8220;a scappatempo&#8221;&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Claudio Cicali</title>
		<link>http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/10/11/il-lavoratore-autonomo/comment-page-1/#comment-93845</link>
		<dc:creator>Claudio Cicali</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 21:43:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pseudotecnico.org/blog/?p=1610#comment-93845</guid>
		<description>@JeKo, con gli albi la cura sarebbe peggio del male. Albo vuol dire &quot;listino prezzi&quot; blindato; albo vuol dire che se per qualche motivo non puoi farne parte sei &quot;fuori&quot; (io ho 20 anni di esperienza, ma non sono laureato). Albo vuol dire che chi è più furbo di me e di te ne approfitta, vendendo il fatto di essere iscritto più del valore della sua professionalità. Siamo in italia, vorrei ricordartelo.

La soluzione non c&#039;è, ma intanto inizierei a pensare ad un contratto nazionale del lavoro per gli informatici (assurda carenza, questa) dipendenti.

Poi invece di albo, parlerei di dare valore alle certificazioni - termine anche questo rischioso, lo ammetto...

Penserei anche a controlli di qualità da parte di enti super partes - lavoro con la pubblica amm.ne e ultimamente sono molto attenti alle norme sull&#039;accessibilità.

Farei contare di più le referenze per i lavori svolti...

Non so, insomma, però gli albi mi fanno rima con &quot;congrega&quot;, &quot;massoneria&quot;... cose così...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@JeKo, con gli albi la cura sarebbe peggio del male. Albo vuol dire &#8220;listino prezzi&#8221; blindato; albo vuol dire che se per qualche motivo non puoi farne parte sei &#8220;fuori&#8221; (io ho 20 anni di esperienza, ma non sono laureato). Albo vuol dire che chi è più furbo di me e di te ne approfitta, vendendo il fatto di essere iscritto più del valore della sua professionalità. Siamo in italia, vorrei ricordartelo.</p>
<p>La soluzione non c&#8217;è, ma intanto inizierei a pensare ad un contratto nazionale del lavoro per gli informatici (assurda carenza, questa) dipendenti.</p>
<p>Poi invece di albo, parlerei di dare valore alle certificazioni &#8211; termine anche questo rischioso, lo ammetto&#8230;</p>
<p>Penserei anche a controlli di qualità da parte di enti super partes &#8211; lavoro con la pubblica amm.ne e ultimamente sono molto attenti alle norme sull&#8217;accessibilità.</p>
<p>Farei contare di più le referenze per i lavori svolti&#8230;</p>
<p>Non so, insomma, però gli albi mi fanno rima con &#8220;congrega&#8221;, &#8220;massoneria&#8221;&#8230; cose così&#8230;</p>
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		<title>Di: JeKo</title>
		<link>http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/10/11/il-lavoratore-autonomo/comment-page-1/#comment-93844</link>
		<dc:creator>JeKo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 21:38:15 +0000</pubDate>
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		<description>scusate la grammatica a random... oggi è giornata davvero no...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusate la grammatica a random&#8230; oggi è giornata davvero no&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: JeKo</title>
		<link>http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/10/11/il-lavoratore-autonomo/comment-page-1/#comment-93843</link>
		<dc:creator>JeKo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 21:34:44 +0000</pubDate>
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		<description>Sto cercando di rispondere in modo sensato ma mi girano troppo le palle oggi...
Questo è il terzo take, abbiate pazienza:

@Valeria: in Italia c&#039;è gente che è stra protetta, che può fare tutto il nero che vuole ed avere sempre il culo parato... e ci sono altri che non fanno un filo di nero, che fatturano anche il cavo usb da 1,22 euro e ha la guardia di finanza e agenzia delle entrate ad alitargli sul collo e a pretendere la mazzetta (perché gli studi di settore 90 su 100 sono questo e null&#039;altro) legalizzata.

Se ti si rompe un tubo i ncasa chiami l&#039;idraulico, non quello smanettone del vicino di casa... Se devi fare un muro hai bisogno della concessione edilizia, se devi fare il sito di un comune no, basta il primo stronzo che passa... o meglio... le leggi ci sarebbero ma non vengono applicate da nessuno. Il wcag non lo conosce quasi nessuno, i parametri di accessibilità e gli standard css, xml (tanto per citarne alcuni) sono sconosciuti ai più. Ma io che mi sono fatto il mazzo per saperle queste cose, non posso farle fruttare e, anzi, se mi oso di chiedere 50 euro di più su un progetto da 1000 euro, sono un ladro perché &quot;il mio amico elettricista me lo fa a 200 euro&quot;. Il nostro lavoro non è rispettato per niente: alzi la mano chi ha sentito più di una volta un discorso quale &quot;voglio un lavoro fatto bene, sono disposto a pagarlo per quel che vale&quot;... scommetto che le mani alzate sarebbero pochissime.
Avere un albo, pur per utopico che possa essere obbligherebbe ad avere un certo rigore e certe conscienze che troppo spesso mancano. Se volessi farmi il progetto per la casa non potrei perché non sono geometra (o architetto), se volessi aprire una finestra in un muro non potrei perché mancherebbe l&#039;autorizzazione della commissione edilizia comunale... ma, hey, ho fatto sempre e solo il pastore fino all&#039;altro ieri, da oggi apro partita iva e sono un informatico... ma che c@##o! E il problema, sia chiaro, non è che voglio guadagnare 5000 euro al mese... mi piacerebbe non dover chiedere un presetito in banca per fare la spesa...

@Claudio: mi piacerebbe sapere chi è stato buttato fuori dalla porta... nemmeno con la lobby dei taxisti ci sono riusciti... Ma se alcuni possono essere protetti non vedo perché io debba restare fuori... sono forse cittadino di serie B? O garanzie per tutti o per nessuno.

@Pseudo: è appunto la sicurezza quella che manca... e soprattutto gente che legiferi conoscendo la materia che va a trattare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sto cercando di rispondere in modo sensato ma mi girano troppo le palle oggi&#8230;<br />
Questo è il terzo take, abbiate pazienza:</p>
<p>@Valeria: in Italia c&#8217;è gente che è stra protetta, che può fare tutto il nero che vuole ed avere sempre il culo parato&#8230; e ci sono altri che non fanno un filo di nero, che fatturano anche il cavo usb da 1,22 euro e ha la guardia di finanza e agenzia delle entrate ad alitargli sul collo e a pretendere la mazzetta (perché gli studi di settore 90 su 100 sono questo e null&#8217;altro) legalizzata.</p>
<p>Se ti si rompe un tubo i ncasa chiami l&#8217;idraulico, non quello smanettone del vicino di casa&#8230; Se devi fare un muro hai bisogno della concessione edilizia, se devi fare il sito di un comune no, basta il primo stronzo che passa&#8230; o meglio&#8230; le leggi ci sarebbero ma non vengono applicate da nessuno. Il wcag non lo conosce quasi nessuno, i parametri di accessibilità e gli standard css, xml (tanto per citarne alcuni) sono sconosciuti ai più. Ma io che mi sono fatto il mazzo per saperle queste cose, non posso farle fruttare e, anzi, se mi oso di chiedere 50 euro di più su un progetto da 1000 euro, sono un ladro perché &#8220;il mio amico elettricista me lo fa a 200 euro&#8221;. Il nostro lavoro non è rispettato per niente: alzi la mano chi ha sentito più di una volta un discorso quale &#8220;voglio un lavoro fatto bene, sono disposto a pagarlo per quel che vale&#8221;&#8230; scommetto che le mani alzate sarebbero pochissime.<br />
Avere un albo, pur per utopico che possa essere obbligherebbe ad avere un certo rigore e certe conscienze che troppo spesso mancano. Se volessi farmi il progetto per la casa non potrei perché non sono geometra (o architetto), se volessi aprire una finestra in un muro non potrei perché mancherebbe l&#8217;autorizzazione della commissione edilizia comunale&#8230; ma, hey, ho fatto sempre e solo il pastore fino all&#8217;altro ieri, da oggi apro partita iva e sono un informatico&#8230; ma che c@##o! E il problema, sia chiaro, non è che voglio guadagnare 5000 euro al mese&#8230; mi piacerebbe non dover chiedere un presetito in banca per fare la spesa&#8230;</p>
<p>@Claudio: mi piacerebbe sapere chi è stato buttato fuori dalla porta&#8230; nemmeno con la lobby dei taxisti ci sono riusciti&#8230; Ma se alcuni possono essere protetti non vedo perché io debba restare fuori&#8230; sono forse cittadino di serie B? O garanzie per tutti o per nessuno.</p>
<p>@Pseudo: è appunto la sicurezza quella che manca&#8230; e soprattutto gente che legiferi conoscendo la materia che va a trattare&#8230;</p>
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		<title>Di: Claudio Cicali</title>
		<link>http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/10/11/il-lavoratore-autonomo/comment-page-1/#comment-93838</link>
		<dc:creator>Claudio Cicali</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 18:38:23 +0000</pubDate>
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		<description>Valeria, ben detto. Lasciamo perdere gli albi, per favore, che tempo fa si parlava di elimiarli TUTTI. Li buttiamo dalla porta e li facciamo rientrare dalla finestra?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Valeria, ben detto. Lasciamo perdere gli albi, per favore, che tempo fa si parlava di elimiarli TUTTI. Li buttiamo dalla porta e li facciamo rientrare dalla finestra?</p>
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		<title>Di: pseudotecnico</title>
		<link>http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/10/11/il-lavoratore-autonomo/comment-page-1/#comment-93837</link>
		<dc:creator>pseudotecnico</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 18:35:00 +0000</pubDate>
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		<description>@jeko

Anche io penso che l&#039;albo sia solo controproducente. Se hai professionalità e sei onesto, il mercato riesci a fartelo senza bisogno di un titolo (magari ci metti del tempo, ma non è certo impossibile).  

Basterebbe solo un minimo di tutela in più e la possibilità di lavorare in santa pace, senza bisogno di correre dietro a leggi assurde e sotterfugi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@jeko</p>
<p>Anche io penso che l&#8217;albo sia solo controproducente. Se hai professionalità e sei onesto, il mercato riesci a fartelo senza bisogno di un titolo (magari ci metti del tempo, ma non è certo impossibile).  </p>
<p>Basterebbe solo un minimo di tutela in più e la possibilità di lavorare in santa pace, senza bisogno di correre dietro a leggi assurde e sotterfugi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Valeria</title>
		<link>http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/10/11/il-lavoratore-autonomo/comment-page-1/#comment-93834</link>
		<dc:creator>Valeria</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 14:20:30 +0000</pubDate>
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		<description>Per piacere toglietevi subito dalla mente l&#039;idea di un albo. Perché? Perché dove era possibile obbligare la gente a rivolgersi a determinate figure sono sorte gli albi, dove invece non è possibile uno &quot;strangolamento&quot; l&#039;albo è solo (e io aggiungo &quot;meno male&quot;) un sogno irragiungibile. Per strangolamento indico un passaggio OBBLIGATO quale, ad esempio, il riconoscimento ufficiale della proprietà di un immobile o di un veicolo solo quando l&#039;atto è firmato da un notaio o da un funzionario preposto o della legalità di una costruzione che richiede fra gli altri elementi che il progetto sia firmato da un architetto anche se, nel primo caso, vediamo che sono in realtà le signorine che lavorano dai notaio - spesso per un boccone di pane - ad occuparsi di tutta la procedura mentre il notaio si accontenta di far svolazzare la firma in calce, mentre nel secondo caso i geometri creano il progetto che poi viene firmato da qualche architetto che non capisce molto. Questi professionisti gente sono protetti proprio dal passaggio obbligato, mentre nel caso di un sito non è possibile obbligare la gente a rivolgersi ad un appartenente all&#039;albo. Solo quando avrete la soluzione qui permetterà di obbligare i clienti a sottostare a queste regole (non puoi avere un sito se non è firmato da un appartenente all&#039;albo dei webmaster) allora forse si potrebbe pensare ad un albo che permetterebbe ai suoi appartenenti di applicare delle tariffe &quot;succose&quot;, che è poi realmente quello che si vorrebbe dall&#039;albo. A parte il fatto che stiamo andando in senso contrario, ovvero verso l&#039;abolizione graduale di queste gilde medievali, ci sono comunque troppe persone che credono in tutta onestà di poter costruire un sito web. Un po&#039; di html, un po&#039; di dreamweaver e i clienti ci cascano purché sia a basso costo. Poiché è molto più facile abbassare i prezzi per far concorrenza, allora si grida all&#039;albo all&#039;albo sperando che mamma Stato ci tiri le castagne dal fuoco risolvendo il problema dei prezzi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per piacere toglietevi subito dalla mente l&#8217;idea di un albo. Perché? Perché dove era possibile obbligare la gente a rivolgersi a determinate figure sono sorte gli albi, dove invece non è possibile uno &#8220;strangolamento&#8221; l&#8217;albo è solo (e io aggiungo &#8220;meno male&#8221;) un sogno irragiungibile. Per strangolamento indico un passaggio OBBLIGATO quale, ad esempio, il riconoscimento ufficiale della proprietà di un immobile o di un veicolo solo quando l&#8217;atto è firmato da un notaio o da un funzionario preposto o della legalità di una costruzione che richiede fra gli altri elementi che il progetto sia firmato da un architetto anche se, nel primo caso, vediamo che sono in realtà le signorine che lavorano dai notaio &#8211; spesso per un boccone di pane &#8211; ad occuparsi di tutta la procedura mentre il notaio si accontenta di far svolazzare la firma in calce, mentre nel secondo caso i geometri creano il progetto che poi viene firmato da qualche architetto che non capisce molto. Questi professionisti gente sono protetti proprio dal passaggio obbligato, mentre nel caso di un sito non è possibile obbligare la gente a rivolgersi ad un appartenente all&#8217;albo. Solo quando avrete la soluzione qui permetterà di obbligare i clienti a sottostare a queste regole (non puoi avere un sito se non è firmato da un appartenente all&#8217;albo dei webmaster) allora forse si potrebbe pensare ad un albo che permetterebbe ai suoi appartenenti di applicare delle tariffe &#8220;succose&#8221;, che è poi realmente quello che si vorrebbe dall&#8217;albo. A parte il fatto che stiamo andando in senso contrario, ovvero verso l&#8217;abolizione graduale di queste gilde medievali, ci sono comunque troppe persone che credono in tutta onestà di poter costruire un sito web. Un po&#8217; di html, un po&#8217; di dreamweaver e i clienti ci cascano purché sia a basso costo. Poiché è molto più facile abbassare i prezzi per far concorrenza, allora si grida all&#8217;albo all&#8217;albo sperando che mamma Stato ci tiri le castagne dal fuoco risolvendo il problema dei prezzi</p>
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